Claudio Tamburrino

Accessibilità, Camera con sviste

Ignorata la normativa in materia di accesso all'informazione dal Parlamento stesso. Un esposto denuncia la situazione e scoperchia una generale inadempienza della PA

Roma - La Federazione italiana per il superamento dell'handicap (FISH) ha presentato un esposto all'Agenzia Italia Digitale (AgID) contro la Camera dei Deputati per denunciare il mancato adeguamento del loro sito alla normativa in materia di accesso all'informazione online. La situazione, d'altronde, è generale: pochi gli enti che hanno rispettato anche un minimo delle richieste fissate nell'Agenda Digitale per quanto riguarda l'accessibilità dei contenuti anche alle persone non vedenti o ipovedenti. Spesso i contenuti sono scarsamente fruibili da chiunque.

Esempio perfetto è il caso denunciato da FISH: il testo del disegno di legge di stabilità, pubblicato nel sito ufficiale, non risponde ai più elementari requisti di accessibilità essendo una scarna scannerizzazione che impedisce anche una banale ricerca testuale; stessa sorte, paradossalmente - che tocca alla VII Relazione sullo stato di applicazione della Legge 68 in materia di collocamento lavorativo delle persone con disabilità. Eppure da oltre dieci anni sono vigenti in Italia disposizioni, come la legge n.4 del 9 gennaio 2004, che impongono fra l'altro che le Pubbliche Amministrazioni forniscano informazioni in modo che siano accessibili e fruibili a tutti i Cittadini. Da ultimo con la Legge Stanca, poi, il Web della PA ha assunto l'impegno di adottare lo standard W3C WCAG 2.0.

Il tutto rientra d'altra parte in quegli obblighi stabiliti a livello internazionale: è la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata anche dal Parlamento italiano, che riconosce il diritto all'accesso all'informazione e, con l'articolo 21, che le persone con disabilità hanno diritto a ricevere informazioni su base di uguaglianza. Ma nel Paese che non riesce ad avere una finestra per promuovere il suo turismo pur avendo già speso per il sito in questione milioni di euro, appaiono molto difficili gli investimenti che sarebbero necessari a razionalizzare la questione dell'accesso ai dati ed ai documenti pubblici, non solo per non discriminare le persone con disabilità ma anche nell'ottica di una razionalizzazione della spesa ed una presunta riduzione dei costi attraverso l'utilizzo di formati aperti.
In questo complesso e bloccato quadro che vede normative esistenti ma non applicate si dovrebbe inseridire l'Agenzia per lItalia digitale (AgID), l'organismo istituito presso la Presidenza del Consiglio, che dovrebbe controllare quanto viene fatto per perseguire gli obiettivi della digitalizzazione e che ha predisposto uno specifico percorso di segnalazione per queste situazioni. AGID inoltre avrebbe già intrapreso una serie di azioni, tra cui una circolare che fornisce alle amministrazioni i modelli di supporto alla predisposizione degli Obiettivi di accessibilità, l'offerta dell'assistenza giuridica alle amministrazioni sull'applicazione delle norme in materia di accessibilità e le verifiche tecniche dei loro siti. Sul fronte dei controlli, poi, vi sarebbe il laboratorio di sperimentazione su usabilità e accessibilità nelle reti digitali in banda larga istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) presso l'Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell'Informazione (ISCTI), per indirizzare verso concrete linee di sviluppo i percorsi riconducibili alla cosiddetta e-Inclusion.

Stante tutto ciò la questione dell'accessibilità rimane bloccata, forse anche per la mancanza di sufficienti strumenti tecnici in mano agli amministratori. Come sottolinea Federico Morando di Nexa Center for Internet and Society e lead di Creative Commons Italia, appare difficile da parte dell'amministratore IT della PA trovare modelli di riferimento da applicare: eppure con investimenti minimi la PA avrebbe l'occasione di "sviluppare opportuni moduli per CMS open source diffusi e con community molto attive, come Drupal o Joomla, certificando il rispetto della normativa, e stendendo linee guida per un utilizzo coerente con la stessa".

Ora AGID avrà una nuova occasione per intervenire sulla questione: se rileverà la fondatezza della segnalazione FISH dovrà chiedere alla Camera l'adeguamento dei servizi erogati, assegnando un termine non superiore a 90 giorni per adempiere. E magari sarà l'occasione per trovare un metodo diverso (e più ampio) per approcciare in maniera pratica la questione, magari cercando di riformare la gestione dei sistemi informatici della PA ed adottando modelli aperti, sia come formati che nel senso della collaborazione con i cittadini-community.

Claudio Tamburrino
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8 Commenti alla Notizia Accessibilità, Camera con sviste
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  • La legge "Stanca" e non "Stanza" come scrive l'autore è la meno osservata dai nostri compaesani dopo il codice della strada.

    Il bello è che da diversi anni basta usare le versioni accessibili dei CMS open source (vedi per esempio il progetto Joomla! FAP), senza spendere un soldo.
    non+autenticato
  • La cosa che mi da più fastidio è l'asimmetria fra organi pubblici e cittadini.
    Il cittadino (singolare) se sbaglia non fa che un piccolissimo danno e viene punito dalle leggi e perseguitato finché non paga.
    Un politico che con una sola legge è in grado di creare danni a milioni di persone, non viene punito perché ha l'immunità (naturalmente auto-assegnata) e continua tranquillo la sua opera.
    Una istituzione, in grado di danneggiare moltitudini di persone, quando sbaglia può dire: abbiamo scherzato e non succede niente di particolare, a parte un po' di polverone mediatico.
    Se un organismo pubblico (politico, burocrate o ente) sbaglia e paga, lo fa con i soldi dei cittadini, non con i suoi (se è un ente i soldi sono SOLO dei cittadini).
    Questa è la demoniocrazia, nel mondo, non solo in italia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pilo
    > La cosa che mi da più fastidio è l'asimmetria fra
    > organi pubblici e
    > cittadini.
    > Il cittadino (singolare) se sbaglia non fa che un
    > piccolissimo danno e viene punito dalle leggi e
    > perseguitato finché non
    > paga.
    > Un politico che con una sola legge è in grado di
    > creare danni a milioni di persone, non viene
    > punito perché ha l'immunità (naturalmente
    > auto-assegnata) e continua tranquillo la sua
    > opera.
    > Una istituzione, in grado di danneggiare
    > moltitudini di persone, quando sbaglia può dire:
    > abbiamo scherzato e non succede niente di
    > particolare, a parte un po' di polverone
    > mediatico.
    > Se un organismo pubblico (politico, burocrate o
    > ente) sbaglia e paga, lo fa con i soldi dei
    > cittadini, non con i suoi (se è un ente i soldi
    > sono SOLO dei
    > cittadini).
    > Questa è la demoniocrazia, nel mondo, non solo in
    > italia.

    La cosa che mi da' piu' fastidio invece sono quelli che nonostante abbiano in fastidio questa asimmetria, poi quando c'e' da andare a votare, votano ancora per la casta regnante.
  • Eh caro panda rossa, sono daccordo con te.
    Purtroppo i requisiti per arrivare al potere, in qualunque posto di questo mondo, sono sempre gli stessi: chi ha meno scrupoli, capacitò strategiche, ed ha abilità istrioniche sufficienti, batte sempre tutti i concorrenti.
    Con queste premesse si può capire bene perché il mondo gira come gira.
    Questo da un punto di vista psicologico/sociologico.
    Da un punto di vista politico, gli schieramenti fanno anche il gioco delle parti che li hanno eletti, almeno per quanto sono costretti per salvare la loro sedia, e quindi si può scegliere il meno peggio; in italia è però davvero difficile capire chi sono i peggio e i meno peggio.
    Senza contare il fatto che il popolo è stato estromesso da alcuni diritti più importanti, grazie a leggi fatte approvare da uno degli istrionici più estremi degli ultimi decenni.
    Un affabulatore che forse trova il suo discepolo più dotato nel nostro attuale, naturalmente non eletto dal popolo, primo ministro....
    non+autenticato
  • > Un affabulatore che forse trova il suo discepolo
    > più dotato nel nostro attuale, naturalmente non
    > eletto dal popolo, primo
    > ministro....

    Ancora con questo errore.
    L'Italia non è una repubblica presidenziale, il capo del governo non è eletto dal popolo, così come non è eletto dal popolo il capo dello Stato. Il capo del governo viene designato dal capo dello Stato in base alle indicazioni dei capigruppi parlamentari e dei segretari di partito, e indirettamente, in base al risultato delle elezioni.
  • Non è un errore, Leguleio.
    Intendevo proprio ciò che ho scritto, per sottolineare come la gente sia sempre stata, ed ora lo è ancora di più, esautorata.
    Esautorare le persone è una delle strategie più importanti, che chi governa conosce bene, per imporre ciò che si desidera ed evitare ribellioni in grande stile, perché addormenta le persone facendole regredire allo stato di bambini.
    Ed è esattamente ciò che accade da decenni, non solo in italia, naturalmente.
    Lo vediamo ogni giorno, se abbiamo occhi per vedere.
    non+autenticato
  • > Non è un errore, Leguleio.
    > Intendevo proprio ciò che ho scritto,

    Veramente prima eri Pilo, non Oilo.


    > per
    > sottolineare come la gente sia sempre stata, ed
    > ora lo è ancora di più,
    > esautorata.

    Ma esautorata da cosa, scusa?
    La democrazia rappresentativa prevede che ci siano rappresentanti. E in particolare la democrazia rappresentativa italiana prevede che questi rappresentanti non li elegga direttamente l'elettore.
    Non è cambiato nulla.


    > Esautorare le persone è una delle strategie più
    > importanti, che chi governa conosce bene, per
    > imporre ciò che si desidera ed evitare ribellioni
    > in grande stile,

    Muʿammar Gheddafi e Zine Ben Ali dovevano esautorare di più i loro popoli, allora. La dose non è stata sufficiente.Occhiolino


    > perché addormenta le persone
    > facendole regredire allo stato di
    > bambini.

    Strana idea.
    Io da che ho ricordi nitidi in Italia vedo proteste, manifestazioni di piazza, litigi in tv e fuori dalla tv...
    Forse tu vedi un'Italia addormentata e pacifica di cui giornali e mass media non parlano.
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    Modificato dall' autore il 07 novembre 2014 15.47
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  • Un errore di battitura...
    Tu hai ragione ed io non ho torto (credo...), siamo solo su due frequenze differenti e vediamo quindi le stesse cose da due diversi punti di vista.
    Essendo un forum, qualcuno che legge potrà magari trarre vantaggio da questo.
    non+autenticato