Gaia Bottà

Marvel: Google vendichi gli Avengers

La Grande G dovrà consegnare gli indirizzi IP che potrebbero contribuire ad identificare il responsabile del caricamento di un trailer di The Avengers: Age of Ultron, condiviso in anticipo sui tempi di rilascio dettati da Marvel

Roma - Il trailer del prossimo capitolo della saga fumettistica dei Vendicatori, The Avengers: Age of Ultron, era comparso in Rete in anticipo sui tempi, prima del rilascio programmato da Marvel e da Disney: avrebbe dovuto lasciare a bocca aperta gli spettatori di della serie Marvel S.H.I.E.L.D, nel corso della puntata in onda negli States il 28 ottobre, invece è comparso in Rete con quasi una settimana di anticipo ad opera di un soggetto ignoto. Marvel ora cerca vendetta: intende rivalersi sul responsabile e ha chiesto a Google di collaborare.


Disney e Marvel, dopo un primo attimo di supereroico sconcerto, hanno riparato alla fuga del trailer caricando su YouTube un'anteprima di maggiore qualità video, facendo trasmettere altri contenuti esclusivi durante la programmazione televisiva e chiedendo, attraverso uno dei propri consulenti legali, la tempestiva rimozione dai server di Google del contenuto caricato illecitamente, il file denominato ap-tlr-l_int_360p.mp4. Ora è caccia aperta all'uploader.

Del sospetto si conosce l'identità con cui si presentava sui servizi della Grande G, John Gazelle: il profilo YouTube e l'account Google+ che rispondono a questo nome non sono che un ricordo nella cache del motore di ricerca. Ma Mountain View possiede informazioni che Marvel intende utilizzare per rintracciare il responsabile: per questo motivo la sussidiaria di Disney ha chiesto alle autorità statunitensi di imporre a Google di collaborare all'identificazione del soggetto.
Il tribunale californiano ha accolto ora la richiesta di Marvel: Google, il 18 novembre, dovrà fornire alla corte "tutte le informazioni identificative" relative all'utente che ha effettuato il caricamento. Nello specifico, oltre alle informazioni personali affidate a Google all'utente stesso, sono richiesti a Mountain View gli indirizzi IP corrispondenti all'abbonamento a Internet utilizzato dal fantomatico John Gazelle, quello con cui l'utente si presentava al momento della creazione dell'account Google e dei relativi profili YouTube e Google+, e quello da cui è avvenuto il caricamento del file, insieme a tutti gli indirizzi IP associati alle attività di John Gazelle nel mese trascorso tra il 22 settembre e il 22 ottobre 2014.

Se Google non si opporrà alla richiesta delle autorità, gli indirizzi IP potranno essere confrontati con i dati dei fornitori di connettività, a cui verrà probabilmente chiesto, a loro volta, di collaborare alle indagini. Il responsabile del caricamento di una copia lavoro di X-Men Origins: Wolverine in anticipo sui tempi di rilascio del film è stato condannato a un anno di carcere.

Gaia Bottà
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29 Commenti alla Notizia Marvel: Google vendichi gli Avengers
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  • dell'ADSL non sono blindate sino al computer questi non vanno da nessuna parte. E se fossero pure blindate l'IP identifica solo un'utenza non la persona fisica.
    non+autenticato
  • Roba da matti.
    Una dimostrazione di forza per un trailer, che può generare solo fastidio, tanto è evidente l'obiettivo manipolatorio di "punirne uno per educarne cento"....
    Inoltre se l'uploader ha un po' di buon senso, sarà impossibile risalire a lui, bastandogli usare Tor ad ogni accesso.
    Persino l'NSA deve scandagliare i server TOR MENTRE il "reato" viene compiuto; passato il momento non rimane più nulla da scandagliare...
    non+autenticato
  • - Scritto da: loinisi

    > Persino l'NSA deve scandagliare i server TOR
    > MENTRE il "reato" viene compiuto; passato il
    > momento non rimane più nulla da
    > scandagliare...

    beh, però magari un giorno inventeranno le memorie di massa, delle diavolerie in cui è possibile registrare i dati per 'scandagliarli' in un secondo tempo.
    Speriamo non accada Deluso Rotola dal ridere
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 09 novembre 2014 08.22
    -----------------------------------------------------------
  • è sufficiente avere il computer offline, poi è sufficiente boicottare il cloud, in particolare le applicazioni che funzionano in cloud da remoto. Sorride
    non+autenticato
  • Scandagliare gli hard disk?
    Beh, allora scandagliamo anche le agende, gli appunti della sorella del gestore dei server, e anche quelli degli amici...
    Tutto si può fare.
    Un commento inutile che non aggiunge informazione a quanto ho detto.
    Tipico dei tempi...
    non+autenticato
  • - Scritto da: loinisi

    > Un commento inutile che non aggiunge informazione
    > a quanto ho
    > detto.

    ahah Sorride
  • - Scritto da: Pasta alla Pirateria
    > - Scritto da: loinisi
    >
    > > Un commento inutile che non aggiunge
    > informazione
    > > a quanto ho
    > > detto.
    >
    > ahah Sorride

    Ecco, già questo di commento è più costruttivo. Continua così.
    non+autenticato
  • - Scritto da: loinisi

    > > ahah Sorride
    >
    > Ecco, già questo di commento è più costruttivo.
    > Continua
    > così.

    ah.... prenderla bene Sorride
  • - Scritto da: Pasta alla Pirateria
    > - Scritto da: loinisi
    >
    > > > ahah Sorride
    > >
    > > Ecco, già questo di commento è più
    > costruttivo.
    > > Continua
    > > così.
    >
    > ah.... prenderla bene Sorride

    Esatto.

    Vedi che se ti applichi appena un pochino ce la fai?
    non+autenticato
  • - Scritto da: loinisi
    > - Scritto da: Pasta alla Pirateria
    > > - Scritto da: loinisi
    > >
    > > > > ahah Sorride
    > > >
    > > > Ecco, già questo di commento è più
    > > costruttivo.
    > > > Continua
    > > > così.
    > >
    > > ah.... prenderla bene Sorride
    >
    > Esatto.
    >
    > Vedi che se ti applichi appena un pochino ce la
    > fai?


    ahah Sorride
  • ormai la gloriosa Marvel e' da tempo sottomessa agli azzeccagarbugli di Disney... quelli si che sono una vera macchina da guerra, altro che Ultron... Sonny Bono Act anyone?
    (e stiamo parlando solo di un pidocchioso trailer... )

    Cmq -apparentemente- l'uploader non sembra molto furboCon la lingua fuori ... usare google per queste cose.....
    non+autenticato
  • > ormai la gloriosa Marvel e' da tempo sottomessa
    > agli azzeccagarbugli di Disney...

    Forse perché dal 31 dicembre 2009 la Walt Disney detiene la Marvel Entertainment Inc.?
    Prezzo pagato: 4 miliardi di dollari.

    http://marvel.com/news/comics/10809/disney_complet...
    http://www.theguardian.com/business/2009/aug/31/di...

    Basta fare prodotti di successo, e si può rimanere indipendenti dagli appetiti delle case cinematografiche più grosse. Funziona così.


    > quelli si che
    > sono una vera macchina da guerra, altro che
    > Ultron... Sonny Bono Act
    > anyone?

    Sonny Bono è morto! †
  • >
    > > quelli si che
    > > sono una vera macchina da guerra, altro che
    > > Ultron... Sonny Bono Act
    > > anyone?
    >
    > Sonny Bono è morto! †

    Lui sarà morto ma il Sonny Bono Act o Copyright Term Extension Act esiste eccome.
  • > Sonny Bono Act
    > > > anyone?
    > >
    > > Sonny Bono è morto! †
    >
    > Lui sarà morto ma il Sonny Bono Act o Copyright
    > Term Extension Act esiste
    > eccome.

    Ma come mai la legge del 19 ottobre 1976, che ha esteso la protezione da 28 anni (rinnovabili) come era fin dal 1909 a 50 anni dalla morte non è altrettanto famigerata?
    Sarà perché nel 1976 non c'erano i partecipanti ai forum che per scelta religiosa consideravano il diritto d'autore il male assoluto?

    N.: L'UE ha esteso a 70 anni la protezione del diritto d'autore ben 5 anni prima degli Usa, nel 1993:

    http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML...

    Una volta tanto sono stati gli Usa ad adeguarsi all'Europa, e non viceversa.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Sonny Bono Act
    > > > > anyone?
    > > >
    > > > Sonny Bono è morto! †
    > >
    > > Lui sarà morto ma il Sonny Bono Act o
    > Copyright
    > > Term Extension Act esiste
    > > eccome.
    >
    > Ma come mai la legge del 19 ottobre 1976, che ha
    > esteso la protezione da 28 anni (rinnovabili)
    > come era fin dal 1909 a 50 anni dalla morte non è
    > altrettanto
    > famigerata?
    > Sarà perché nel 1976 non c'erano i partecipanti
    > ai forum che per scelta religiosa consideravano
    > il diritto d'autore il male
    > assoluto?

    O forse perché nel 1976 oltre ai partecipanti non c'erano i forum?

    >
    > N.: L'UE ha esteso a 70 anni la protezione del
    > diritto d'autore ben 5 anni prima degli Usa, nel
    > 1993:
    >
    > http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML
    >
    > Una volta tanto sono stati gli Usa ad adeguarsi
    > all'Europa, e non
    > viceversa.

    Qui ti pregherei di informarti meglio, il Copyright Act del 1976 prevedeva sì che il diritto d'autore avesse validità limitata a 50 anni, ma nel caso questi appartenessero a un'impresa questi avevano una durata di 75 anni. Esempio classico: il personaggio di Topolino era coperto da copyright per 50 anni perché ideato da Walt Disney, ma visto che apparteneva alla "The Walt Disney Company" questi duravano 75 anni. Che visto che stavano per scadere, grazie al Sonny Bono Act si sono prolungati. E già che ci siamo molti vorrebbero prorogare ulteriormente questo periodo all'infinito.

    Ora, prima che mi consideri un talebano dell'abolizione dei diritti d'autore. Per me, è un sacrosanto diritto di chi crea un'opera trarne il giusto guadagno. E per giusto non intendo porre dei limiti a quanto possa essere. Ma se i brevetti industriali hanno una validità limitata a 20 anni, perché i diritti d'autore durano invece da 5 a 8 volte questo periodo?
  • > > Ma come mai la legge del 19 ottobre 1976, che ha
    > > esteso la protezione da 28 anni (rinnovabili)
    > > come era fin dal 1909 a 50 anni dalla morte non
    > è
    > > altrettanto
    > > famigerata?
    > > Sarà perché nel 1976 non c'erano i partecipanti
    > > ai forum che per scelta religiosa consideravano
    > > il diritto d'autore il male
    > > assoluto?
    >
    > O forse perché nel 1976 oltre ai partecipanti non
    > c'erano i
    > forum?

    Io c'ero, anche se il diritto d'autore era l'ultimo dei miei interessi ricordo quel periodo come un mondo migliore: in Italia ci si incazzava, si uccideva anche, ma per degli ideali.Deluso


    > > N.: L'UE ha esteso a 70 anni la protezione del
    > > diritto d'autore ben 5 anni prima degli Usa, nel
    > > 1993:
    > >
    > >
    > http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML
    > >
    > > Una volta tanto sono stati gli Usa ad adeguarsi
    > > all'Europa, e non
    > > viceversa.
    >
    > Qui ti pregherei di informarti meglio, il
    > Copyright Act del 1976 prevedeva sì che il
    > diritto d'autore avesse validità limitata a 50
    > anni,

    Come era già in Europa da diverso tempo, per inciso.


    > ma nel caso questi appartenessero a
    > un'impresa questi avevano una durata di 75 anni.

    Sì, non è proprio così: si applica in caso di opera collettiva, come è un film, perché è spesso molto difficile stabilire quando muore l'ultimo che vi ha preso parte, fra le decine o centinaia di creatori, attori e comparse.
    Con l'estensione del 1998 il termine è passato da 75 a 95 anni dalla creazione. Sembra un'enormità, ma la legge italiana prende come termine a quo la morte dell'ultimo sopravvissuto: immagina un film che ha dei bambini fra gli interpreti: i diritti potrebbero tranquillamente scadere dopo 140 anni (80 anni circa di vita + 70 anni dalla morte)!

    Attenzione quindi a fare paragoni superficiali in base ad un confronto matematico.


    > Esempio classico: il personaggio di Topolino era
    > coperto da copyright per 50 anni perché ideato da
    > Walt Disney, ma visto che apparteneva alla "The
    > Walt Disney Company" questi duravano 75 anni.

    No, non è così.
    La legge del 1976 era leggermente diversa sul punto, ma non faceva distinzioni fra film prodotti da una persona sola (ammesso sia possibile), o da un collettivo studentesco, e film prodotti da una società per azioni.


    > visto che stavano per scadere, grazie al Sonny
    > Bono Act si sono prolungati.

    Anche questo è vero solo in parte: il primo film distribuito con protagonista Topolino è del 1928 ( Steamboat Willie ). Secondo la legge del 1976 i diritti sarebbero scaduti nel 2003; con l'estensione del 1998 questo termine slitta al 2023.
    "Stavano per scadere", dici? Mah... mancavano ancora 8 anni, dato che la prima proposta discussa al parlamento Usa è del febbraio 1995. Per questa estensione facevano il tifo molte industrie cinematografiche, non solo la Walt Disney.



    > E già che ci siamo
    > molti vorrebbero prorogare ulteriormente questo
    > periodo
    > all'infinito.

    Chi sono questi molti? Ci sono proposte di legge?
    Tutti qui si ricordano il nome di Sonny Bono, che come detto era già morto quando la legge venne approvata; in compenso nessuno ricorda il nome del relatore della legge messicana che porta a 100 anni la protezione dei diritti patrimoniali dell'opera dopo la morte.
    Chiediti, e soprattutto chiedi a te stesso, perché.


    > Ora, prima che mi consideri un talebano
    > dell'abolizione dei diritti d'autore. Per me, è
    > un sacrosanto diritto di chi crea un'opera trarne
    > il giusto guadagno. E per giusto non intendo
    > porre dei limiti a quanto possa essere.

    Sei in netta minoranza qui su PI.Occhiolino

    > Ma se i
    > brevetti industriali hanno una validità limitata
    > a 20 anni, perché i diritti d'autore durano
    > invece da 5 a 8 volte questo
    > periodo?

    Ma che paragoni fai? Ogni ambito del diritto immateriale (si chiama così) ha esigenze, e regole, proprie. Per dire: un marchio registrato, fintanto che è in uso, non scade mai. Il marchio "Monte dei Paschi di Siena" è ininterrottamente impiegato dal 1624, e non credo sarebbe auspicabile che in nome del copyleft o della licenza CC qualcuno usi quel nome per la propria banca, appoggiandosi alla circostanza che è stato depositato 390 anni fa.A bocca storta

    Il brevetto frutta solo quando è esclusivo (per quanto siano ammessi brevetti dati in licenza: ma sono casi specifici e abbastanza rari); il brevetto elimina la concorrenza sul campo per tot anni, ma il detentore in quegli anni deve saper sfruttare commercialmente l'invenzione con le sue forze. Per il diritto d'autore è esattamente il contrario: più un'opera viene utilizzata da terzi, in qualsiasi forma, e più frutta ai creatori. Il diritto d'autore regolamenta la filiera dei guadagni da creazione artistica, in modo che a tutti coloro che hanno contribuito alla composizione/creazione spetti il giusto, ma non impedisce in alcun modo a terzi di creare altri libri, film e musiche. Nel diritto d'autore non esiste l'invenzione o l'innovazione in senso astratto: al di là di chi abbia inventato il genere musicale del rock'n'roll, tutti hanno potuto buttarsi a cantarlo, dopo che è diventato di moda.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > Ma come mai la legge del 19 ottobre
    > 1976, che
    > ha
    > > > esteso la protezione da 28 anni
    > (rinnovabili)
    > > > come era fin dal 1909 a 50 anni dalla
    > morte
    > non
    > > è
    > > > altrettanto
    > > > famigerata?
    > > > Sarà perché nel 1976 non c'erano i
    > partecipanti
    > > > ai forum che per scelta religiosa
    > consideravano
    > > > il diritto d'autore il male
    > > > assoluto?
    > >
    > > O forse perché nel 1976 oltre ai
    > partecipanti
    > non
    > > c'erano i
    > > forum?
    >
    > Io c'ero, anche se il diritto d'autore era
    > l'ultimo dei miei interessi ricordo quel periodo
    > come un mondo migliore: in Italia ci si
    > incazzava, si uccideva anche, ma per degli
    > ideali.
    >Deluso
    E molto più semplicemente eri più impegnato in cose che ritenevi più importanti all'epoca. Ora c'è gente che ritiene la questione del copyright abbastanza importante.

    >
    >
    > > > N.: L'UE ha esteso a 70 anni la
    > protezione
    > del
    > > > diritto d'autore ben 5 anni prima degli
    > Usa,
    > nel
    > > > 1993:
    > > >
    > > >
    > >
    > http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML
    > > >
    > > > Una volta tanto sono stati gli Usa ad
    > adeguarsi
    > > > all'Europa, e non
    > > > viceversa.
    > >
    > > Qui ti pregherei di informarti meglio, il
    > > Copyright Act del 1976 prevedeva sì che il
    > > diritto d'autore avesse validità limitata a
    > 50
    > > anni,
    >
    > Come era già in Europa da diverso tempo, per
    > inciso.
    >
    >
    > > ma nel caso questi appartenessero a
    > > un'impresa questi avevano una durata di 75
    > anni.
    >
    > Sì, non è proprio così: si applica in caso di
    > opera collettiva, come è un film, perché è spesso
    > molto difficile stabilire quando muore l'ultimo
    > che vi ha preso parte, fra le decine o centinaia
    > di creatori, attori e comparse.
    >
    > Con l'estensione del 1998 il termine è passato da
    > 75 a 95 anni dalla creazione. Sembra un'enormità,
    > ma la legge italiana prende come termine
    > a quo la morte dell'ultimo
    > sopravvissuto: immagina un film che ha dei
    > bambini fra gli interpreti: i diritti potrebbero
    > tranquillamente scadere dopo 140 anni
    >
    (80 anni circa di vita + 70 anni
    > dalla
    > morte)!
    >
    > Attenzione quindi a fare paragoni superficiali in
    > base ad un confronto matematico.
    >
    >
    >
    > > Esempio classico: il personaggio di Topolino
    > era
    > > coperto da copyright per 50 anni perché
    > ideato
    > da
    > > Walt Disney, ma visto che apparteneva alla
    > "The
    > > Walt Disney Company" questi duravano 75
    > anni.
    >
    >
    > No, non è così.
    > La legge del 1976 era leggermente diversa sul
    > punto, ma non faceva distinzioni fra film
    > prodotti da una persona sola (ammesso sia
    > possibile), o da un collettivo studentesco, e
    > film prodotti da una società per
    > azioni.
    >
    >
    > > visto che stavano per scadere, grazie al
    > Sonny
    > > Bono Act si sono prolungati.
    >
    > Anche questo è vero solo in parte: il primo film
    > distribuito con protagonista Topolino è del 1928
    > ( Steamboat Willie ).
    > Secondo la legge del 1976 i diritti sarebbero
    > scaduti nel 2003; con l'estensione del 1998
    > questo termine slitta al
    > 2023.
    > "Stavano per scadere", dici? Mah... mancavano
    > ancora 8 anni, dato che la prima proposta
    > discussa al parlamento Usa è del febbraio 1995.
    > Per questa estensione facevano il tifo molte
    > industrie cinematografiche, non solo la Walt
    > Disney.

    Considerando iter legislativo e ricorsi possibili fino alla corte suprema direi che sono partiti appena in tempo. E infatti la corte suprema ha confermato la legittimità della legge solo nel 2003 contro il ricorso di Lessing.

    >
    >
    >
    >
    > > E già che ci siamo
    > > molti vorrebbero prorogare ulteriormente
    > questo
    > > periodo
    > > all'infinito.
    >
    > Chi sono questi molti? Ci sono proposte di legge?

    Citando la stessa Mary Bono:
    Come sapete, c'è una proposta che farebbe durare il copyright per sempre meno un giorno. Credo che dovrebbe essere presa in considerazione
    > Tutti qui si ricordano il nome di Sonny Bono, che
    > come detto era già morto quando la legge venne
    > approvata; in compenso nessuno ricorda il nome
    > del relatore della legge messicana che porta a
    > 100 anni la protezione dei
    > diritti patrimoniali dell'opera dopo la morte.
    >
    > Chiediti, e soprattutto chiedi a te stesso,
    > perché.

    Forse perché la produzione di opere messicane è solo una frazione, con percentuali da prefisso telefonico, di quelle statunitensi.
    >
    >
    >
    > > Ora, prima che mi consideri un talebano
    > > dell'abolizione dei diritti d'autore. Per
    > me,
    > è
    > > un sacrosanto diritto di chi crea un'opera
    > trarne
    > > il giusto guadagno. E per giusto non intendo
    > > porre dei limiti a quanto possa essere.
    >
    > Sei in netta minoranza qui su PI.Occhiolino
    >
    > > Ma se i
    > > brevetti industriali hanno una validità
    > limitata
    > > a 20 anni, perché i diritti d'autore durano
    > > invece da 5 a 8 volte questo
    > > periodo?
    >
    > Ma che paragoni fai? Ogni ambito del diritto
    > immateriale (si chiama così) ha esigenze, e
    > regole, proprie. Per dire: un marchio registrato,
    > fintanto che è in uso, non scade mai. Il marchio
    > "Monte dei Paschi di Siena" è ininterrottamente
    > impiegato dal 1624, e non credo sarebbe
    > auspicabile che in nome del copyleft o della
    > licenza CC qualcuno usi quel nome per la propria
    > banca, appoggiandosi alla circostanza che è stato
    > depositato 390 anni fa.
    >A bocca storta

    Del marchio commerciale registrato non si discute, serve a riconoscere un produttore/prodotto.
    >
    > Il brevetto frutta solo quando è esclusivo (per
    > quanto siano ammessi brevetti dati in licenza: ma
    > sono casi specifici e abbastanza rari); il
    > brevetto elimina la concorrenza sul campo per tot
    > anni, ma il detentore in quegli anni deve saper
    > sfruttare commercialmente l'invenzione con le sue
    > forze.
    Il brevetto rende sia in quanto rende esclusivo un prodotto sia per il commercio di licenze che è tutt'altro che raro. Così al volo, escludendo i patent-troll, potrei citarti Rambus che campa del commercio di licenze o Nokia che si è tenuta ben stretti i brevetti da cui tira fuori una buona percentuale dei suoi proventi.
  • > Ora
    > c'è gente che ritiene la questione del copyright
    > abbastanza
    > importante.


    Mettiamola così: nel 1976 c'era un forma di pirateria dei contenuti artigianale, fatta di audiocassette e di videocassette, per i pochi che avevano il videoregistratore. E basta. Ho cercato nell'archivio storico della Stampa e dell' Unità , nel 1976 in Italia nessuno si diede la pena di parlarne: niente, rien, nada, ničto, nothing.

    Invece nel 1998 lo scambio di file era già iniziato su internet, e per di più i gruppi di discussione fra i principali argomenti avevano le leggi che lo rendevano illecito. Per il fatto che il mezzo era nuovo e lo usavano loro , loro si sentivano autorizzati a pontificare, pensando di avere voce in capitolo per questo.

    Inutile dire che da un punto di vista tecnico, strettamente legislativo, le due legge sono perfettamente analoghe: entrambe si occupano di diritto d'autore, entrambe parlano di durata della copertura, entrambe sono state approvate dal Congresso. In 22 anni son cambiati i commentatori, non è cambiata la sostanza.


    > > "Stavano per scadere", dici? Mah... mancavano
    > > ancora 8 anni, dato che la prima proposta
    > > discussa al parlamento Usa è del febbraio
    > 1995.
    > > Per questa estensione facevano il tifo molte
    > > industrie cinematografiche, non solo la Walt
    > > Disney.

    > Considerando iter legislativo e ricorsi possibili
    > fino alla corte suprema direi che sono partiti
    > appena in tempo. E infatti la corte suprema ha
    > confermato la legittimità della legge solo nel
    > 2003 contro il ricorso di
    > Lessing.

    Lawrence Lessig, non Lessing.
    Cosa c'entrano i possibili ricorsi? Se la legge fosse stata approvata nel dicembre 2002 i diritti delle case cinematografiche che operavano fin dal 1928 sarebbero stati salvi, tali e quali. La Corte Suprema avrebbe dato ragione anche così, un anno dopo o dieci non conta: una causa non costituisce una sospensiva.


    > > Chi sono questi molti? Ci sono proposte di
    > legge?
    >
    > Citando la stessa Mary Bono:

    > Come sapete, c'è una proposta che farebbe durare
    > il copyright per sempre [...]

    Orribile traduzione. Citiamo l'intervento di Mary Bono, vedova di Sonny, alla Camera dei rappresentanti nel 1998 in originale:

    " Actually, Sonny wanted the term of copyright protection to last forever. I am informed by staff that such a change would violate the Constitution. I invite all of you to work with me to strengthen our copyright laws in all of the ways available to us. As you know, there is also Jack Valenti’s proposal for term to last forever less one day. Perhaps the Committee may look at that next Congress ".

    Come vedi, cita i pareri di altri, il defunto marito e Jack Valenti.
    Nessuna proposta di legge del genere è mai stata presentata, né prima né dopo questo intervento, e lei è stata sconfitta alle elezioni del 2012. Jack Valenti è morto nel 2007.


    > Forse perché la produzione di opere messicane è
    > solo una frazione, con percentuali da prefisso
    > telefonico, di quelle
    > statunitensi.

    Tu dici? 109 titoli di film elencati da IMdb per il 2013:

    http://www.imdb.com/search/title?at=0&countries=mx...

    A livello discografico, sempre nel 2013, vedo ben 687 uscite, fra CD vinili ed .mp3, su discogs:

    http://www.discogs.com/search/?sort=year%2Cdesc&q=...

    In genere i Paesi che non hanno una produzione propria non pensano molto al diritto d'autore...
    Il silenzio sull'iniziativa messicana è dovuto, banalmente, alla circostanza che in Italia i loro film e la loro musica non interessano, non li scaricherebbero mai, mentre c'è gente che sbava per quelli statunitensi. Diciamola giusta.

    > Il
    > marchio
    > > "Monte dei Paschi di Siena" è
    > ininterrottamente
    > > impiegato dal 1624, e non credo sarebbe
    > > auspicabile che in nome del copyleft o della
    > > licenza CC qualcuno usi quel nome per la
    > propria
    > > banca, appoggiandosi alla circostanza che è
    > stato
    > > depositato 390 anni fa.
    > >A bocca storta
    >
    > Del marchio commerciale registrato non si
    > discute, serve a riconoscere un
    > produttore/prodotto.

    Meno male che non c'è polemica anche su questo. Sui forum di internet ci si aspetta di tutto.A bocca storta


    > Il brevetto rende sia in quanto rende esclusivo
    > un prodotto sia per il commercio di licenze
    > che è tutt'altro che raro. Così al volo, escludendo
    > i patent-troll, potrei citarti Rambus che campa
    > del commercio di licenze o Nokia che si è
    > tenuta ben stretti i brevetti da cui tira
    > fuori una buona percentuale dei suoi proventi.

    Messa giù così la frase non esprime nulla nell'ambito della differenza fra diritto d'autore e brevetto.
    Cominciamo a parlare di valore: se sono tecnologie digitali, informatiche, le cifre in dollari sono a otto o nove zeri:

    http://www.forbes.com/sites/forbesleadershipforum/.../

    Si tratta di pacchetti di brevetti, vero. Per un raffronto, Michael Jackson aveva acquistato i diritti di (quasi) tutte le canzoni dei Beatles + 4000 altri brani meno famosi per appena 47 milioni e mezzo di dollari del 1985.Sorride

    Parliamo anche delle violazioni: la Kodak quando perse contro la Polaroid per 7 brevetti delle fotografie istantanee fu non solo costretta a pagare 925 milioni di dollari, ma anche a ritirare dal mercato la sua macchina fotografica e relative pellicole.

    http://library.ryerson.ca/asc/2013/08/kodak-versus.../

    Bene, con il diritto d'autore non avviene mai, malgrado sulla carta sia possibile: è noto che l'inizio della canzone "Ghostbusters" era copiato da "I want a new drug" di Huey Lewis. A nessun giudice venne in mente di ritirarla dal commercio, Ray Parker jr. pagò con un accordo stragiudiziale e chi vuole vedere il film omonimo la sente così com'era stata incisa.

    Infine, parliamo del meccanismo: io posso anche ritenere che la mia canzone depositata alla SIAE valga un milione. Peccato che finché non la incido, finché nessuna radio la trasmette, finché non viene inserita in spot pubblicitari o film, finché nessuno la canta dal vivo né ne fa la cover, la canzone vale zero. È il riutilizzo che dà valore, non certo tenerla nel cassetto.
    Se coi brevetti fosse così, che cioè chiunque li riutilizza come meglio crede pagando tot diritti, dubito seriamente che si investirebbero così tanti milioni e così tanto tempo in ricerca e in sperimentazioni. Tanto vale aspettare che lo brevetti qualcun altro... e quel qualcun altro potrebbe non farlo mai.Triste
  • > Mettiamola così: nel 1976 c'era un forma di
    > pirateria dei contenuti artigianale, fatta di
    > audiocassette e di videocassette, per i pochi che
    > avevano il videoregistratore.

    Oddio, la pirateria c'era, e se non ricordo male su alcuni LP c'era già il messaggio che copiare la musica su audiocassetta era illegale. Quanto alle cassette pirata le bancarelle ne erano piene.

    > Invece nel 1998 lo scambio di file era già
    > iniziato su internet, e per di più i gruppi di
    > discussione fra i principali argomenti avevano le
    > leggi che lo rendevano illecito. Per il fatto che
    > il mezzo era nuovo e lo usavano loro
    >
    , loro si sentivano autorizzati a
    > pontificare, pensando di avere voce in capitolo per questo.
    >
    > Inutile dire che da un punto di vista tecnico,
    > strettamente legislativo, le due legge sono
    > perfettamente analoghe: entrambe si occupano di
    > diritto d'autore, entrambe parlano di durata
    > della copertura, entrambe sono state approvate
    > dal Congresso. In 22 anni son cambiati i
    > commentatori, non è cambiata la sostanza.

    Da un punto strettamente legislativo non è cambiata la sostanza, ma inspiegabilmente ne è cambiata la durata, sempre a detrimento del pubblico.

    >
    > "Stavano per scadere", dici? Mah...
    > mancavano ancora 8 anni, dato che la prima proposta
    > discussa al parlamento Usa è del febbraio 1995.
    > Per questa estensione facevano il tifo molte industrie cinematografiche, non solo la Walt Disney.
    >
    > > Considerando iter legislativo e ricorsi possibili
    > > fino alla corte suprema direi che sono partiti
    > > appena in tempo. E infatti la corte suprema ha
    > > confermato la legittimità della legge solo nel
    > > 2003 contro il ricorso di Lessing.
    >
    > Lawrence Lessig, non Lessing.

    Questo è un chiaro errore di battitura.

    > Cosa c'entrano i possibili ricorsi? Se la legge
    > fosse stata approvata nel dicembre 2002 i diritti
    > delle case cinematografiche che operavano fin dal
    > 1928 sarebbero stati salvi, tali e quali. La
    > Corte Suprema avrebbe dato ragione anche così, un
    > anno dopo o dieci non conta: una causa non
    > costituisce una sospensiva.

    Cambia che se avesse dato torto la legge sarebbe stata dichiarata incostituzionale. Devo dirtelo cosa succede in questo caso?

    Citiamo l'intervento di Mary Bono, vedova di Sonny, alla Camera dei rappresentanti nel 1998 in originale:
    [cut.. ]

    Che infatti invita a seguire la proposta di Valenti per prorogare ulteriormente la scadenza dei diritti.

    > Come vedi, cita i pareri di altri, il defunto
    > marito e Jack Valenti.
    Il fatto che entrambi siano defunti non vuol dire che siano state accantonate le loro proposte.
    >
    > Nessuna proposta di legge del genere è mai stata
    > presentata, né prima né dopo questo intervento, e
    > lei è stata sconfitta alle elezioni del 2012.
    > Jack Valenti è morto nel
    > 2007.
    In primis non è arrivata al congresso, non so se sia arrivata come proposta in commissione (o come si chiama negli states).
    E secondo non è che Valenti sia un osservatore indipendente, anzi era attento ai suoi interessi.

    >
    > Forse perché la produzione di opere messicane è
    > solo una frazione, con percentuali da prefisso
    > telefonico, di quelle statunitensi.
    >
    > Tu dici? 109 titoli di film elencati da IMdb per il 2013:
    >
    > http://www.imdb.com/search/title?at=0&countries=mx
    >
    Secondo la stessa fonte quelle 109 opera rappresentano quantitativamente meno del 3% della produzione statunitense.

    > A livello discografico, sempre nel 2013, vedo ben
    > 687 uscite, fra CD vinili ed .mp3, su
    > discogs:
    >
    > http://www.discogs.com/search/?sort=year%2Cdesc&q=
    In questo caso vorrei vedere quante di queste uscite varcano i confini.
    E in ogni caso per me anche questa legge rimane una porcata al pari di quella USA

    > In genere i Paesi che non hanno una produzione
    > propria non pensano molto al diritto d'autore...
    > Il silenzio sull'iniziativa messicana è dovuto,
    > banalmente, alla circostanza che in Italia i loro
    > film e la loro musica non interessano, non li
    > scaricherebbero mai, mentre c'è gente che sbava
    > per quelli statunitensi. Diciamola
    > giusta.
    >
    >
    > > Il brevetto rende sia in quanto rende esclusivo
    >
    > > un prodotto sia per il commercio di licenze
    > > che è tutt'altro che raro. Così al volo,
    > escludendo i patent-troll, potrei citarti Rambus che campa
    > del commercio di licenze o Nokia che si è
    > tenuta ben stretti i brevetti da cui tira
    > fuori una buona percentuale dei suoi proventi.
    >
    > Messa giù così la frase non esprime nulla
    > nell'ambito della differenza fra diritto d'autore
    > e
    > brevetto.
    > Cominciamo a parlare di valore: se sono
    > tecnologie digitali, informatiche, le cifre in
    > dollari sono a otto o nove zeri:
    >
    > http://www.forbes.com/sites/forbesleadershipforum/

    Giusto questo, pacchetti di brevetti del valore a otto o nove zeri hanno durata ventennale. Poi passano di pubblico dominio.

    >
    > Si tratta di pacchetti di brevetti, vero. Per un
    > raffronto, Michael Jackson aveva acquistato i
    > diritti di (quasi) tutte le canzoni dei Beatles +
    > 4000 altri brani meno famosi per appena 47
    > milioni e mezzo di dollari del 1985.
    >Sorride
    Sinceramente se il venditore ha chiesto quella cifra o pensava di non poterne tirare fuori di più o ha svenduto per liberarsene. Ma la cosa è ininfluente nel discorso.

    >
    > Infine, parliamo del meccanismo: io posso anche
    > ritenere che la mia canzone depositata alla SIAE
    > valga un milione. Peccato che finché non la
    > incido, finché nessuna radio la trasmette, finché
    > non viene inserita in spot pubblicitari o film,
    > finché nessuno la canta dal vivo né ne fa la
    > cover, la canzone vale zero. È il riutilizzo
    > che dà valore, non certo tenerla nel
    > cassetto.
    > Se coi brevetti fosse così, che cioè chiunque li
    > riutilizza come meglio crede pagando tot diritti,
    > dubito seriamente che si investirebbero così
    > tanti milioni e così tanto tempo in ricerca e in
    > sperimentazione.

    Questa è la definizione di patent-troll. Registra un brevetto, attende che a qualcun altro venga la stessa idea e la realizza e lo chiama in giudizio per violazione di brevetto. Mai sentito di casi come questo?
  • P.S. ho dovuto cancellare un po' di roba per i limiti di caratteri imposti da PI
  • > Oddio, la pirateria c'era, e se non ricordo male
    > su alcuni LP c'era già il messaggio che copiare
    > la musica su audiocassetta era illegale. Quanto
    > alle cassette pirata le bancarelle ne erano
    > piene.

    Mai negato che ci fosse. Ma le cifre in ballo erano ben diverse.


    > Da un punto strettamente legislativo non è
    > cambiata la sostanza, ma inspiegabilmente ne è
    > cambiata la durata, sempre a detrimento del
    > pubblico.

    È un pretesto, un alibi morale per poter dire a sé stessi che si fa cosa buona e giusta scaricando da siti pirata.
    Se nel 1998 l'allungamento dei termini da 75 a 95 anni dalla creazione non fosse stato approvato, limitandoci a Walt Disney, nel 2003 sarebbe stato in pubblico dominio Steamboat Willie , e nel 2004 Plane crazy e The karnival kid . Sai che roba!A bocca aperta
    Per Biancaneve e i sette nani sarebbe stato necessario aspettare fino al 2012. Davvero nella vita dei fruitori del 1998 ci sarebbe stato questo gran cambiamento?
    Ti segnalo inoltre che alcuni lavori di Walt Disney sono già in pubblico dominio anche con la legge nuova: cito Trolley troubles del 1927 e Alice's Wonderland del 1923.
    Non li guarda nessuno, ma che posso farci? La roba scaricata è più buona.Occhiolino


    > > Cosa c'entrano i possibili ricorsi? Se la
    > legge
    > > fosse stata approvata nel dicembre 2002 i
    > diritti
    > > delle case cinematografiche che operavano
    > fin
    > dal
    > > 1928 sarebbero stati salvi, tali e quali. La
    > > Corte Suprema avrebbe dato ragione anche
    > così,
    > un
    > > anno dopo o dieci non conta: una causa non
    > > costituisce una sospensiva.
    >
    > Cambia che se avesse dato torto la legge sarebbe
    > stata dichiarata incostituzionale.

    Stai usando l'approccio controfattuale. La Corte Suprema non ha dato torto alla legge, è perfettamente costituzionale, e se anche la causa fosse stata nel 2014 anziché nel 2003 non avrebbe cambiato il verdetto.
    Fra il 1998 e il 2003 la nuova legge era perfettamente in vigore, ripeto, mica stavano lí ad aspettare il parere della Corte!
    La tua è una questione manifestamente infondata.


    > Che infatti invita a seguire la proposta di
    > Valenti per prorogare ulteriormente la scadenza
    > dei
    > diritti.

    Non è che invita: auspica un approfondimento in una prossima occasione, ma è un pour parler .
    Lei stessa ammette che non sarebbe costituzionale, più chiaro di così.


    > > Come vedi, cita i pareri di altri, il defunto
    > > marito e Jack Valenti.

    > Il fatto che entrambi siano defunti

    No, Mary Bono è viva, ma è fuori dalla vita politica.

    > non vuol dire
    > che siano state accantonate le loro proposte.

    Tua frase:
    " E già che ci siamo molti vorrebbero prorogare ulteriormente questo periodo all'infinito ".
    Scrivi al presente: quindi citami le proposte dei molti di adesso, per cortesia, non quelle di 16 anni fa. Non chiedo altro.


    > In primis non è arrivata al congresso, non so se
    > sia arrivata come proposta in commissione (o come
    > si chiama negli
    > states).

    Non è mai arrivata da nessuna parte, era un intervento a titolo personale in onore del defunto marito.
    Se ogni affermazione fatta in parlamento, anche in Italia, dovesse avere la dignità di disegno di legge...


    > Secondo la stessa fonte quelle 109 opera
    > rappresentano quantitativamente meno del 3% della
    > produzione
    > statunitense.

    Tu parlavi di "prefisso telefonico". Pensa che il 3 % basta per entrare in parlamento.Sorride
    Va detto per completezza che non so se quel sito è completo sulla cinematografia messicana. Ma non esistendo un database quale è cinematografo.it per il cinema messicano, ho dovuto usare quello.
    In generale, 109 opere cinematografiche all'anno non sono poche: sono circa una ogni tre giorni.


    > E in ogni caso per me anche questa legge rimane
    > una porcata al pari di quella
    > USA

    Quindi concludiamo: le leggi non sono porcate in funzione di quanti anni prevedono la protezione del diritto d'autore, infatti i 100 anni messicani non importano a nessuno, fuori dal Messico.
    Sono porcate in funzione di quanto il pubblico scaricante sia interessato alle opere. Solo quello.
    Tant'è vero che la circostanza che il diritto d'autore italiano, in diversi casi, può durare molto più di 95 anni, perché parte dalla morte dell'ultimo sopravvissuto, non tocca gli italiani. Guardano e ascoltano solo robe americane, e recenti.
    La canzone O' Sole mio , composta nel 1898, non è in pubblico dominio, 116 anni dopo!

    http://archiviostorico.corriere.it/2002/ottobre/09...

    Il "terzo autore" Alfredo Mazzucchi è morto nel 1972. Sarà in pubblico dominio solo nel 2042.


    > http://www.forbes.com/sites/forbesleadershipforum/
    >
    > Giusto questo, pacchetti di brevetti del valore a
    > otto o nove zeri hanno durata ventennale. Poi
    > passano di pubblico
    > dominio.

    Finché sono validi, fruttano 10 o 100 volte i diritti d'autore.
    Pensa alla proporzione.
    E pensa che le loro applicazioni tecniche in regime di esclusiva possono avere un valore aggiunto per il produttore ancora maggiore, a seconda delle vendite degli oggetti brevettati.


    > Sinceramente se il venditore ha chiesto quella
    > cifra o pensava di non poterne tirare fuori di
    > più o ha svenduto per liberarsene. Ma la cosa è
    > ininfluente nel
    > discorso.

    Il valore di mercato quello è. è alto, ma non è da capogiro.
    Inutile immaginarsi cifre iperboliche legate a singole canzoni o singoli film del passato. Guadagnano bene solo quando escono, e poco dopo.


    > Questa è la definizione di patent-troll. Registra
    > un brevetto, attende che a qualcun altro venga la
    > stessa idea e la realizza e lo chiama in giudizio
    > per violazione di brevetto. Mai sentito di casi
    > come
    > questo?

    Fuori tema.
    Stavamo parlando del motivo per cui il brevetto dura 20 anni e il diritto d'autore (negli Usa) 95.
    Atteniamoci a quello.