Luca Annunziata

Microsoft e la rivoluzione open source

I gioielli della corona .NET e Visual Studio offerti alla community. InteroperabilitÓ come la principale leva strategica per riguadagnare e riconquistare rilevanza. E uno sguardo lanciato al prossimo futuro della piattaforma Windows

Roma - Quanto emerge dagli annunci fatti ieri a New York da Microsoft ha un effetto dirompente sulla visione e sulla strategia che l'azienda di Redmond ha avuto negli ultimi 15 o 20 anni: sotto la guida del nuovo CEO Satya Nadella e seguendo la sua visione "cloud first, mobile first", Big M fa un passo enorme per la sua storia e decide di puntare seriamente su un approccio open source. La strategia sembra davvero convinta e sincera, tanto da attirare il plauso della Linux Foundation per lo sforzo. ╚ senza dubbio una mossa ben ponderata, ma guai a pensare si tratti di una mossa disperata: quel che serve a Microsoft è aggiungere nuovi ecosistemi a quelli che già controlla saldamente da tempo, e le scelte fatte potrebbero essere davvero quelle giuste.


L'assunto base da cui partire è il riconoscimento di un mercato profondamente cambiato dal 2000, anno in cui Microsoft controllava solidamente il 98 per cento degli schermi in circolazione sulle scrivanie di tutto il mondo: l'esplosione del mercato mobile (che Microsoft non è riuscita a cavalcare nonostante la presenza in casa di un prodotto come Windows Mobile e la sua reincarnazione Windows Phone), la diffusione di terminali dotati di sistemi operativi altrui e la crescita di offerta di servizi offerti attraverso il browser, sono tutti fattori che incidono sulla rilevanza delle tecnologie Microsoft e la loro centralità nel panorama ICT. Quello che ha deciso di fare Microsoft per non rischiare la sua progressiva marginalizzazione è di cambiare decisamente il modo in cui offre i suoi prodotti al mercato: open source, freemium, tutte le formule che per altri ecosistemi e vendor hanno funzionato saranno le stesse armi che Redmond proverà a usare per riguadagnare la fiducia e l'attenzione del pubblico.

Bando ai proclami, le principali novità di Connect() sono tre: il rilascio con licenza open source dei componenti core di dot.NET e la sua conseguente apertura allo sviluppo interpiattaforma (un componente chiave che rimane closed source è WPF, ma per il resto si tratta di una grossa porzione di codice che cambia licenza), l'anteprima di Visual Studio 2015 e della piattaforma dot.NET 2015 (compreso ASP.NET 5.0), il rilascio di una nuova versione gratuita di Visual Studio denominata Community e pensata per allargare a studenti, piccoli sviluppatori, non profit e molti altri settori il bacino potenziale di professionisti che investono e creano prodotti basati sulle tecnologie Microsoft. Ci sarebbe anche una quarta novità, ovvero l'update numero 4 di Visual Studio 2013: si tratta però in questo caso di una release minore, che migliora quasi ogni componente della piattaforma ma che funge più da manutenzione che da rivoluzione in attesa delle principali novità che vedranno la luce nel corso del 2015.
Prima di tutto, la svolta open source: "╚ una vera e propria rivoluzione nel pensiero: anche se Microsoft ha già rilasciato codice con licenza open source qui parliamo di qualcosa di nuovo" spiega a Punto Informatico Fabio Santini, direttore della divisione Developer Experience and Evangelism di Microsoft Italia. "Il cuore di dot.NET diventa open source, parliamo di compilatore, runtime, garbage collector e altri componenti fondamentali della piattaforma. Questo equivale a dire che ora è possibile portare dot.NET ovunque, dai server Linux con ASP.NET ai Mac con Mono. Microsoft si presterà a un lavoro di guidance, tenendo d'occhio le submission fatte dalla community, validandole, integrandole quando possibile in dot.NET. In questo modo cercheremo di rendere il più possibile uniforme tutto quanto può e deve essere multipiattaforma".

L'idea di fondo è senza dubbio lungimirante: garantire una buona dose di interoperabilità ai prodotti sviluppati con dot.NET significa di fatto rendere il framework più appetibile per gli sviluppatori e aprire a chi ci lavora già nuovi fronti su nuovi mercati in crescita. Microsoft vuole aumentare il volume di professionisti e progetti che nascono, crescono e arrivano a conclusione nel proprio ecosistema: invece di contrapporsi ad altre piattaforme prova ad abbracciarle e offre in cambio molti strumenti fino a questo punto un'esclusiva di Windows. ╚ anche un modo per riconoscere che fenomeni come Linux o le piattaforme mobile non sono passeggeri: se davvero si vuole mettere in pratica il dettato di Nadella, ovvero raggiungere con gli strumenti Microsoft i clienti ovunque si trovino e qualunque dispositivo usano, è indispensabile fare delle concessioni e aprirsi a dinamiche di collaborazione inedite per Redmond.
Notizie collegate
  • AttualitàMicrosoft, la visione di NadellaIl nuovo CEO Microsoft spiega, in dettaglio, quello che per deve fare la corporation di Redmond, e indica i tre business principali su cui si concentrerÓ la sua gestione. Xbox fuori dalla porta?
  • TecnologiaPiù Office per tuttiMicrosoft libera le app per iOS e apre le porte alla beta per Android. NovitÓ ci saranno presto anche per Windows 10 e i dispositivi touch basati sul sistema operativo di Redmond
  • BusinessMicrosoft e Dropbox, accordo tra le nuvoleA sorpresa le due aziende annunciano una partnership onnicomprensiva. Che garantirÓ agli utenti di Office l'accesso al cloud storage di Dropbox e viceversa
242 Commenti alla Notizia Microsoft e la rivoluzione open source
Ordina
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 14 discussioni)