Alfonso Maruccia

Gli USA vogliono i supercomputer più super di tutti

Le autorità statunitensi annunciano un piano multimilionario per la realizzazione di nuovi sistemi dalle prestazioni record, con l'obiettivo dichiarato di riconquistare il primato nel settore. E di battere i cinesi che dominano ancora la classifica Top500

Roma - Il Dipartimento dell'Energia (DOE) degli USA ha scelto tre partner per la realizzazione di due nuovi supercomputer dalle prestazioni fuori scala, un progetto dal costo di 325 milioni di dollari che dovrebbe concludersi entro il 2017 con la nascita delle super-macchine più potenti al mondo, già da ora note come Sierra e Summit.

I nuovi sistemi verranno costruiti a partire dall'architettura di processore OpenPOWER di IBM, le GPU NVIDIA basate sulla futura microarchitettura Volta - molto più performante della pur eccellente architettura Maxwell attualmente in commercio, spiega la casa delle GeForce - e i cablaggi di rete ad alta velocità forniti da Mellanox per scenari di utilizzo civili (Summit) e militari (Sierra).


Summit, il più potente dei due supersistemi, verrà impiegato presso lo Oak Ridge National Laboratory per studi e sperimentazioni scientifiche e sarà capace di fornire una potenza di picco compresa fra i 150 e i 300 petaFLOPS. Performance fuori scala, appunto, quasi pari all'attuale capacità di calcolo dell'intera schiera di supercomputer presi in considerazione nella classifica Top500.
Sierra sarà invece sfruttato dai tecnici del Lawrence Livermore National Laboratory per simulare l'impiego di armi nucleari, uno scenario di utilizzo a cui dovrebbero bastare i 100 petaFLOPS di picco previsti per le prestazioni del sistema.

Oltre a rappresentare la concretizzazione di una rivoluzione annunciata in ambito HPC (High Performance Computing), spiega IBM, l'arrivo di Summit e Sierra segnerà anche il debutto di una nuova tipologia di sistemi "data centrica" con cui Big Blue vuole risolvere il problema dello smistamento di enormi quantità di dati localizzando le risorse di calcolo in prossimità delle memorie in cui tali dati risiedono.

L'obiettivo dichiarato del DOE è quello di riconquistare la leadership del settore HPC dopo anni di latitanza dalla vetta, quello secondario - dipendente in maniera diretta dal primo - è battere il supersistema cinese Tianhe-2 che continua, con i suoi 33,86 petaFLOPS, a detenere il titolo di supercomputer più potente al mondo anche nell'ultima classifica Top500, appena aggiornata.

Anche quando arriveranno Summit e Sierra, spiegano gli esperti cinesi, Tianhe-2 continuerà a giocare un ruolo tecnologico fondamentale in settori chiave come le scienze biologiche, la meteorologia e la sicurezza nazionale. La Cina può riposare sugli allori ancora per un po'.

Alfonso Maruccia
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27 Commenti alla Notizia Gli USA vogliono i supercomputer più super di tutti
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  • Curioso che non si siano rivolti alla HP e al suo (futuro) roboante peto-computer...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Orutra
    > Curioso che non si siano rivolti alla HP e al suo
    > (futuro) roboante
    > peto-computer...

    Ahahah... assolutamente d'accordo, tutti i prodotti HP con cui ho avuto a che fare negli ultimi anni si sono rivelati vera e propria SPAZZATURA. Non comprerò mai più un prodotto HP in vita mia. Vade retro! E pensare che una volta era pure un'azienda che faceva buoni prodotti.

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    non+autenticato
  • Io ho due computer HP (un netbook e uno sleekbook i3) oltre ad avere e ad aver avuto alcune stampanti e mi trovo molto bene. Lo sleekbook soprattutto, dopo aver sostituito l'hard disk con un ssd si sta dimostrando davvero eccellente. L'unica cosa che non sopporto è il bios che non permentte di sostituire la scheda wifi con una qualunque ma deve appartenere per forza a una "white-list". Inoltre dvd di installazione di Windows 8 (non forniti col computer ma masterizzati da me) hanno avuto problemi a funzionare (comunque uso Xubuntu). Trovo inoltre che i netbook dell'HP siano fatti davvero bene.
    non+autenticato
  • Girando continuo a trovarmi tra i piedi portatili, stampanti, server, storage...

    Si va dai touchpad che fanno schifo ai server che si ossidano, sportellini che cadono, prestazioni misere, driver cervellotici, tape che non leggono quello che hanno scritto il giorno prima, sei stampanti (06) sostituite una dietro l'altra tutte con difetti diversi, server che fanno più rumore di un ATR42 in decollo... ce n'è di tutto.

    Però riescono sempre a piazzarli agli sprovveduti, sarà la scontistica.
    non+autenticato
  • >
    > Però riescono sempre a piazzarli agli
    > sprovveduti, sarà la
    > scontistica.

    You got it.
    maxsix
    9659
  • > Però riescono sempre a piazzarli agli
    > sprovveduti, sarà la
    > scontistica.

    O sarà che la concorrenza è peggio... alla fine chi sono i competitor di HP?
    non+autenticato
  • Linux anche qui
    non+autenticato
  • - Scritto da: Triste
    > Linux anche qui

    Lo sanno, lo sanno...


    Lo sanno e rosikano...

    Non lo senti anche tu questo stridio di sottofondo?
    E' il rumore dei denti di macachi e winari.
  • - Scritto da: panda rossa

    > E' il rumore dei denti di macachi e winari.

    e il bello è che la Apple prende a piene mani dal mondo open ( e dà anche in verità, tramite Darwin, LLVM e altri progetti ) e MS sembra sulla strada giusta per sfornare un MS Linux

    ma i fanboy tutto questo non lo vedono
    non+autenticato
  • > e il bello è che la Apple prende a piene mani dal
    > mondo open ( e dà anche in verità, tramite
    > Darwin, LLVM e altri progetti ) e MS sembra sulla
    > strada giusta per sfornare un MS Linux

    Ci aveva già provato 30 anni fa:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Microsoft_XENIX
    non+autenticato
  • > > e il bello è che la Apple prende a piene mani
    > dal
    > > mondo open ( e dà anche in verità, tramite
    > > Darwin, LLVM e altri progetti ) e MS sembra
    > sulla
    > > strada giusta per sfornare un MS Linux
    >
    > Ci aveva già provato 30 anni fa:
    >
    > http://it.wikipedia.org/wiki/Microsoft_XENIX

    No: Xenix era solo un Unix per ambienti PC IBM, sviluppato sì da Microsoft, ma con le modifiche strettamente necessarie all'uso: alla fine era un sistema operativo di un terza parte, cioè Bell labs.
    Linux, OpenSolaris e i discendenti di BSD 4.3 sono Unix-like, cioè non hanno più nulla di proprietà delle Bell labs nel codice.
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    Modificato dall' autore il 18 novembre 2014 16.47
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  • - Scritto da: Leguleio
    > Linux, OpenSolaris e i discendenti di BSD 4.3
    > sono Unix-like, cioè non hanno più nulla di
    > proprietà delle Bell labs nel
    > codice.
    OpenSolaris? A parte che non esiste più da 4 anni, e comunque no.

    Solaris ha codice AT&T, specie nella libc.
    Tuttavia non ha e non può avere nessun problema legale, perché Solaris è una versione di UNIX System V R4.
    E quest'ultimo fu proprio sviluppato da Sun ed AT&T.
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    Modificato dall' autore il 18 novembre 2014 16.59
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    Darwin
    5126
  • > > Linux, OpenSolaris e i discendenti di BSD 4.3
    > > sono Unix-like, cioè non hanno più nulla di
    > > proprietà delle Bell labs nel
    > > codice.

    > OpenSolaris? A parte che non esiste più da 4
    > anni, e comunque
    > no.
    >
    > Solaris ha codice AT&T, specie nella libc.

    Hai ragione, è uno sviluppo autonomo e a codice aperto ma di derivazione diretta.

    > Tuttavia non ha e non può avere nessun problema
    > legale, perché Solaris è una versione di UNIX
    > System V
    > R4.
    > E quest'ultimo fu proprio sviluppato da Sun ed
    > AT&T.

    La circostanza in sé non significa molto. Dipende molto dagli accordi sottostanti.
    Negli Usa tra l'altro per i software bisogna stare attenti ai brevetti (che durano 20 anni) e al diritto d'autore (che dura 95 anni dalla creazione). Doppio rischio.
  • E comunque sia il fatto di non avere codice AT&T non vuol dire essere Unix-like.
    OSX non ha codice AT&T perché è un BSD, tuttavia è UNIX a tutti gli effetti.
    Non serve avere il codice originale. Serve la certificazione di The Open Group.

    Unix-like - o *nix - è l'appellativo di tutti quei sistemi che, pur essendo come UNIX, non possono usare quel marchio, in quanto non hanno sostenuto un processo di certificazione che stabilisca la loro completa aderenza alla Single Unix Specification.
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    Modificato dall' autore il 18 novembre 2014 17.16
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    Darwin
    5126
  • > E comunque sia il fatto di non avere codice AT&T
    > non vuol dire essere
    > Unix-like.

    Non l'ho mai detto. Altrimenti dovrei chiamare unix-like anche OS/2 Warp e BeOS.Sorride


    > OSX non ha codice AT&T perché è un BSD, tuttavia
    > è UNIX a tutti gli
    > effetti.

    A me risulta che BSD abbia codice AT&T almeno fino alla versione 4.3. Ci fu pure una causa nel 1994. Dalla versione 4.4 BSD-Lite invece di codice At&T non dovrebbe essercene più, almeno ufficialmente.
    E OS X della Apple deriva dalle versioni pre-4.3, quindi il legame con la AT&T non è spezzato.


    > Non serve avere il codice originale. Serve la
    > certificazione di The Open
    > Group.

    Spiega, spiega: the Open group si occupa anche di certificaizoni quali l'uso legittimo della parola Unix oppure Unix-like?
    Hai degli esempi?


    > Unix-like - o *nix - è l'appellativo di tutti
    > quei sistemi che, pur essendo come UNIX, non
    > possono usare quel marchio, in quanto non hanno
    > sostenuto un processo di certificazione che
    > stabilisca la loro completa aderenza alla Single
    > Unix
    > Specification.

    Io veramente conosco un approccio diverso, che è l'esatto inverso: tutti i progetti Unix like sono nati proprio per non avere legami di brevetto o di diritto d'autore con la AT&T e le consociate. Volevano assomigliare a Unix, non desideravano copiare Unix.
    Per quanto riguarda le aziende che non inseguono il mondo del sorgente libero, credo che un'etichetta Unix-like o Unix non gli interessi affatto. Loro fanno businness secondo un modello impostato fin dall'inizio, le certificazioni di questo tipo non gli servirebbero a nulla.
  • - Scritto da: Leguleio
    > Non l'ho mai detto. Altrimenti dovrei chiamare
    > unix-like anche OS/2 Warp e BeOS.
    >Sorride
    Evitiamo le puntualizzazioni inutili, per favore.
    Si stava parlando di UNIX.
    Il contesto era chiaro.

    > A me risulta che BSD abbia codice AT&T almeno
    > fino alla versione 4.3. Ci fu pure una causa nel
    > 1994.
    > Dalla versione 4.4 BSD-Lite invece di
    > codice At&T non dovrebbe essercene più, almeno
    > ufficialmente.
    Sì, e questa è storia.
    Ma rimane comunque il fatto che il marchio UNIX si ottiene con la certificazione.
    Non è precluso, infatti, in alcun modo a FreeBSD di ottenere il marchio UNIX, basta che paghi per la verifica dell'aderenza alla SUS.

    > E OS X della Apple deriva dalle versioni pre-4.3,
    > quindi il legame con la AT&T non è spezzato.
    OSX deriva da NeXTSTEP e FreeBSD.
    Non ha codice AT&T, ma ha codice NetBSD, FreeBSD e NeXT.
    Ma è comunque UNIX, perché ad ogni versione sottopone OSX alla verifica di The Open Group della Single UNIX Specification.
    Tra l'altro è UNIX dalla 10.5 Leopard, le versioni precedenti no perché non rispettavano completamente la specifica.

    > Spiega, spiega: the Open group si occupa anche di
    > certificaizoni quali l'uso legittimo della parola
    > Unix oppure Unix-like?
    L'uso della parola UNIX.
    Qualsiasi OS di tipo Unix che non abbia la certificazione NON può usare il marchio.

    > Hai degli esempi?
    https://it.wikipedia.org/wiki/Single_UNIX_Specific...
    http://www.opengroup.org/subjectareas/platform/uni...
    http://www.opengroup.org/downloads/UNIX-certprog.p...
    http://www.opengroup.org/openbrand/register/brand3...
    Se hai bisogno di altre certificazioni, le trovi sul loro sito.

    > Io veramente conosco un approccio diverso, che è
    > l'esatto inverso: tutti i progetti Unix like sono
    > nati proprio per non avere legami di brevetto o
    > di diritto d'autore con la AT&T e le consociate.
    Unix-like, ripeto, è l'appellativo dato ai sistemi privi di certificazione.
    Per dire, anche Linux in teoria può fregiarsi del marchio UNIX. Basta che vadano da The Open Group e sottopongano il sistema ad un controllo delle specifiche.
    Se non sbaglio comunque Linux non è SUS-compliant, quindi non passerebbe comunque la certificazione.

    > Per quanto riguarda le aziende che non inseguono
    > il mondo del sorgente libero, credo che
    > un'etichetta Unix-like o Unix non gli interessi
    > affatto.
    In teoria il potersi fregiare del marchio UNIX è un fattore di prestigio. Il fatto è che costa.
    La certificazione non è gratuita, e inoltre non è eterna.
    Va rifatta ad ogni versione.
    E quindi i costi di certificazione sarebbero abnormi.
    E se consideri che i membri della board di The Open Group sono anche contributor di Linux, direi che è abbastanza normale fregarsene.
    Darwin
    5126
  • - Scritto da: Darwin
    - Scritto da: Darwin
    > OSX deriva da NeXTSTEP e FreeBSD.
    > Non ha codice AT&T, ma ha codice NetBSD, FreeBSD
    > e
    > NeXT.
    Una piccola precisazione:
    Da NeXTSTEP ha importato il microkernel Mach, il framework OPENSTEP e Display Postscript.
    Il microkernel è stato reso ibrido con porzioni di codice NetBSD e FreeBSD, mentre lo userland è di derivazione FreeBSD con aggiunte proprie.
    OPENSTEP è stato usato come base per Cocoa e il Display Postscript è stato basato su PDF dando vita a Quartz.

    > > A me risulta che BSD abbia codice AT&T almeno
    > > fino alla versione 4.3. Ci fu pure una causa
    > nel
    > > 1994.
    > > Dalla versione 4.4 BSD-Lite invece di
    > > codice At&T non dovrebbe essercene più,
    > almeno
    > > ufficialmente.
    > Sì, e questa è storia.
    > Ma rimane comunque il fatto che il marchio UNIX
    > si ottiene con la
    > certificazione.
    > Non è precluso, infatti, in alcun modo a FreeBSD
    > di ottenere il marchio UNIX, basta che paghi per
    > la verifica dell'aderenza alla
    > SUS.
    Anche qui, precisazione dovuta.
    All'epoca dei fatti, l'Università di Berkeley dovette togliere il codice AT&T ed il marchio Unix, perché sia il primo che il secondo erano di proprietà AT&T e l'Università non aveva pagato per ottenere i diritti.
    Cosa che invece fecero HP, SUN, IBM ecc.
    Oggi AT&T non ha diritti su UNIX né sul marchio. I diritti sul sistema li ha SCO mentre quelli sul marchio li ha The Open Group.
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    Modificato dall' autore il 18 novembre 2014 21.29
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    Darwin
    5126