Claudio Tamburrino

Ebook, per un pugno di IVA

Approvato l'emendamento italiano per abbassare l'aliquota sui volumi digitali: ma l'Europa non ci sta, e minaccia multe. Il problema ่ la concezione stessa di cos'่ un libro digitale

Roma - Al grido di #unlibroèunlibro, il ministro per i Beni e le attività culturali e il Turismo Dario Franceschini ha annunciato l'approvazione da parte della Commissione bilancio dell'emendamento per portare l'IVA sugli eBook al 4 per cento.

La modifica alla Legge di Stabilità fortemente voluta da Palazzo Chigi prevede anche la copertura del mancato gettito generato, calcolato in 7,2 milioni di euro l'anno: saranno recuperati dal fondo per gli interventi strutturali di poltica economica.

Nonostante la soddisfazione espressa dall'Associazione Italiana Editori, la mossa del Governo italiano, in realtà, potrebbe essere solo simbolica se non addirittura dannosa: se non cambia l'impostazione europea l'Italia rischierà una procedura per infrazione ed una multa da parte di Bruxelles.
La UE, infatti, già nel 2012 è intervenuta sulla tassazione dei libri digitali multando Francia e Lussemburgo che l'avevano abbassata rispettivamente al 7 e al 3 per cento ed obbligandole a riallinearla a quella degli altri paesi (15 per cento) e per il momento sembra aver bocciato tutti i tentativi di mediazione in materia portati avanti da Italia e Francia. Per Bruxelles il problema rimane ideologico: gli ebook sono equiparati ai beni e servizi digitali e per questo hanno una tassazione superiore (al momento in Italia 22 per cento) ed una tassazione differente costituirebbe dunque un aiuto statale illecito al settore.

D'altra parte, come osserva Stefano Quintarelli, alla tassazione è legato anche un problema di interpretazione: quando acquistano un ebook gli utenti si ritrovano in realtà con una licenza d'uso (un servizio per definizione) e non un prodotto che possono liberamente gestire in piena autonomia. Quindi con l'Iva dovrebbe cambiare anche la gestione di questo tipo di beni. Ulteriore problema è poi quello della transnazionalità dei negozi digitali che li vendongo: Amazon ha sede in Lussemburgo, Apple e Kobo ancora altrove, e mentre ora l'Iva è calcolata in base alla nazione dove il libro viene vendut dal 2015 sarà calcolata in base al Paese dell'acquirente.

Claudio Tamburrino
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188 Commenti alla Notizia Ebook, per un pugno di IVA
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  • ..continuate a fare i soloni di 'sta cippa sulla questione, io continuo a scansionare libri cartacei, convertirli in pdf e poi condividerli sui network P2P.Geek

    p.s.: salutatemi Iva.Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ciccio Biblioteca rio
    > ..continuate a fare i soloni di 'sta cippa sulla
    > questione, io continuo a scansionare libri
    > cartacei, convertirli in pdf e poi condividerli
    > sui network
    > P2P.Geek
    >
    > p.s.: salutatemi Iva.Rotola dal ridere

    p.p.s: ovviamente i libri li prendo in biblioteca.
    non+autenticato
  • "Per Bruxelles il problema rimane ideologico: gli ebook sono equiparati ai beni e servizi digitali e per questo hanno una tassazione superiore (al momento in Italia 22 per cento) ed una tassazione differente costituirebbe dunque un aiuto statale illecito al settore".

    Magari sono un filino malfidente, ma credo che lo scopo sia proprio questo: l'acculturazione digitale dei cittadini non c'entra assolutamente nulla. Per dirne una: si parla da anni di libri di testo solo digitali, ci sono state anche delle leggi, ma di fatto un decreto attuativo che li imponga per davvero ancora non si è visto. E si continua coi libri cartacei quasi ovunque.

    Aiutando gli editori di libri in italiano (in Italia la vendita di libri in lingue straniere ha percentuali ridicole), incorrerebbero quindi in aiuti di Stato mascherati da altro, l'accusa da parte della UE non è infondata.
  • - Scritto da: Leguleio
    > " Per Bruxelles il problema rimane ideologico:
    > gli ebook sono equiparati ai beni e servizi
    > digitali e per questo hanno una tassazione
    > superiore (al momento in Italia 22 per cento) ed
    > una tassazione differente costituirebbe dunque un
    > aiuto statale illecito al
    > settore
    ".
    >
    > Magari sono un filino malfidente, ma credo che lo
    > scopo sia proprio questo: l'acculturazione
    > digitale dei cittadini non c'entra assolutamente
    > nulla. Per dirne una: si parla da anni di libri
    > di testo solo digitali, ci sono state anche delle
    > leggi, ma di fatto un decreto attuativo che li
    > imponga per davvero ancora non si è visto. E si
    > continua coi libri cartacei quasi ovunque.
    >
    >
    > Aiutando gli editori di libri in italiano (in
    > Italia la vendita di libri in lingue straniere ha
    > percentuali ridicole), incorrerebbero quindi in
    > aiuti di Stato mascherati da altro, l'accusa da
    > parte della UE non è
    > infondata.


    No, non e' come dici tu.
    La UE ha ragione a lamentarsi e qui ci vuole un bel multone salato da far pagare agli editori.

    L'equivalente digitale di un libro e' il pdf, o l'epub senza DRM, vale a dire semplici dati di testo contenuti in un file, fruibile su qualunque dispositivo, in modo anonimo, che si puo' prestare agli amici, rivendere usato, e farci tutto quello che ci si fa con un libro cartaceo.

    Se invece l'ebook contiene del software necessario a far valere i diritti dell'editore nei confronti del fruitore pagante, allora questo non e' piu' un ebook, ma un servizio sotto forma di software e l'iva deve essere quella prevista per i servizi.


    Se volessero distribuire i libri in formato elettronico potrebbero farlo fin da subito.

    Ma non lo vogliono fare.

    Si continua col cartaceo solo perche' non c'e' la volonta' da parte dell'editore.
  • Non è solo questione di software, ma anche di legislazione: un txt UTF è TECNICAMENTE fruibile su qualunque dispositivo, in modo anonimo, e si puo' prestare agli amici, ma basta che l'autore abbia scritto all'inizio la frase magica
    ©
    - All rights reserved e tu LEtGALMENTE sei perseguibile e multabile per ognuna di quelle attività. Non parliamo poi di rivendere usato, non è proprio contemplato.

    Perché #unebooksiaunlibro è innanzitutto necessario modificare la IPRED con una nuova direttiva che preveda l'Exhaustion of Rights (EoF) anche ai "beni digitali", come oggi si applica ai beni materiali.

    Non basta rimuovere i DRM software, perché anche un DRM Social è comunque legalmente "enforceable".

    Se l'Italia vuole veramente sostenere che #unlibroèunlibro, con la sua non trascurabile pattuglia di europarlamentari deve solo far applicare la EoR anche agli ebook, non abbassare l'IVA unilateralmente ad un servizio che è lungi dal concedere all'acquirente i medesimi diritti di un libro fisico.
    non+autenticato
  • Credo che tu abbia centrato il problema.

    Però dovremmo anche considerare il motivo per cui i libri godono di IVA agevolata. Ho letto il decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e del motivo non c'è traccia (della serie "i legislatori non sono tenuti a motivare le loro scelte a chi gli da lo stipendio").
    Comunque se il motivo, qualunque esso sia, è valido a prescindere dal supporto, l'IVA agevolata per gli ebook è giusta, altrimenti no.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo

    > Comunque se il motivo, qualunque esso sia, è
    > valido a prescindere dal supporto, l'IVA
    > agevolata per gli ebook è giusta, altrimenti
    > no.

    Cioè ci stai dicendo che: se il motivo che non ti hanno detto ti piace va bene, altrimenti puoi immaginare che il motivo sia un altro che ti piace di più.
    Altrimenti non va bene...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Natalino
    > - Scritto da: ruppolo
    >
    > > Comunque se il motivo, qualunque esso sia, è
    > > valido a prescindere dal supporto, l'IVA
    > > agevolata per gli ebook è giusta, altrimenti
    > > no.
    >
    > Cioè ci stai dicendo che: se il motivo che non ti
    > hanno detto ti piace va bene, altrimenti puoi
    > immaginare che il motivo sia un altro che ti
    > piace di
    > più.
    > Altrimenti non va bene...

    No, non ho parlato delle mie preferenze o di quelle di altri, ma di coerenza: se il motivo per cui è stata ridotta l'IVA per i libri cartacei è applicabile anche ai libri elettronici, allora l'IVA deve essere ridotta anche per quest'ultimi.
    ruppolo
    33147
  • L'IVA ridotta dovrebbe servire per agevolare la diffusione della cultura (che di per sé è gratuita: di molti libri, infatti, si paga solo la carta, l'inchiostro, e il lavoro della stampa); ma per un ebook, che può essere scaricabile gratuitamente, non ha senso ridurre l'IVA: se l'ebook è gratuito la percentuale IVA è irrilevante (qualunque percentuale di zero è sempre zero); se non è gratuito per chi lo vende è profitto puro, e quindi è giusto tassarlo al massimo (incoraggerà gli utenti a scegliere il libro gratuito).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Skywalker
    > Non è solo questione di software, ma anche di
    > legislazione: un txt UTF è TECNICAMENTE fruibile
    > su qualunque dispositivo, in modo anonimo, e si
    > puo' prestare agli amici, ma basta che l'autore
    > abbia scritto all'inizio la frase magica
    >
    ©
    - All rights reserved e tu
    > LEtGALMENTE sei perseguibile e multabile per
    > ognuna di quelle attività. Non parliamo poi di
    > rivendere usato, non è proprio
    > contemplato.
    >
    > Perché #unebooksiaunlibro è innanzitutto
    > necessario modificare la IPRED con una nuova
    > direttiva che preveda l'Exhaustion of Rights
    > (EoF) anche ai "beni digitali", come oggi si
    > applica ai beni
    > materiali.
    >
    > Non basta rimuovere i DRM software, perché anche
    > un DRM Social è comunque legalmente
    > "enforceable".
    >
    > Se l'Italia vuole veramente sostenere che
    > #unlibroèunlibro, con la sua non trascurabile
    > pattuglia di europarlamentari deve solo far
    > applicare la EoR anche agli ebook, non abbassare
    > l'IVA unilateralmente ad un servizio che è lungi
    > dal concedere all'acquirente i medesimi diritti
    > di un libro
    > fisico.

    Cosa ha in meno un e-book rispetto al cartaceo? Non puoi copiare nessuno dei due, puoi prestarli ma ne perdi il possesso, puoi rileggerli quanto vuoi e ci sono scritte le stesse cose, dove sta la differenza? Non è che per voi un file è solo un qualcosa di copiabile con fare regali agli amici? Perchè con il libro non puoi farlo.
  • > Cosa ha in meno un e-book rispetto al cartaceo?

    Che richiede un apposito hardware di lettura. Se ciò non è compensato da un vantaggio equivalente (la possibilità di fare le copie senza spesa), l'ebook non ha ragione di esistere.

    > Non è che per voi un file è solo
    > un qualcosa di copiabile con fare regali agli
    > amici?

    Il file è esattamente quello. Se offri qualcosa di diverso, è inutile; ed allora è giusto che venga tassato pesantemente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Allibito

    >
    > Cosa ha in meno un e-book rispetto al cartaceo?
    > Non puoi copiare nessuno dei due, puoi prestarli
    > ma ne perdi il possesso, puoi rileggerli quanto
    > vuoi e ci sono scritte le stesse cose, dove sta
    > la differenza? Non è che per voi un file è solo
    > un qualcosa di copiabile con fare regali agli
    > amici? Perchè con il libro non puoi
    > farlo.

    Un ebook non sara' mai oggetto di regalo, a differenza di un libro cartaceo.

    Su un ebook non potrai mai averci una dedica autografa dell'autore, a differenza di un libro cartaceo.
  • - Scritto da: Allibito
    > > applicare la EoR anche agli ebook,
    > Cosa ha in meno un e-book rispetto al cartaceo?
    Che non gode dell'Exhaustion of Rights (Esaurimento del diritto comunitario). Art. 17 comma 3 della Legge 22 aprile 1941 n. 633.

    > Non puoi copiare nessuno dei due,
    Chi te lo ha detto? Un libro cartaceo posso fotocopiarlo legalmente fino al 15%. E se fuori commercio, sotto specifiche condizioni, lo posso fotocopiare per intero.

    > puoi prestarli ma ne perdi il possesso,
    Uh? Qualunque cosa se la "presti" ne perdi il "possesso". Che non vuol dire che ne perdi la proprietà.

    > puoi rileggerli quanto vuoi e ci sono scritte
    > le stesse cose, dove sta la differenza?
    Prova a rivenderlo. Prova a fotocopiarne il 15%. Prova a lasciarlo in eredità a tuo figlio. Prova a prestarlo.
    Legalmente tutto ciò è vietato per un ebook, ma lecito per un libro.

    > Non è che per voi un file è solo
    > un qualcosa di copiabile con fare regali agli
    > amici?
    Guarda che qui di Copia non Autorizzata stai parlando solo tu.

    Io mi lamento di una RIDUZIONE DI DIRITTI su un bene LEGALMENTE ACQUISTATO, solo perché ne ho acquistato la versione elettronica invece di quella cartacea

    > Perchè con il libro non puoi farlo.
    Scusa? Secondo te fotocopiare a colori e ri-rilegare un intero libro non si può TECNICAMENTE farlo? Scandirlo, farne OCR, e trasformarlo in formato elettronico non si può TECNICAMENTE farlo?
    Mai fatto un giro su Google Books? Gli originali sono tutti cartacei.
    Mai fatto un giro su Project Gutenberg? Quegli ebook sono tutti ricavati partendo da libri cartacei.
    E sono tutti legali.
    non+autenticato