Alfonso Maruccia

Sony Pictures, assalto all'industria dell'intrattenimento

Gli aggressori penetrano nella rete interna dello studio cinematografico, si appropriano di dati e costringono all'inattività i sistemi informatici. Sony minacciata di ripercussioni, e non è la sola azienda coinvolta

Roma - Inizio settimana movimentato per Sony Pictures, produttore e distributore cinematografico i cui sistemi informatici sono stati compromessi da ignoti aggressori, con tanto di furto di informazioni riservate. I cyber-criminali minacciano di pubblicare le informazioni nel caso di mancata "obbedienza" alle loro richieste.

La conferma della compromissione arriverebbe da una serie di screenshot pubblicati in rete, e dal fatto che gli account Twitter riconducibili allo studio hanno pubblicato immagini dello stesso tenore con scheletri, messaggi di "hacked by #GOP" e link alle informazioni riservate che rischiano di finire in pasto al pubblico.

Gli archivi accessibili tramite i succitati link contengono ogni genere di dati, da password e username a documentazione in formato PDF, passando per chiavi crittografiche, presentazioni, profili delle star e molto altro ancora.
Le richieste a cui Sony Pictures dovrebbe ottemperare per bloccare la pubblicazione dei dati risultano ignote, mentre appare certo lo stato in cui l'hack ha lasciato la corporation: gli impiegati dicono di non poter accedere ai PC per nessun motivo, trovandosi di fatto ad affrontare una situazione di completa paralisi delle attività lavorative.

In questi giorni gli aggressori specializzati nell'assalto ai colossi dell'intrattenimento risultano particolarmente attivi, prova ne sia un'altra (presunta) compromissione di alto profilo ai danni di PlayStation Network, Xbox Live, Electronic Arts, Facebook e altri. Autori del colpaccio (fruttato circa 7 milioni di username e password di altrettanti account utente) sarebbero i membri di DerpTrolling, una crew già nota per aver condotto un attacco DDoS contro i server di Blizzard: i cyber-criminali minacciano di rilasciare i dati rubati, ma le aziende coinvolte (Microsoft e Sony in particolare) negano di essere state compromesse e classificano la sortita di DerpTrolling come un fake.

Alfonso Maruccia
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