Claudio Tamburrino

UE: dimenticare meglio, dimenticare tutti

I garanti della privacy europei rendono pubbliche le linee guida per l'applicazione del diritto all'oblio, con l'idea di renderle un precetto che agisca a livello globale. E anche Bing e Yahoo iniziano ad applicarlo a pieno regime

Roma - L'Europa vuole incorniciare ed esporre a livello mondiale il diritto all'oblio: questo significa da un lato delineare dettagliatamente le linee guida per la sua applicazione e dall'altro proporne l'esportazione al di fuori del confine del Vecchio Continente.

Per il momento la nuova interpretazione del diritto alla privacy da parte delle istituzioni europee ha già comportato migliaia richieste di rimozione di contenuti dai motori di ricerca: oltre a Google anche Bing di Microsoft e Yahoo hanno ufficialmente esordito con strumenti ad hoc per ricevere le segnalazioni in base alle quali provvedere alla rimozione dai propri risultati di ricerca dei link ai contenuti interessati dal diritto all'oblio.

Con tale definizione si intende, in generale, quella delicata applicazione del diritto alla privacy che riconosce il diritto a veder "dimenticati" alcuni episodi che secondo il diretto interessato dovrebbero rimanere sepolti nel passato, in un pericoloso equilibrio tra diritto alla cronaca e quello alla privacy.
La discriminante dovrebbe essere costituita dai concetti di non rilevanza e non attualità, concetti tuttavia generici: così, delle 699 richieste di rimozione già pervenute a Bing attraverso il suo Forget.me e relative a 2362 URL, solo 79 hanno portato a relative rimozioni, mentre Google ha già acconsentito ad oltre il 40 per cento di quelle ricevute.
Per questo le autorità europee che si occupano di tutela della privacy, radunate nel gruppo di lavoro Article 29, hanno cercato di specificare tali concetti attraverso alcune linee guida, annunciate nei giorni scorsi e ora rese disponibili.

Con il documento, rivolto non ai motori di ricerca ma alle autorità nazionali, che le dovranno adottare per risolvere le controversie come uno strumento flessibile da applicare caso per caso, si raccomanda che le informazioni non vengano rimosse dalla fonte originale (che non è necessario sia contattata e informata), ma solo dai risultati offerti dai motori di ricerca per parole chiave ce corrispondano al nome dell'interessato.

Inoltre, il documento conferma che se "un operatore attraverso le sue controllate offre servizi in più Paesi membri dell'Unione" deve agire in modo tale da rimuovere il contenuto "in modo che le leggi europee non vengano aggirate": la deindicizzazione, si spiega, deve essere effettiva "su tutti i domini rilevanti, inclusi i .com".
Al momento, invece, Google e gli altri motori di ricerca applicano la disciplina europea solo alle versioni nazionali europee dei propri siti, supponendo la propensione degli utenti ad utilizzare la versione del motore di ricerca collegata alla propria nazionalità.

Claudio Tamburrino
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7 Commenti alla Notizia UE: dimenticare meglio, dimenticare tutti
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  • Buongiorno, solo una piccola precisazione: nel caso in cui un comune cittadino vede in luoghi del web, come gruppi di discussione e forums, la propria persona diffamata e mi limito al generico "diffamato", i risultati sono ancora visibili sui motori di ricerca e indicizzano proprio quei gruppi di discussione o forums.
    Paradossalmente anche se vi è stata una condanna a carico di chi ha utilizzato il web per tale infamanti diffamazioni.
    Mi auspico che con quanto si stia ora approvando questo non avvenga più, per una questione di dignità della persona...
    non+autenticato
  • Censura uno schifo
    non+autenticato
  • Il diritto all'oblio è una misura discutibile. Anche tecnicamente.
    Un esempio.
    Il sig. Rudolf Hilter, dopo aver scontato 40 anni e ottenuto la grazia chiede che i riferimenti alla sua persona vengano cancellati da Google, Yahoo! e Bing.
    Non vengono cancellati i testi e i dati a lui riferiti. E nemmeno le testimonianze di quanti sono stati coinvolti nei suoi crimini.
    Non potrà impedire la pubblicazione di libri e interviste e non potrà chiedere la cancellazione dei riferimenti a pagine che riferiscono a pagine.
    Quindi?
    Il diritto all'oblio ha solo allontanato di un click quelle pagine che invece tengono viva la memoria.

    Un altro esempio.
    Sono stato uno studente scavezzacollo e al liceo e all'università ne ho fatto di cotte e di crude, compresa ampia documentazione fotografica, video e articoli sui giornali locali.
    Voglio diventare il segretario personale di Luca Cardura di Montenzemmula ma temo che il mio passato possa riemergere durante i colloqui e tarpare le ali al sogno della mia vita. Chiedo quindi l'oblio.
    Al massimo avrò reso più difficile la ricerca. Ma il mio passato starà sempre lì. Anche dopo che mi sarò fatto frate e ritirato alla Verna.
    L'ufficio di Cardura, comunque, chiederà informative alle forze dell'ordine tramite canali ufficiosi, ne posso stare certo: quello è un posto importantissimo!

    Il diritto all'oblio è solo uno stupido tecnicismo che rende difficile il lavoro dei motori di ricerca e da' alla gente la falsa convinzione che il passato può essere cancellato.
    Il resto puzza di noia grigia.
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    Modificato dall' autore il 02 dicembre 2014 09.27
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    Modificato dall' autore il 02 dicembre 2014 09.28
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  • > Il diritto all'oblio è una misura discutibile.
    > Anche
    > tecnicamente.
    > Un esempio.
    > Il sig. Rudolf Hilter, dopo aver scontato 40 anni
    > e ottenuto la grazia chiede che i riferimenti
    > alla sua persona vengano cancellati da Google,
    > Yahoo! e
    > Bing.
    > Non vengono cancellati i testi e i dati a lui
    > riferiti. E nemmeno le testimonianze di quanti
    > sono stati coinvolti nei suoi
    > crimini.
    > Non potrà impedire la pubblicazione di libri e
    > interviste

    Sì, se è un privato cittadino. Noi qui ci occupiamo del lato internet, ma il diritto all'oblio riguarda nello stesso, identico modo, la carta stampata e la tv.



    > e non potrà chiedere la cancellazione
    > dei riferimenti a pagine che riferiscono a
    > pagine.

    Lo potrà fare, invece. E non verranno indicizzate.

    > Quindi?
    > Il diritto all'oblio ha solo allontanato di un
    > click quelle pagine che invece tengono viva la
    > memoria.
    >
    > Un altro esempio.
    > Sono stato uno studente scavezzacollo e al liceo
    > e all'università ne ho fatto di cotte e di crude,
    > compresa ampia documentazione fotografica, video
    > e articoli sui giornali
    > locali.
    > Voglio diventare il segretario personale di Luca
    > Cardura di Montenzemmula ma temo che il mio
    > passato possa riemergere durante i colloqui e
    > tarpare le ali al sogno della mia vita. Chiedo
    > quindi
    > l'oblio.
    > Al massimo avrò reso più difficile la ricerca.

    E dici poco?
    Quando i candidati sono decine il tempo per ricerche di questo genere non è infinito.

    > Ma
    > il mio passato starà sempre lì. Anche dopo che mi
    > sarò fatto frate e ritirato alla
    > Verna.

    Quello senz'altro.
    Il diritto all'oblio non è un diritto a cancellare il passato, come molti hanno detto e scritto. Per dire: se ci sono reati nel casellario giudiziale, quelli restano, non esiste alcun diritto all'oblio che tenga.



    > L'ufficio di Cardura, comunque, chiederà
    > informative alle forze dell'ordine tramite canali
    > ufficiosi, ne posso stare certo: quello è un
    > posto
    > importantissimo!

    Sai che non potrebbero, in base alle leggi?
    Ma è difficile dimostrare che lo hanno fatto.
  • Ma questi signori, sanno cosa è l'effetto Streisand? Una volta che l'informazione è su Internet, è impossibile da rimuoverla.

    Esempio:

    l'articolo di vasco rossi di Nonciclopedia. Eliminato da Nonciclopedia, utenti incazzati, l'articolo stesso ora è presente in Tor, i2p, e migliaia di siti. Il diritto all'oblio è una cagata pazzesca (92 minuti di applausi)
    non+autenticato
  • > Ma questi signori, sanno cosa è l'effetto
    > Streisand? Una volta che l'informazione è su
    > Internet, è impossibile da
    > rimuoverla.
    >
    > Esempio:
    >
    > l'articolo di vasco rossi di Nonciclopedia.
    > Eliminato da Nonciclopedia, utenti incazzati,
    > l'articolo stesso ora è presente in Tor, i2p, e
    > migliaia di siti. Il diritto all'oblio è una
    > cagata pazzesca (92 minuti di
    > applausi)

    No, il diritto all'oblio non riguarda i personaggi pubblici, di base. Sportivi, sovrani, politici e uomini di spettacolo hanno rinunciato a una fetta di privacy in cambio del successo, secondo una lunga e consolidata giurisprudenza. Non mi è mai capitato di vedere l'avviso standard di Google cercando uno di loro.
    Riguarda solo privati cittadini.
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    Modificato dall' autore il 03 dicembre 2014 16.03
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  • Dopo "anche Bing di Microsoft e Yahoo" ci vuole il marcatore di chiusura grassetto.