Alfonso Maruccia

California, vietato raccogliere il DNA dei sospetti

La giustizia californiana si schiera contro la Corte Suprema federale e dichiara l'incostituzionalitÓ della raccolta di campioni di DNA per i sospetti. E' una violazione di un diritto fondamentale garantito dallo stato

Roma - Raccogliere un campione di materiale genetico da una persona sospettata di un crimine è una grave violazione della privacy dei cittadini, almeno stando a quanto ha deciso un tribunale d'appello californiano, schierandosi per di più contro un pronunciamento della Corte Suprema degli Stati Uniti.

La decisione arriva nell'ambito del caso People v. Buza, una vicenda che coinvolge un uomo di San Francisco, Mark Buza, condannato per incendio doloso, possesso di materiale combustibile, vandalismo, e nei guai per essersi rifiutato di fornire un campione del proprio DNA alla polizia.

In quest'ultimo caso, ha stabilito la corte, la Privacy Initiative del 1972 ha dichiarato la riservatezza un diritto fondamentale da proteggere contro "intrusioni governative non necessarie". E la raccolta e lo stoccaggio a tempo "indefinito" di campioni di DNA rappresentano proprio l'"epitome" del genere di intromissioni contro cui combatte la legge approvata negli anni Settanta.
Tanto più che, rileva la corte californiana, il California DNA Act - che prevede appunto la raccolta indiscriminata di DNA ai sospetti - è stato approvato "troppo velocemente" e senza il dovuto dibattito pubblico: stando a una ricerca del 2012, il 62 per cento degli arresti si conclude con un nulla di fatto.

L'uso e l'abuso degli esami a base di codice genetico sono da tempo al centro della discussione per la potenziale violazione della privacy che possono comportare, anche se in Italia più che discutere si pensa soprattutto a fare analisi a strascico quando le forze dell'ordine non sono in grado di risolvere un giallo mediaticamente sovraesposto come quello che ha avuto per oggetto l'omicidio di Yara Gambirasio.

Alfonso Maruccia
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4 Commenti alla Notizia California, vietato raccogliere il DNA dei sospetti
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  • Se si è sospettati con fondatezza (quest'ultima decisa ovviamente da un magistrato), alcuni aspetti della sua privacy passano in secondo piano.

    Diverso discorso, il datagate, dove i sospettati con fondatezza sono una manciata di persone (presunti terroristi), ma vengono spiati e peggio, flaggati semanticamente tutti.

    Sembra che in USA abbiano le idee davvero poco chiare riguardo alle più basilari nozioni democratiche.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Am perfect as much
    > Sembra che in USA abbiano le idee davvero poco
    > chiare riguardo alle più basilari nozioni
    > democratiche.

    A forza di esportare democrazia non ne è più rimasta per loro..
    non+autenticato
  • - Scritto da: Am perfect as much

    > Se si è sospettati con fondatezza...

    Per quanto fondato possa essere, un sospetto è sempre e solo un sospetto, non una certezza.
    Quindi, no. Non è accettabile che la privacy o altri diritti vengano negati solo perché si è "sospettati".
    Fuori le prove certe della colpevolezza, o non se ne fa nulla (giustamente).
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno

    > Per quanto fondato possa essere, un sospetto è
    > sempre e solo un sospetto, non una
    > certezza.
    > Quindi, no. Non è accettabile che la privacy o
    > altri diritti vengano negati solo perché si è
    > "sospettati".
    > Fuori le prove certe della colpevolezza, o non se
    > ne fa nulla


    hai le idee parecchio confuse.
    non+autenticato