Claudio Tamburrino

World Wide Web, la grande livella

Il Web ha un enorme potenziale per abbattere le disparità che dividono il mondo a livello economico, politico e sociale, mostra uno studio della World Wide Web Foundation: per questo Sir Berners-Lee invoca i diritti umani fondamentali

World Wide Web, la grande livellaRoma - I governi approfittano sempre di più delle tecnologie per sorvegliare e reprimere i propri cittadini, ma se la Rete e il Web fossero annoverati fra i diritti umani e il rispetto dei diritti umani valesse come dovrebbe valere nel mondo analogico, potrebbe essere un imprescindibile strumento di sviluppo e innovazione.


A metterlo in luce sono i dati raccolti in 86 paesi del mondo dal Web Index 2014-2015, lo studio divulgato dalla World Wide Web Foundation con lo scopo di mostrare i contributi del World Wide Web al progresso sociale, economico e politico del Pianeta.

Secondo quanto si legge nello studio, a conferma quanto riferito da statistiche precedenti, a grandi linee 4,3 miliardi di persone, il 60 per cento della popolazione mondiale, non può andare online e la metà di quelli che hanno accesso alla rete vivono in paesi con molte limitazioni ai diritti online, che investono privacy e libertà di espressione.
A preoccupare osservatori e studiosi di settore è che, nonostante proteste e indignazione, aumenta sia il numero di paesi che prevedono forme più o meno invasive di intercettazioni di massa (passati dal 63 all'84 per cento) e quello di coloro che sono soggetti a forme di censura "moderate o accese", cresciuto nel 2013 di sei punti percentuali raggiungendo il 38 per cento. Gli indicatori relativi a libertà e apertura della Rete mostrano un mondo che sembra rispecchiare le grandi divisioni che spaccano il Pianeta anche sul fronte economico, politico e sociale.

Freedom e openness

Con l'occasione il padre del Web Tim Berners-Lee è tornato a parlare del bisogno di riconoscere Internet come diritto umano. D'altra parte in un mondo sempre più caratterizzato da inuguaglianze ed ingiustizie, secondo Sir Berners-Lee, il Web ha un enorme potenziale democratico: uno strumento capace di creare uguaglianza e giustizia solo se leghiamo ad esso "i diritti alla privacy, la libertà di espressione, la possibilità di accesso ed i principi della net neutrality".

D'altronde lo stesso Web Index lega la forte protezione delle libertà civili ad un efficace sfruttamento dei benefici economici e sociali generati da Web: in prima linea da questo punto di vista vi sono Danimarca, Finlandia e Norvegia. Al contrario in fondo alla classifica vi sono Etiopia, Myanmar, Yemen e numerosi paesi africani.

Per quanto riguarda l'Europa, fanalini di coda sono Grecia (30esimo posto) e Italia (29esimo) che riescono a far connettere solo poco più del 60 per cento della propria popolazione: il nostro paese si trova a raggiungere un punteggio da metà classifica (70 su 100) anche prendendo in considerazione l'indice di libertà ed apertura, calcolato sulle misure adottate a tutela della net neutrality, la libertà di espressione online, le infrastrutture e le condizioni delle telecomunicazioni nonché quegli strumenti a tutela della privacy degli utenti.

Web Index Italia


Claudio Tamburrino
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3 Commenti alla Notizia World Wide Web, la grande livella
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  • Internet fa sicuramente paura a tutti coloro che vogliono spacciare le loro idee come verità assolute, vedi tutte le religioni!
    Fa paura ai politici, di tutto il mondo, che pensano di perdere il loro ascendente sul mondo degli umani ammaestrati e considerati come animali da sfruttare e dominare!
    Internet non deve perdere questa guerra, non battaglia, continuando a mantenere in contatto l'intero pianeta e distruggendo chiunque si opponga a tale inevitabile emancipazione umana.
    erie
    non+autenticato
  • > Internet fa sicuramente paura a tutti coloro che
    > vogliono spacciare le loro idee come verità
    > assolute, vedi tutte le
    > religioni!

    È noto che l'islam ha pronunciato una fatwā contro chiunque lo userà, e lo stesso ha fatto il papa, scomunicando in blocco gli internauti, come scomunicò i comunisti nel 1949. E il dalai lama?
    Se la fanno nelle brache dalla paura.



    > Fa paura ai politici, di tutto il mondo, che
    > pensano di perdere il loro ascendente sul mondo
    > degli umani ammaestrati e considerati come
    > animali da sfruttare e
    > dominare!

    Anche lì, stanno prendendo le contromisure, infatti. Rimozione della linea ADSL e anche ISDN in tutte le zone che votano diversamente dalla maggioranza. Togliere diritto di navigazione a chi dissente.


    > Internet non deve perdere questa guerra, non
    > battaglia, continuando a mantenere in contatto
    > l'intero pianeta e distruggendo chiunque si
    > opponga a tale inevitabile emancipazione
    > umana.

    Vabbè, questa è una parodia troppo sfacciata, si capisce. Il punto di partenza è Supergiovane di Elio e le Storie tese.

    "E ricordatevi: ovunque ci sia un giovane in difficoltà, ovunque ci siano persone, cose, animali, città, fiumi, fiori, governi, marche di automobili che cerchino di limitare la vostra gioventù, là ci sarà lui con le sue miccette sempre accese".

    Sostituire a gioventù internet.
  • - Scritto da: erie
    > Internet fa sicuramente paura

    > Internet non deve perdere questa guerra

    Internet non è una persona, non è il soggetto, non vince e non perde nessuna guerra, è uno strumento.
    non+autenticato