Gaia Bottà

India, andirivieni di smartphone cinesi

Xiaomi paga per tornare ad offirsi agli utenti, OnePlus è costretta a rinunciarvi per rispettare un contratto di esclusiva stipulato da Cyanogen. Entrambe le aziende non smetteranno di investire sul mercato indiano, ricco di promesse

Roma - La Cina si sta facendo largo nella conquista delle prime posizioni dei produttori di dispositivi mobile, e l'India si sta dimostrando un mercato fertile, terreno di sperimentazione soprattutto per i produttori che puntino su smartphone di fascia medio-bassa: questo fermento è naturale alveo per scontri e dispute fra concorrenti, di cui Xiaomi e OnePlus, produttori cinesi che si contendono l'accesso il terzo mercato al mondo per bacino di utenza, sono fra le primi protagoniste.

Xiaomi, quarto produttore mondiale, in rapida ascesa e deciso a consolidare la propria posizione di testa sul mercato indiano, si era scontrato nei giorni scorsi con la decisione di un tribunale di Nuova Delhi, che in seguito a una disputa brevettuale sollevata da Ericsson per otto titoli legati a standard tecnologici aveva decretato un temporaneo arresto delle vendite e delle importazioni. In queste ore la giustizia indiana ha emanato un contrordine, riferisce il CEO di Xiaomi Hugo Barra: le importazioni dei terminali potranno continuare, a patto che Xiaomi depositi a favore di Ericsson 100 rupie (1,26 euro) per ogni dispositivo venduto che monti un processore Qualcomm, sospettati di violazione.

Xiaomi, pur di non interrompere le vendite, ha scelto di investire nel deposito delle licenze in attesa del mese di febbraio, quando il processo deciderà se questi denari saranno dovuti a Ericsson. Nel frattempo OnePlus, altra azienda cinese che era partita alla conquista del mercato indiano con il recentissimo lancio del terminale OnePlus One, ha subito una pesante battuta d'arresto.
Alle notizie contraddittorie circolate nei giorni scorsi riguardo ai mancati aggiornamenti per il sistema operativo Cyanogen OS in India, è ora seguita una comunicazione ufficiale da parte del tribunale di Nuova Delhi: le vendite di OnePlus One si fermeranno una volta esaurite le scorte di terminali importati, per tutelare l'accordo di esclusiva stipulato fra il produttore MicroMax e Cyanogen. OnePlus rinuncia dunque per il momento al mercato indiano, ma promette che l'attesa degli utenti verrà ripagata: l'azienda stima che nel mese di febbraio il proprio team di sviluppatori scodellerà una versione custom di Android che saprà rilanciare il terminale nel paese, un mercato che secondo i numeri IDC crescerà enormemente con la prossima ondata di ricambio dei feature phone.

Gaia Bottà
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