Claudio Tamburrino

La breve vita della CEC-PAC di Brunetta

Annunciata la chiusura del prodotto pensato per parlare (solo) con la pubblica amministrazione. La PEC la sostituirà in tutto e per tutto. Lo ha deciso l'Agid di Alessandra Poggiani

La breve vita della CEC-PAC di BrunettaRoma - L'Agenzia per l'Italia Digitale ha annunciato la sospensione progressiva del servizio di Postacertificata CEC PAC dedicato esclusivamente alle comunicazioni tra cittadini e pubblica amministrazione. La notizia - per la verità attesa - conferma le intenzioni del Governo di razionalizzare i sistemi di comunicazione digitali della PA, facendoli convergere tutti su sistemi di PEC standard: quelli, cioè, già adottati per le comunicazioni tra cittadini, professionisti e imprese. Questo permetterà altresì ad Agid di risparmiare fondi (calcolati in addirittura 19 milioni di euro) da destinare ad altri servizi.

La CEC-PAC rappresenta uno dei progetti fallimentari finora condotti sul fronte digitale e che Agid vuole tagliare, così come "certe iniziative territoriali di alcune Regioni". Oltre alla razionalizzazione del sistema di comunicazioni digitali amministrative, d'altra parte, le ragioni della chiusura sono proprio da rintracciare nel successo limitato di CEC-PAC: dalla primavera del 2010, quando l'allora ministro della PA Renato Brunetta ne ha deciso l'adozione, sono state 2.121.783 le pre-attivazioni richieste attraverso il portale online, ma solo la metà (1,2 milioni) le caselle effettivamente attivate dal cittadino recandosi presso gli uffici postali.

Di questo 1,2 milioni di caselle solo il 18 per cento sono state effettivamente utilizzate: peccato originale proprio l'utilizzo limitato alla comunicazione con la Pubblica Amministrazione e la sovrapposizione con la PEC.
La tabella di marcia dell'addio al sistema di posta certificata parte da oggi, data che segna lo stop al rilascio di nuove caselle CEC-PAC a cittadini e pubbliche amministrazioni, comprese anche quelle già richieste e ancora da attivare. Dal 18 marzo 2015 al 17 luglio dello stesso anno, poi, le caselle saranno mantenute attive solo in modalità di ricezione e sarà consentito agli utenti l'accesso alle stesse solo ai fini della consultazione e del salvataggio dei messaggi ricevuti. Dal 18 luglio 2015 non saranno più abilitate alla ricezione di messaggi e l'accesso alle stesse sarà consentito, sino al 17 settembre 2015, solo ai fini della consultazione e del salvataggio dei messaggi ricevuti; infine dal 18 settembre sarà definitivamente inibito l'accesso alla propria casella e dal 18 settembre 2015 al 17 marzo 2018, sarà garantita agli utenti solo la possibilità di richiedere l'accesso ai log dei propri messaggi di posta elettronica certificata.

Dal 18 marzo 2015 tutti gli utenti CEC-PAC potranno richiedere una casella PEC, gratuita per un anno, inviando un'email all'indirizzo richiestapec@agid.gov.it.

Claudio Tamburrino
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59 Commenti alla Notizia La breve vita della CEC-PAC di Brunetta
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  • Io l'ho utilizzato un paio di volte. E adesso come faccio? Ci sono diversi interlocutori che adesso dovrei communicare di nuovo la nuova email?!?
    Ma perche'? Va bene che cec-pac faceva cahare ma almeno convertitela in PEC sarebbe cosi' costoso?!
    non+autenticato
  • - Scritto da: pipposempli ce
    > Io l'ho utilizzato un paio di volte. E adesso
    > come faccio? Ci sono diversi interlocutori che
    > adesso dovrei communicare di nuovo la nuova
    > email?!?
    > Ma perche'? Va bene che cec-pac faceva cahare ma
    > almeno convertitela in PEC sarebbe cosi'
    > costoso?!

    NOn hai letto l'articolo? se vuoi te ne danno una gratis per un anno.
    non+autenticato
  • Si ma non hanno specificato se e' la stessa o una nuova

    - Scritto da: Mistero
    > - Scritto da: pipposempli ce
    > > Io l'ho utilizzato un paio di volte. E adesso
    > > come faccio? Ci sono diversi interlocutori
    > che
    > > adesso dovrei communicare di nuovo la nuova
    > > email?!?
    > > Ma perche'? Va bene che cec-pac faceva
    > cahare
    > ma
    > > almeno convertitela in PEC sarebbe cosi'
    > > costoso?!
    >
    > NOn hai letto l'articolo? se vuoi te ne danno una
    > gratis per un
    > anno.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pipposempli ce
    > Si ma non hanno specificato se e' la stessa o una
    > nuova
    >

    Secondo me una nuova che non sarà più cec-pac. NOn so se mantengono il dominio



    > - Scritto da: Mistero
    > > - Scritto da: pipposempli ce
    > > > Io l'ho utilizzato un paio di volte. E
    > adesso
    > > > come faccio? Ci sono diversi interlocutori
    > > che
    > > > adesso dovrei communicare di nuovo la nuova
    > > > email?!?
    > > > Ma perche'? Va bene che cec-pac faceva
    > > cahare
    > > ma
    > > > almeno convertitela in PEC sarebbe cosi'
    > > > costoso?!
    > >
    > > NOn hai letto l'articolo? se vuoi te ne danno
    > una
    > > gratis per un
    > > anno.
    non+autenticato
  • Sii... E dopo l'anno? Te la devi pagare. Ho il sospetto che ci sia anche lo zampino dei provider, ovvero i fornitori della normale PEC.
    non+autenticato
  • - Scritto da: silvan
    > Sii... E dopo l'anno? Te la devi pagare. Ho il
    > sospetto che ci sia anche lo zampino dei
    > provider, ovvero i fornitori della normale
    > PEC.

    Si, e ringrazia che te la diano gratis per un anno. Ma scusa, stanno dismettendo una cosa per risparmiare, vuoi che ne facciano un'altra gratis per te? l'alternativa costa 6 euro l'anno, sai che roba...
    non+autenticato
  • Hanno voluto sabotarla invece di migliorarla e allargare realmente a tutta la burocrazia il sistema informatico. Invece ancora oggi vedo montagne di "pratiche" e di lettere inviate e ricevute dalle varie amministrazioni. Quando sono andato ad attivare la mia PEC il dirigente delle Poste mi ha sconsigliato di farlo, questo dice tutto sulla volontà di migliorare la burocrazia italiana.
    non+autenticato
  • Si potrebbe fare della facile ironia, ma la situazione è abbastanza penosa.
    Ci voleva il servizio televisivo di Report per smuovere qualcosa?
    non+autenticato
  • Proprio in breve, un paio di punti:
    1) la PEC di Brunetta ha un "difetto originale" che la rende molto pericolosa, ne hanno parlato all'inizio proprio qui e su siti simili: chi la sottoscrive si "lega" le mani a QUELLA PEC, cioè da il "potere alla PA" di usare SEMPRE quella PEC, mentre un principio generale dei rapporti tra la PA e l'utente è che quest'ultimo può decidere nelle istanze "dove" ricevere le comunicazioni riguardanti le medesime. La PEC di Brunetta "toglieva" (che io sappia) questa possibilità (tu fai un'istanza, indichi una PEC diversa, e la PA invece ti può rispondere sull'altra..) e quel che è peggio è che le persone per lo più non lo sanno...
    2) riguardo altri post, che dicono la questione "la PEC non ti garantisce l'avvenuta lettura". Questa garanzia NON E' NECESSARIA. Se ricevi a casa un plico cartaceo e non lo apri, sono fatti tuoi. Quando hai una PEC, soprattutto se hai un'attività, la devi "gestire" con la normale diligenza, e anche di più se sei un professionista: devi controllare la casella, chiuso. La PEC, come la raccomandata, è un mezzo a tutela, prima di tutto, di chi "invia": non avete idea dei problemi con le persone che non si fanno trovare, perdiamo più tempo e spese con il 5% di irreperibili che con il 95% che va a buon fine. Vi sembra normale che invio una raccomandata (carta intendo) alla sede legale DI UNA SRL e mi ritorna irreperibile o sconosciuto??? (che vuole dire, in sostanza, che non è stata messa sulla cassetta la targhetta con il nome della ditta: il postino quando notifica, con la sua firma non mi certifica che ha consegnato "a quella società", ma "a quell'indirizzo ed a quel nome ditta che è indicato sulla targhetta": non è necessario che sia sicuro che la ditta sia quella, lui mi assicura che è andata all'indirizzo della busta e che risulta lì il nome indicato sulla busta). Con la PEC ovviamente la questione è semplificata.
    Semmai, piuttosto che implementare meccanismi difficoltosi di verifica della lettura, avrebbe una sua logica mettere una regola "generale" per cui la notifica via PEC si dà per avvenuta non il giorno stesso, ma un "tot" di giorni precisi successivi all'invio, per esempio 4, così da dare un po' di tempo, come può essere giusto.
    3) relativamente alle PEC delle imprese, devo dire che hanno tirato fuori una normativa "surreale": non ho tempo e non è il luogo dove spiegare, ma in sostanza la PEC delle ditte diciamo che funziona, ma solo quando le aziende, in proprio, la gestiscono correttamente, cioè la denunciano, la rinnovano ecc. La normativa però è del tutto bucata ed incoerente: non sono praticamente previste sanzioni qualora una ditta non provveda a tenere "viva" la sua PEC (o a comunicarne una nuova) (solo in fase di atto costitutivo della società è obbligatorio denunciarla), qualche tempo fa ho letto lo scritto di un avvocato che giustamente ci informava che avendo inviato un atto giudiziario per PEC ad una società e la PEC era fallita (verificando, la PEC era revocata) e ci chiedeva di intervenire con la "sanzione": beh, sapete cosa possiamo fare noi? NIENTE. Unica cosa, si fa partire un procedimento d'ufficio, si verifica che la PEC non è attiva, si chiede l'intervento del Giudice del Registro e la togliamp dalla Visura: la società resta senza quella PEC e stop, ma non la possiamo obbligare a denunciarne una valida.
    Peggio ancora. Le informazioni legali su tutte le imprese stanno nei dati del Registro delle Imprese. Quando voi richiedete un Certificato della ditta XY, quello che è indicato lì dentro ha valore legale, cioè se dovete fare una causa all'Amministratore, l'Amministratore E' quello indicato lì, e se non lo è più, sono fatti della ditta, non dei terzi che ignorano in buona fede la questione. Tra i dati del Registro Imprese c'è anche "l'indirizzo pubblico di posta certificata", che per il principio generale che la pubblicità legale delle imprese è nel Registro Imprese, "dovrebbe" essere la PEC ufficiale di quella società. NON E' COSI' perché i nostri furbi legislatori hanno impastato una legislazione per cui il luogo ufficiale dove ricercare le PEC è il sito INI-PEC. Il quale sito INI-PEC, per inciso, mi risulta che preleva i dati dal Registro delle Imprese.. e non segnala neanche se la PEC è Inattiva o Revocata, lo vedete solo dopo la spedizione.. (noi invece in Camera abbiamo uno strumento di verifica interno con cui lo sappiamo prima). Ci sarebbe poi l'altra questione delle PEC che sono in uso a più soggetti, cosa che mi risulta consentita ma che appare illogica. Potete verificare facilmente: sul sito INI-PEC fate qualche ricerca con nomi di PEC "comuni" (non posso suggerirli per motivi di privacy ed altro), tipo nome.cognome@PEC.IT. Ho trovato PEC che risultano usate da 15-20 soggetti e più, e chissà se qualcuno non l'abbia denunciata senza averne il diritto. Tra l'altro, un altro strumento che manca è uno che permetta di sapere "a chi" è attribuita una determinata PEC, specie appunto nel caso di PEC in uso da più soggetti.
    Detto questo, in sé la PEC funziona. Semmai un consiglio: PEC = raccomandata. Non usate la PEC, per esempio con le PA, per inviare richieste dell'orario di uffici o qualunque altra cosa che su cartaceo avreste inviato con posta normale: vi allungate i tempi (le PEC passano tutte dal protocollo) e ci mettete in difficoltà per la risposta, non tutti gli uffici sono attrezzati per le PEC. Al limite, se volete avere una "certificazione" di quando avete inviato una richiesta di informazioni, prima si invia per posta normale, e dopo qualche giorno senza risposta si fa seguire la PEC.
    Buonanotte..
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lavoro in Camera di Commercio
    > Al limite, se volete avere una
    > "certificazione" di quando avete inviato una
    > richiesta di informazioni, prima si invia per
    > posta normale, e dopo qualche giorno senza
    > risposta si fa seguire la
    > PEC.
    > Buonanotte..

    Che cosa intendi per "posta normale" ?
    Voglio sperare che tu intenda e-mail, e non certo quella cosa con francobollo e ceralacca che viene consegnata manualmente dal postino, visto che il mio calendario segna il terzo millennio dopo Cristo e non piu' l'eta' della pietra.
  • - Scritto da: panda rossa

    > Che cosa intendi per "posta normale" ?
    > Voglio sperare che tu intenda e-mail

    ovviamente.... Occhiolino E-mail non certificata (ed inviata da e-mail normale, meglio)
    non+autenticato
  • Non so come funziona da voi, io ogni volta che ho risposto a richieste tramite posta ordinaria, la richiesta è stata reiterata fino a che è stata esaudita tramite raccomandata (leggasi, per me neanche hanno aperto la busta, più semplice richiedere nuovamente).
    In seconda istanza io continuo ad avere e rinnovare la PEC, ma da tutte le PA non ho mai ricevuto una straccio di mail, solo e sempre raccomandate cartacee. Visto che sei dall'altra parte, potrei sapere in perché ho dovuto fare una spesa (non è fuori del mondo ma c'è ed è obbligatoria) specificatamente per parlare con la PA mentre dall'altra parte non c'è un utilizzo?
  • - Scritto da: marcorr
    > Non so come funziona da voi, io ogni volta che ho
    > risposto a richieste tramite posta ordinaria, la
    > richiesta è stata reiterata fino a che è stata
    > esaudita tramite raccomandata (leggasi, per me
    > neanche hanno aperto la busta, più semplice
    > richiedere
    > nuovamente).
    > In seconda istanza io continuo ad avere e
    > rinnovare la PEC, ma da tutte le PA non ho mai
    > ricevuto una straccio di mail, solo e sempre
    > raccomandate cartacee. Visto che sei dall'altra
    > parte, potrei sapere in perché ho dovuto fare una
    > spesa (non è fuori del mondo ma c'è ed è
    > obbligatoria) specificatamente per parlare con la
    > PA mentre dall'altra parte non c'è un
    > utilizzo?

    La PEC nelle PA è obbligatoria, se hanno usato altri sistemi prima chiedi spiegazioni e dopo fai esposto
    non+autenticato
  • >
    > La PEC nelle PA è obbligatoria, se hanno usato
    > altri sistemi prima chiedi spiegazioni e dopo fai
    > esposto

    Tu lo sai che sono riusciti a far passare la storia che visto che la PEC non è recepita dall'utenza della stesso valore della raccomandata, loro devono continuare a usare la raccomandata. Confermatami da due funzionari INAIL che hanno fatto perdere la mattinata a mio fratello per una variazione di parametri.
    Io so solo che, quando a loro interessa, fanno capire quello che vogliono a colpi di multe, quando non gli interessa o va contro i loro interessi diventa improponibile.
  • Non rifartela con l'ente, perderesti... identifica la persona incaricata della pratica e denunciala.
    Vedrai poi l'ente come corre!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco
    > Non rifartela con l'ente, perderesti...
    > identifica la persona incaricata della pratica e
    > denunciala.
    > Vedrai poi l'ente come corre!

    Tu parti dal principio che ci sia una persona incaricata della pratica e non una persona a cui qualcuno ha detto che un altro gli ha detto di dirgli di mandare avanti la pratica in un certo modo.
    Uno che si definisca responsabile non l'ho mai visto. E' sempre qualcun altro.
    E vorrei vedere un ente correre, ma mi sa che fa prima a gelare l'inferno. e non perché non ci sia gente che ha voglia di fare, ma semplicemente perché basta che ci sia un solo impiegato/dirigente che la velocità delle pratiche crolla.
  • - Scritto da: marcorr
    > >
    > > La PEC nelle PA è obbligatoria, se hanno
    > usato altri sistemi prima chiedi spiegazioni e
    > dopo fai
    > > esposto
    >
    > Tu lo sai che sono riusciti a far passare la
    > storia che visto che la PEC non è recepita
    > dall'utenza della stesso valore della
    > raccomandata, loro devono continuare a usare la
    > raccomandata.

    Terribile. In un ufficio così, io ci diventerei pazzo.
    Tra l'altro, qual'è il problema?: la PEC per me è un vantaggio rispetto alla gestione di una raccomandata, se l'utenza non apre la propria PEC (e succede, ve lo assicuro: me ne sono capitati vari casi) a me che interessa: l'importante è che la mia notifica sia valida, e così è, quindi non capisco perché non usino la PEC che, oltre ad essere obbligatoria (salvo casi eventuali previsti da leggi) è anche più comoda per me. Mah

    > Confermatami da due funzionari
    > INAIL che hanno fatto perdere la mattinata a mio
    > fratello per una variazione di
    > parametri.
    > Io so solo che, quando a loro interessa, fanno
    > capire quello che vogliono a colpi di multe,
    > quando non gli interessa o va contro i loro
    > interessi diventa improponibile.

    E' un dato di fatto purtroppo, che io tengo presente nei rapporti con l'utenza, che di fronte all'impiegato sei in una posizione di "inferiorità", la PA nei confronti dell'utenza non è in una posizione "alla pari", ma di fatto esprime l'autorità dello Stato, e quando trovi uno che per ignoranza o altro ti mette i bastoni tra le ruote, di solito bisogna mollare.
    Devo dire, per la verità, che a me è difficile che (come privato) una PA non risponda: piuttosto, non mi ha risposto una ditta di cellulari (eppure ha il contattaci) e le Poste, servizio Bancoposta, quesito inviato il 27/11 con indicazione del mio cellulare, ignorato..
    Posso dire che per fortuna è sempre un po' più così? Cioè che la PA "risponde" in genere?
    non+autenticato
  • - Scritto da: marcorr
    > Non so come funziona da voi, io ogni volta che ho
    > risposto a richieste tramite posta ordinaria, la
    > richiesta è stata reiterata fino a che è stata
    > esaudita tramite raccomandata (leggasi, per me
    > neanche hanno aperto la busta, più semplice
    > richiedere
    > nuovamente).
    > In seconda istanza io continuo ad avere e
    > rinnovare la PEC, ma da tutte le PA non ho mai
    > ricevuto una straccio di mail, solo e sempre
    > raccomandate cartacee. Visto che sei dall'altra
    > parte, potrei sapere in perché ho dovuto fare una
    > spesa (non è fuori del mondo ma c'è ed è
    > obbligatoria) specificatamente per parlare con la
    > PA mentre dall'altra parte non c'è un utilizzo?

    Guarda, potrei liquidare con una battuta "malevola": io lavoro alla Camera di Commercio, cioè uno degli Enti cosiddetti "inutili" e che Renzie vorrebbe fare fuori. Eppure, il riscontro dei miei utenti "ripetitivi", cioè che hanno con noi rapporti continuativi (per capirsi: agenzie e studi) è che siamo la PA più efficiente (c'è una ricerca ma ora lascio perdere). Vabbè, anche noi abbiamo i nostri difetti, ma sai dove sta il difetto ancora maggiore? Nelle norme. Non ho tempo adesso (sono al lavoro), ma noi ogni giorno siamo a dover applicare norme "bacate".
    E quando chi fa le norme, dopo essersi preso mesi ed anni per legiferare, me la pubblica il sabato ed io il lunedì devo applicarla? E la faccia con l'utente arrabbiato ce la devo mettere io però: il pendolare se la prende col capotreno, ma il problema sta altrove.
    Vai sul codice civile, articolo 2470: nel 2009 l'hanno modificato, mettendo una parolina, "deposito", che è sbagliata: la parola giusta è "Iscrizione" e cambia molto. E' ancora lì, non so che fare, c'è un ufficio ministeriale "norme sbagliate" a cui poter inviare qualcosa? Occhiolino

    Detto questo, non so con quale Ente hai avuto quei problemi. In Camera da almeno 2 anni (ma forse 3) per dire al Registro Imprese se depositi una pratica DEVE esserci una PEC, e noi via PEC tutto facciamo. Siamo pure obbligati dalle norme, ma lo facciamo già da prima (per il Registro Imprese).
    Poi a volte qualche problema c'è, per esempio la norma non era coordinata in modo da chiarire se per PEC potevamo notificare le Sanzioni Amministrative, e che il dubbio non fosse solo della mia Camera (dove ho superiori che in ambito amministrativo hanno le palle) l'ha confermato il fatto che quella di Reggio Emilia ha posto un quesito specifico al Ministero, il quale ha risposto nell'agosto di quest'anno confermando che si poteva e doveva usare la PEC per le società. Fino allora, per non rischiare di vedere contestate delle notifiche, abbiamo usato la raccomandata, ma adesso usiamo la PEC.
    Più in generale, capisco quello che scrivi: io qui sono della PA, ma sono a mia volta utente sia della PA che di privati. Posso dire che molte volte dipende un po' da chi c'è dall'altra parte? Dico quando c'è un problema, se trovi la persona giusta risolvi, altrimenti impazzisci, trovi dei muri di gomma, come quelli dei Call Center telefonici, no? (senza generalizzare).
    Se devo essere sincero, io mi ritengo, come Ente, ad un piano un po' "superiore", nel senso che la mia amministrazione VUOLE che io sia contattabile: e-mail personale, di ufficio, telefono personale, quando sono al lavoro mi chiami ed io rispondo.. e nessun limite a chiamare all'esterno (a volte certi dipendenti di Enti hanno questo problema: non ti richiamano perché l'Ente non ha i soldi per fare le telefonate esterne): io ti contatto, anche ai cellulari.
    Vi lascio, sono al lavoro.. magari a casa rispondo ad altre cose se necessario
    non+autenticato
  • > Vi lascio, sono al lavoro.. magari a casa
    > rispondo ad altre cose se
    > necessario

    Se sei un informatico iscriviti ad opensipa.it

    ciao
    non+autenticato
  • o non solo la cec-pac o la pec, ma questioni come questa :

    < Q: Se una prestazione CUP è stata pagata online, quali documenti bisogna presentare al momento della visita o dell'esame?
    A: È necessario PORTARE CON SE IL FOGLIO dell'appuntamento e le ricevute di pagamento che sono state inviate tramite e-mail.

    ATTENZIONE:
    Per STAMPARE le ricevute di pagamento valide ai fini fiscali è necessario scaricarle dall'indirizzo riportato sulla e-mail di notifica del pagamento (file formato pdf)
    >

    che si innervano in molti angoli della enorme burocrazia italiana (va detto che anche non fosse italiana, sarebbe cmq una bestia complessa da maneggiare )
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > o non solo la cec-pac o la pec, ma questioni come
    > questa
    > :
    >
    > < Q: Se una prestazione CUP è stata pagata
    > online, quali documenti bisogna presentare al
    > momento della visita o
    > dell'esame?
    > A: È necessario PORTARE CON SE IL FOGLIO
    > dell'appuntamento e le ricevute di pagamento che
    > sono state inviate tramite
    > e-mail.
    >
    > ATTENZIONE:
    > Per STAMPARE le ricevute di pagamento valide ai
    > fini fiscali è necessario scaricarle
    > dall'indirizzo riportato sulla e-mail di notifica
    > del pagamento (file formato
    > pdf)
    > >
    >
    > che si innervano in molti angoli della enorme
    > burocrazia italiana (va detto che anche non fosse
    > italiana, sarebbe cmq una bestia complessa da
    > maneggiare
    > )

    Si ma non c'entra con la PEC questa cosa, è una delle tante inefficienze della sanità.
    Ma tu sai che ad esempio, ci sono strumenti diagnostici molto complessi dove vengono stampati referti, che non hanno la possibilità di pescare da una anagrafica condivisa? e via a metter dentro dati ogni volta?
    O che tra ASL e anagrafe comunali non si parlano, quindi non sanno se uno è morto ad esempio?
    non+autenticato
  • - Scritto da: darkamex
    > "La tecnologia PEC non è riconosciuta come
    > standard internazionale, a differenza di altre
    > tecniche di firma digitale e di tracciamento
    > della consegna equivalenti e standard, come RFC
    > 3798."

    Infatti la PEC risolve una cosa per la quale non esisteva soluzione sicura ed affidabile, tanto è vero che mi posti una RFC che fa acqua da tutte le parti:
    https://tools.ietf.org/html/rfc3798#page-19


    >
    > CREDO CHE POSSA BASTARE PER DEFINIRLA COME
    > UN'COSETTA
    > "ALL'ITALIANA"
    >

    Una cosetta che funziona. Comunque se mi vuoi dimostrare che è più facile, veloce e meno costoso inviare una raccomandata cartacea, fai pure, ti ascolto.


    > l'identificazione univoca può avvenire in vari
    > modi (come succede anche su Gmail)

    Cioè? Google ha sistemi di verifica della consegna? me li spieghi? grazie

    noi abbiamo
    > scelto di utilizzare un sistema macchinoso e
    > burocratico per alimentare alcune aziende
    > italiane che non sono competitive per manifesta
    > incapacità...
    >

    Ma per carità, cerca offerta pec su google e vedi quanti la vendono, certo non gli ortofrutta, chi la deve vendere?

    > li vogliamo chiamare "aiuti di stato", mmmhhh...
    > si.

    Si ok, anche i controlli veterinai che fanno sulla carne che mangi è per far ingrassare i medici, mica per la tua salute. Dai suvvia, qualcuno che vuole vedere anche lo scopo e non solo le solite congetture?
    non+autenticato
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