Claudio Tamburrino

Uber, Stallman alla messicana

Autorità e utenti insoddisfatti tengono sotto tiro l'app del car sharing, nel mirino anche del guru del Free Software

Roma - Da Taiwan a Philadelphia, Uber si ritrova al centro di un nuovo fuoco di opposizione, ma la bordata a sorpresa è quella di Richard Stallman: il fondatore della Free Software Foundation ha sottolineato come qualsiasi programma non open e free (in quanto app) minacci la libertà degli utenti ed apra la porta alle intercettazioni del Grande Fratello sui dispositivi mobile, permettendogli di seguire ogni spostamento dei cittadini.

Stallman non si ferma a questa considerazione: arriva a dire che, in quanto monopolio di fatto, Uber può stabilire arbitrariamente le tariffe, sfruttare gli autisti e impostare un rapporto con i governi, arrivando a permettergli il libero accesso ai dati.
Uber è stata per esempio accusata di avere una modalità di accesso eufemisticamente "God View" che permetterebbe ai suoi operatori di accedere a qualsiasi dato sui viaggi dei suoi utenti.

Per quanto Richard Stallman possa essere critico nei confronti dell'app, il 2014 si chiude per Uber all'insegna di numeri positivi (a dicembre ha ottenuto altri 1,2 miliardi di dollari in finanziamenti, per una valutazione complessiva di oltre 40 miliardi di dollari.
Questo nonostante le proteste dei tassisti scesi in piazza nelle principali città europee e nonostante le opposizioni delle autorità di mezzo mondo (dalla California al Brasile), preoccupate che il servizio possa rappresentare una forma illecita di concorrenza per le omologhe attività tradizionali.

In particolare le critiche sollevate nei confronti del servizio spaziano dall'incorretta tassazione, dal mancato controllo del background (e dei precedenti penali) degli autisti e alla mancanza della licenza necessaria ad offrire tale servizio.

Tutto questo ha portato già al blocco del servizio in Spagna e Thailandia, e da ultimo ha sollevato le proteste in Australia, dove l'associazione dei tassisti parla di una tecnologia rivoluzionaria con cui bisogna fare i conti ma che al momento anima un servizio illegale. A Philadelphia, invece, 45 aziende di taxi locali si sono unite per denunciare Uber presso la corte distrettuale della Pennsylvania, mentre a Taiwan le autorità minacciano di bloccarla, ed in Corea del Sud il CEO rischia addirittura due anni di prigione per "aver condotto un servizio di taxi illegalmente" nel paese.

Nel frattempo in India, dove Uber era stata coinvolta in seguito alle accuse di stupro mosse nei confronti di un suo autista, le autorità hanno emesso un nuovo regolamento che prevede l'obbligo di installazione di pulsanti anti-panico all'interno delle vetture e la necessità di ottenere una licenza come le altre compagnie di taxi: il servizio di car-sharing ha tuttavia già fatto sapere che non intende accettare le modifiche.

Oltre ai problemi con le autorità, peraltro, a San Francisco alcuni utenti del servizio si sono uniti in class action per denunciare la tariffa di un dollaro imposta su ogni corsa e ritenuta "ridicola".

Claudio Tamburrino
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45 Commenti alla Notizia Uber, Stallman alla messicana
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  • Il Sig. Cerabona parla ovviamente in via teorica e spaccia per realtà cio che ormai è una favola per bambini.
    MAGARI i tassisti vendessero le licenze in "bianco".
    Premetto che ciò che scrivo non sono voci o "sentito dire" ma verità raccolte sul campo, in quanto vivo in una città turistica e per molto tempo ho valutato l'opzione di acquistare una licenza da tassista.
    Innanzitutto la licenza si vende metà in bianco e metà in nero almeno dal 2008, cioè dall'inizio della cosiddetta "crisi" e dei controlli fiscali intensificati, se si parla di periodo pre-crisi addirittura la transazione avveniva totalmente in nero.
    Lei ora paga il 23% è vero, ma solo sulla metà in bianco e si trova una considerevole cifra in nero sborsata sul suo conto, sulla quale non paga manco un euro di tasse.
    Quindi oltre ad aver evaso metà della tassa sulla vendita, penalizza l'acquirente e futuro lavoratore in quanto non può scaricare le tasse sulla metà acquistata in nero; si parla di una bella cifra, altro che il 3% d'esborso sull'acquisto.
    Tutto questo quando dovrebbe, alla fine della sua carriera lavorativa, passare la licenza ai suoi figli, rinconsegnarla al comune oppure venderla a qualcuno, ma in modo onesto e con prezzi accessibili, non in nero ed a prezzi esagerati in modo da garantirsi la pensione.
    Alla fine del gioco, per non penalizzare 40000 persone (queste le licenze da tassista attualmente in servizio in Italia) di cui almeno 2/3 fa questo mestiere da molti anni ed ha già ripagato la spesa sostenuta per la licenza, si arresta il progresso vietando la liberalizzazione, si negano i vantaggi per il consumatore derivanti dal libero mercato e si blocca lo sviluppo, in quanto nelle grandi città potrebbero effettivamente liberarsi centinaia di posti di lavoro.
    Senza contare il danno economico che create allo stato.
    Faccio un esempio basato su uno scenario ipotetico ed immaginario:
    su una transazione di 100000 euro, il 23% sulla metà in nero sarebbe pari a 11500 euro; ora, visto che quei 40000 tassisti un giorno o l'altro venderanno la propria licenza, se si moltiplica quella cifra per ogni futura compravendita vengono fuori 460.000.000 di euro di tasse evase.
    Quindi caro il mio Sig. Cerabona, ben vengano Uber, Blablacar e chi più ne ha più ne metta a porre fine a tutto ciò.
    non+autenticato
  • > Premetto che ciò che scrivo non sono voci o
    > "sentito dire" ma verità raccolte sul campo, in
    > quanto vivo in una città turistica e per molto
    > tempo ho valutato l'opzione di acquistare una
    > licenza da
    > tassista.

    Che è l'unico motivo per cui scrivi il commento con un tono così accusatorio.A bocca aperta

    Italiani, popolo di cittadini dai saldissimi principi: si interessano al pagamento delle tasse delle professioni (degli altri), ma solo nella misura in cui ci si è interessati preventivamente all'accessione a quella professione, constatando che è troppo cara.
    L'uva sta troppo in alto, non ci arrivo, ma tanto è marcia... Rotola dal ridere
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 05 gennaio 2015 20.52
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  • - Scritto da: Leguleio
    >
    > Che è l'unico motivo per cui scrivi il commento
    > con un tono così accusatorio.
    >A bocca aperta
    >
    > Italiani, popolo di cittadini dai saldissimi
    > principi: si interessano al pagamento delle tasse
    > delle professioni (degli altri), ma solo nella
    > misura in cui ci si è interessati preventivamente
    > all'accessione a quella professione, constatando
    > che è troppo
    > cara.
    > L'uva sta troppo in alto, non ci arrivo, ma tanto
    > è marcia...
    > Rotola dal ridere
    > --------------------------------------------------
    > Modificato dall' autore il 05 gennaio 2015 20.52
    > --------------------------------------------------

    Probabilmente hai ragione, ciò non toglie che i fatti stanno come te li ho raccontati.

    Per capire meglio il mio punto di vista, domani passa in banca e chiedigli un mutuo per acquistare un'attività, specificando però che dovrai pagare in nero, allora capirai dov'è il problema.

    Non è un'uva alta e quindi marcia, è un'uva che ti impediscono di raccogliere, anche se hai scala e cestino.
    non+autenticato
  • > > Che è l'unico motivo per cui scrivi il commento
    > > con un tono così accusatorio.
    > >A bocca aperta
    > >
    > > Italiani, popolo di cittadini dai saldissimi
    > > principi: si interessano al pagamento delle
    > tasse
    > > delle professioni (degli altri), ma solo nella
    > > misura in cui ci si è interessati
    > preventivamente
    > > all'accessione a quella professione, constatando
    > > che è troppo
    > > cara.
    > > L'uva sta troppo in alto, non ci arrivo, ma
    > tanto
    > > è marcia...
    > > Rotola dal ridere

    > Probabilmente hai ragione, ciò non toglie che i
    > fatti stanno come te li ho
    > raccontati.

    Basta non rappresentare la questione come l'unico caso di evasione fiscale endemica esistente in Italia.
    Durante la compravendita di un immobile da privato a privato, mentre si procede al pagamento, il notaio lì presente si alza dal tavolo e lascia che le due parti si scambino assegni (o contanti) come vogliono. Pochi minuti dopo torna e redige l'atto in base agli assegni che gli lasciano vedere.

    Connivenza con gli evasori? Anche quello, sì. Tieni presente che lo Stato la casa la tassa in mille altri modi, la compravendita è solo uno dei tanti.

    > Non è un'uva alta e quindi marcia, è un'uva che
    > ti impediscono di raccogliere, anche se hai scala
    > e
    > cestino.

    Mah... dipende dal pelo sullo stomaco che ognuno ha.
    Se altri negli anni scorsi sono riusciti a subentrare nella licenza evidentemente non è proprio impossibile.
  • - Scritto da: Leguleio

    >
    > Basta non rappresentare la questione come l'unico
    > caso di evasione fiscale endemica esistente in
    > Italia.

    In altre parole: non risolviamo mai il problema dell'evasione fiscale in italia, visto che bisogna pur cominciare da qualche parte e qualunque parte si sceglie non va bene.

    > Durante la compravendita di un immobile da
    > privato a privato, mentre si procede al
    > pagamento, il notaio lì presente si alza dal
    > tavolo e lascia che le due parti si scambino
    > assegni (o contanti) come vogliono. Pochi minuti
    > dopo torna e redige l'atto in base agli assegni
    > che gli lasciano
    > vedere.

    Come al solito, pere con mele.
    Confrontare una trattativa privata di un bene privato ad uso privato, con quella di una licenza commerciale, tra professionisti, ad uso commerciale.

    Nel caso di compravendita di una abitazione, l'anomalia e' che sia necessaria la presenza di un notaio non che il notaio ad un certo punto si alza ed esce dalla stanza.

    > Connivenza con gli evasori? Anche quello, sì.
    > Tieni presente che lo Stato la casa la tassa in
    > mille altri modi, la compravendita è solo uno dei
    > tanti.

    Mentre una attivita' lavorativa in nero non viene tassata proprio.

    > > Non è un'uva alta e quindi marcia, è un'uva
    > che
    > > ti impediscono di raccogliere, anche se hai
    > scala
    > > e
    > > cestino.
    >
    > Mah... dipende dal pelo sullo stomaco che ognuno
    > ha.

    In uno stato democratico la libera concorrenza non deve essere una questione di peli sullo stomaco.

    > Se altri negli anni scorsi sono riusciti a
    > subentrare nella licenza evidentemente non è
    > proprio impossibile.

    Hai un link ad un regolamento comunale qualsiasi che illustra l'accesso a tali licenze?
    Se non c'e', la cosa non e' trasparente.
    Se non e' trasparente e' torbida.
    Se e' torbida qualcuno sta ricevendo un danno.
  • > > Basta non rappresentare la questione come
    > l'unico
    > > caso di evasione fiscale endemica esistente
    > in
    > > Italia.
    >
    > In altre parole: non risolviamo mai il problema
    > dell'evasione fiscale in italia, visto che
    > bisogna pur cominciare da qualche parte e
    > qualunque parte si sceglie non va
    > bene.

    Se le mie parole le avesse dette un politico avrebbero il sottinteso che tu indichi.
    Siccome però non ho alcuna influenza sulla vita italiana, e nemmeno vivo in Italia, posso permettermi di scrivere le cose come stanno senza timore di essere preso per difensore degli evasori o per disfattista.



    > > Durante la compravendita di un immobile da
    > > privato a privato, mentre si procede al
    > > pagamento, il notaio lì presente si alza dal
    > > tavolo e lascia che le due parti si scambino
    > > assegni (o contanti) come vogliono. Pochi
    > minuti
    > > dopo torna e redige l'atto in base agli
    > assegni
    > > che gli lasciano
    > > vedere.
    >
    > Come al solito, pere con mele.
    > Confrontare una trattativa privata di un bene
    > privato ad uso privato, con quella di una licenza
    > commerciale, tra professionisti, ad uso
    > commerciale.

    Non è affatto pere con mele, almeno finché le licenze per i tassì saranno impostate in questo modo.
    La trasmissione della licenza è un atto a trattativa meramente privata, lo Stato, il Comune oppure il ministero dei trasporti non hanno alcun ruolo. In particolare per il Comune, che l'intestatario si chiami Primo Tranquilli o Secondino Furiosi non cambia proprio nulla, basta che il servizio sia coperto da qualcuno.
    Una volta avvenuto il passaggio di intestazione, è sufficiente comunicarlo all'ufficio del Comune, che verificherà che l'intestatario abbia i requisiti, e solo quello. Le questioni fiscali non hanno incidenza sul permesso.


    > Nel caso di compravendita di una abitazione,
    > l'anomalia e' che sia necessaria la presenza di
    > un notaio non che il notaio ad un certo punto si
    > alza ed esce dalla
    > stanza.

    Ahimè sì. Uno dei campi, e sono molti, in cui l'Italia rifiuta di fare un passo verso il resto del mondo.
    Va detto che secondo alcuni il notaio si potrebbe utilizzare solo per autenticare il contratto, e costerebbe molto di meno così:

    http://www.sarannonotai.it/nuovoforum/viewthread.p...

    Possiedo una casa qui all'estero, e l'unico professionista da cui sono passato è un avvocato specializzato nel settore immobiliare. Che non è nemmeno obbligatorio, a dirla tutta.


    > > Connivenza con gli evasori? Anche quello, sì.
    > > Tieni presente che lo Stato la casa la tassa
    > in
    > > mille altri modi, la compravendita è solo
    > uno
    > dei
    > > tanti.
    >
    > Mentre una attivita' lavorativa in nero non viene
    > tassata
    > proprio.

    Eh no.
    La casa e la sua tassazione è una questione spinosa, perché la Costituzione promuove la casa di proprietà anziché quella in affitto. Promuovere la proprietà e poi tassarla in mille modi, diretti e indiretti, è un comportamento decisamente contraddittorio, da schizofrenici. Non stupisce che i notai assecondino questi stratagemmi.


    > > Mah... dipende dal pelo sullo stomaco che
    > ognuno
    > > ha.
    >
    > In uno stato democratico la libera concorrenza
    > non deve essere una questione di peli sullo
    > stomaco.

    Nessuno Stato al mondo permette la libera concorrenza assoluta per quanto riguarda i tassisti. È uno dei campi in cui un numero chiuso, be', diciamo più o meno chiuso, è necessario.
    Poi è vero, altrove hanno risolto in altro modo, ad esempio il servizio è svolto esclusivamente da cooperative o da aziende private e i tassisti sono dipendenti, non sono imprenditori come in Italia. Ma questo non significa che se uno si sveglia la mattina può svolgere l'attività di tassista il giorno stesso.



    > > Se altri negli anni scorsi sono riusciti a
    > > subentrare nella licenza evidentemente non è
    > > proprio impossibile.
    >
    > Hai un link ad un regolamento comunale qualsiasi
    > che illustra l'accesso a tali
    > licenze?

    Qui c'è quella del Comune di Massa:

    http://www.comune.massa.ms.it/pagina/taxi-autorizz...
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > Basta non rappresentare la questione
    > come
    > > l'unico
    > > > caso di evasione fiscale endemica
    > esistente
    > > in
    > > > Italia.
    > >
    > > In altre parole: non risolviamo mai il
    > problema
    > > dell'evasione fiscale in italia, visto che
    > > bisogna pur cominciare da qualche parte e
    > > qualunque parte si sceglie non va
    > > bene.
    >
    > Se le mie parole le avesse dette un politico
    > avrebbero il sottinteso che tu indichi.
    >
    > Siccome però non ho alcuna influenza sulla vita
    > italiana, e nemmeno vivo in Italia, posso
    > permettermi di scrivere le cose come stanno senza
    > timore di essere preso per difensore degli
    > evasori o per
    > disfattista.

    Tu puoi dire quello che vuoi, la sostanza non cambia.
    Il buon senso comune prevede che quando si individua una nicchia di evasione bisogna agire per estirparla.
    Del resto, siccome per i reati di tipo fiscale la presunzione di innocenza non si applica, facciano una bella retata, ripuliscano tutto il settore, e si ricominci daccapo con nuovi criteri piu' trasparenti.

    > > > Durante la compravendita di un immobile
    > da
    > > > privato a privato, mentre si procede al
    > > > pagamento, il notaio lì presente si
    > alza
    > dal
    > > > tavolo e lascia che le due parti si
    > scambino
    > > > assegni (o contanti) come vogliono.
    > Pochi
    > > minuti
    > > > dopo torna e redige l'atto in base agli
    > > assegni
    > > > che gli lasciano
    > > > vedere.
    > >
    > > Come al solito, pere con mele.
    > > Confrontare una trattativa privata di un bene
    > > privato ad uso privato, con quella di una
    > licenza
    > > commerciale, tra professionisti, ad uso
    > > commerciale.
    >
    > Non è affatto pere con mele, almeno finché le
    > licenze per i tassì saranno impostate in questo
    > modo.
    > La trasmissione della licenza è un atto a
    > trattativa meramente privata,

    E questo e' anomalo!
    La licenza deve essere di proprieta' dell'ente emittente e concessa al concessionario, per un tempo ben preciso.
    Alla fine del periodo indicato, l'ente riprende la licenza e la riassegna se ritiene di doverla riassegnare, o non la riassegna piu' se nel frattempo sono cambiate le condizioni di servizio.
    Lo stesso ente deve essere libero di emettere altre licenze se le condizioni di servizio richiedono una maggior copertura di auto.

    > lo Stato, il Comune
    > oppure il ministero dei trasporti non hanno alcun
    > ruolo. In particolare per il Comune, che
    > l'intestatario si chiami Primo Tranquilli o
    > Secondino Furiosi non cambia proprio nulla, basta
    > che il servizio sia coperto da
    > qualcuno.

    E questo puo' continuare ad essere.
    Fermo restando che l'ente deve sapere in ogni caso chi e' la persona che detiene la licenza (e questo implica la sua assoluta non trasferibilita')

    > Una volta avvenuto il passaggio di intestazione,
    > è sufficiente comunicarlo all'ufficio del Comune,
    > che verificherà che l'intestatario abbia i
    > requisiti, e solo quello.

    Vedi che spunta l'errore procedurale.
    L'ente emittente deve saperlo PRIMA se il nuovo intestatario ha i requisiti, non dopo.
    Per nessua ragione al mondo una licenza deve finire nelle mani di chi non ha i requisiti.

    > Le questioni fiscali
    > non hanno incidenza sul
    > permesso.

    Ovvio, essendo la licenza ceduta a titolo gratuito.

    > > Nel caso di compravendita di una abitazione,
    > > l'anomalia e' che sia necessaria la presenza
    > di
    > > un notaio non che il notaio ad un certo
    > punto
    > si
    > > alza ed esce dalla
    > > stanza.
    >
    > Ahimè sì. Uno dei campi, e sono molti, in cui
    > l'Italia rifiuta di fare un passo verso il resto
    > del mondo.

    Sfondi una porta aperta.

    > Va detto che secondo alcuni il notaio si potrebbe
    > utilizzare solo per autenticare il contratto, e
    > costerebbe molto di meno
    > così:
    >
    > http://www.sarannonotai.it/nuovoforum/viewthread.p
    >
    > Possiedo una casa qui all'estero, e l'unico
    > professionista da cui sono passato è un avvocato
    > specializzato nel settore immobiliare. Che non è
    > nemmeno obbligatorio, a dirla
    > tutta.

    Del resto la Casta e la Mafia sono il vanto della tradizione italiana.
    Nepotismo, inciuci e intermediari parassiti!

    > > > Connivenza con gli evasori? Anche
    > quello,
    > sì.
    > > > Tieni presente che lo Stato la casa la
    > tassa
    > > in
    > > > mille altri modi, la compravendita è
    > solo
    > > uno
    > > dei
    > > > tanti.
    > >
    > > Mentre una attivita' lavorativa in nero non
    > viene
    > > tassata
    > > proprio.
    >
    > Eh no.
    > La casa e la sua tassazione è una questione
    > spinosa, perché la Costituzione promuove la casa
    > di proprietà anziché quella in affitto.

    E dove sarebbe la spina?

    > Promuovere la proprietà e poi tassarla in mille
    > modi, diretti e indiretti, è un comportamento
    > decisamente contraddittorio, da schizofrenici.

    L'alternativa sarebbe tagliare pesantemente le spese della PA a partire dagli stipendi dei ministri e dei parlamentari.

    > Non stupisce che i notai assecondino questi
    > stratagemmi.
    >
    >
    > > > Mah... dipende dal pelo sullo stomaco
    > che
    > > ognuno
    > > > ha.
    > >
    > > In uno stato democratico la libera
    > concorrenza
    > > non deve essere una questione di peli sullo
    > > stomaco.
    >
    > Nessuno Stato al mondo permette la libera
    > concorrenza assoluta per quanto riguarda i
    > tassisti.

    E' molto semplice smentirti: dove c'e' una rigida regolamentazione esistono i tassisti abusivi (Italia in primis).
    Ci sono molti paesi dove il tassista abusivo non esiste, proprio perche' non c'e' bisogno di abusare.

    > È uno dei campi in cui un numero
    > chiuso, be', diciamo più o meno chiuso, è
    > necessario.
    > Poi è vero, altrove hanno risolto in altro modo,
    > ad esempio il servizio è svolto esclusivamente da
    > cooperative o da aziende private e i tassisti
    > sono dipendenti, non sono imprenditori come in
    > Italia. Ma questo non significa che se uno si
    > sveglia la mattina può svolgere l'attività di
    > tassista il giorno
    > stesso.

    Nessuno ha questa pretesa.
    L'importante e' che chiuque, automunito, voglia fare il tassista, lo possa fare legalmente, senza che un branco di emergumeni rancorosi che pretende di avere l'esclusiva, ci si metta di mezzo.
  • > > Se le mie parole le avesse dette un politico
    > > avrebbero il sottinteso che tu indichi.
    > >
    > > Siccome però non ho alcuna influenza sulla
    > vita
    > > italiana, e nemmeno vivo in Italia, posso
    > > permettermi di scrivere le cose come stanno
    > senza
    > > timore di essere preso per difensore degli
    > > evasori o per
    > > disfattista.
    >
    > Tu puoi dire quello che vuoi, la sostanza non
    > cambia.
    > Il buon senso comune prevede che quando si
    > individua una nicchia di evasione bisogna agire
    > per
    > estirparla.
    > Del resto, siccome per i reati di tipo fiscale la
    > presunzione di innocenza non si applica, facciano
    > una bella retata, ripuliscano tutto il settore, e
    > si ricominci daccapo con nuovi criteri piu'
    > trasparenti.

    No, non c'è una maggioranza parlamentare per questo.
    Lotta all'evasione, sì, ma con juicio .


    > > La trasmissione della licenza è un atto a
    > > trattativa meramente privata,
    >
    > E questo e' anomalo!
    > La licenza deve essere di proprieta' dell'ente
    > emittente e concessa al concessionario, per un
    > tempo ben
    > preciso.
    > Alla fine del periodo indicato, l'ente riprende
    > la licenza e la riassegna se ritiene di doverla
    > riassegnare, o non la riassegna piu' se nel
    > frattempo sono cambiate le condizioni di
    > servizio.
    > Lo stesso ente deve essere libero di emettere
    > altre licenze se le condizioni di servizio
    > richiedono una maggior copertura di
    > auto.

    Quanto cose dovrebbero essere così e non cosà secondo i commentatori di PI... Condannati a essere perpetuamente in minoranza, se le loro idee sono di questo tenore.
    Semplicemente gli amministratori locali, e nazionali, hanno vagliato tutte le opzioni e hanno scelto la meno peggio.


    > In particolare per il Comune, che
    > > l'intestatario si chiami Primo Tranquilli o
    > > Secondino Furiosi non cambia proprio nulla,
    > basta
    > > che il servizio sia coperto da
    > > qualcuno.
    >
    > E questo puo' continuare ad essere.
    > Fermo restando che l'ente deve sapere in ogni
    > caso chi e' la persona che detiene la licenza (e
    > questo implica la sua assoluta non
    > trasferibilita')

    Poi a fare i tassisti ci mandano gli assessori e il presidente del consiglio comunale, però, e come dovere d'ufficio.
    Se quella professione diventa poco remunerativa e con nessuna possibilità di "buonuscita", o "liquidazione" al termine, chiamala come credi, nessuno vorrà più svolgerla. È automatico.
    E la gente dovrà andare a piedi.
    Bella pensata!


    > Vedi che spunta l'errore procedurale.
    > L'ente emittente deve saperlo PRIMA se il nuovo
    > intestatario ha i requisiti, non
    > dopo.
    > Per nessua ragione al mondo una licenza deve
    > finire nelle mani di chi non ha i
    > requisiti.

    Sono quisquilie, questioni procedurali di nessun impatto per la clientela.
    Tra l'altro non so bene se questo controllo avvenga prima o dopo, ho scritto quella frase ma senza indicare una linea temporale.


    > > > Mentre una attivita' lavorativa in nero
    > non
    > > viene
    > > > tassata
    > > > proprio.
    > >
    > > Eh no.
    > > La casa e la sua tassazione è una questione
    > > spinosa, perché la Costituzione promuove la
    > casa
    > > di proprietà anziché quella in affitto.
    >
    > E dove sarebbe la spina?

    Nella Costituzione, appunto.
    Anche se i costituenti non hanno scritto espressamente che la casa in cui si vive dovrà essere esentasse, era intuibile dal contesto. E invece, dall'ISI in poi, è tutto un fiorir di spese fiscali per i proprietari del luogo in cui vivono.



    > L'alternativa sarebbe tagliare pesantemente le
    > spese della PA a partire dagli stipendi dei
    > ministri e dei
    > parlamentari.

    No, le spese per i ministri e per i parlamentari pesano poco sulla PA.
    È la massa di dipendenti pubblici che fa spendere tanto.


    > > > In uno stato democratico la libera
    > > concorrenza
    > > > non deve essere una questione di peli
    > sullo
    > > > stomaco.
    > >
    > > Nessuno Stato al mondo permette la libera
    > > concorrenza assoluta per quanto riguarda i
    > > tassisti.
    >
    > E' molto semplice smentirti: dove c'e' una rigida
    > regolamentazione esistono i tassisti abusivi
    > (Italia in
    > primis).

    I tassisti abusivi ci sono a Roma, Milano e Napoli.
    Nessuno andrebbe mai a farlo nelle piccole città, non c'è sugo, e poi ti pizzicano subito.


    > Ci sono molti paesi dove il tassista abusivo non
    > esiste, proprio perche' non c'e' bisogno di
    > abusare.

    O magari perché i controlli sono un po' più seri, e quindi quelli abusivi hanno vita breve.
    In ogni caso, notizie di tassisti abusivi arrivano da Londra:

    http://www.bbc.co.uk/news/10211958

    E da New York:

    http://www.nydailynews.com/new-york/record-number-...

    Quindi non saprei dove andare a cercare una nazione in cui gli abusivi non esistono, forse ne hai in mente tu qualcuna.
    E per tornare all'argomento di questo articolo: sono abusivi pure i conducenti di Uber.


    > Nessuno ha questa pretesa.

    Ah no?!?
    Strano. L'allergia alle regole in genere è un sinonimo di anarchia travestita da liberalismo.


    > L'importante e' che chiuque, automunito, voglia fare il tassista,
    > lo possa fare legalmente, senza che un branco di
    > emergumeni rancorosi che pretende di avere
    > l'esclusiva, ci si metta di mezzo.

    Prima dei tassisti rancorosi ci sono le leggi.
    E i tassisti abusivi non sono mai dalla parte della legge, al di là dei metodi poco ortodossi che adottano alcuni per combatterli.
    Saranno antipatici, ma la legge è dalla parte dei tassisti regolari. E se qualcuno prova a cambiarla fa la fine del governo Prodi II e del governo Monti I.
  • - Scritto da: Leguleio

    > Poi a fare i tassisti ci mandano gli assessori e
    > il presidente del consiglio comunale, però, e
    > come dovere d'ufficio.
    >
    > Se quella professione diventa poco remunerativa e
    > con nessuna possibilità di "buonuscita", o
    > "liquidazione" al termine, chiamala come credi,
    > nessuno vorrà più svolgerla. È automatico.
    >
    > E la gente dovrà andare a piedi.
    > Bella pensata!

    La gente va gia' a piedi!
    Non e' certo la gente il cliente tipo del tassista.

    Possiamo fare un rapido sondaggio tra gli utenti di PI, per sapere quanti taxi hanno preso nel 2014.


    > > E' molto semplice smentirti: dove c'e' una
    > rigida
    > > regolamentazione esistono i tassisti abusivi
    > > (Italia in
    > > primis).
    >
    > I tassisti abusivi ci sono a Roma, Milano e
    > Napoli.

    Appunto. In Italia.

    > Nessuno andrebbe mai a farlo nelle piccole città,
    > non c'è sugo, e poi ti pizzicano
    > subito.

    E a quel punto che ti fanno?
    Iter giudiziario degno di un paese civile e democratico, o far west?

    > > Ci sono molti paesi dove il tassista abusivo
    > non
    > > esiste, proprio perche' non c'e' bisogno di
    > > abusare.
    >
    > O magari perché i controlli sono un po' più seri,
    > e quindi quelli abusivi hanno vita breve.

    Non solo i controlli, ma tutta la struttura e' piu' seria.

    > In ogni caso, notizie di tassisti abusivi
    > arrivano da
    > Londra:
    >
    > http://www.bbc.co.uk/news/10211958
    >
    > E da New York:
    >
    > http://www.nydailynews.com/new-york/record-number-
    >
    > Quindi non saprei dove andare a cercare una
    > nazione in cui gli abusivi non esistono, forse ne
    > hai in mente tu
    > qualcuna.
    > E per tornare all'argomento di questo articolo:
    > sono abusivi pure i conducenti di Uber.

    Ma guarda che combinazione...


    > > Nessuno ha questa pretesa.
    >
    > Ah no?!?
    > Strano. L'allergia alle regole in genere è un
    > sinonimo di anarchia travestita da
    > liberalismo.

    Questo e' quello che dice chi ha fatto scrivere regole apposite per la conservazione della casta di cui fa parte.

    > > L'importante e' che chiuque, automunito,
    > voglia fare il tassista,
    >
    > > lo possa fare legalmente, senza che un
    > branco di
    >
    > > emergumeni rancorosi che pretende di avere
    > > l'esclusiva, ci si metta di mezzo.
    >
    > Prima dei tassisti rancorosi ci sono le leggi.

    Le leggi e le procedure legali.
    Che prevedono denuncia circostanziata presso l'autorita' competente, indagine, ed eventuale rinvio a giudizio.
    Non prevedono il far west che consiste nel prendere a botte l'abusivo da parte di si fa scudo della propria licenza.

    > E i tassisti abusivi non sono mai dalla parte
    > della legge, al di là dei metodi poco ortodossi
    > che adottano alcuni per
    > combatterli.

    Metodi ILLEGALI, non poco ortodossi.
    Per arginare un fenomeno di violazione amministrativa, viene commesso un reato da codice penale.

    > Saranno antipatici, ma la legge è dalla parte dei
    > tassisti regolari.

    La legge prevede denuncia presso l'autorita': da nessuna parte e' ammesso il farsi giustizia da se'.

    > E se qualcuno prova a
    > cambiarla fa la fine del governo Prodi II e del
    > governo Monti I.

    Questo e' il solito qualunquismo da quattro soldi.
  • > > Poi a fare i tassisti ci mandano gli
    > assessori
    > e
    > > il presidente del consiglio comunale, però, e
    > > come dovere d'ufficio.
    > >
    > > Se quella professione diventa poco
    > remunerativa
    > e
    > > con nessuna possibilità di "buonuscita", o
    > > "liquidazione" al termine, chiamala come
    > credi,
    > > nessuno vorrà più svolgerla. È
    > automatico.
    > >
    > > E la gente dovrà andare a piedi.
    > > Bella pensata!
    >
    > La gente va gia' a piedi!
    > Non e' certo la gente il cliente tipo del
    > tassista.

    Ci siamo capiti.
    Chi desidera lavorare nel trasporto pubblico come dipendente già ne ha la possibilità: ci sono le varie Ataf, Atac, ATM, GTT, e anche le ferrovie, sia quelle dello Stato sia Italo.
    Non si possono trattare i liberi imprenditori che desiderano lavorare come tassisti alla stregua di dipendenti: a quel punto fanno per davvero i dipendenti, ti pare? E lasciano sguarnito il servizio. O, peggio, lo lasciano a quel sottoproletariato di recente immigrazione che trova lavoro solo come badante, e che si potrebbe riciclare come tassista, guadagnando ancora di meno. Mi immagino i risultati.Perplesso


    > Possiamo fare un rapido sondaggio tra gli utenti
    > di PI, per sapere quanti taxi hanno preso nel
    > 2014.

    Boh... se ci tieni fallo pure.
    Io dico che la gente che il tassì lo prende c'è, e che non potrebbe farne a meno. Se poi partecipi al forum di PI non saprei dire.


    > > I tassisti abusivi ci sono a Roma, Milano e
    > > Napoli.
    >
    > Appunto. In Italia.
    >
    > > Nessuno andrebbe mai a farlo nelle piccole
    > città,
    > > non c'è sugo, e poi ti pizzicano
    > > subito.
    >
    > E a quel punto che ti fanno?
    > Iter giudiziario degno di un paese civile e
    > democratico, o far
    > west?


    In genere vengono sanzionati:

    http://www.srlive.it/siracusa-tassista-abusivo-pro.../

    http://www.abruzzo24ore.tv/news/Scoperto-tassista-...

    Ma perché me lo chiedi? Che rilevanza ha qui?


    > > In ogni caso, notizie di tassisti abusivi
    > > arrivano da
    > > Londra:
    > >
    > > http://www.bbc.co.uk/news/10211958
    > >
    > > E da New York:
    > >
    > >
    > http://www.nydailynews.com/new-york/record-number-
    > >
    > > Quindi non saprei dove andare a cercare una
    > > nazione in cui gli abusivi non esistono,
    > forse
    > ne
    > > hai in mente tu
    > > qualcuna.
    > > E per tornare all'argomento di questo
    > articolo:
    > > sono abusivi pure i conducenti di Uber.
    >
    > Ma guarda che combinazione...

    Non vi è alcuna differenza nell'essere affiliati a un servizio online oppure no. Si rischiano multe salate e il sequestro del mezzo, sempre.


    > > > Nessuno ha questa pretesa.
    > >
    > > Ah no?!?
    > > Strano. L'allergia alle regole in genere è un
    > > sinonimo di anarchia travestita da
    > > liberalismo.
    >
    > Questo e' quello che dice chi ha fatto scrivere
    > regole apposite per la conservazione della casta
    > di cui fa
    > parte.

    Le regole di base sulle licenze dei tassì esistono da oltre 100 anni, in Italia.
    Se non sono state cambiate finora non capisco perché dovrebbero farlo ora, l'esigenza non è sentita nella popolazione generale e quindi la politica non farà pressoché nulla.


    > > Prima dei tassisti rancorosi ci sono le
    > leggi.
    >
    > Le leggi e le procedure legali.
    > Che prevedono denuncia circostanziata presso
    > l'autorita' competente, indagine, ed eventuale
    > rinvio a
    > giudizio.
    > Non prevedono il far west che consiste nel
    > prendere a botte l'abusivo da parte di si fa
    > scudo della propria
    > licenza.

    Ma no, leggi solo la stampa di parte. Risse ce ne sono, ma spesso le vittime sono i regolari e gli aggressori gli abusivi:

    http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/VENEZIA/venezia...

    http://www.ostiatv.it/fiumicino-taxi-e-ncc-nuova-a...

    E a parte questa parzialità, i comportamenti privati dei tassisti e degli autisti di Uber non hanno nulla a che vedere con la questione legale.



    > > E i tassisti abusivi non sono mai dalla parte
    > > della legge, al di là dei metodi poco
    > ortodossi
    > > che adottano alcuni per
    > > combatterli.
    >
    > Metodi ILLEGALI, non poco ortodossi.
    > Per arginare un fenomeno di violazione
    > amministrativa, viene commesso un reato da codice
    > penale.

    Così va il mondo. Si chiama "tutela arbitraria delle proprie ragioni" e avviene in ogni ambito. Ma la responsabilità penale è personale, non succederà mai, come tu speri, che una persona picchiata da un tassista abbia diritto come risarcimento danni ad una licenza gratis dal Comune.


    > > Saranno antipatici, ma la legge è dalla
    > parte
    > dei
    > > tassisti regolari.
    >
    > La legge prevede denuncia presso l'autorita': da
    > nessuna parte e' ammesso il farsi giustizia da
    > se'.

    Una tua personale ossessione...
    Manco ci fossero risse quotidiane in ogni città italiana fra tassisti e conducenti Uber. Anziché lo scontro fra Mods e Rockers, lo scontro fra regolari e abusivi. Attenti a uscire la sera...


    > > E se qualcuno prova a
    > > cambiarla fa la fine del governo Prodi II e
    > del
    > > governo Monti I.
    >
    > Questo e' il solito qualunquismo da quattro soldi.

    Bisogna avere senso pratico anche in politica.
    Gli ex politici che hanno cercato di ingoiare un boccone più grosso delle loro fauci sono tutti dimenticati, nessuno li rimpiange. Un nome fra i molti: Oscar Mammì.
  • - Scritto da: Leguleio
    > Quanto cose dovrebbero essere così e non cosà
    > secondo i commentatori di PI... Condannati a
    > essere perpetuamente in minoranza, se le loro
    > idee sono di questo tenore.
    >
    > Semplicemente gli amministratori locali, e
    > nazionali, hanno vagliato tutte le opzioni e
    > hanno scelto la meno
    > peggio.
    C'è un errore di fondo nel tuo ragionamento: dai per scontato che gli amministratori locali dispongano di buon senso e/o onestà.
    non+autenticato
  • Il monopolio che Stallman teme ci sarà sempre finché le caste saranno sempre contro e non accetteranno la libera concorrenza, è una sorta di circolo vizioso, quando le caste comprenderanno(presumibilmente mai...), allora, compariranno altri concorrenti e il monopolio non ci sarà più.
    Comunque, mi sembra che un servizio simile a Uber ci sia già da qualche tempo(BlaBlaCar) e non mi risulta che i tassisti si siano opposti.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 05 gennaio 2015 08.53
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: Il Punto
    > Il monopolio che Stallman teme ci sarà sempre
    > finché le caste saranno sempre contro e non
    > accetteranno la libera concorrenza, è una sorta
    > di circolo vizioso, quando le caste
    > comprenderanno(presumibilmente mai...), allora,
    > compariranno altri concorrenti e il monopolio non
    > ci sarà più.
    > Comunque, mi sembra che un servizio simile a Uber
    > ci sia già da qualche tempo(BlaBlaCar) e non mi
    > risulta che i tassisti si siano opposti.
    > --------------------------------------------------
    > Modificato dall' autore il 05 gennaio 2015 08.53
    > --------------------------------------------------

    E' diverso. Blabla car è car sharing. Tu in ogni caso non ci guadagni, riduci solo le spese. E' come se un tuo amico viaggiasse con te e pagasse la benzina, o parte di essa. Non ho idea delle implicazioni legali, ma SPERO che i nostri politici siano abbastanza lungimiranti da capire che il car sharing fa bene al traffico, all'ambiente e fa risparmiare risorse preziose e non rinnovabili, e di conseguenza non comincino a sparare leggi e tasse, come al solito.
    Izio01
    4255
  • - Scritto da: Il Punto
    CUT
    > Comunque, mi sembra che un servizio simile a Uber
    > ci sia già da qualche tempo(BlaBlaCar) e non mi
    > risulta che i tassisti si siano
    > opposti.

    Infatti, BlaBlaCar sta andando sempre più forte,
    ed è ancora meglio di Uber: sono i cittadini stessi
    che si auto organizzano per abbattere i costi di
    trasporto, senza alcun tipo di intermediario.
  • Ciao a tutti sono un tassista. Volevo solo dire che quando c'è una compravendita di licenza lo stato incassa da chi vende il 23% di tasse e da chi compra il 3%. Fare i furbi non si può più fare perchè l'agenzia delle entrate incrocia i dati e viene a sapere esattamente di quale entità sia stata la transazione. A chi a fatto il furbetto sono arrivate lettere in cui si chiedeva di portare la documentazione relativa alla transazione e chi è stato colto in fallo ha pagato anche salato. Grazie per l'attenzione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Daniele Cerabona
    > Ciao a tutti sono un tassista. Volevo solo dire
    > che quando c'è una compravendita di licenza lo
    > stato incassa da chi vende il 23% di tasse e da
    > chi compra il 3%.

    Spiega meglio: un acquirente di licenza, oltre ai soldi dati al venditore, deve darli pure allo Stato? Una tassa sull'esborso?

    > A chi a fatto il
    > furbetto

    Ha fatto.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 03 gennaio 2015 10.56
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: Daniele Cerabona
    > > Ciao a tutti sono un tassista. Volevo solo
    > dire
    > > che quando c'è una compravendita di licenza
    > lo
    > > stato incassa da chi vende il 23% di tasse e
    > da
    > > chi compra il 3%.
    >
    > Spiega meglio: un acquirente di licenza, oltre ai
    > soldi dati al venditore, deve darli pure allo
    > Stato? Una tassa
    > sull'esborso?

    Vuol dire che la vendita non è al nero e ci si paga le tasse esattamente in quelle proporzioni.
    >
    > > A chi a fatto il
    > > furbetto
    >
    > Ha fatto.
    > --------------------------------------------------
    > Modificato dall' autore il 03 gennaio 2015 10.56
    > --------------------------------------------------

    Si scusa errore di battitura.
    non+autenticato
  • > > > Ciao a tutti sono un tassista. Volevo solo
    > > dire
    > > > che quando c'è una compravendita di licenza
    > > lo
    > > > stato incassa da chi vende il 23% di tasse
    > e
    > > da
    > > > chi compra il 3%.
    > >
    > > Spiega meglio: un acquirente di licenza, oltre
    > ai
    > > soldi dati al venditore, deve darli pure allo
    > > Stato? Una tassa
    > > sull'esborso?
    >
    > Vuol dire che la vendita non è al nero e ci si
    > paga le tasse esattamente in quelle
    > proporzioni.

    Mi dai il nome di quella tassa?
    È la prima volta che sento di una tassa in carico all'acquirente, eccezion fatta per l'IVA, che però è un'imposta indiretta sul consumo. La tassa di regola viene pagata solo dal venditore in proporzione a ciò che incassa.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > > Ciao a tutti sono un tassista.
    > Volevo
    > solo
    > > > dire
    > > > > che quando c'è una compravendita
    > di
    > licenza
    > > > lo
    > > > > stato incassa da chi vende il 23%
    > di
    > tasse
    > > e
    > > > da
    > > > > chi compra il 3%.
    > > >
    > > > Spiega meglio: un acquirente di
    > licenza,
    > oltre
    > > ai
    > > > soldi dati al venditore, deve darli
    > pure
    > allo
    > > > Stato? Una tassa
    > > > sull'esborso?
    > >
    > > Vuol dire che la vendita non è al nero e ci
    > si
    > > paga le tasse esattamente in quelle
    > > proporzioni.
    >
    > Mi dai il nome di quella tassa?
    > È la prima volta che sento di una tassa in
    > carico all'acquirente, eccezion fatta per l'IVA,
    > che però è un'imposta indiretta sul consumo. La
    > tassa di regola viene pagata solo dal venditore
    > in proporzione a ciò che
    > incassa.

    Il 3% è una tassa di registro che si prende l'agenzia delle entrate per il fatto che c'è stata la compravendita. E la paga chi compra. Chi vende paga il 23% sulla plusvalenza. Inoltre l'incasso della vendita modifica al rialzo l'aliquota INPS per ovvi motivi.
    non+autenticato
  • > > Mi dai il nome di quella tassa?
    > > È la prima volta che sento di una tassa in
    > > carico all'acquirente, eccezion fatta per l'IVA,
    > > che però è un'imposta indiretta sul consumo. La
    > > tassa di regola viene pagata solo dal venditore
    > > in proporzione a ciò che
    > > incassa.
    >
    > Il 3% è una tassa di registro che si prende
    > l'agenzia delle entrate per il fatto che c'è
    > stata la compravendita. E la paga chi compra. Chi
    > vende paga il 23% sulla plusvalenza.

    Quella del 23 % della plusvalenza la sapevo.
    Ma su quale valore è basata l'imposta di registro al 3 %?
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > Mi dai il nome di quella tassa?
    > > > È la prima volta che sento di una
    > tassa
    > in
    > > > carico all'acquirente, eccezion fatta
    > per
    > l'IVA,
    > > > che però è un'imposta indiretta sul
    > consumo.
    > La
    > > > tassa di regola viene pagata solo dal
    > venditore
    > > > in proporzione a ciò che
    > > > incassa.
    > >
    > > Il 3% è una tassa di registro che si prende
    > > l'agenzia delle entrate per il fatto che c'è
    > > stata la compravendita. E la paga chi
    > compra.
    > Chi
    > > vende paga il 23% sulla plusvalenza.
    >
    > Quella del 23 % della plusvalenza la sapevo.
    > Ma su quale valore è basata l'imposta di registro
    > al 3
    > %?

    Sul valore della vendita. Per esempio se la licenza è stata venduta a 100.000€ la tassa è di 3.000€.
    non+autenticato
  • > Vuol dire che la vendita non è al nero e ci si
    > paga le tasse esattamente in quelle
    > proporzioni.


    Dunque ... aspetta ... se ho capito bene, lo Stato rilascia una licenza per quattro soldi, per regolare il numero di mezzi pubblici in un territorio.

    La logica vorrebbe che la licenza fosse personale e non cedibile, per il fatto di parità di condizioni che è un concetto troppo difficile da capire per un tassista, ma che lo Stato dovrebbe applicare per questioni di "giustizia".

    Invece lo Stato esige un 3% di una cifra che è legata direttamente al prezzo di "taglieggiamento" di un bene virtuale che lo stato Stesso ha generato attraverso un meccanismo di ingiustizia.

    Il problema è stabilire su quale cifra si basa il 3% visto che quello delle licenze è un mercato iniquo che dovrebbe essere illegale, cioè se le cifre allo Stato gliele danno i Bookmakers, la Mafia, o la Borsa del mercato nero, perché se invece non ha vincoli, di fatto è una imposta che non esiste, visto che puoi dichiarare di aver venduto la licenza a 1.000 euro, pagare 30 euro di tasse e incassare il resto in nero.

    Visto comunque tutto questo, per mettere un po` di giustizia, non ci vorrebbe un Uber ma ce ne vorrebbero 10000, così anche Stallman sarebbe contento dell'assenza di monopolio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Daniele Cerabona
    > Ciao a tutti sono un tassista. Volevo solo dire
    > che quando c'è una compravendita di licenza lo
    > stato incassa da chi vende il 23% di tasse e da
    > chi compra il 3%.

    Io non sono tanto bravo in matematica.
    Quanto e' il 23% di una vendita al nero?
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Daniele Cerabona
    > > Ciao a tutti sono un tassista. Volevo solo
    > dire
    > > che quando c'è una compravendita di licenza
    > lo
    > > stato incassa da chi vende il 23% di tasse e
    > da
    > > chi compra il 3%.
    >
    > Io non sono tanto bravo in matematica.
    > Quanto e' il 23% di una vendita al nero?

    Poichè la vendita non è al nero come dici tu, bisogna pagare le tasse in quelle proporzioni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Daniele Cerabona
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: Daniele Cerabona
    > > > Ciao a tutti sono un tassista. Volevo solo
    > > dire
    > > > che quando c'è una compravendita di licenza
    > > lo
    > > > stato incassa da chi vende il 23% di tasse
    > e
    > > da
    > > > chi compra il 3%.
    > >
    > > Io non sono tanto bravo in matematica.
    > > Quanto e' il 23% di una vendita al nero?
    >
    > Poichè la vendita non è al nero come dici tu,
    > bisogna pagare le tasse in quelle
    > proporzioni.

    Quindi, vediamo se ho ben capito: il padre tassista, quando decide di smettere l'attivita', vende la licenza al figlio che vuole subentrare alla guida del taxi, allo stesso prezzo alla quale la venderebbe ad un estraneo, e poi ci paga le tasse sopra.
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