Alfonso Maruccia

Red Star, dentro all'OS autarchico della Corea del Nord

Circola online l'ultima release dell'edizione desktop di Red Star: il sistema operativo statale di Pyongyang somiglia molto a un clone di OS X, si buca facilmente e svende i segreti della censura governativa

Roma - ╚ disponibile online la versione 3.0 di Red Star, il ben noto sistema operativo (basato su kernel Linux) ufficialmente adottato dalla Corea del Nord come OS di stato. Neanche a dirlo, si tratta di un sistema amatoriale che si "buca" facilmente e che rivela, altrettanto semplicemente, i segreti della censura di stato della dittatura di Pyongyang.


L'ultima release dell'OS desktop nordcoreano viene distribuita in rete in concomitanza con la presentazione al CCC di Will Scott, ricercatore informatico dell'Università di Washington che ha avuto modo di osservare molto da vicino il rapporto tra cittadini, apparati nordcoreani e la tecnologia dei computer.

Il "leak" di Red Star 3.0 conferma quanto osservato da Scott in prima persona, e cioè che l'OS ufficiale della Corea del Nord è una scopiazzatura della GUI OS X che usa software di derivazione open source. Il ricercatore, che per un periodo ha insegnato Linux, Android e tecnologie di database agli studenti di sesso maschile nelle scuole coreane, sostiene che l'OS più utilizzato presso i singoli utenti è Windows XP: Red Star viene usato soprattutto negli apparati statali e poco più.
I privilegi di accesso standard del sistema nordcoreano sono ristretti, ma i ricercatori hanno scovato un permesso male impostato - un errore di configurazione, forse - che in teoria potrebbe essere sfruttato per riguadagnare l'accesso "root" al sistema e fare praticamente di tutto.

La sicurezza di Red Star non è esattamente a prova di attacchi, e grazie alla versione custom di Firefox presente sul sistema è stato anche possibile individuare il meccanismo tramite il quale la dittatura di Pyongyang tiene sotto controllo la navigazione dei netizen locali: una volta avviato, il browser invia una richiesta a un indirizzo IP fisso non modificabile, un server non raggiungibile al di fuori del territorio nordcoreano che può essere facilmente attaccato per abbattere l'intera intranet Internet nazionale, come probabilmente è accaduto a più riprese nelle scorse settimane.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate
11 Commenti alla Notizia Red Star, dentro all'OS autarchico della Corea del Nord
Ordina