Gaia Bottà

UE, il copyright e l'equilibrio Pirata

L'europarlamentare del Partito Pirata Julia Reda ha stilato una proposta di riforma del diritto d'autore su scala europea: cittadini e autori sono i soggetti da tutelare, in un mercato che è evoluto nonostante il quadro normativo abbia finora favorito i colossi dell'industria

UE, il copyright e l'equilibrio PirataRoma - Il panorama è mutato rispetto al 2001, quando l'Europa non poteva che intravedere solo alcuni degli aspetti dell'impatto della Rete su società e mercato, e sul diritto d'autore: la direttiva 2001/29/CE che ha tracciato i binari per l'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione, altresì nota come EUCD, European Union Copyright Directive, o InfoSoc, non è più adatta a dettare legge in materia di diritto d'autore, pesantemente sbilanciata a favore dell'industria dei contenuti. L'Europa concorda sul fatto che vada aggiornata con una estensiva riforma del settore che sappia valorizzare le potenzialità di un mercato senza frontiere, più dinamico e accessibile a favore di autori, detentori dei diritti e società civile. Si è fatta carico di questa responsabilità Julia Reda, parlamentare europeo eletto in Germania fra le fila del Partito Pirata: ha presentato un report che analizza l'Europa governata dalla direttiva del 2001, facendo emergere delle proposte di riforma per il quadro normativo del diritto d'autore prossimo venturo.


Il documento che Reda aveva anticipato nel mese di dicembre tanto alle autorità del Parlamento Europeo quanto agli hacker del Chaos Communication Congress è ora stato pubblicato ufficialmente: basato sulle considerazioni affiorate nel corso della consultazione indetta dalla UE, rivela come "nonostante dal direttiva del 2011 sia stata scritta per adattare il copyright all'era digitale, in realtà oggi stia bloccando lo scambio di conoscenza e cultura", a causa di recepimenti frammentari per quanto riguarda i termini e le eccezioni al diritto d'autore, e per quanto riguarda gli appigli normativi a cui i singoli paesi membri si aggrappano per trattare fattispecie emerse con il maturare della Rete e degli usi che ne fanno il mercato e i cittadini.


Reda incardina la propria proposta su due principi fondamentali: i diritti dei cittadini ad accedere alla conoscenza e alla cultura e a poter manifestare il proprio pensiero anche su queste basi, sempre più spesso determinanti anche nelle decisioni della giustizia europea in materia di diritto d'autore, come nella sentenza Telekabel sui filtri, e il rispetto degli attori della catena dell'industria dei contenuti, dagli autori agli interpreti, dalle etichette agli altri intermediari, che devono poter contare su protezioni e remunerazioni proporzionate e adeguate, ciascuno equamente per il lavoro che svolge.
L'europarlamentare Pirata propone dunque una profonda armonizzazione del quadro europeo: innanzitutto la durata delle tutele, nonostante i numerosi tentativi di stiracchiamento, non dovrebbe eccedere rispetto a quella fissata dalla Convenzione di Berna, che già equilibra i diritti di sfruttamento in capo al detentore del copyright e il diritto della società di godere appieno della cultura.
Altro lato della medaglia rispetto alla tutela del copyright, è la tutela del pubblico dominio, un patrimonio che Reda raccomanda sia salvaguardato affinché possa costituire uno stimolo per lo sviluppo di nuova conoscenza e nuova creatività. Il pubblico dominio non si configura solo con l'esaurimento del diritto d'autore, suggerisce Reda, ma dovrebbe costituire una possibilità per i detentori dei diritti che vogliano liberare le proprie opere con delle licenze ad hoc, e uno standard per il settore pubblico, i cui dati dovrebbero essere esclusi dalla protezione del copyright a favore della trasparenza e del libero riuso, che offre la possibilità di costruire servizi a favore del cittadino.

A favore di un quadro normativo europeo più uniforme e efficace, più rispettoso dei diritti in gioco, Reda sottolinea l'importanza di delineare con attenzione un preciso quadro delle eccezioni al diritto d'autore, che indipendentemente dalle tecnologie prese in considerazione dovrebbero essere universalmente non retribuite e implementate obbligatoriamente in ciascuno stato membro, in vista di un mercato unico della cultura e della conoscenza e di una reale competizione, in vista della libera circolazione della cultura e dell'informazione. I cittadini europei dovrebbero poter godere del diritto di realizzare caricature e parodie con intenti satirici o meno (recentemente oggetto di una decisione della Corte di Giustizia dell'Unione europea), dovrebbero poter approfittare del diritto di citazione, sancito per i link e i contenuti embeddati anche dalle sentenze della Corte di Giustizia nel caso Meltwater e nel caso BestWater, e anche fruire delle eccezioni previste per il settore della ricerca e dell'istruzione (intesa anche in senso non convenzionale). Reda sottolinea l'importanza di creare un contesto uniforme anche per la circolazione della cultura stoccata nelle biblioteche, che dovranno poter sfruttare appieno le potenzialità del prestito digitale, e per la disciplina del diritto di panorama, che gli stati membri regolamentano in maniera disomogenea.

Le ferree eccezioni e limitazioni che tradizionalmente disciplinano gli usi legittimi delle opere, secondo Reda devono essere affiancate da regole flessibili che tutelino le manifestazioni della creatività che "in certi casi speciali non entrano in conflitto con il normale sfruttamento dell'opera e non pregiudicano irragionevolmente i legittimi interessi dell'autore o del detentore dei diritti": Reda cita gli utilizzi trasformativi delle opere, che trovano sempre più spazio in Rete a partire dai remix e dai mashup per passare attraverso la fan fiction, operazioni spesso condannate dall'industria dei contenuti tradizionale.

Reda attribuisce fondamentale importanza anche all'istituto della copia privata: dovrebbe essere garantita alla pari a tutti i cittadini europei, senza alcuna limitazione tecnologica quali sistemi DRM proprietari che attentino all'interoperabilità. L'europarlamentare pirata sottolinea poi come sia necessario stabilire con precisione i criteri per misurare l'entità degli eventuali danni arrecati ai detentori dei diritti dalla copia privata, così da armonizzare le disposizioni in materia dei prelievi per mezzo dei quali alcuni stati europei si affannano a voler retribuire i detentori dei diritti con un equo compenso.

"La diffusione dell'uso di Internet nell'Unione Europea ci ha portati ad una situazione in cui chiunque è coinvolto in attività rilevanti rispetto alla disciplina del copyright" e "l'attuale quadro normativo europeo sul diritto d'autore non è in grado di fissare i diritti basilari per autori e utenti", osserva Reda. In virtù del proprio ruolo è già stata avvicinata da numerosi gruppi di interesse, per la maggior parte editori, distributori, associazioni collettive a tutela dei diritti d'autore, fornitori di servizi Internet e intermediari: Reda darà conto degli incontri con la massima trasparenza, così da sollecitare tutti gli stakeholder ad esprimersi, compresi gli autori, il cui parere sembra essere fagocitato da quello espresso dalle associazioni che rappresentano la totalità dell'industria di settore.


Le proposte di Reda, ben accolte dalle associazioni che si battono a tuela dei diritti digitali come La Quadrature du Net e giudicate estreme e inadatte da certi rappresentanti dell'industria come la Society of Audiovisual Authors (SAA), saranno esaminate nel corso dei prossimi mesi, le commissioni UE proporranno i loro emendamenti, e la discussione in sessione plenaria potrebbe avvenire nella seconda metà di maggio. Il Commissario europeo all'economia digitale Günther Oettinger ha già le idee chiare: il bilanciamento dei diritti in gioco è un obbligo, la tassazione degli attori che come Google operano con il diritto d'autore europeo resta un'opzione.

Gaia Bottà
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16 Commenti alla Notizia UE, il copyright e l'equilibrio Pirata
Ordina
  • vedo tanta confusione, si parla di SIAE equo compenso diritto d'autore tutto insieme, pian piano si arriverà ad una stabilizzazione, anche il partito pirata ha capito che la rete non può essere il caos e tanto in questi anni si è fortunatamente fatto anche se la strada è ancora lunga ma almeno la direzione è quella giusta.
    non+autenticato
  • Bella la cultura liberata dopo 70 anni.
    Utilissima questa liberazione, specialmente in una società con cambiamenti veloci come quella in cui viviamo.
    Anche questa parlamentare prende i soldi dal sistema e non può fare altro che blandirlo.
    Altra cosa sono i prezzi delle opere d'ingegno, che in percentuali fino al 90 percento sono soldi che vanno nelle tasche degli intermediari: una stortura incredibile.
    Gli editori, parassiti di autori e lettori, vorrebbero che la gente comprasse più libri.
    Bene!
    Un pdf dal costo di gestione nullo viene venduto anche a 15 o più euro.
    Un libro cartaceo con carta normale viene venduto anche a 25 o 30 euro, di cui l'autore percepisce 3 o 4 euro.
    Spero che la gente compri sempre meno libri da questi parassiti ormai istituzionalizzati.
    Ahiò!
    non+autenticato
  • - Scritto da: imigent
    > Bella la cultura liberata dopo 70 anni.

    Niente ti vieta di produrla TU e distribuirla così:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Creative_Commons
    non+autenticato
  • leggendo l'articolo (il pacco non l'ho guardato) sembra ci sia un certo buon lavorio sui bordi... ma la cozza dura rimane tale ( i 70 anni e compagnia).... speravo meglio!. Cmq santi e diavoli si annidano nei dettagli..
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > leggendo l'articolo (il pacco non l'ho guardato)
    > sembra ci sia un certo buon lavorio sui bordi...
    > ma la cozza dura rimane tale ( i 70 anni e
    > compagnia).... speravo meglio!. Cmq santi e
    > diavoli si annidano nei dettagli..

    Tanto vedrai che la cozza dura non farà altro che crescere. Il lavorio ai bordi tutela i semplici cittadini. Lo schifo del copyright eterno, dell'equo compenso e tutto il resto del carrozzone, tutela i soliti noti, che possono ringraziare i politici "amici" con corpose mazzette.
    I soliti noti ottengono sempre quello che chiedono. La vedo dura a cambiare.
    Izio01
    4466
  • > > leggendo l'articolo (il pacco non l'ho guardato)
    > > sembra ci sia un certo buon lavorio sui bordi...
    > > ma la cozza dura rimane tale ( i 70 anni e
    > > compagnia).... speravo meglio!. Cmq santi e
    > > diavoli si annidano nei dettagli..
    >
    > Tanto vedrai che la cozza dura non farà altro che
    > crescere. Il lavorio ai bordi tutela i semplici
    > cittadini.

    I semplici cittadini in generale, o chi scarica materiale protetto dal diritto d'autore?Sorride

    > Lo schifo del copyright eterno,
    > dell'equo compenso e tutto il resto del
    > carrozzone, tutela i soliti noti, che possono
    > ringraziare i politici "amici" con corpose
    > mazzette.

    Se si parte dal presupposto che una legge è lì a causa di mazzette ai politici, tutta la democrazia in cui si vive perde automaticamente di valore e di interesse, e nel caso dell'Italia si delegittimano tutti e 945 i membri del parlamento, senza distinzioni. Chi ci dice infatti che i parlamentari accettino mazzette per la legge suo diritto d'autore, ma non per la legge sul divorzio? O quella sull'impossibilità di ricandidarsi in caso di condanna oltre i tre anni?
    Si può sostenere, c'è la libertà di espressione, ma a quel punto ha più senso commentare su A - Rivista Anarchica che su Punto informatico .


    > I soliti noti ottengono sempre quello che
    > chiedono. La vedo dura a
    > cambiare.

    Non è vero. Avevano chiesto un allungamento della protezione dei termini delle incisioni fonografiche a 95 anni, e il parlamento europeo ha detto di no:

    http://punto-informatico.it/2608255/PI/News/copyri...

    Quello messicano, alcuni anni fa, ha detto di sì ad un allungamento dei diritti di 100 anni dopo la morte dell'autore. C'è del marcio in Messico. Oppure, secondo la tua versione dei fatti, hanno mazzette più corpose laggiù.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > leggendo l'articolo (il pacco non l'ho
    > guardato)
    > > > sembra ci sia un certo buon lavorio sui
    > bordi...
    > > > ma la cozza dura rimane tale ( i 70
    > anni
    > e
    > > > compagnia).... speravo meglio!. Cmq
    > santi
    > e
    > > > diavoli si annidano nei dettagli..
    > >
    > > Tanto vedrai che la cozza dura non farà
    > altro
    > che
    > > crescere. Il lavorio ai bordi tutela i
    > semplici
    > > cittadini.
    >
    > I semplici cittadini in generale, o chi scarica
    > materiale protetto dal diritto d'autore?
    >Sorride
    >

    Non mi sembra che qualcosa in quella bozza tuteli chi scarica illegalmente. Cosa gliene frega della durata del copyright a chi pirata comunque? Del dRM sui prodotti regolarmente acquistati a chi tanto li scarica aggratis?

    > > Lo schifo del copyright eterno,
    > > dell'equo compenso e tutto il resto del
    > > carrozzone, tutela i soliti noti, che possono
    > > ringraziare i politici "amici" con corpose
    > > mazzette.
    >
    > Se si parte dal presupposto che una legge è lì a
    > causa di mazzette ai politici, tutta la
    > democrazia in cui si vive perde automaticamente
    > di valore e di interesse, e nel caso dell'Italia
    (...)

    Nel caso delle leggi a favore dei discografici et similia, ci sono casi eclatanti, come quello di Mitch Glazier, e di recente anche il "dossier Sony", che indica piuttosto chiaramente il modo di farsi amici i procuratori generali dei vari stati.
    Guarda caso, man mano che si va avanti, le leggi di "protezione del diritto d'autore" diventano più restrittive e forniscono ai soliti noti privilegi che un cittadino si può scordare. Se a me rubano la macchina, lo stato se ne frega. Se faccio una denuncia accusando un innocente, sono nei pasticci. In compenso, Sony può far oscurare un sito senza passare dal giudice. E se poi salta fuori non ne aveva il diritto, pazienza: non paga alcuna multa. La SIAE ottiene un sacco di soldi in cambio di niente, ogni volta che qualcuno compra un telefono o un hard disk e non lo usa per ripparci musica italiana.
    A pensar male si fa peccato, ma, soprattutto in questo caso, ci si azzecca. Oppure i nostri politici vogliono DISINTERESSATAMENTE molto bene alle grandi aziende dell'intrattenimento. Cosa sarà più probabile?
    Izio01
    4466
  • > > I semplici cittadini in generale, o chi
    > scarica
    > > materiale protetto dal diritto d'autore?
    > >Sorride
    > >
    >
    > Non mi sembra che qualcosa in quella bozza tuteli
    > chi scarica illegalmente. Cosa gliene frega della
    > durata del copyright a chi pirata comunque?

    A logica in effetti non gliene dovrebbe fregare per nulla. E così pensavo anche io prima di leggere i commenti di certi personaggi di PI. Quelli per intenderci che scaricano perché la legge è ingiusta, una forma di disobbedienza civile. Se la legge si limitasse a coprire i diritti solo per 20 anni dalla creazione loro non scaricherebbero, aspetterebbero 20 anni.
    La mia domanda andava in quella direzione. Perché l'unica legge che possa tutelare questo tipo di cittadini è una reintroduzione degli istituti previsti prima del 1978 (legge Basaglia). Non per quello che fanno, lo faccio anche io: ma per le fregnacce che raccontano pensando di essere creduti. È una patologia mentale abbastanza grave.


    > Del
    > dRM sui prodotti regolarmente acquistati a chi
    > tanto li scarica
    > aggratis?

    Be', a volte il DRM ci si mezze di mezzo anche con prodotti scaricati, va tolto dopo e bisogna sapere come.


    > > > Lo schifo del copyright eterno,
    > > > dell'equo compenso e tutto il resto del
    > > > carrozzone, tutela i soliti noti, che
    > possono
    > > > ringraziare i politici "amici" con
    > corpose
    > > > mazzette.
    > >
    > > Se si parte dal presupposto che una legge è
    > lì
    > a
    > > causa di mazzette ai politici, tutta la
    > > democrazia in cui si vive perde
    > automaticamente
    > > di valore e di interesse, e nel caso
    > dell'Italia
    > (...)
    >
    > Nel caso delle leggi a favore dei discografici et
    > similia, ci sono casi eclatanti, come quello di
    > Mitch Glazier,

    Parlami di Mitch Glazier, allora, anche se francamente in una notizia che parla di un provvedimento europoeo non so che cosa c'entrino gli Usa. Gli Usa nemmeno hanno l'equo compenso, e a diffferenza dell'Europa prevedono l'esistenza del fair use : mi sa che i lobbysti di là sono meno bravi dei nostri.Sorride
    Cosa c'è di tanto eclatante nel caso Glazier?



    > e di recente anche il "dossier
    > Sony", che indica piuttosto chiaramente il modo
    > di farsi amici i procuratori generali dei vari
    > stati.

    Attenzione, qui si parla di leggi. Tutti vogliono farsi amici i procuratori negli Usa, in molti Stati sono elettivi, non accedono alla carica per concorso come in Europa. E li vogliono avere come amici perché l'obbligatorietà dell'azione penale oltreoceano non esiste, un aiuto può fare comodo nel momento giusto.
    Atteniamoci quindi al legislativo, e non al giudiziario.

    > Guarda caso, man mano che si va avanti, le leggi
    > di "protezione del diritto d'autore" diventano
    > più restrittive e forniscono ai soliti noti
    > privilegi che un cittadino si può scordare.

    Fino a prova contraria, un artista, un regista, un produttore, il presidente di una casa discografica, un fotografo o un pittore sono cittadini. Esattamente con gli stessi poteri degli altri.
    Poi fra questi "altri" ci sono quelli, per fortuna una minoranza, che vogliono decidere da un forum quanto dovrebbero guadagnare gli artisti, e come dovrebbero impostare il sistema della filiera dei pagamenti. Immagino che quando viene a casa loro l'idraulico per una riparazione vanno a spiegargli qual è il prezzo massimo che possono chiedere e come devono svolgere il lavoro.
    Il contrasto nasce da qui, non da privilegi o da diritti negati, che non esistono.



    > Se a
    > me rubano la macchina, lo stato se ne frega.

    No, i ladri d'auto vengono perseguito ove possibile:

    http://www.e-cremonaweb.it/index.php?option=com_co...

    http://www.luccaindiretta.it/2011-08-07-02-51-49/i...

    http://www.casertaweb.com/articoli/11137-arrestato...

    A volte sarebbe meglio se ne fregasse, guarda qui:

    http://www.ilmessaggero.it/MARCHE/senigallia_auto_...


    > Se
    > faccio una denuncia accusando un innocente, sono
    > nei pasticci.

    Come ovunque.

    > In compenso, Sony può far oscurare
    > un sito senza passare dal giudice.

    Perché solo Sony, scusa? Se io fossi il gestore di diritti d'autore, o l'intestatario, potrei rivolgermi ad AgCom e chiedere l'oscuramento. L'AgCom non va mica a controllare quanto sono famoso.
    Basta che la denuncia sia fondata.


    > E se poi salta
    > fuori non ne aveva il diritto, pazienza: non paga
    > alcuna multa.

    Per ora non sono emersi fatti eclatanti di abuso o di malafede. Un meccanismo che punisca le false segnalazioni non è escluso, per ora non ci hanno semplicemente pensato, internet è un terreno vergine per la legislazione.
    Se il destinatario del provvedimento di oscuramento viene a conoscenza dell'identità precisa di chi ha avanzato la falsa richiesta di oscuramento può denunciarlo per calunnia. Ma l'ipotesi è peregrina, si parla sempre di siti stranieri.

    Detto questo, se mi citi un giudice, uno solo, che per aver mandato in galera un innocente (no, non si è limitato ad oscurargli il sito) ha pagato le conseguenze civili o penali, in ottemperanza al famoso referendum del 1987, possiamo parlare di equità sociale. Ma solo dopo.


    > La SIAE ottiene un sacco di soldi
    > in cambio di niente, ogni volta che qualcuno
    > compra un telefono o un hard disk e non lo usa
    > per ripparci musica
    > italiana.

    La SIAE gira il compenso agli artisti. O almeno, dovrebbe farlo. Non sono soldi destinati a coprire i buchi di bilancio.


    > A pensar male si fa peccato, ma, soprattutto in
    > questo caso, ci si azzecca. Oppure i nostri
    > politici vogliono DISINTERESSATAMENTE molto bene
    > alle grandi aziende dell'intrattenimento. Cosa
    > sarà più
    > probabile?

    La cosa più probabile, sempre dall'ottica dei commentatori di PI, è che per il fatto che qualcuno è arrabbiato col mondo l'industria dello spettacolo deve fallire tutta, e fare la fine dell'industria del tessile di Prato oppure di quella del mobile imbottito di Forlì, spazzata via non dai pirati, ma da una concorrenza cinese non sempre leale.
    Già l'Italia ha bisogno di altri ambiti di fallimento oltre a quelli passati, dobbiamo metterci dentro anche l'intrattenimento, vero?!? Poi l'Oscar per il miglior film lo vince il Sorrentino taiwanese o laotiano.
  • - Scritto da: Leguleio
    >
    > > Guarda caso, man mano che si va avanti, le
    > leggi
    > > di "protezione del diritto d'autore"
    > diventano
    > > più restrittive e forniscono ai soliti noti
    > > privilegi che un cittadino si può scordare.
    >
    > Fino a prova contraria, un artista, un regista,
    > un produttore, il presidente di una casa
    > discografica, un fotografo o un pittore sono
    > cittadini. Esattamente con gli stessi poteri
    > degli altri.
    > Poi fra questi "altri" ci sono quelli, per
    > fortuna una minoranza, che vogliono decidere da
    > un forum quanto dovrebbero guadagnare gli
    > artisti, e come dovrebbero impostare il sistema
    > della filiera dei pagamenti. Immagino che quando
    > viene a casa loro l'idraulico per una riparazione
    > vanno a spiegargli qual è il prezzo massimo che
    > possono chiedere e come devono svolgere il
    > lavoro.
    > Il contrasto nasce da qui, non da privilegi o da
    > diritti negati, che non esistono.
    >

    Guarda, potremmo andare avanti a discutere fino a domani e non ci sposteremmo di un millimetro. Il fatto che Polpost e AGCOM siano praticamente al servizio esclusivo di sta gente secondo te è bilanciato dal fatto che la polizia recuperi una macchina rubata su mille (tipicamente quelle che poi vengono abbandonate in divieto di sosta).
    Secondo te il fatto che quei *** della SIAE prendano più soldi del costruttore sulla vendita di un hard disk non è indice di privilegio che le altre categorie si sognano.
    Secondo te è una minoranza a non trovare giusta quella schifezza dell'equo compenso, quando ti ho mostrato ai tempi che nei commenti sul Corriere (non su un sito del Partito Pirata) ad un articolo che ne parlava, ben oltre il 90% era schifato.
    Io non difendo la pirateria, casomai dico che trovo assurdo leggere sul disclaimer obbligatorio di Battlestar Galactica che la pirateria audiovisiva, anche senza fine di lucro, in USA è un reato federale punito con la reclusione fino a 5 anni, una pena che i furbi finanzieri senza scrupoli, quelli che rovinano migliaia di persone, raramente si trovano a pagare (se sono furbi). Trovo assurdo il continuo prolungamento del copyright. Trovo assurdo che mi possano imporre unilateralmente un contratto di 120 pagine DOPO che ho comprato un prodotto che non posso comunque restituire. Trovo assurdo che lo stato spenda miliardi per tutelare una categoria che non arriva a rappresentare nemmeno l'1% della popolazione, mentre al contempo continua a tagliare risorse a quello che serve a tutti. Trovo assurdo dover pagare profumatamente quei parassiti della SIAE quando compro qualcosa che non ha niente a che vedere con loro. E il cinema italiano o cammina con le sue gambe, senza sovvenzioni, o per quanto mi riguarda può andare giù per il tubo assieme al resto.
    Questa proposta europea non legalizza in alcun modo la pirateria, vuole mettere qualche limite all'appetito insaziabile di queste zecche, ricordando ai legislatori che anche gli utenti (quelli paganti, dei pirati non si fa menzione) dovrebbero venir tutelati in qualche modo. Sono convinto che non succederà mai, i precedenti di corruzione sono lì in bella vista e le aziende dell'intrattenimento certo possiedono il potere economico che permette di applicare questo approccio. Un tribunale non giudica sulla base di questo, ma io posso avere una mia opinione; quando Franceschini fa un regalo spropositato alla SIAE, nota manica di parassiti con ampia documentazione al riguardo (cfr. servizio di Report), a danno di qualche milione di cittadini, io ci vedo del torbido. Non ripetermi per favore che la legge prevede che l'equo compenso venga adeguato ogni x anni: adeguare non vuol dire per forza aumentare a dismisura. Anche ridurre del 90% vorrebbe dire "adeguare", e in una situazione economica come quella attuale, sarebbe stata una mossa a mio parere decisamente più sensata.
    Izio01
    4466
  • > Guarda, potremmo andare avanti a discutere fino a
    > domani e non ci sposteremmo di un millimetro. Il
    > fatto che Polpost e AGCOM siano praticamente al
    > servizio esclusivo di sta gente secondo te è
    > bilanciato dal fatto che la polizia recuperi una
    > macchina rubata su mille (tipicamente quelle che
    > poi vengono abbandonate in divieto di
    > sosta).

    Nessuno parla di "bilanciare". Si tratta di vedere le cose nella loro giusta dimensione e nel giusto contesto.
    La produzione di un film costa in media 2,1 milioni di euro, e nel caso venga trasmesso abusivamente per canali esterni al cinema non esiste l'assicurazione che paga. Un'auto economica costa poco più di 7000 euro (Dacia Sandero), anche se esistono modelli come la Lamborghini Veneno da 3 600 000 euro; e in caso di furto l'assicurazione paga.
    Nessuna pretesa di comparare i due ambiti, quindi: solo una legittima impostazione di priorità.


    > Secondo te il fatto che quei *** della SIAE
    > prendano più soldi del costruttore sulla vendita
    > di un hard disk non è indice di privilegio che le
    > altre categorie si
    > sognano.

    No.
    Sono soldi dovuti alla SIAE perché la SIAE li redistribuisca.
    Sogno il giorno in cui si scoprirà che questi soldi vengono distribuiti solo in parte, e il resto coprono i buchi di bilancio; a quel punto l'equo compenso verrà gestito ad un altro ente. No, non per altro, almeno l'odio dei commentatori di PI si dirigerà verso un obiettivo diverso, un po' di varietà.



    > Secondo te è una minoranza a non trovare giusta
    > quella schifezza dell'equo compenso, quando ti ho
    > mostrato ai tempi che nei commenti sul Corriere
    > (non su un sito del Partito Pirata) ad un
    > articolo che ne parlava, ben oltre il 90% era
    > schifato.

    È facile suscitare l'indignazione della gente con un articolo scritto in un certo modo. E tra l'altro chi non è indignato non scrive, o almeno, magari scrive ma per puntualizzare o dire altro, quindi non stupisce che i commenti fossero massimamente di persone arrabbiate.
    Il punto è che sono arrabbiate per i soldi che non hanno loro, non per quelli che gestisce la SIAE.
    L'invidia è molto brava a mascherarsi da desiderio di giustizia sociale o da ideali filantropici. Ma io la riconosco lo stesso.


    > Io non difendo la pirateria, casomai dico che
    > trovo assurdo leggere sul disclaimer obbligatorio
    > di Battlestar Galactica che la pirateria
    > audiovisiva, anche senza fine di lucro, in USA è
    > un reato federale punito con la reclusione fino a
    > 5 anni,

    Credo che sia un bau bau da foglietto illustrativo e basta. Negli Usa di processi per pirateria domestica ce ne sono stati, ma si sono tutti conclusi con pene pecuniarie.


    > una pena che i furbi finanzieri senza
    > scrupoli, quelli che rovinano migliaia di
    > persone, raramente si trovano a pagare (se sono
    > furbi).

    Si vede che Calisto Tanzi e Bernard Madoff non lo erano. Altro che cinque anni per pirateria!A bocca aperta
    La finanza ha molti punti in comune con il gioco d'azzardo. Giusto, sacrosanto punire chi bara al gioco o chi si accaparra profitti non dovuti grazie alla mancanza di controlli. Basta non dimenticare che chi investe in titoli legati alla borsa si accolla un rischio, più o meno grande, e lo sa.


    > Trovo assurdo il continuo prolungamento
    > del copyright. Trovo assurdo che mi possano
    > imporre unilateralmente un contratto di 120
    > pagine DOPO che ho comprato un prodotto che non
    > posso comunque restituire. Trovo assurdo che lo
    > stato spenda miliardi per tutelare una categoria
    > che non arriva a rappresentare nemmeno l'1% della
    > popolazione, mentre al contempo continua a
    > tagliare risorse a quello che serve a tutti.

    C'è la crisi.
    In epoca pre-crisi nessuno pensava ai soldi della SIAE o dei singoli artisti. La fame fa anche quest'effetto, fa riflettere su aspetti della società che sono sempre stati così, ma di cui nessuno si interessava finché l'economia andava benino.
    Finita la crisi, tutti torneranno a pensare ai casi loro, anzi, ai soldi loro, come nel 1992, quando l'equo compenso è stato introdotto nell'ordinamento italiano.


    > Un tribunale non giudica sulla base di
    > questo, ma io posso avere una mia opinione;
    > quando Franceschini fa un regalo spropositato
    > alla SIAE, nota manica di parassiti con ampia
    > documentazione al riguardo (cfr. servizio di
    > Report), a danno di qualche milione di cittadini,
    > io ci vedo del torbido. Non ripetermi per favore
    > che la legge prevede che l'equo compenso venga
    > adeguato ogni x anni: adeguare non vuol dire per
    > forza aumentare a dismisura. Anche ridurre del
    > 90% vorrebbe dire "adeguare", e in una situazione
    > economica come quella attuale, sarebbe stata una
    > mossa a mio parere decisamente più
    > sensata.

    Quando c'è stato l'adeguamento, con un certo ritardo sui tempi previsti, non era ancora iniziata la deflazione.
    E in ogni caso, l'adeguamento copriva oltre tre anni, in cui l'inflazione c'è stata; bassa magari, ma c'era.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Guarda, potremmo andare avanti a discutere
    > fino
    > a
    > > domani e non ci sposteremmo di un
    > millimetro.
    > Il
    > > fatto che Polpost e AGCOM siano praticamente
    > al
    > > servizio esclusivo di sta gente secondo te è
    > > bilanciato dal fatto che la polizia recuperi
    > una
    > > macchina rubata su mille (tipicamente quelle
    > che
    > > poi vengono abbandonate in divieto di
    > > sosta).
    >
    > Nessuno parla di "bilanciare". Si tratta di
    > vedere le cose nella loro giusta dimensione e nel
    > giusto contesto.
    >
    > La produzione di un film costa in media 2,1
    > milioni di euro, e nel caso venga trasmesso
    > abusivamente per canali esterni al cinema non
    > esiste l'assicurazione che paga. Un'auto
    > economica costa poco più di 7000 euro (Dacia
    > Sandero), anche se esistono modelli come la
    > Lamborghini Veneno da 3 600 000 euro; e
    > in caso di furto l'assicurazione
    > paga.
    > Nessuna pretesa di comparare i due ambiti,
    > quindi: solo una legittima impostazione di
    > priorità.
    >
    >

    Un par di palle. A parte che l'assicurazione paga solo se sei assicurato per il furto, e ti ridà una frazione del reale valore della macchina, un film non te lo rubano. Guadagnerà qualcosa di meno - e nessuno può dimostrare quanto meno - ma intanto la gente continua ad andare al cinema e l'industria prospera. Poi è stupido guardare il valore unitario: bisogna vedere quanto siano le unità. Nella mia famiglia, negli anni, sono state rubate n macchine diverse. Facile capire che vengano rubate molte più macchine che film (che comunque non possono venir rubati).

    >
    > > Secondo te il fatto che quei *** della SIAE
    > > prendano più soldi del costruttore sulla
    > vendita
    > > di un hard disk non è indice di privilegio
    > che
    > le
    > > altre categorie si
    > > sognano.
    >
    > No.
    > Sono soldi dovuti alla SIAE perché la SIAE li
    > redistribuisca.
    >

    Per mantenere a sbafo gente che in cambio non ti dà niente.
    Piacerebbe anche a me, sai? Facciamo che quando compri un computer mi allunghi 10 euro perché potresti usarlo per far girare un programma che ho scritto io?

    > Sogno il giorno in cui si scoprirà che questi
    > soldi vengono distribuiti solo in parte, e il
    > resto coprono i buchi di bilancio; a quel punto
    > l'equo compenso verrà gestito ad un altro ente.
    > No, non per altro, almeno l'odio dei commentatori
    > di PI si dirigerà verso un obiettivo diverso, un
    > po' di varietà.
    >
    >
    >
    > > Secondo te è una minoranza a non trovare
    > giusta
    > > quella schifezza dell'equo compenso, quando
    > ti
    > ho
    > > mostrato ai tempi che nei commenti sul
    > Corriere
    > > (non su un sito del Partito Pirata) ad un
    > > articolo che ne parlava, ben oltre il 90% era
    > > schifato.
    >
    > È facile suscitare l'indignazione della
    > gente con un articolo scritto in un certo modo. E
    > tra l'altro chi non è indignato non scrive, o
    > almeno, magari scrive ma per puntualizzare o dire
    > altro, quindi non stupisce che i commenti fossero
    > massimamente di persone arrabbiate.
    > Il punto è che sono arrabbiate per i soldi che
    > non hanno loro, non per quelli che gestisce la
    > SIAE.

    Questa è indimostrabile e francamente molto fantasiosa. Gente che si deve dar da fare per campare scopre che certe categorie incassano soldi senza fare niente e si inca**a di bestia, altro che "articolo scritto in un certo modo"! E' anormale chi la trova una cosa buona e giusta.

    > L'invidia è molto brava a mascherarsi da
    > desiderio di giustizia sociale o da ideali
    > filantropici. Ma io la riconosco lo stesso.
    >

    Che ci siano parassiti che campano a sbafo non ha nulla a che vedere con l'invidia. Guarda che sul pagare la musica io sono d'accordo, quello che fa schifo è dover pagare profumatamente gli "artisti" (e il virgolettato è d'obbligo) quando si compra un telefono o un hard disk, senza poi usarli per rippare CD di "musica" italiana!

    >
    >
    > > Io non difendo la pirateria, casomai dico che
    > > trovo assurdo leggere sul disclaimer
    > obbligatorio
    > > di Battlestar Galactica che la pirateria
    > > audiovisiva, anche senza fine di lucro, in
    > USA
    > è
    > > un reato federale punito con la reclusione
    > fino
    > a
    > > 5 anni,
    >
    > Credo che sia un bau bau da foglietto
    > illustrativo e basta. Negli Usa di processi per
    > pirateria domestica ce ne sono stati, ma si sono
    > tutti conclusi con pene pecuniarie.
    >

    E intanto c'è scritto, con tanto di logo dell'FBI. Dici che citano leggi inesistenti?

    >
    >
    > > una pena che i furbi finanzieri senza
    > > scrupoli, quelli che rovinano migliaia di
    > > persone, raramente si trovano a pagare (se
    > sono
    > > furbi).
    >
    > Si vede che Calisto Tanzi e Bernard Madoff non lo
    > erano. Altro che cinque anni per pirateria!
    >A bocca aperta

    RARAMENTE != MAI
    e poi Tanzi mica è fuori di galera da un po'?

    > La finanza ha molti punti in comune con il gioco
    > d'azzardo. Giusto, sacrosanto punire chi bara al
    > gioco o chi si accaparra profitti non dovuti
    > grazie alla mancanza di controlli. Basta non
    > dimenticare che chi investe in titoli legati alla
    > borsa si accolla un rischio, più o meno grande, e
    > lo sa.
    >

    Quanti anni si sono fatti i responsabili di reati ambientali stile Marlane? Quelli di Erin Brock**ch? Ah già, nessuno. Ed sono responsabili della morte di un bel po' di persone.

    > > Trovo assurdo il continuo prolungamento
    > > del copyright. Trovo assurdo che mi possano
    > > imporre unilateralmente un contratto di 120
    > > pagine DOPO che ho comprato un prodotto che
    > non
    > > posso comunque restituire. Trovo assurdo che
    > lo
    > > stato spenda miliardi per tutelare una
    > categoria
    > > che non arriva a rappresentare nemmeno l'1%
    > della
    > > popolazione, mentre al contempo continua a
    > > tagliare risorse a quello che serve a tutti.
    >
    > C'è la crisi.
    > In epoca pre-crisi nessuno pensava ai soldi della
    > SIAE o dei singoli artisti. La fame fa anche
    > quest'effetto, fa riflettere su aspetti della
    > società che sono sempre stati così, ma di cui
    > nessuno si interessava finché l'economia andava
    > benino.

    INFORMALI di quanti soldi quei parassiti incassino da noi, e poi vediamo. La maggior parte della gente, semplicemente non sa quanto ci costi mantenere quella gentaglia.
    Non è colpa mia, se per un articolo sulla SIAE ce ne sono cento sull'ultimo infanticidio truculento.
    Izio01
    4466
  • - Scritto da: Izio01
    > Facile capire che
    > vengano rubate molte più macchine che film (che
    > comunque non possono venir
    > rubati).

    Sei uno dei pochi a non aver capito che possono essere rubati eccome e che un'opera d'ingegno, come un'idea non sono oggetti che puoi mettere sulla bilancia ma hanno il loro bel peso...


    >
    > > No.
    > > Sono soldi dovuti alla SIAE perché la SIAE li
    > > redistribuisca.
    > >
    >
    > Per mantenere a sbafo gente che in cambio non ti
    > dà
    > niente.
    > Piacerebbe anche a me, sai? Facciamo che quando
    > compri un computer mi allunghi 10 euro perché
    > potresti usarlo per far girare un programma che
    > ho scritto
    > io?

    Fai il programma, e come per incanto ti si aprirà l'orizzonte, inizierai a dare la caccia a chi lo scarica gratis da siti non autorizzati... è garantito (e giusto).


    >
    Gente che si deve dar da fare per
    > campare scopre che certe categorie incassano
    > soldi senza fare niente e si inca**a di bestia,
    > altro che "articolo scritto in un certo modo"! E'
    > anormale chi la trova una cosa buona e
    > giusta.
    >
    Non incassano soldi senza far niente, ma al contrario hanno creato qualcosa che è rimasta appetibile per anni, decenni e forse secoli ed è giusto che guadagnino per lo stesso tempo...

    Leguleio
    > > L'invidia è molto brava a mascherarsi da
    > > desiderio di giustizia sociale o da ideali
    > > filantropici. Ma io la riconosco lo stesso.
    > >
    >

    Sono assolutamente d'accordo, come in tutto il discorso di Leguleio.


    > Che ci siano parassiti che campano a sbafo non ha
    > nulla a che vedere con l'invidia. Guarda che sul
    > pagare la musica io sono d'accordo, quello che fa
    > schifo è dover pagare profumatamente gli
    > "artisti" (e il virgolettato è d'obbligo) quando
    > si compra un telefono o un hard disk, senza poi
    > usarli per rippare CD di "musica"
    > italiana!
    >
    E' il risultato della pirateria, una difesa possibile da cui difficilmente si scappa. Non sono felice di quella legge, non ho mai materiale pirata e faccio largo uso di materiale per archiviazione, non ho colpe ma capisco l'esigenza di chi è continuamente danneggiato.


    >
  • - Scritto da: Allibito
    > - Scritto da: Izio01
    > > Facile capire che
    > > vengano rubate molte più macchine che film (che
    > > comunque non possono venir
    > > rubati).
    >
    > Sei uno dei pochi a non aver capito che possono
    > essere rubati eccome e che un'opera d'ingegno,
    > come un'idea non sono oggetti che puoi mettere
    > sulla bilancia ma hanno il loro bel peso...
    >

    Senti, abbello, non sono uno di quelli che dicono che una serie di bit dev'essere liberamente copiabile, ma se uno mi paragona il "furto" di un film a quello di un'auto, per giustificare la mancanza quasi assoluta di tutele per un cittadino qualunque, a fronte di una serie infinita di leggi che favoriscono i grandi dell'intrattenimento, sta dicendo un'eresia.
    Se mi rubi la macchina, la macchina non ce l'ho più. Devo comprarne un'altra -> ho perso tutto il suo valore.
    Ti copiano un film? E' possibile che ci sia un danno, sicuramente nei grandi numeri un danno c'è, ma è assurdo che a quantificarlo siano gli stessi interessati. E' come se dovesse essere il signor Rossi a dire che la Micra che gli hanno rubato valeva 20 milioni di euro. Per il signor Rossi non funziona così. E i film la gente li va a vedere. La pirateria non li ruba, perché i cinema incassano e continuano ad incassare nonostante essa. Il paragone con un furto di automobili è assurdo.

    >
    > >
    > > > No.
    > > > Sono soldi dovuti alla SIAE perché la SIAE
    > li
    > > > redistribuisca.
    > > >
    > >
    > > Per mantenere a sbafo gente che in cambio non ti
    > > dà niente.
    > > Piacerebbe anche a me, sai? Facciamo che quando
    > > compri un computer mi allunghi 10 euro perché
    > > potresti usarlo per far girare un programma che
    > > ho scritto
    > > io?
    >
    > Fai il programma, e come per incanto ti si aprirà
    > l'orizzonte, inizierai a dare la caccia a chi lo
    > scarica gratis da siti non autorizzati... è
    > garantito (e giusto).
    >

    Abbello (e due), non fare il finto tonto!
    Qua non si parla di chi lo scarica gratis, si parla di CHIUNQUE ACQUISTI UN COMPUTER, A CAUSA DI UN UTILIZZO POTENZIALE, perché i parassiti che tu difendi, i bravi figlioletti della SIAE, i soldi li prendono anche se sul mio cellulare c'è solo musica acquistata su eMusic.
    Quindi siamo già a due paragoni del menga.

    >
    > >
    > Gente che si deve dar da fare per
    > > campare scopre che certe categorie incassano
    > > soldi senza fare niente e si inca**a di bestia,
    > > altro che "articolo scritto in un certo modo"!
    > E'
    > > anormale chi la trova una cosa buona e
    > > giusta.
    > >
    > Non incassano soldi senza far niente, ma al
    > contrario hanno creato qualcosa che è rimasta
    > appetibile per anni, decenni e forse secoli ed è
    > giusto che guadagnino per lo stesso tempo...
    >

    Palle. Pagali tu se ti pare. Io li pago se compro la loro musica (e qualcosina di italiano, poca roba, su eMusic, l'ho pure acquistato), è solo una legge assurda ed odiosa che mi obbliga a pagarli anche per la musica che non ascolto e non scarico.

    > Leguleio
    > > > L'invidia è molto brava a mascherarsi da
    > > > desiderio di giustizia sociale o da ideali
    > > > filantropici. Ma io la riconosco lo stesso.
    > > >
    > >
    >
    > Sono assolutamente d'accordo, come in tutto il
    > discorso di
    > Leguleio.
    >

    Ma che strano! Tu vedi l'invidia? Io vedo l'ipocrisia galoppante e l'avidità di un parassita, indovina un po' di chi sto parlando.

    >
    > > Che ci siano parassiti che campano a sbafo non
    > ha
    > > nulla a che vedere con l'invidia. Guarda che sul
    > > pagare la musica io sono d'accordo, quello che
    > fa
    > > schifo è dover pagare profumatamente gli
    > > "artisti" (e il virgolettato è d'obbligo) quando
    > > si compra un telefono o un hard disk, senza poi
    > > usarli per rippare CD di "musica"
    > > italiana!
    > >
    > E' il risultato della pirateria, una difesa
    > possibile da cui difficilmente si scappa. Non
    > sono felice di quella legge, non ho mai materiale
    > pirata e faccio largo uso di materiale per
    > archiviazione, non ho colpe ma capisco l'esigenza
    > di chi è continuamente danneggiato.
    >

    PALLE. Ci sono centinaia di migliaia di reati minori, che causano danni notevoli alla gente comune, eppure sono solo i tuoi parassiti ad essere indennizzati a priori. Non c'è un "fondo svaligiati" che riceve un prelievo forzoso su ogni cacciavite, o flessibile o martello che POTREBBE essere usato per fini criminali. Nessun prelievo preventivo sui coltelli, e nemmeno sulle pistole. Guarda caso, tutto quello che dici va semplicemente nella direzione dei tuoi interessi, o specchio di onestà!

    Noterai che non ho mai detto che debba essere lasciata libera la copia dei materiali coperti da diritto d'autore, non ho mai detto che gli artisti non debbano esser pagati. Possiedo centinaia, non decine, di videogiochi e sono abbonato a eMusic da non so quanti anni. Per un certo periodo mi sono anche abbonato a Google Play Music prima e l'equivalente servizio di Sony poi. Mi gira solo, come cittadino che le tasse le paga, che tanta parte di quei soldi vadano ad ingrassare quelli come te, che i nostri politici facciano leggi a vostro esclusivo uso e consumo, mentre il resto della nazione subisce solo tagli. Chiamala pure invidia se ti fa sentire superiore, ma non meravigliarti se non sono solo i pirati, poi, a gioire quando un'altra videoteca chiude per non riaprire mai più.
    Izio01
    4466
  • - Scritto da: Allibito

    > Fai il programma, e come per incanto ti si aprirà
    > l'orizzonte, inizierai a dare la caccia a chi lo
    > scarica gratis da siti non autorizzati... è
    > garantito (e
    > giusto).

    ahahahahahhahahahahahahaha
    mai sentito parlare di Linux, open office, firefox e mille altri?
    garantito chevivi su un altro pianeta!
    non+autenticato