Claudio Tamburrino

Open Data, la strada delle buone intenzioni

Nonostante i proclami delle autorità, sono ancora pochi i paesi ad aver adottato misure concrete: a fotografare un mondo ancora poco trasparente e poco propenso ad incoraggiare il riuso dei dati pubblici è l'Open Data Barometer

Roma - Contro la corruzione, per incrementare la trasparenza nella gestione delle amministrazioni pubbliche e migliorarne i servizi, gli Open Data potrebbero svolgere un ruolo determinante. E nonostante ciò sia riconosciuto da molti governi, ancora pochi hanno fatto qualcosa per renderli una realtà.

La seconda edizione dell'Open Data Barometer voluta dalla World Wide Web Foundation ha esattamente fotografato una situazione conflittuale. Da un lato sono riconosciuti i meriti degli Open Data, tanto che si parla apertamente di possibilità di una "data revolution" e di un nuovo ruolo da parte dei cittadini in possesso di tali informazioni. L'Open Data Barometer, inoltre, dimostra che le iniziative supportate e finanziate dai governi a sostegno degli Open Data hanno un ritorno evidente, che va oltre alle logiche conseguenze in termini di trasparenza e democrazia.

D'altro canto, nel concreto, nonostante poche settimane fa l'Open Data Index abbia descritto una situazione in miglioramento, degli 86 paesi presi in esame sono ancora una minima parte quelli che hanno reso disponibili in formati aperti e con licenze open i dati relativi alle spese dei governi, ai contratti pubblici e alla proprietà delle aziende. Anche a livello di G7, sono solo circa la metà i paesi che hanno provveduto a pubblicare i database fondamentali delle informazioni in loro possesso, promessi già nel 2013. Da questo punto di vista quelle che fanno meglio sono il Regno Unito, gli Stati Uniti, la Svezia, la Francia e la Nuova Zelanda (mentre l'Italia si piazza al 24esimo posto).
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Nel dettaglio, infatti, solo l'8 per cento degli 86 paesi di tutto il mondo presi in considerazione pubblica i dati in formato aperto ed in maniera trasparente relativi alle spese del governo, appena il 6 per cento quelli legati ai contratti sottoscritti e si ferma addirittura al 3 per cento la percentuale dei paesi che mettono a disposizione dati relativi alla proprietà delle aziende private. Per quanto riguarda poi i servizi più direttamente inerenti i cittadini, solo il 7 per cento dei paesi rilascia dati aperti sulle performance della sanità ed appena il 12 quelli relativi all'istruzione.

Tali figure diventano ancora più striminzite se si guarda alle amministrazioni locali, livello peraltro a cui tali informazioni sarebbero sfruttate in maniera più utile a favore della società civile.

Claudio Tamburrino
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36 Commenti alla Notizia Open Data, la strada delle buone intenzioni
Ordina
  • http://www.openmunicipio.it
    http://www.openappalti.it

    I progetti sono sviluppati secondo le logiche del software libero, i costi di manutenzione sono irrisori commisurati ai risultati che si potrebbero ottenere.
    La trasparenza è un bisogno civico che parte dal basso bisogna comunque alzare la voce perchè i nostri politici capiscano l'urgenza, siamo stanchi di parole vogliamo fatti.
    non+autenticato
  • Circa 1 anno fa è stata indetta dal comune di Milano una challenge con montepremi di 20.000€ per la realizzazione di progetti che facesso uso degli open data -> http://app4mi.challengepost.com/

    Io ero uno dei partecipanti che ha richiesto a gran voce la pubblicazione dei dati in tempo reale dei mezzi pubblici (come i ritardi dei mezzi, le bici disponibili negli stalli, ect)
    Premesso che questi dati esistono perchè il comune ne fa uso in diverse applicazioni.
    Purtroppo il comune e gli organizzatori di App4Mi non hanno mai risposto al mio appello e il concorso si è concluso.

    Risultato ? Sono disponibili solo gli open data "facili" da reperire.
    Non esiste un modo per richiederli e quelli che ci sono incompleti o da rielaborare.

    Creatività, volontà , voglia di mettersi in gioco non bastano dietro questi meccanismi.


    Ciao!
    B. giornata a tutti.
    non+autenticato
  • L'open data è l'esatto opposto di quello che le nostre amministrazioni incapaci e corrotte vogliono.
    Perciò sarà realizzato a babbo morto, i dati non saranno aggiornati, per accedervi bisognerà fare una trafila che scoraggerà il 90 percento delle persone e altre furbate assortite saranno studiate per scoraggiare il rimanente 10 percento.
    Siamo nel paese della moda.
    Il paese dove la facciata è più importante del contenuto, quando c'è.
    Il paese dell'irresponsabilità di chi governa, i cui errori vengono pagati con i soldi pubblici.
    Il paese dove il cittadino non ha nessun vero potere sulle amministrazioni.
    Il paese dove l'expo è pronto all'80 percento, nascondendo quel grosso X percento di cose annullate o rimandate.
    Il paese dove si intitolano strade ai politici (da aprte di altri politici) che hanno contribuito ad affossarlo.
    Il paese dove per risollevrsi si fa entrare manodopera despecializzata a milioni, non si investe in ricerca e si fanno emigrare i più capaci.
    Il paese dei perdenti...
    non+autenticato
  • questo potresti scriverlo per ogni paese sulla faccia della terra = qualunquismo
    non+autenticato
  • Sei uno pratico: qualche parola ed hai risolto la questione, silurato il commentatore e svalutato il commento.
    Qualunquismo, dicevi?
    non+autenticato
  • guarda forse è più pratico chiosare con: il paese dei perdenti.
    fa molto fico e non impegna.
    tanto è colpa loro!
    non+autenticato
  • ...è che il concetto degli open data è bello a parole, ma comunque non semplice.
    Mi spiego meglio, pur essendo a favore di una maggiore apertura la pubblicazione di un dato ha diversi problemi oggettivi: tempi/costi, accuratezza, confrontabilità. A
    d oggi a quanto ci dicono i numeri...il gioco probabilmente non vale la candela!
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > ...è che il concetto degli open data è bello a
    > parole, ma comunque non semplice.

    Diversi stati lo fanno, evidentemente questi problemi non sono insormontabili.

    > Mi spiego meglio, pur essendo a favore di una
    > maggiore apertura la pubblicazione di un dato ha
    > diversi problemi oggettivi: tempi/costi,
    > accuratezza, confrontabilità.
    > A d oggi a quanto ci dicono i numeri...il gioco
    > probabilmente non vale la candela!

    Quali numeri e perchè ? Racconta racconta...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Uno qualunque

    > Diversi stati lo fanno, evidentemente questi
    > problemi non sono
    > insormontabili.
    ...
    > Quali numeri e perchè ? Racconta racconta...

    a leggere l'articolo che stiamo commentando, non pare che sia così fluida la situazione nemmeno nei "diversi stati": a parte qualche sporadico esempio su singoli dati, citato e stracitato ad ogni convegno, non vedo ancora un approccio organico anzi...
    ma se hai modo di confutare le tue parole con riferimenti meno generici, sappi che siamo moooolto curiosi!
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: Uno qualunque
    >
    > > Diversi stati lo fanno, evidentemente questi
    > > problemi non sono
    > > insormontabili.
    > ...
    > > Quali numeri e perchè ? Racconta racconta...
    >
    > a leggere l'articolo che stiamo commentando, non
    > pare che sia così fluida la situazione nemmeno
    > nei "diversi stati": a parte qualche sporadico
    > esempio su singoli dati, citato e stracitato ad
    > ogni convegno, non vedo ancora un approccio
    > organico
    > anzi...
    > ma se hai modo di confutare le tue parole con
    > riferimenti meno generici, sappi che siamo
    > moooolto curiosi!

    Negli usa moltissimi dati sono pubblici e pubblicati nei siti istituzionali, perfino dai costi delle campagne presidenziali ai dati dei cittadini (in formato anonimo).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Uno qualunque
    >
    > Negli usa moltissimi dati sono pubblici e
    > pubblicati nei siti istituzionali, perfino dai
    > costi delle campagne presidenziali ai dati dei
    > cittadini (in formato
    > anonimo).

    scusa qualcosa di meno generico? i dati delle spese elettorali vengono pubblicati anche in italia negli albi pretori
    e cosa intendi "ai dati dei cittadini"?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: Uno qualunque
    > >
    > > Negli usa moltissimi dati sono pubblici e
    > > pubblicati nei siti istituzionali, perfino dai
    > > costi delle campagne presidenziali ai dati dei
    > > cittadini (in formato
    > > anonimo).
    >
    > scusa qualcosa di meno generico? i dati delle
    > spese elettorali vengono pubblicati anche in
    > italia negli albi
    > pretori
    > e cosa intendi "ai dati dei cittadini"?

    http://www.data.gov/
    non+autenticato
  • circa 130 mila dataset.
    più o meno i dati di una media azienda italiano, diciamo nell'ordine del migliaio di dipendenti con fatturato sotto i 100 milioni di euro.

    non male, ma da qui ad aprire tutti i dati perché sono dei cittadini ce ne passa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > circa 130 mila dataset.
    > più o meno i dati di una media azienda italiano,
    > diciamo nell'ordine del migliaio di dipendenti
    > con fatturato sotto i 100 milioni di euro.
    >
    > non male, ma da qui ad aprire tutti i dati perché
    > sono dei cittadini ce ne passa.

    Dove avrei scritto di aver scoperto la perfezione fatta open data ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Uno qualunque
    >
    > Dove avrei scritto di aver scoperto la perfezione
    > fatta open data
    > ?

    guarda che il mio primo post argomenta proprio sul fatto che gli open data sono ben lontani dalla perfezione, perché sembrano più un ideale da raggiungere che un concreto obiettivo.
    mi stai dando solo ragione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: Uno qualunque
    > >
    > > Dove avrei scritto di aver scoperto la
    > perfezione
    > > fatta open data
    > > ?
    >
    > guarda che il mio primo post argomenta proprio
    > sul fatto che gli open data sono ben lontani
    > dalla perfezione, perché sembrano più un ideale
    > da raggiungere che un concreto
    > obiettivo.
    > mi stai dando solo ragione.

    Mica volevo darti torto... Dico solo che la situa è perfettibile e avere dati ordinati sul lungo costa meno che averli disordinati.
    non+autenticato
  • dipende sempre se il gioco vale la candela.
    aziende private hanno sperperato fior di quattrini per organizzare bene i dati sbagliati. figurati appoggiarsi ad un paradigma del "tutto, tanto sono nostri (e sono pure gratis)"
    non+autenticato