Alfonso Maruccia

Ubuntu al Core della Internet delle Cose

Il gran capo di Canonical presenta una nuova iniziativa dedicata ai dispositivi iperconnessi, un release di Ubuntu minimale e facilmente aggiornabile da remoto. Addio a vulnerabilitÓ e crisi di insicurezza, promette l'azienda

Roma - Mark Shuttleworth ha visto il futuro della Internet delle Cose (IoT), e ora sostiene che la rivoluzione di gadget e dispositivi iper-connessi sarà basata su Linux - o per meglio dire Ubuntu. Canonical offrirà quindi una nuova variante di Ubuntu Core espressamente pensata per la IoT, garanzia di qualità FOSS e di aggiornamenti continuati al codice.


Ubuntu Core è una versione ridotta all'osso (128MB) della celebre distro Linux, e la release per i dispositivi IoT è stata ovviamente modificata per una maggiore compatibilità con questo genere di gadget. L'OS è in grado di girare sia su chip ARM (ARMv7) che x86, richiedendo 600MB di RAM e 4GB di storage Flash per operare correttamente.

Ubuntu Core per IoT farà ovviamente ampio uso del già meccanismo di update chiamato Snappy, un nuovo sistema di distribuzione degli aggiornamenti pensato per sostituire il modello "apt-get" garantendo maggiore flessibilità e velocità nella segnalazione e installazione delle nuove versioni dei pacchetti software integrati in Ubuntu.
Proprio la disponibilità degli update, idealmente costante nel corso del tempo, dovrebbe essere uno dei punti fermi dell'offerta Ubuntu Core per IoT: Shuttleworth e Canonical propongono alle aziende di dispositivi connessi di farsi carico della distribuzione centralizzata dei firmware aggiornati, promettendo che la community open non mancherà di patchare pericolose vulnerabilità di sicurezza scovate nel codice.

Alfonso Maruccia
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11 Commenti alla Notizia Ubuntu al Core della Internet delle Cose
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  • ...anche io non ho capito bene come funziona la faccenda...
    Io ho inteso questo: si è creata una versione di Ubuntu (o meglio del suo core, che onestamente non ho capito in cosa consista...il kernel più qualche pacchetto applicativo?) estremamente ridotta e poco costosa in termini di risorse, in modo da poter essere utilizzato in tutte le apparecchiature elettroniche connesse ad internet per creare una sorta di std comune nelle comunicazioni tra queste ed i device per il loro controllo (desk, smartphone...).Questa versione di ubuntu ha a quanto pare un sistema di gestione dei pacchetti diverso dall' apt-get, attualmente utilizzato su ubuntu desk, e questo per ottenere il duplice risultato di risparmiare banda (comunicare solo le linee da cambiare/cancellare/aggiungere) e rendere più "sicuri" gli aggiornamenti (ogni programma si porterebbe con se le proprie dipendenze ed evitare conflitti dovuti alle versioni differenti delle stesse dipendenze richieste da altri applicativi.

    questo è coretto?

    Un altra cosa: nell'ottica di canonical di rendere tutto convergente (non in termini di apparenza grafica alla w8 ma in termini di codice come adesso vuole fare microsoft con w10) mi sarei aspettato che questo core e questo sistema di installazione dei pacchetti, pria o poi, venissero integrati anche nei progetti (convergenti) di UbuntuTouch e Ubuntu-desk (il che immagino unito al nuovo unity8+mir ne avrebbe consentito l'installazione anche su desk e dispositivi mobili meno performanti) ma non ho trovato notizie a riguardo ...qualcuno può darmi informazioni in merito a cosa voglia fare canonical?
    grazie a chiunque voglia darmi una rispostaOcchiolino
    non+autenticato
  • Andando alla fonte:
    http://developer.ubuntu.com/en/snappy/

    Apparentemente, Snappy è lo strumento di gestione di una distribuzione ridotta all'osso di Ubuntu Server, denominata Ubuntu Core, che lavora con container di applicazioni, stile Docker.

    A quanto ho capito, Ubuntu Core è un monolito, come può essere visto come un monolito il framework applicativo (Docker o altro) e l'applicazione che sul framework si appoggia.

    Addio quindi alla granularità dei pacchetti e degli aggiornamenti alla spicciolata, e benvenuto ad un modello meno granulare ma forse più affidabile - posto che si seguano le specifiche ad es.di Docker nello scrivere le applicazioni, non dovrei avere alcun problema nell'upgrade degli strati sottostanti.

    Chissà se le Tesla sono state usate come piattaforma di test per questa architettura...
    http://news.softpedia.com/news/Owner-Hacks-His-Tes...
  • "...di gadget e dispositivi iper-connessi sarà basata su Linux"

    Ovvio. Salvo per qualche austrololpiteco mentalmente schiavo dell'informatica made in D&G.
  • Ok tutto bello, tutto aggiornabile da remoto, ma non ho capito una cosa.
    Ad esempio: L'azienda HospitalKiosk inc. produce chioschi per le prenotazioni ospedaliere e ci monta sopra un fikizzimo Ubuntu Core.

    Come funziona la cosa? HospitalKiosk rilascia gli aggiornamenti del suo software che gira sopra via rete e passando da Snappy e in contemporanea Canonical fa la stessa cosa per il SO?

    Se è così è un po una cavolata nel senso che se si inchioda qualcosa voglio proprio vedere come si fa a capire chi ha toppato, e sopratutto chi va in giro a sistemare il casino.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mento Cemento

    > Come funziona la cosa? HospitalKiosk rilascia gli
    > aggiornamenti del suo software che gira sopra via
    > rete e passando da Snappy e in contemporanea
    > Canonical fa la stessa cosa per il
    > SO?

    Io ho capito più "Conanical patcha il SO, il brand patcha il software e tutto viene distribuito da Canonical".

    Poi bisogna considerare che ci dovrà essere accordo fra Caninical e il Brand, per cui penso che Canonical non accetterà partnership con chiunque.
    2678
  • Grazie Gerry per aver chiarito la cosa, se è come dici tu è una cosa molto interessante.
    non+autenticato
  • > Io ho capito più "Conanical patcha il SO, il
    > brand patcha il software e tutto viene
    > distribuito da
    > Canonical".

    Veramente io ho capito che canonical fornirebbe gli aggiornamenti all'OS e che le aziende clienti se li scaricano, se li istallano su qualche macchina per provare che non creino problemi e che poi, disgiuntamente da questi, forniscano anche gli aggiornamenti dei loro prodotti.

    I clienti finali avranno un repository con aggiornamenti sia di sistema che del particolare software applicativo distribuito dall'azienda.

    Ma potrei sbagliarmi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mento Cemento
    > Ok tutto bello, tutto aggiornabile da remoto, ma
    > non ho capito una cosa.

    > Come funziona la cosa? ...

    > Se è così è un po una cavolata

    Cioè: non hai capito come funziona, fai ipotesi e sostieni che sono cavolate...

    Complimenti !
    non+autenticato
  • Mazza che brutta vita che fai se ti inacidisci così per un commento su un sito, peraltro fatto in buona fede da un ignorante della materia.
    Stiamo tutti più tranquilli che tanto di cose per cui val la pena incazzarsi ce ne sono ben altre A bocca aperta

    Semplicemente, non capivo come funzionava e siccome so di non sapere, chiedevo lumi. In questo senso ringrazio Gerry che mi ha chiarito come funziona la cosa e se è come dice lui allora è una cosa molto interessante, che potrebbe dare un "modello" anche per altri campi.

    Mi viene subito in mente il mondo android dove Google potrebbe passare a un modello del tipo: Lei aggiorna e patch il SO e si occupa in prima persona di distribuirlo sui device, assieme alle personalizzazioni dei vari vendor.

    Purtroppo dato che i vendor vendono ferro, non gli conviene mantenere aggiornati i vecchi terminaliTriste
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mento Cemento
    > Mazza che brutta vita che fai se ti inacidisci
    > così per un commento su un sito, peraltro fatto
    > in buona fede da un ignorante della materia.

    Non è acidità è metodo: se di una cosa sai zero perchè devi fare ipotesi a caso ? Informati o domanda che fai prima e perdi meno tempo.

    > Stiamo tutti più tranquilli che tanto di cose per
    > cui val la pena incazzarsi ce ne sono ben altre
    >A bocca aperta

    Ma chi si incazza ?

    > Semplicemente, non capivo come funzionava e
    > siccome so di non sapere, chiedevo lumi.

    E non potevi limitarti alla domanda invece di appesantirla inutilmente con vaque ipotesi randomiche ? Avremmo anch eperson meno tempo a leggerla ed a tentare di capire il film che ti stavi facendo.

    > In questo senso ringrazio Gerry che mi ha chiarito
    > come funziona la cosa e se è come dice lui allora
    > è una cosa molto interessante, che potrebbe dare
    > un "modello" anche per altri campi.

    > Mi viene subito in mente il mondo android dove
    > Google potrebbe passare a un modello del tipo:
    > Lei aggiorna e patch il SO e si occupa in prima
    > persona di distribuirlo sui device, assieme alle
    > personalizzazioni dei vari vendor.
    >
    > Purtroppo dato che i vendor vendono ferro, non
    > gli conviene mantenere aggiornati i vecchi
    > terminali
    >Triste
    non+autenticato
  • - Scritto da: jaguaro
    > Ma chi si incazza ?
    Tu
    > E non potevi limitarti alla domanda invece di
    > appesantirla inutilmente con vaque ipotesi
    > randomiche ? Avremmo anch eperson meno tempo a
    > leggerla ed a tentare di capire il film che ti
    > stavi facendo.
    E la tua inutile filippica non la metti nel conto, totalmente inutile perché poi alla fine non ha dato una risposta.
    Mi sa che sei il solito che necessità di protagonismo e allora posta cavolate su ogni forum riesce a metter mano
    non+autenticato