Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Dal 24x36 al Panopticon

di M. Calamari - Tutti conserviamo in tasca uno smartphone, tutti ci affanniamo a scattare come mai prima d'ora. Le foto vengono condivise in Rete con tanto di metadati: siamo tutti ingranaggi al servizio della testimonianza. O della sorveglianza

Cassandra Crossing/ Dal 24x36 al PanopticonRoma - Per descrivere cambiamenti grandi ma lenti bisogna sempre partire dagli inizi: gli instancabili 24 lettori perdoneranno quindi la lunghissima introduzione... Iniziamo dal 24x36 appunto, che non è la domanda la cui risposta è 864 ma uno standard fotografico "rivoluzionario" dello scorso millennio. Consisteva nella brillante idea di fare le fotografie utilizzando non le apposite e grandi pellicole fotografiche, ma la normale e standardizzata pellicola cinematografica, allora larga 35 millimetri, in cui, tolto lo spazio occupato da fori per il trascinamento, dalla banda sonora e dai margini, si potevano utilizzare i 24 millimetri che rimanevano in larghezza per scattare foto in formato 2:3, appunto 24x36.
Medio e piccolo formato a confrontoEra battezzato anche "piccolo formato" perché gli altri formati di pellicola fotografica erano molto più grandi, ingombranti e costosi, e quindi lo erano anche le macchine fotografiche e gli obbiettivi.
Questi "rimpicciolimenti" erano comuni in passato, quando la fotografia era analogica e costosa e si aguzzava l'ingegno per risparmiare. Addirittura, volendo inventare una pellicola cinematografica amatoriale, si "tagliò" per il lungo quella da 35 millimetri ottenendo il formato cinematografico semi-professionale "16 millimetri", e da quello a sua volta il formato amatoriale "otto millimetri"... Ma basta, non esageriamo, visto che per chi mai fosse interessato c'è Wikipedia.

L'immagine si formava grazie alla fotosensibilità di un composto chimico, l'alogenuro di argento, ma era latente ed invisibile; la si faceva apparire "sviluppando" la pellicola in una serie di bagni chimici, asciugandola ed ottenendo una immagine illeggibile perché "in negativo". Occorreva poi proiettarla su un foglio di carta fotografica all'alogenuro di argento, che doveva essere poi trattato in maniera simile alla pellicola, per arrivare ad una semplice foto in bianco e nero.
Le foto in bianco e nero normalmente venivano fatte sviluppare e stampare da un laboratorio fotografico che faceva un lavoro solitamente mediocre: per curare contrasti, inquadrature e dettagli si doveva fare tutto in casa, comprando costose attrezzature e prodotti chimici vari. Non sto parlando di quello che faceva Daguerre nell'800, ma di quello che era lo stato dell'arte negli anni '70, quando anche Cassandra faceva il "fotoamatore".

Un rullino di pellicola poteva contenere 12, 24 o al massimo 36 immagini, e fare uno scatto era una cosa meditata perché relativamente costosa.
Un normale vacanziere portava a sviluppare il rullino di tutta un'estate in autunno, e magari non era nemmeno pieno, un turista in un lungo viaggio scattava una mezza dozzina di "rullini", un fotoamatore che passava un'intera giornata a realizzare foto da concorso usava un solo rullino, al massimo due.
Poi le foto dovevano essere organizzate, raccolte in album od incorniciate: parliamo di qualche decina di immagini alla volta.
Lo stesso avveniva ne caso di "filmini", come venivano chiamate quelle bobinette da 15 metri che duravano 3 minuti, dove in spezzoni di pochi secondi si condensava un intero mese al mare.
Immagini come perle rare, un pizzico per volta.
Salto di 40 anni...

Il vacanziere della stessa età non si porta nemmeno dietro macchina fotografica o da presa: tira fuori lo smarphone e scatta a raffica immagini che una volta si sarebbero definite di risoluzione e correzione cromatica professionale, magari in condizioni di luce allora "impossibili". Oppure comincia a vagolare a braccia alzate, guardando per aria, e produce ore di riprese in full-HD ed audio stereo.

Centinaia di foto durante una vacanza, e magari anche una o due ore di riprese. E lo fanno tutti, non solo una piccola percentuale di foto o cineamatori.

Le foto, le riprese, sono oggi continue in tutto mondo.
Durante una passeggiata in Piazza Duomo, al mare od in un luogo turistico, finiamo su dozzine di foto e filmati che delizieranno amici e parenti di chissachì, magari dalla parte opposta del globo.

E se poi c'è qualche motivo particolare per scattare?
Decine di persone contemporaneamente scattano a raffica. Ormai una parte significativa delle riprese di avvenimenti improvvisi sono fatte da persone qualsiasi che hanno sfilato di tasca il cellulare ed hanno fatto quello che in passato riusciva solo ad un Robert Capa nella sua mitica foto del miliziano colpito.
Cogli l'attimo. Ma oggi, in ogni momento quanti attimi vengono colti?

Così tanti che persino le telecamere di sorveglianza sono surclassate? Probabilmente sì.
Se ciascuno dei possessori di uno smartphone produce (poniamo) un gigabyte di foto e video all'anno (Cassandra ne fa di più), il miliardo di essere umani possessori di tali diavolerie di un exabyte di informazioni all'anno.

Aggiungiamo a questo che esse sono condite di una quantità impensabile di metadati, e che vengono spesso caricate, talvolta in pochi secondi, su comunità sociali o siti specializzati. Facciamo mente locale.
Un'ipotetica analisi delle foto che vengono uploadate su Facebook in pochi secondi, se opportunamente sfruttata con tecniche alla Datagate, può fornire un servizio di intelligence mirato, equivalente ad un onnipresente agente Smith, sempre già sul posto.

D'altra parte la cosa può avere anche effetti positivi: chi vuole fare "brutte cose" in pubblico deve fare i conti con la quasi certezza di essere ripreso, e quindi subisce un effetto di deterrenza. Una piazza Tien an Men permanente, con pubblicazione su internet in tempo reale.

Di converso, contromisure come quelle descritte nel sequel del romanzo di Cory Doctorow "Little Brother", cioe "Homeland", in cui prima di caricare una manifestazione, alcuni immaginari difensori dell'ordine costituito friggono tutti i cellulari con una piccola arma EMP non si trovano "Ai confini della Realta", ma tra le cose facilmente realizzabili.

La privacy della nostra immagine è scomparsa: essere ragionevolmente certi di non essere ripresi è una condizione sempre più rara e difficile da ottenere nella nostra vita quotidiana.
Il telefonino in ogni tasca è un cambiamento epocale, non solo per la comunicazione interpersonale ma per la materializzazione di un Panopticon "distribuito", che si affianca, ed è probabilmente più temibile, alla videosorveglianza "normale".

Concludendo, questo Panopticon distribuito, tascabile perché quasi tutti lo tengono in tasca, giova più ai buoni o ai cattivi, aiuta la trasparenza od il tecnocontrollo?
Non è facile rispondere, e forse ormai nemmeno tanto importante.

Č invece certo che l'antica maledizione cinese "Possa tu vivere in tempi interessanti" ci ha colpito tutti ancora una volta.

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31 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Dal 24x36 al Panopticon
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  • Eliminare i metadati dalle foto PRIMA di postarle ovunque no, eh?

    Image MetaData Stripper
    http://www.guidami.info/2013/01/come-eliminare-inf...
  • - Scritto da: anverone99
    > Eliminare i metadati dalle foto PRIMA di postarle
    > ovunque no,
    > eh?


    Al solito guardate il vostro stagno e fate finta che l'oceano non esista:
    se non lo fanno in automatico e per default tutte l'app che permettono le varie condivisioni social, allora non serve a nulla.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ....
    > - Scritto da: anverone99
    > > Eliminare i metadati dalle foto PRIMA di
    > postarle
    > > ovunque no,
    > > eh?
    >
    >
    > Al solito guardate il vostro stagno e fate finta
    > che l'oceano non
    > esista:
    > se non lo fanno in automatico e per default tutte
    > l'app che permettono le varie condivisioni
    > social, allora non serve a
    > nulla.

    La domanda che hai posto e' tendenziosa.
    Va riproposta in modo piu' semplice.

    E' possibile eliminare i metadati dalle foto?
    Se la risposta e' si', allora o uno la mette in pratica oppure subisce...
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: ....
    > > - Scritto da: anverone99
    ...
    > > Al solito guardate il vostro stagno e fate finta
    > > che l'oceano non esista:
    > > se non lo fanno in automatico e per default tutte
    > > l'app che permettono le varie condivisioni
    > > social, allora non serve a nulla.
    >
    > La domanda che hai posto e' tendenziosa.
    > Va riproposta in modo piu' semplice.
    >
    > E' possibile eliminare i metadati dalle foto?
    > Se la risposta e' si', allora o uno la mette in
    > pratica oppure subisce...

    E' possibile impedire a chiunque di riprendere
    chiunque e taggare la tua foto su merdabook?
    La risposta e' no, ed allora puo' solo subire.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome

    > E' possibile impedire a chiunque di riprendere
    > chiunque e taggare la tua foto su merdabook?
    > La risposta e' no, ed allora puo' solo subire.

    Esatto.
    Qui ognuno pensa di essere furbo, ma la realtà è che se la massa di pecore non ha di default app e programmi che pensano alla loro privacy, anche gli altri che sono più attenti ne subiranno le conseguenze, sia direttamente che indirettamente.

    Ora naturalmente ti verrà a dire che lui conosce solo persone intelligentissime e si sceglie bene gli amici e bla bla bla... le solite razzate a cui non crede nessuno, nemmeno chi le scrive.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: ....
    > > > - Scritto da: anverone99
    > ...
    > > > Al solito guardate il vostro stagno e
    > fate
    > finta
    > > > che l'oceano non esista:
    > > > se non lo fanno in automatico e per
    > default
    > tutte
    > > > l'app che permettono le varie
    > condivisioni
    > > > social, allora non serve a nulla.
    > >
    > > La domanda che hai posto e' tendenziosa.
    > > Va riproposta in modo piu' semplice.
    > >
    > > E' possibile eliminare i metadati dalle foto?
    > > Se la risposta e' si', allora o uno la mette
    > in
    > > pratica oppure subisce...
    >
    > E' possibile impedire a chiunque di riprendere
    > chiunque e taggare la tua foto su merdabook?

    E che cosa taggano se io non ho un account su fessbuk?

    > La risposta e' no, ed allora puo' solo subire.

    Posso anche ignorare, ed e' quello che fanno tutte le persone con piu' di un neurone.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Nome e cognome

    ...

    > >
    > > E' possibile impedire a chiunque di
    > riprendere
    >
    > > chiunque e taggare la tua foto su merdabook?
    >
    > E che cosa taggano se io non ho un account su
    > fessbuk?

    Taggano te con nome e cognome. Non ti sembra abbastanza?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome

    > Taggano te con nome e cognome. Non ti sembra
    > abbastanza?

    dato biometrico peraltro, visto che fanno analisi automatizzata di tutte le foto pubblicate.
    Ma Panda Rosso sicuramente non ha amici così, lui se li sceglie bene! Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: ehhhhhh
    > - Scritto da: Nome e cognome
    >
    > > Taggano te con nome e cognome. Non ti sembra
    > > abbastanza?
    >
    > dato biometrico peraltro, visto che fanno analisi
    > automatizzata di tutte le foto
    > pubblicate.
    > Ma Panda Rosso sicuramente non ha amici così, lui
    > se li sceglie bene!
    > Rotola dal ridere

    Ci sono quelli da queste parti che ti raccontano che si fanno firmare le liberatorie per ogni foto che fanno, ma sono solo 'zzari.

    Invece mi interessa sapere come si fa a taggare qualcuno che non è in Fessbook, cioè si può inserire il nome anche se non è iscritto ?

    Non mi pare che sia legale.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tibuko Legomme

    > Invece mi interessa sapere come si fa a taggare
    > qualcuno che non è in Fessbook, cioè si può
    > inserire il nome anche se non è iscritto
    > ?

    Putroppo io non sono iscritto al grande ovile, ma credo che un TAG all'interno di una foto possa anche essere un testo libero.
    E se lo metti in prossimità di un punto della foto che facebook riconosce come di una persona (e lo fa) allora avrà i dati biometrici di quella persona, non iscritta ed inconsapevole.


    Riguardo la legalità no, non lo è, per pubblicare la foto in una persona che non sia un VIP è riconoscibile (anche senza taggarla) ci vuole la sua liberatoria.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ....


    > per pubblicare
    > la foto di una persona riconoscibile, a meno che non sia un VIP
    > (anche senza taggarla) ci vuole la sua liberatoria.

    fixed per errori e scarsa comprensibilità della frase
    non+autenticato
  • n una società sana gli individui crescono relativamente sani.
    Le persone sane non rubano, non uccidono, non stuprano, non sono pedofile, non fanno i poliziotti, ne' gli agenti segreti, ne' i militari.
    Per fare qualunque cosa è necessaria una spinta che viene da qualcosa che manca.
    E' facile riconoscere cosa manca profondamente ad una persona anche se non la si conosce: basta guardare cosa desidera.
    Così una società malsana manca di sicurezza e desidera repressione.
    Con la repressione ogni cosa, compresi gli smartphone, può diventare un modo per limitare la libertà delle persone in nome della sicurezza.
    Sicurezza necessaria perché la società malsana produce i malsani di cui sopra, con le relative conseguenze.
    Un circolo vizioso che continua (ma mai come ora) da millenni.
    Cassandra come sempre vede quello che abbiamo sotto il naso ma a cui non diamo molta importanza e di cui non approfondiamo le implicazioni.
    Ma far pensare chi non lo vuole fare è un compito improbo ed anche pericoloso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ake
    > n una società sana gli individui crescono
    > relativamente
    > sani.
    > Le persone sane non rubano, non uccidono, non
    > stuprano, non sono pedofile, non fanno i
    > poliziotti, ne' gli agenti segreti, ne' i
    > militari.

    Stai mettendo sullo stesso piano pedofili e assassini con poliziotti e militari. C'è qualcosa che non fila nel tuo discorso o sbaglio?
    Tieni conto che molte volte uno va a fare il militare o il poliziotto non perchè gli manca qualcosa dentro ma solo perchè ha bisogno di un'occupazione o perchè ha desiderio di ordine e giustizia.
    Che c'è di male nell'ordine e nella giustizia?
    Ah dimenticavo... hai dimenticato altre categorie, come ad esempio quella dei dei magistrati. Come mai attacchi solo poliziotti, agenti segreti e militari?
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno
    > Stai mettendo sullo stesso piano pedofili e
    > assassini con poliziotti e militari. C'è qualcosa
    > che non fila nel tuo discorso o sbaglio?

    Non penso intendesse che pedofili e militari siano sullo stesso piano, ma che in una società sana non vi è necessità dei secondi a causa della mancanza dei primi (ovviamente sto generalizzando e trascurando il resto del discorso).
    non+autenticato
  • Comunque è un ragionamento assurdo.
    non+autenticato
  • Infatti è come dici, jack, ma ancora più in profondità.
    Se leggi senza preconcetti quanto ho scritto, vedrai che è più coerente di quanto sembri a prima vista.
    Un inciso: anche a me piace la giustizia, ma non sono affatto disposto a girare con un'arma al fianco, per farla rispettare.
    E non mi si racconti che c'è bisogno di poliziotti ecc., perché rispondo che c'è anche bisogno di idraulici ed elettricisti, ma non per questo tutti fanno gli idraulici e gli elettricisti, ma solo quelli che ci sono portati.
    Come 'tutore dell'ordine' un giorno sarò costretto a sparare per proteggere un mio collega o per rispondere al fuoco altrui, e quel giorno non potrò dire alla mia coscienza che non volevo e che sono stato costretto ad uccidere.
    Non potrò farlo perché volontariamente ho allacciato la pistola al fianco e mi sono andato a cercare quella situazione, e alla fine l'ho trovata.
    E se invece uccidono me, mentre muoio potrò solo pensare alla mia incoscienza di essermi sposato e dell'avere avuto dei figli, vista la pericolosità di ciò che faccio.
    Che è una vocazione, non un mestiere.
    I veri curatori e distruttori di uomini non lo fanno mai per mestiere, ma per vocazione.
    Gli altri sono mercenari, la schiuma della società.
    Se dovessi morire di fame, ruberei del cibo nei mercati, questo sì, ma non mi sognerei mai di arruolarmi per salvare la mia vita uccidendo, per tutte le migliori ragioni, il mio prossimo.
    Lo lascio fare ai protoumani che si assumono questa responsabilità.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ake

    > Che è una vocazione, non un mestiere.
    > I veri curatori e distruttori di uomini non lo
    > fanno mai per mestiere, ma per
    > vocazione.
    > Gli altri sono mercenari, la schiuma della
    > società.
    > Se dovessi morire di fame, ruberei del cibo nei
    > mercati, questo sì, ma non mi sognerei mai di
    > arruolarmi per salvare la mia vita uccidendo, per
    > tutte le migliori ragioni, il mio
    > prossimo.
    > Lo lascio fare ai protoumani che si assumono
    > questa
    > responsabilità.


    Ti prenderesti la responsabilità "protoumana" di eliminare un terrorista di Al Quaeda il quale, senza il tuo intervento letale, riuscirebbe a far esplodere una bomba che causerebbe la morte di centinaia o migliaia di persone?
    Io non credo stando alle tue parole. Tu sei uno di quei fighetti con la puzza al naso che delega agli altri il "lavoro sporco" definendoli poi la "schiuma della società" o "protoumani".
    Ne conosco di gente come te e devo dire che mi fate proprio ribrezzo.
    non+autenticato
  • "Quasi Tutti conserviamo in tasca uno smartphone"...

    Fixed. Occhiolino
    non+autenticato
  • +1 Quasi tutti! Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > " Quasi Tutti conserviamo in tasca uno
    > smartphone"...
    >
    > Fixed. Occhiolino

    E solo il 10% di costoro, quando si rialzano, hanno lo smartphone sbananato.
  • Il monitoraggio fotografico è attualmente possibile grazie alla diffusione capillare di dispositivi di ripresa personali, ma è destinato ad aumentare grazie alla progressiva diffusione dei droni personali; i droni moderni sono poco costosi, e possono essere controllati anche da un individuo privo di competenze tecniche: un drone può effettuare riprese di ambienti non osservabili con uno smartphone.
    non+autenticato
  • Ma la domanda di dumbphone non è finita.
    Il fatto è che un telefono da 19,90 eur, dotato persino di Rubrica e SMS ha una serie di INNEGABILI vantaggi.
    Primo: la batteria dura 10-12 giorni
    Secondo: quando lo spegni è spento.
    Terzo: nessuno tenta di violarlo usando bachi di sistema
    Quarto: se ti si rompe, lo perdi, te lo rubano hai perso 20 eur. Non 400.

    Saluti
    GT
  • Ciò è irrilevante. Anche i cellulari da 20 euro in molti casi hanno la fotocamera.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Basilisco di Roko
    > Ciò è irrilevante. Anche i cellulari da 20 euro
    > in molti casi hanno la
    > fotocamera.

    Ma fa foto talmente schifose che e' come se non ci fosse.
  • - Scritto da: Basilisco di Roko
    > Ciò è irrilevante. Anche i cellulari da 20 euro
    > in molti casi hanno la
    > fotocamera.

    Eccerto e poi la foto su facebuk la scarichi col cavetto e la invii col piccione viaggiatore.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Guybrush
    > Ma la domanda di dumbphone non è finita.
    > Il fatto è che un telefono da 19,90 eur, dotato
    > persino di Rubrica e SMS ha una serie di
    > INNEGABILI
    > vantaggi.
    > Primo: la batteria dura 10-12 giorni

    Nuovo, forse.
    Il mio e' di terza mano e la batteria dura solo un paio di giorni, ormai, ma chissene importa, tanto ogni sera lo metto in carica.

    > Secondo: quando lo spegni è spento.

    Secondo punto uno: quando lo metti silenzioso, e' silenzioso.

    > Terzo: nessuno tenta di violarlo usando bachi di
    > sistema

    > Quarto: se ti si rompe, lo perdi, te lo rubano
    > hai perso 20 eur. Non
    > 400.

    Come detto sopra, il mio e' di terza mano, ottenuto AGGRATIS.
    Se lo rompo/perdo/rubano, ci smeno zero.
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
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