Claudio Tamburrino

Media tradizionali, vittime e carnefici online

Per la prima volta i motori di ricerca scavalcano i media tradizionali come fonte di notizie: la battaglia della credibilità si fa dura e tutte le armi, dal diritto d'autore alla fantomatica Web Tax, diventano leciti

Roma - Secondo l'ultimo studio Edelman Trust Barometer, nel 2015 il numero di italiani che si fidano dei media online è cresciuto dal 50 al 61 per cento: segno che Internet, i social network ed i motori di ricerca sono sempre più una fonte di informazione primaria.

Il dato è particolarmente preoccupante per i media tradizionali, che per la prima volta a livello globale perdono la supremazia come fornitori di notizie: giornali e tv, insomma, sembra stiano abdicando al loro ruolo di cronisti dell'attualità a beneficio dei motori di ricerca e dei loro aggregatori.

Quella tra giornali e motori di ricerca, d'altronde, è una battaglia non solo a suon di credibilità e visualizzazioni, ma anche di diritto d'autore e tassazione.
A ricordarlo è la Federazione Nazionale della Stampa (FNSI) che nel frattempo ha eletto un nuovo direttivo presieduto da un nuovo segretario nazionale, Raffaele Lorusso.
Per Lorusso, l'Italia deve intervenire al più presto per tutelare il settore: "I social network non sono informazione" e i giornalisti "devono studiare, puntare sulla formazione e sulla qualità" per farlo capire e difendere così il proprio ruolo.

Certo, Lorusso fa sua la battaglia per il precariato giornalistico, per cui accusa che i contratti nazionali sono stati scritti malissimo e non sono neanche rispettati. A tal proposito chiede che con gli editori vadano "subito aperti dei tavoli, anche per singola azienda, e ove non fosse possibile parlare con le singole aziende, bisogna richiamare la Fieg alle proprie responsabilità perché pacta sunt servanda." Anche perché alle emergenze di settore si sommano quelle delle persone: "c'è una generazione di colleghi che è diventata adulta restando precaria, è a loro che dobbiamo guardare, è al loro servizio che ci dobbiamo mettere. Quindi essere al loro servizio e non servirci di loro, scusate il gioco di parole."

Da parte loro, però, le istituzioni non possono abdicare al proprio ruolo e devono far qualcosa in particolare per il diritto d'autore e per la tassazione di settore: "Abbiamo bisogno di una tassazione dei motori di ricerca come avvenuto in altri Paesi" ed "il diritto d'autore deve essere tutelato meglio in modo da impedire i saccheggi dei motori di ricerca".

Lorusso parla in generale della necessità di ristrutturare tutta l'editoria, partendo appunto dai contratti, passando per la difesa dalle minacce di nuove leggi di censura, la riforma del reato di diffamazione, la riorganizzazione della governance della RAI, fino ad arrivare alla tutela del diritto d'autore: "Basta ai saccheggi quotidiani che vengono compiuti dai motori di ricerca, abbiamo bisogno di una tassazione dei motori di ricerca come avvenuto in altri Paesi".

Cavallo di battaglia di questo discorso resta il J'accuse nei confronti dei motori di ricerca, colpevoli di rubare traffico fungendo da aggregatori di notizie ed utilizzando senza retribuzione i contenuti dei giornali: la stessa battaglia, insomma, che gli editori hanno già combattuto in Germania ed in Spagna ritrovandosi con una vittoria di Pirro che li ha costretti a tornare sui propri passi ed a riconoscere l'importanza di Google News e dei servizi analoghi nella raccolta delle visualizzazioni determinanti ai fini della pubblicità.

Inoltre sono gli stessi editori dei giornali italiani a dimenticare completamente i diritti altrui, finendo per cadere nel peccato di cui accusano gli altri: le gallery che compaiono all'interno delle pagine online di alcuni dei principali giornali nazionali, per esempio, non si limitano a linkare ad i video YouTube ritenuti interessanti, ma lì riproducono attraverso un proprio player non facendo rientrare tali visualizzazioni nel calcolo utile agli autori per i loro introiti pubblicitari sul Tubo. O per esempio, basti ricordare il goffo tentativo de Il Corriere della Sera di omaggiare le vittime della strage della redazione di Charlie Hebdo vendendo un istant book - i cui proventi sarebbero stati devoluti in beneficenza - con gli omaggi di una serie di fumettisti italiani ignari dell'utilizzo (per quanto potenzialmente meritorio) da parte dell'editore: un episodio che ha costretto il giornale a chiedere scusa agli autori per il diritto d'autore ignorato.

Claudio Tamburrino
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13 Commenti alla Notizia Media tradizionali, vittime e carnefici online
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  • Per Lorusso, i giornalisti "devono studiare, puntare sulla formazione e sulla qualità" per farlo capire e difendere così il proprio ruolo.

    Minzolini, Vespa, Fede... no guarda, Peppa Pig e' molto piu' seria e credibile.
    non+autenticato
  • Inoltre sono gli stessi editori dei giornali italiani a dimenticare completamente i diritti altrui, finendo per cadere nel peccato di cui accusano gli altri: le gallery che compaiono all'interno delle pagine online di alcuni dei principali giornali nazionali, per esempio, non si limitano a linkare ad i video YouTube ritenuti interessanti, ma lì riproducono attraverso un proprio player non facendo rientrare tali visualizzazioni nel calcolo utile agli autori per i loro introiti pubblicitari sul Tubo. O per esempio, basti ricordare il goffo tentativo de Il Corriere della Sera di omaggiare le vittime della strage della redazione di Charlie Hebdo vendendo un istant book - i cui proventi sarebbero stati devoluti in beneficenza - con gli omaggi di una serie di fumettisti italiani ignari dell'utilizzo (per quanto potenzialmente meritorio) da parte dell'editore: un episodio che ha costretto il giornale a chiedere scusa agli autori per il diritto d'autore ignorato.

    Aggiungerei che ci sono molti siti d'informazione italiani che saccheggiano Fan art, Foto, post di vari blog, spacciandole per roba loro, facendo del plagio uno stile di vita.
    Poi dopo fanno i paladini della legalità del copyright e robe varie.

    Purtroppo per molti di queste testate, hanno un doppio stantard, spesso pure cresciuto male, come accusare di "saccheggio" i motori di ricerca, quando solo LORO che ti aumentano il traffico del tuo sito....
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > Aggiungerei che ci sono molti siti d'informazione
    > italiani che saccheggiano Fan art, Foto, post di
    > vari blog, spacciandole per roba loro, facendo
    > del plagio uno stile di
    > vita.
    > Poi dopo fanno i paladini della legalità del
    > copyright e robe
    > varie.
    >
    > Purtroppo per molti di queste testate, hanno un
    > doppio stantard, spesso pure cresciuto male, come
    > accusare di "saccheggio" i motori di ricerca,
    > quando solo LORO che ti aumentano il traffico del
    > tuo
    > sito....

    Per non parlare della pratica *ABOMINEVOLE* di saccheggiare i profili Facebook delle vittime di fatti di cronaca, tipicamente senza chiedere il permesso dei parenti.
    Funz
    12995
  • Giornali e testate blasonate devono riuscire a capire che ormai non basta più "riportare" una notizia per raccogliere i soldi dal pero. Se vogliono essere scelti dai lettori (e magari pagati) devono mettere "valore aggiunto" negli articoli.
  • - Scritto da: bradipao
    > Giornali e testate blasonate devono riuscire a
    > capire che ormai non basta più "riportare" una
    > notizia per raccogliere i soldi dal pero. Se
    > vogliono essere scelti dai lettori (e magari
    > pagati) devono mettere "valore aggiunto" negli
    > articoli.

    Oppure fare come molte testate locali, rendere a pagamento tutto il sito (dove non si trovano nemmeno i pdf su internet)
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > - Scritto da: bradipao
    > > Giornali e testate blasonate devono riuscire a
    > > capire che ormai non basta più "riportare" una
    > > notizia per raccogliere i soldi dal pero. Se
    > > vogliono essere scelti dai lettori (e magari
    > > pagati) devono mettere "valore aggiunto" negli
    > > articoli.
    >
    > Oppure fare come molte testate locali, rendere a
    > pagamento tutto il sito (dove non si trovano
    > nemmeno i pdf su
    > internet)

    Ed entrare cosi' a pieno diritto nel club degli zero lettori.

    Gli editori parassiti devono capire come esistono quelli disposti a scrivere articoli gratis, esistono anche quelli che pretendono di leggere gli articoli gratis.

    Il millennio della carta e' finito e quello del pagare per i supporti anche.
  • un 2'post per sottolineare la vicenda "Corriere della sera e libro creato con vignette rippate per la causa 'Charlie Hebdo' " citata in fine articolo, che val la pena leggere (anche, anzi SOPRATUTTO considerando la buona fede del corriere.... i danni che gli integralismi del copyright possono fare, e lo strabismo legale di cui sei affetto quando pensi di essere in buona fede)
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > un 2'post per sottolineare la vicenda "Corriere
    > della sera e libro creato con vignette rippate
    > per la causa 'Charlie Hebdo' " citata in fine
    > articolo, che val la pena leggere (anche, anzi
    > SOPRATUTTO considerando la buona fede del
    > corriere.... i danni che gli integralismi del
    > copyright possono fare, e lo strabismo legale di
    > cui sei affetto quando pensi di essere in buona
    > fede)

    Il corriere ha agito applicando il sacrosanto principio che sbandieriamo da anni: tutto cio' che e' in rete puo' essere riutilizzato se non c'e' fine di lucro (i banner di un sito amatoriale NON SONO FINE DI LUCRO).

    Solo che il corriere, quel libro li' lo vende, non lo regala, e quindi il lucro c'e'.

    Per loro.
  • maronna che noia sti omini "editoriali"! Sembrano un incrocio tra Lemmings e gli Eloi...
    ognuno, dimentico di cosa e' gia' stato detto ridetto e spiegato, quando sbuca fuori dall'anonimato, ricomincia con la solita litania "dei motori di ricerca che rubano".... poi cammina per un po', cade dal burrone come un lemming, e via, ne sbuca uno nuovo che riprende la litania da capo.TristeCon la lingua fuori

    (i discorsi sul precariato, diffamazione ecc -che piu' gli competono- sono invece d'altro tenore.... )
    non+autenticato
  • è gente perennemente in malafede, basti guardare lo spin che danno alle notizie di guerra, politica internazionale, ecc....

    servi, bugiardi e vigliacchi
    non+autenticato
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