Alfonso Maruccia

Quanto vale l'open hardware

Un ricercatore propone tre diversi metodi per quantificare i vantaggi derivanti dalla diffusione dei design hardware open. In tutti i casi si parla di miglioramenti significativi

Roma - Joshua M. Pearce, ricercatore della Michigan Technological University, ha pubblicato un nuovo studio che esplora i benefici apportati dalla proliferazione dei design di hardware open. Un settore in crescita e che, da qualunque punto di vista lo si guardi, garantisce ritorni economici, sviluppi tecnologici e progresso per tutti.

Pearce parte dal presupposto che tecnologia di "manifattura digitale" come le stampanti 3D stanno contribuendo alla diffusione di un nuovo paradigma di produzione "distribuita" sia in ambito scientifico che consumer. Alla base di questo paradigma, ovviamente, ci sono i design di open hardware con modelli 3D condivisi e scaricabili liberamente da Internet.

Il ricercatore propone tre diversi metodi di valutazione dell'impatto dell'open hardware su mercato ed economia, un ambito che meriterebbe uno studio più approfondito perché la percezione dei benefici è al momento inferiore rispetto a quelli connessi alla diffusione del software open source.
Il primo metodo proposto da Pearce è quello di stimare il valore di un design dai risparmi connessi alla produzione distribuita di modelli e manufatti con stampanti 3D, scalando la stima secondo il numero di download dei modelli scaricabili dai principali repository gratuiti.

Il secondo metodo è indirizzato principalmente al settore enterprise, e rappresenta il costo che le aziende avrebbero dovuto sostenere nell'assumere gli ingegneri deputati allo sviluppo di un design equivalente a quello generato e condiviso dagli utenti. Il terzo metodo può tornare utile solo in caso di un maggiore impatto della manifattura distribuita sui mercati produttivi.

In ogni caso, spiega Pearce, applicando i tre metodi indicati si ottengono valutazioni minime dei vantaggi derivanti dalla diffusione dell'open hardware. Vantaggi che includono benefici aggiuntivi - da valutare secondo altri metodi, evidentemente - come la riduzione dei costi, l'accelerazione dell'innovazione scientifica e l'impatto sul settore educativo.

Alfonso Maruccia
10 Commenti alla Notizia Quanto vale l'open hardware
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  • però con l'open HW verrebbe a meno la spinta allo studio di nuove architetture e nuovi protocolli perché mancherebbe la remunerazione dei progetti.
    Si andrebbe verso la staticizzazione della tecnologia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mario
    > però con l'open HW verrebbe a meno la spinta allo
    > studio di nuove architetture e nuovi protocolli
    > perché mancherebbe la remunerazione dei
    > progetti.
    > Si andrebbe verso la staticizzazione della
    > tecnologia.

    Al contrario: si creerebbe hw che risponde ad esigenze vere, non solo quelle di marketing.
    Ricorda che linux è usatissimo e sviluppato soprattutto in ambito aziendale.
    non+autenticato
  • Vai a vedere i modelli di stampanti RepRap, con miriadi di varianti, derivazioni e migliorie; vedrai che quella tecnologie è tutt'altro che statica.
    Paragonando lo sviluppo di quel mercato con le InkJet si può notare come siano inoltre nati diversi standard de facto (es. per gli estrusori) a tutto vantaggio di sviluppatori ed utenti: se cambi modello di InkJet dovrai buttare via le cartucce/testine non più utilizzabili con quella nuova, con una stampante 3D in tantissimi casi potrai cambiare la testina per adottarne una con funzionalità differenti ma montabile sulla tua stampante o viceversa potrei cambiare stampante (la struttura) e montarci la tua vecchia testina.
    Dai uno sguardo al mercato Arduino, dove tante aziende hanno potuto creare le proprie schede personalizzate producendone per un enorme numero di gusti ed esigenze differenti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: amedeo
    > Vai a vedere i modelli di stampanti RepRap, con
    > miriadi di varianti, derivazioni e migliorie;
    > vedrai che quella tecnologie è tutt'altro che
    > statica.
    > Paragonando lo sviluppo di quel mercato con le
    > InkJet si può notare come siano inoltre nati
    > diversi standard de facto (es. per gli estrusori)
    > a tutto vantaggio di sviluppatori ed utenti: se
    > cambi modello di InkJet dovrai buttare via le
    > cartucce/testine non più utilizzabili con quella
    > nuova, con una stampante 3D in tantissimi casi
    > potrai cambiare la testina per adottarne una con
    > funzionalità differenti ma montabile sulla tua
    > stampante o viceversa potrei cambiare stampante
    > (la struttura) e montarci la tua vecchia
    > testina.
    > Dai uno sguardo al mercato Arduino, dove tante
    > aziende hanno potuto creare le proprie schede
    > personalizzate producendone per un enorme numero
    > di gusti ed esigenze
    > differenti.
    ma quelle testine e cartucce invecchiano e diventano obsolete rispetto a nuove tecnologie, altri potrebbero immaginare stampanti 3D costruite con una tecnologia completamente differente, magari qualcuno potrebbe fare un "arduino" 100 volte più performante, ma se manca la remunerazione anche la ricerca in questi campi si ferma.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mario
    > - Scritto da: amedeo
    > > Vai a vedere i modelli di stampanti RepRap, con
    > > miriadi di varianti, derivazioni e migliorie;
    > > vedrai che quella tecnologie è tutt'altro che
    > > statica.
    > > Paragonando lo sviluppo di quel mercato con le
    > > InkJet si può notare come siano inoltre nati
    > > diversi standard de facto (es. per gli
    > estrusori)
    > > a tutto vantaggio di sviluppatori ed utenti: se
    > > cambi modello di InkJet dovrai buttare via le
    > > cartucce/testine non più utilizzabili con quella
    > > nuova, con una stampante 3D in tantissimi casi
    > > potrai cambiare la testina per adottarne una con
    > > funzionalità differenti ma montabile sulla tua
    > > stampante o viceversa potrei cambiare stampante
    > > (la struttura) e montarci la tua vecchia
    > > testina.
    > > Dai uno sguardo al mercato Arduino, dove tante
    > > aziende hanno potuto creare le proprie schede
    > > personalizzate producendone per un enorme numero
    > > di gusti ed esigenze
    > > differenti.
    > ma quelle testine e cartucce invecchiano e
    > diventano obsolete rispetto a nuove tecnologie,
    > altri potrebbero immaginare stampanti 3D
    > costruite con una tecnologia completamente
    > differente, magari qualcuno potrebbe fare un
    > "arduino" 100 volte più performante, ma se manca
    > la remunerazione anche la ricerca in questi campi
    > si ferma.

    Nessuno fa niente se non ne ha bisogno, se nessuno ha fatto ancora una scheda come dici tu vuol dire che gli andava bene l'arduino, altrimenti se la sarebbe prodotta.
    non+autenticato
  • >ma quelle testine e cartucce invecchiano e diventano obsolete rispetto a nuove tecnologie, altri potrebbero immaginare stampanti 3D costruite con una tecnologia completamente differente, magari qualcuno potrebbe fare un "arduino" 100 volte più performante, ma se manca la remunerazione anche la ricerca in questi campi si ferma.

    Certo, invecchiano ma visto che utilizzano degli standard APERTI potranno essere sostituite con altre che grazie a quegli standard APERTI saranno compatibili; potranno essere prodotte da tanti hobbisti e tante aziende che potranno mantenere i costi bassi non dovendo pagare royalty.
    Non vedo cosa impedisca la creazione di un 'arduino 100 volte più performante', visto che già ci sono tante variazioni sul tema ed evidentemente chi le produce ne ricava un guadagno.
    Se prima di sparare a zero provassi ad informarti, potresti vedere come diverse aziende sviluppano e guadagnano nell'ambiente RepRap, visto che l'IDEA è grauita ma i soldi li fanno vendendo i kit (quindi ferraglia varia) o le stampanti già assemblate. Quello che cambia è il vantaggio per l'utente finale, che può comprare un prodotto sofisticato pagando solo il materiale e la lavorazione, senza arricchire il solito patent troll che vuole spremere soldi dalle idee.
    non+autenticato
  • - Scritto da: amedeo
    > >ma quelle testine e cartucce invecchiano e
    > diventano obsolete rispetto a nuove tecnologie,
    > altri potrebbero immaginare stampanti 3D
    > costruite con una tecnologia completamente
    > differente, magari qualcuno potrebbe fare un
    > "arduino" 100 volte più performante, ma se manca
    > la remunerazione anche la ricerca in questi campi
    > si
    > ferma.
    >
    > Certo, invecchiano ma visto che utilizzano degli
    > standard APERTI potranno essere sostituite con
    > altre che grazie a quegli standard APERTI saranno
    > compatibili; potranno essere prodotte da tanti
    > hobbisti e tante aziende che potranno mantenere i
    > costi bassi non dovendo pagare
    > royalty.

    fammi capire, un'azienda dovrebbe spendere milioni euro per fare ricerca, poi rilasciare i risultati della ricerca con standard open e ritrovarsi il giorno dopo centinaia di hobbisti che gli fanno concorrenza con un prodotto sviluppato da loro?

    La strada è al contrario, gli hobbisti sviluppano con standard open le grandi società prendono quei prodotti sviluppando poi per proprio conto l'hardware finale e risparmiando fior di quattrini di spese di ricerca.

    > Non vedo cosa impedisca la creazione di un
    > 'arduino 100 volte più performante', visto che
    > già ci sono tante variazioni sul tema ed
    > evidentemente chi le produce ne ricava un
    > guadagno.
    > Se prima di sparare a zero provassi ad
    > informarti, potresti vedere come diverse aziende
    > sviluppano e guadagnano nell'ambiente RepRap,
    > visto che l'IDEA è grauita ma i soldi li fanno
    > vendendo i kit (quindi ferraglia varia) o le
    > stampanti già assemblate. Quello che cambia è il
    > vantaggio per l'utente finale, che può comprare
    > un prodotto sofisticato pagando solo il materiale
    > e la lavorazione, senza arricchire il solito
    > patent troll che vuole spremere soldi dalle
    > idee.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mario

    > fammi capire, un'azienda dovrebbe spendere
    > milioni euro per fare ricerca, poi rilasciare i
    > risultati della ricerca con standard open e
    > ritrovarsi il giorno dopo centinaia di hobbisti
    > che gli fanno concorrenza con un prodotto
    > sviluppato da
    > loro?
    >
    > La strada è al contrario, gli hobbisti sviluppano
    > con standard open le grandi società prendono quei
    > prodotti sviluppando poi per proprio conto
    > l'hardware finale e risparmiando fior di
    > quattrini di spese di
    > ricerca.

    imho vanno bene tutte e due le strade, gli hobbisti non potranno mai disporre delle tecnologie per produrre industrialmente arduino per conto loro
    così come copiando dai migliori hobbisti le aziende potrebbero anche assumerli e tutti ci guadagnerebbero senza copyright
    non+autenticato
  • l'open software sta dimostrando il contrario

    ricordiamo sempre che open != gratis

    e comunque con tutte le spie e cazzi vari che ci sono in giro, l'hardware open sta diventando rapidamente una necessità imprescindibile
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione

    > l'open software sta dimostrando il contrario

    Non significa che lo stesso avverrà anche con l'hardware.
    Una scheda video open, per esempio? Non ce la vedo, men che meno una di ultima generazione.
    non+autenticato