Luca Annunziata

Il volto della svolta open source di Microsoft

Punto Informatico intervista Gianugo Rabellino, che a Redmond Ŕ tra i leader di Open Tecnhologies. Il cuore dello sforzo a sorgenti aperti dell'azienda di Office e Windows

Roma - Identificare la strategia di Microsoft in questa fase può essere complesso: il proclama "cloud first, mobile first" del CEO Satya Nadella (traducibile con un imperfetto "cloud e mobile prima di tutto"), che ormai è in carica da un anno, ha prodotto in questi mesi alcuni annunci clamorosi e diversi cambiamenti in seno a quella che è a tutti gli effetti una delle più grandi aziende del pianeta. Cambiamenti a volte evidenti, altre meno: ma può valere la pena indagare quanto in profondità si spingano queste rinnovate strategie.

Gianugo RabellinoTra gli annunci più significativi del 2014 c'è senza dubbio la "liberazione" di dotNET: durante l'ultima BUILD Microsoft ha di fatto aperto il forziere e piazzato una licenza OSI come Apache 2.0 sul vero e proprio cuore della sua tecnologia, che tanto più valore assume se messa in relazione con l'avanzare del cloud e il valore che certe soluzioni possono assumere nell'informatica odierna. Ma la decisione di cambiare la natura di dotNET non è stata partorita nello spazio di una notte: le sue radici sono più indietro, almeno di un paio d'anni se non nel passato ancora più remoto. Microsoft ha persino messo in piedi una vera e propria divisione dedicata ad estendere il paradigma open source a tutta la sua organizzazione: si chiama Open Technologies Inc e Punto Informatico ha avuto l'opportunità di registrare una lunga intervista con uno dei suoi leader, l'italiano Gianugo Rabellino.

"Proviamo a creare un po' di contesto per quanto accaduto - esordisce Rabellino - proviamo a mettere in fila qualche data: la società per cui lavoro, Microsoft Open Technologies, è stata creata nella primavera del 2012 ed è una succursale di Microsoft stessa. Ci avviciniamo quindi ai tre anni di vita, ma già prima della creazione di questa società lo stesso identico gruppo operava già sotto un altro nome: si chiamava Interoperability Strategy ed era già protagonista di tutta una serie di iniziative". In questi ultimi due anni, per esempio, c'è stata la nascita della dotNET Foundation e altre iniziative per attribuire licenza open a porzioni della piattaforma Microsoft. In piena epoca Ballmer, quindi, il cammino era già stato intrapreso.
Rabellino arriva in Microsoft nel 2010, racconta, dopo una carriera di oltre tre lustri spesa nel contesto dell'open source: "Sono entrato in contatto la prima volta con Microsoft nel 2007-2008, quando iniziammo a lavorare insieme su un progetto Apache in cui ero coinvolto: già allora Microsoft stava cambiando, e soprattutto il cambio era strutturale. Come tutte le evoluzioni a un certo punto, quando raggiungono la massa critica, scatta inevitabile l'effetto valanga". La percezione di questo cambiamento di pelle, racconta Rabellino, fu nitida durante il suo colloquio di selezione: solo in quella occasione almeno 23 diversi team erano interessati a saperne di più sulla sua esperienza con l'open source.


Di mezzo però ci sono stati anche alcuni tentennamenti: vale la pena citare su tutti la vicenda OpenXML, che per molto tempo ha tenuto banco tra le news e nelle community. Ma Rabellino rifiuta questa singola interpretazione: neanche a farlo apposta fu proprio OpenXML la circostanza che lo vide per la prima volta collaborare con Microsoft, e secondo lui in quella circostanza da Redmond venne cercato l'aiuto della comunità Apache per costruire in Java la libreria che leggesse e scrivesse nel formato documentale. "Tutte cose che all'epoca avevano una portata importante e per le quali non c'è stata grossa attenzione" dice Rabellino.

Sono state circostanze che hanno generato una maturazione del fenomeno e delle dinamiche interne: non è solo Microsoft ad essersi avvicinata a certe filosofie di sviluppo, è lo stesso open source ad essere cambiato in questi anni. "Sono 23 anni che mi occupo di questi temi, all'inizio non si chiamava neppure open source: fermo restando che si tratta di un concetto abusato - puntualizza Rabellino - c'erano tutte queste discussioni su cosa fosse una open source company, sembrava che l'open source fosse una condizione necessaria e sufficiente. Oggi invece è diverso: se sostenessimo che openness equivale a open source ci perderemmo tutta una serie di fenomeni come il cloud dove i confini si fanno più sfumati".

Il concetto di cloud computing serve a illustrare un altro aspetto della questione: con il cloud quello che accade è che si delega il sistema di qualcun altro a far girare i propri programmi e applicazioni, e non si ha alcun accesso diretto alla piattaforma. Anche dando per scontato che sia open source non si ha pieno controllo su quanto giri esattamente sui server ospitanti: è in questo contesto che entrano in ballo altre questioni relative alle API, agli open standard e all'interoperabilità che oggi definiscono in modo diverso - e se possibile più ampio - la questione.

"In questi anni - prosegue Rabellino - abbiamo scoperto anche un'altra cosa: che il software fa schifo. Mi spiego meglio: il software lasciato lì e non manutenuto, tempo qualche mese e mostrerà gravi carenze. Ci vuole una forza in grado di bilanciare questa deriva, e nel mondo open source questa forza si chiama community". Per spiegare questo principio Rabellino ricorre ancora ad Apache (lo fa più volte nel corso della conversazione, segno che è quanto mai legato al progetto): "Il motto di Apache è: la comunità è più importante del codice. Perché una comunità può creare tutto il codice che vuole, mentre il codice da solo non è certo in grado di gestirsi".

Ai concetti espressi in precedenza, quindi, si deve unire anche il valore della comunità che sostiene un progetto open source: "Per parlare di openness oggi, secondo me, bisogna parlare di questi quattro pilastri: open source, open standard, community e interoperabilità. Se non comprendiamo l'interazione tra questi quattro - spiega a Punto Informatico - rischiamo di avere un concetto vuoto e molto poco calzante". Solo unendo questi aspetti, è il suo ragionamento, ci si può garantire che una pagina web risulti identica e fruibile in diversi browser, su diversi smartphone equipaggiati con diversi sistemi operativi: tanto più che si va verso una diffusa tendenza ad unire in un solo pacchetto hardware e software, con scarso o nullo controllo degli utenti sullo stesso.
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67 Commenti alla Notizia Il volto della svolta open source di Microsoft
Ordina
  • "abbiamo scoperto anche un'altra cosa: che il software fa schifo. Mi
    spiego meglio: il software lasciato lì e non manutenuto, tempo qualche
    mese e mostrerà gravi carenze."

    Uau che scoperta! Ma sono avanti anni luce rispetto alla
    concorrenza! Ma non si direbbe proprio!


    "Per parlare di openness oggi, secondo me, bisogna parlare di questi
    quattro pilastri: open source, open standard, community e
    interoperabilità. Se non comprendiamo l'interazione tra questi quattro -
    spiega a Punto Informatico - rischiamo di avere un concetto vuoto e
    molto poco calzante". Solo unendo questi aspetti, è il suo ragionamento,
    ci si può garantire che una pagina web risulti identica e fruibile in
    diversi browser, su diversi smartphone equipaggiati con diversi sistemi
    operativi"

    "una pagina web risulti identica e fruibile in
    diversi browser"???Annoiato
    Certo, infatti ad rilascio di IE si ottiene una renderizzazione delle
    pagine perfettissima e aderentissima agli standard!!! Ecchecavolo!


    "tanto più che si va verso una diffusa tendenza ad unire in un solo
    pacchetto hardware e software, con scarso o nullo controllo degli utenti
    sullo stesso"

    Certo, e quindi progetti come Arduino e Raspberry pi sono una
    chimera irraggiungibile! A bocca aperta
    non+autenticato
  • Ecco il filmato che dimostra chi c'è DAVVERO dietro la Microsoft

    non+autenticato
  • Ecco la svolta di ms http://arstechnica.com/security/2015/02/15-year-ol.../

    Ma non si diceva che solo l'open ha bug vecchi di anni?

    Dove sono i tuttologi maxsix e soci?
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > Ecco la svolta di ms
    > http://arstechnica.com/security/2015/02/15-year-ol
    >
    > Ma non si diceva che solo l'open ha bug vecchi di
    > anni?
    >
    Mai detto questo. Ma risuonano le parole tonanti degli open sorci che passano le giornate a controllare i codici sorgenti.

    Se permetti visti i risultati è un eufemismo definire tutto questo tragicomico.

    > Dove sono i tuttologi maxsix e soci?

    Lo sai che non mi faccio mai negare una lisciatina al pelo cantinaro giornaliera.
    maxsix
    9658
  • - Scritto da: maxsix
    > - Scritto da: collione
    > > Ecco la svolta di ms
    > >
    > http://arstechnica.com/security/2015/02/15-year-ol
    > >
    > > Ma non si diceva che solo l'open ha bug
    > vecchi
    > di
    > > anni?
    > >
    > Mai detto questo. Ma risuonano le parole tonanti
    > degli open sorci che passano le giornate a
    > controllare i codici
    > sorgenti.
    >
    > Se permetti visti i risultati è un eufemismo
    > definire tutto questo tragicomico.

    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3937484&m=393...
    non+autenticato
  • - Scritto da: passante meno fesso
    > - Scritto da: maxsix
    > > - Scritto da: collione
    > > > Ecco la svolta di ms
    > > >
    > >
    > http://arstechnica.com/security/2015/02/15-year-ol
    > > >
    > > > Ma non si diceva che solo l'open ha bug
    > > vecchi
    > > di
    > > > anni?
    > > >
    > > Mai detto questo. Ma risuonano le parole
    > tonanti
    > > degli open sorci che passano le giornate a
    > > controllare i codici
    > > sorgenti.
    > >
    > > Se permetti visti i risultati è un eufemismo
    > > definire tutto questo tragicomico.
    >
    > http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3937484&m=393

    Le opinioni e i numeri snocciolati dal nostro collione senza g passano come il vino dell'oste. Il problema è che i nostri amichetti linari con a capo il loro pifferaio magico, con le loro convinzioni, hanno fatto danni enormi con cui conviveremo chissà per quanto.

    La cosa che più infastidisce è che hanno portato, e portano, la bandiera del open sorcio condiviso dove tutti controllano tutto, e invece la realtà è che tutti sfruttano e tutti se ne battono i cosiddetti.

    Era chiaro nel 96 è chiaro anche oggi.

    È palese che lo schema di sviluppo anarchico dell'open sorcio non funziona.

    Ed è poco che ci giriamo intorno
    maxsix
    9658
  • - Scritto da: maxsix

    > Le opinioni e i numeri snocciolati dal nostro
    > collione senza g passano come il vino dell'oste.
    > Il problema è che i nostri amichetti linari con a
    > capo il loro pifferaio magico, con le loro
    > convinzioni, hanno fatto danni enormi con cui
    > conviveremo chissà per quanto.

    Ci mostreresti qualche esempio di questi danni ?
    Che so qualcosa di simile a: http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni/scienza_e_...
    non+autenticato
  • - Scritto da: passante meno fesso
    > - Scritto da: maxsix
    >
    > > Le opinioni e i numeri snocciolati dal nostro
    > > collione senza g passano come il vino
    > dell'oste.
    > > Il problema è che i nostri amichetti linari
    > con
    > a
    > > capo il loro pifferaio magico, con le loro
    > > convinzioni, hanno fatto danni enormi con cui
    > > conviveremo chissà per quanto.
    >
    > Ci mostreresti qualche esempio di questi danni ?
    > Che so qualcosa di simile a:
    > http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni/scienza_e_

    Ed eccolo qua il cantinaro che vuole l'esempio reale.

    Allora, secondo te, se io sono in possesso di un modo per sfruttare un determinato bug lo vengo dire a te?

    E ti dico anche questo, secondo te, se io ho subito danni ingenti e riesco a mettere tutto a tacere e a "pulirmi" i panni sporchi pensi che vengo dirlo a te?

    No caro.

    Chi ha accesso a sistemi sensibili che girano su piattaforma Linux non lo va a dire a nessuno.

    Che poi, non vi è bastata la lezione di Lizard Squad?

    Ne arriveranno altre tranquilli e non solo da loro.

    Mettete le cinture di sicurezza e il casco.
    Ne avrete tanto bisogno.
    maxsix
    9658
  • - Scritto da: maxsix
    > - Scritto da: passante meno fesso
    > > - Scritto da: maxsix
    > >
    > > > Le opinioni e i numeri snocciolati dal
    > nostro
    > > > collione senza g passano come il vino
    > > dell'oste.
    > > > Il problema è che i nostri amichetti
    > linari
    > > con
    > > a
    > > > capo il loro pifferaio magico, con le
    > loro
    > > > convinzioni, hanno fatto danni enormi
    > con
    > cui
    > > > conviveremo chissà per quanto.
    > >
    > > Ci mostreresti qualche esempio di questi
    > danni
    > ?
    > > Che so qualcosa di simile a:
    > >
    > http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni/scienza_e_
    >
    > Ed eccolo qua il cantinaro che vuole l'esempio
    > reale.
    >
    > Allora, secondo te, se io sono in possesso di un
    > modo per sfruttare un determinato bug lo vengo
    > dire a te?

    Strano, su windows evidentemente lo vengono a dire: http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni/scienza_e_...
    non+autenticato
  • - Scritto da: passante meno fesso
    > - Scritto da: maxsix
    > > - Scritto da: passante meno fesso
    > > > - Scritto da: maxsix
    > > >
    > > > > Le opinioni e i numeri snocciolati
    > dal
    > > nostro
    > > > > collione senza g passano come il
    > vino
    > > > dell'oste.
    > > > > Il problema è che i nostri
    > amichetti
    > > linari
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    > > > > capo il loro pifferaio magico, con
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    > > > > convinzioni, hanno fatto danni
    > enormi
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    > > > Ci mostreresti qualche esempio di questi
    > > danni
    > > ?
    > > > Che so qualcosa di simile a:
    > > >
    > >
    > http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni/scienza_e_
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    > > Ed eccolo qua il cantinaro che vuole
    > l'esempio
    > > reale.
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    > > Allora, secondo te, se io sono in possesso
    > di
    > un
    > > modo per sfruttare un determinato bug lo
    > vengo
    > > dire a te?
    >
    > Strano, su windows evidentemente lo vengono a
    > dire:
    > http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni/scienza_e_

    Erano altri anni, altri contesti.

    Oggi è tutta un altra storia e se non riesci a capirlo beh, probabilmente vieni da Marte.
    maxsix
    9658
  • - Scritto da: maxsix
    > - Scritto da: passante meno fesso
    > > - Scritto da: maxsix
    > > > - Scritto da: passante meno fesso
    > > > > - Scritto da: maxsix
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    > > > > > Le opinioni e i numeri
    > snocciolati
    > > dal
    > > > nostro
    > > > > > collione senza g passano come
    > il
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    > > > > dell'oste.
    > > > > > Il problema è che i nostri
    > > amichetti
    > > > linari
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    > > > > > capo il loro pifferaio
    > magico,
    > con
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    > > enormi
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    > > > > Ci mostreresti qualche esempio di
    > questi
    > > > danni
    > > > ?
    > > > > Che so qualcosa di simile a:
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    > > l'esempio
    > > > reale.
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    > > > Allora, secondo te, se io sono in
    > possesso
    > > di
    > > un
    > > > modo per sfruttare un determinato bug lo
    > > vengo
    > > > dire a te?
    > >
    > > Strano, su windows evidentemente lo vengono a
    > > dire:
    > >
    > http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni/scienza_e_
    >
    > Erano altri anni, altri contesti.
    >
    > Oggi è tutta un altra storia e se non riesci a
    > capirlo beh, probabilmente vieni da
    > Marte.

    Guarda che queste classifiche vengono fatte annualmente dai creatori di antivirus ed il risultato è sempre quello e se non riesci a capirlo beh, probabilmente vieni da Proxima Centauri.
    non+autenticato
  • - Scritto da: maxsix
    > - Scritto da: passante meno fesso
    > > - Scritto da: maxsix
    > > > - Scritto da: passante meno fesso
    > > > > - Scritto da: maxsix
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    > > > > > Le opinioni e i numeri
    > snocciolati
    > > dal
    > > > nostro
    > > > > > collione senza g passano come
    > il
    > > vino
    > > > > dell'oste.
    > > > > > Il problema è che i nostri
    > > amichetti
    > > > linari
    > > > > con
    > > > > a
    > > > > > capo il loro pifferaio
    > magico,
    > con
    > > le
    > > > loro
    > > > > > convinzioni, hanno fatto danni
    > > enormi
    > > > con
    > > > cui
    > > > > > conviveremo chissà per quanto.
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    > > > > Ci mostreresti qualche esempio di
    > questi
    > > > danni
    > > > ?
    > > > > Che so qualcosa di simile a:
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    > http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni/scienza_e_
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    > > > Ed eccolo qua il cantinaro che vuole
    > > l'esempio
    > > > reale.
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    > > > Allora, secondo te, se io sono in
    > possesso
    > > di
    > > un
    > > > modo per sfruttare un determinato bug lo
    > > vengo
    > > > dire a te?
    > >
    > > Strano, su windows evidentemente lo vengono a
    > > dire:
    > >
    > http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni/scienza_e_
    >
    > Erano altri anni, altri contesti.
    >
    > Oggi è tutta un altra storia e se non riesci a
    > capirlo beh, probabilmente vieni da
    > Marte.

    Non è che le statistiche siano cambiate eh, sei in grado di leggerle immagino ?
    non+autenticato
  • Ma tu guarda: quindi quelli di Apple sono fessi ad investire su progetti open source.

    Rispondi, o profondo raccontator di balle!
    non+autenticato
  • Il Cloud è una tecnologia antidiluviana e anacronistica di fine anni 70. Il Cloud è da boicottare per il bene di quasi tutti! A bocca aperta
    non+autenticato
  • Il cloud è meraviglioso per le aziende che te lo vogliono propinare e anche per i governi.

    Per i governi perché avere i dati di milioni di aziende, professionisti e persone è occasione gotta.

    Per le aziende perché spostano dalla vendita di un software una tantum, che poi viene anche crackato, ad un servizio a pagamento con una rendita certa e continuativa.
    Office360 è un'iniziativa assurda. Come anche Google Docs. Mi tengono i documenti li edito online, mi basta un browser, da qualunque posto e sistema operativo connesso.
    Ma i documenti sono miei? Li vedo solo io?
    Solo per avere la comodità di non dovermi portare dietro una chiavetta, e non dovere trovare un editor compatibile con quel formato, vendo la mia privacy a queste aziende.

    Home cloud. Un NAS aperto su Internet che mi gestisco io. Dove mi pesco ciò che serve. E passa solo il tratto di strada tra il mio NAS e dove mi trovo io. Possibilmente in VPN crittata se sono documenti sensibili. E a questo ci possiamo arrivare coi NAS moderni. E con applicazioni presto disponibili anche opensource che ci girano sopra.
    iRoby
    8341
  • Quoto tutto il discorso e sottolineo che l'home cloud gestito in proprio è l'unica formulazione del cloud che può avere senso in quanto i tuoi dati restano tuoi fisicamente e nessun altro può accedere.
    non+autenticato
  • Molti progetti open finisco o passano al closed perché non c'è nessuno che ci sta dietro. i grandi progetti non sono esempi validi, sono appunto esempi, casi di successo di progetti particolari, come Apche per l'appunto, o il kernel di GNU/Linux pochi altri. Ma se vai su software leggermente meno diffuso iniziano i problemi.
    Adesso ci son molte aziende che bilanciano offrendo versione open e versione closed, mi sembra tutto sommato una scelta sensata.
    non+autenticato
  • Vediamo, aspetta che cerco le parole....

    Ecco! Trovata!


    NO!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jaguaro
    > Vediamo, aspetta che cerco le parole....
    >
    > Ecco! Trovata!
    >
    >
    > NO!

    E invece si, basta che il software open tu inizi ad usarlo e non solo riempirti la bocca. Noi lo usiamo per quasi tutto, è la prima cosa che cerchiamo quando ci serve qualcosa, qualsiasi cosa. Ti ripeto, se vai su progetti un po' più grossi ci mancherebbe, e comunque di solito c'è anche qualcuno ch spinge da dietro, ma tanti altri progetti "minori" rimangono abbandonati e senza fondi ben presto. Ti ricordo che gli stessi responsabili del progetto openSSL dicevano che di fondi ne avevano ricevuti ben pochi, figurati un qualsiasi altro progetto dove chi ci lavora lo fa a tempo perso o quasi.
    La formula "ti do tutto gratis e se vuoi compri l'assistenza" vacilla un po', non è semplice farla funzionare perché se il progetto è buono ci sono già altre comunity che ti danno assistenza e manualistica, addirittura gente che ci scrive libri. Vedo che invece prende piede la formula "ecco il codice e la versione gratuita, se vuoi queste funzionalità aggiuntive, oltre che all'assistenza, paghi".
    Fastidiose invece tutte quelle situazioni dove, visto che non si racimolano molti soldi, continuano a darti il prodotto gratuitamente ma iniziano a farti pubblicità più o meno invasiva, uno fra tutti la distro pfSense che nella ultima versione ha messo un bel menù "gold" a ricordare che si può acquistare assistenza, e lo chiede anche nel wizard iniziale. Sto solo aspettando che diventi commerciale anche questa, penso che manchi poco ormai.
    non+autenticato
  • Uhm... secondo me dovresti iniziare ad usarlo tu.
    Ma veramente, non solo per sigle e nomi.
    non+autenticato
  • A parte Mediacoder, non ricordo di software che fanno cambiamenti cosi repentini.
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > A parte Mediacoder, non ricordo di software che
    > fanno cambiamenti cosi
    > repentini.

    NOn ho detto che lo facciano tutti, forse sono di più quelli che muoiono. Tra tutti io ricordo logzilla che usavo, se ricordi c'era anche Nessun, e Snort non mi stupirebbe facesse la stessa fine (dipende quando guadagnano con la vendita di regole ad oggi). I fork sono sempre una spanna sotto agli originali, una delle rare eccezioni ad un fork migliore dell'originale è LibreOffice ma solo perché OO lo stanno lasciando morire.
    E poi ci sono una infinità di software che non sono mantenuti o aggiornati ogni morte di papa, basta farsi un giro su sourceforge per vedere.
    Io credo che il concetto di open-source vada rivisto, nel senso che bisogna uscire dalla definizione "tecnica" e passare ad una definizione "filosofica", nel senso che chi vuole rilasciare in open-source non vuol dire che metterà una bella licenza GPLvX, ma lo farà con l'interesse esclusivo di condividere qualcosa, senza aspettarsi nulla in cambio. Alcuni progetti invece li vedi che ti danno con la mano destra ma si aspettano qualcosa dalla mano sinistra, se tu parti a fare qualcosa, qualsiasi cosa, aspettandoti qualcosa in cambio, allora parti già perdente. Ovviamente per le attività commerciali non vae questo principio, ma per l'appunto diventa allora attività commerciale.
    non+autenticato
  • Ciao,

    Questa discussione è un po obsoleta. L'Open Source è un mondo reale e sempre più conosciuto. Il fattore che, purtroppo, i fondi siano sempre pochi è dovuto alle persone che anche se ne fanno un buon uso non accennano minimamente a fare un obulo a favore della fondazione o della software house.Per quanto riguarda progetti Open Source Aperti che hanno raggiunto un alto valore ce ne sono molti: Gimp, Inkscape, Firefox, Thunderbird, LibreOffice, LibreCad, Filezilla, etc. etc. (non sto ad elencarli tutti).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Stefano Brizzante
    > Ciao,
    >


    > Il fattore che, purtroppo, i fondi siano sempre
    > pochi è dovuto alle persone che anche se ne fanno
    > un buon uso non accennano minimamente a fare un
    > obulo a favore della fondazione o della software
    > house.

    Certo che non fanno donazioni, perché dovrebbero? Non è scritto da nessuna parte che l'open-source sia gratuito come non è scritto che se lo è sarebbe meglio/giusto dare un obolo.


    >Per quanto riguarda progetti Open Source
    > Aperti che hanno raggiunto un alto valore ce ne
    > sono molti: Gimp, Inkscape, Firefox, Thunderbird,
    > LibreOffice, LibreCad, Filezilla, etc. etc. (non
    > sto ad elencarli
    > tutti).

    Una minima parte dei progetti che esistono, basta farsi un giro su sourceforge. Tanto per dirne uno, http://smstools3.kekekasvi.com/index.php?p=package..., guarda date di rilascio, hai alternative più aggiornate?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mizzica

    > Una minima parte dei progetti che esistono, basta
    > farsi un giro su sourceforge. Tanto per dirne
    > uno,
    > http://smstools3.kekekasvi.com/index.php?p=package

    Spiegami qual'è il problema?
    non+autenticato
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