Claudio Tamburrino

Costituzione, allo Stato tutte le competenze informatiche

Non solo la gestione dei dati della Pubblica Amministrazione: anche i processi e le infrastrutture diventano di competenza esclusiva dello Stato. L'emendamento Quintarelli approvato all'unanimità alla Camera

Roma - La Camera ha approvato un emendamento alla Costituzione con il quale si assegnano tutte le competenze informatiche allo Stato.

Per farlo esso non interviene sull'art. 21 e sulla libertà di espressione, ma sulla ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni, l'articolo 117: esso affidava allo Stato il coordinamento informatico dei dati della PA, mentre con il nuovo intervento tale competenza esclusiva viene estesa ai processi e alle infrastrutture.
Il che significa, secondo l'interpretazione degli autori, di chi l'ha votato ed ora degli osservatori, avere una legislazione nazionale onnicomprensiva sull'informatica italiana.

Il primo ad essere tanto soddisfatto quanto sorpreso è uno dei suoi relatori, insieme a Paolo Coppola: Stefano Quintarelli (Scelta Civica).


L'emendamento, infatti, sembrava partire già sconfitto: tutti i membri della Commissione incaricata del suo esame avevano avuto qualche appunto da sollevare e la discussione che ne era seguita non era stata affatto scontata, tanto da spingere Quintarelli ad annunciarne il ritiro per non rischiare di vedere l'emendamento prematuramente accantonato. Una strategia che si è dimostrata vincente: l'emendamento è stato poi abbracciato da Antonio Palmieri (Forza Italia), si è aperta la strada al dibattito e si è permesso al Governo di cambiare idea. In sede di votazione l'approvazione è stata unanime, presumibile riscontro offerto da un'aula finalmente resa consapevole dell'importanza della questione.


"La lettera r) del secondo comma dell'articolo 117 della Costituzione, che prevede una competenza centrale dello Stato nel coordinamento informatico solamente dei dati - ha spiegato Quintarelli in Aula prima di ritirare l'emendamento e prima che fosse rimesso in gioco - nasce in un'epoca di fatto pre-Internet, quando ci si scambiava i dati con stampe, nastri e dischi. Oggi, nel secolo della Rete, limitare il coordinamento informatico ai soli dati è come accordarsi su dimensione del pallone e del campo, ma non su come funzionano rimessa laterale e fuorigioco". "Sono convinto - chiosava Quintarelli - che, in un'epoca in cui Internet rende il mondo un punto, rinunciare al coordinamento informatico equivalga a rinunciare a una leva importante per l'efficacia della macchina amministrativa, anche in termini di riduzione di duplicazioni, sprechi e inefficienze, a beneficio di cittadini e imprese".

Come spiega il prof. Oreste Pollicino dell'Università Bocconi, si tratta di un emendamento di grande visione: "Se interpretata, quale parametro costituzionale rilevante, in modo evolutivo dalla Corte costituzionale quando dovrà valutare la legittimità di tutta una serie di legislazioni che, già oggi, si scontrano con esso, potrebbe avere effetti davvero rigeneranti ed inaspettati con riguardo all'attenuazione dell'obsoloscenza tecnologica del nostro sistema giuridico".

Claudio Tamburrino
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5 Commenti alla Notizia Costituzione, allo Stato tutte le competenze informatiche
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  • Ma questo vale solo per la grande PA o anche per i piccoli enti pubblici? Comuni, etc...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Ma questo vale solo per la grande PA o anche per
    > i piccoli enti pubblici? Comuni,
    > etc...

    Te come lo vedi?
    non+autenticato
  • Sinceramente non si capisce se parlano solo delle grandi PA o anche dei piccoli comuni...
    non+autenticato
  • non so se ci sia da ridere o piangere, cmq lo stenografico va letto...

    e' una roba piu' o meno cosi'...

    holly> ... dopo essermi rivolto a commissioni, arbitrati e co, e nonostante la mozione del compagno Benjy non sono riuscito a far capire che l'arbitro e' cieco come Magoo, e la partita e' stata quindi compromessa. quindi onorevole federazione, per non far perdere altro tempo, ritiro la mia protesta e me ne vado mesto

    mark lenders> prendo la parola. nonostante giochi in campo avverso, Lenders ha ragione <seguono 5 min di abile attivita' oratoria>

    Segue uno sbrodamento dei piu' diversi giocatori -nelle settimane precedenti evidentemente addormentati?- che sposano immediatamente la posizione appasionata di Lenders (e ringraziano holly per l'impegno)


    Cioe' questi si son convinti -praticamente unanimi- a una modifica della costituzione (prima bocciata) per 5 min di buona orazione in aula?? non so se ci sia da ridere o piangereCon la lingua fuori

    Cmq detto questo, non e' cosa malvagia.... ma sul peso reale nel concreto funzionamento della macchina ho dei dubbi.... vedendo quanto bene funziona, chesso', l'art 1,4....
    non+autenticato
  • > non so se ci sia da ridere o piangere, cmq lo
    > stenografico va
    > letto...
    >
    > e' una roba piu' o meno cosi'...
    >
    > holly> ... dopo essermi rivolto a
    > commissioni, arbitrati e co, e nonostante la
    > mozione del compagno Benjy non sono riuscito a
    > far capire che l'arbitro e' cieco come Magoo, e
    > la partita e' stata quindi compromessa. quindi
    > onorevole federazione, per non far perdere altro
    > tempo, ritiro la mia protesta e me ne vado
    > mesto
    >
    > mark lenders> prendo la parola. nonostante giochi
    > in campo avverso, Lenders ha ragione <seguono 5
    > min di abile attivita'
    > oratoria>
    >
    > Segue uno sbrodamento dei piu' diversi giocatori
    > -nelle settimane precedenti evidentemente
    > addormentati?- che sposano immediatamente la
    > posizione appasionata di Lenders (e ringraziano
    > holly per
    > l'impegno)

    Non mettere codice fra parentesi quadre, che confondi il sito di PI. Solo segni di maggiore e minore.



    > Cioe' questi si son convinti -praticamente
    > unanimi- a una modifica della costituzione (prima
    > bocciata) per 5 min di buona orazione in aula??
    > non so se ci sia da ridere o piangere
    >Con la lingua fuori

    Da un po' di legislature mi pare che la tendenza, almeno con un certo tipo di legge, sia questa: alla Camera si rinuncia a fare opposizione, tanto sarebbe inutile, con la legge elettorale in vigore fino all'anno scorso e poi parzialmente bocciata dalla Consulta chi ha vinto le elezioni ha comunque il 55 % dei seggi.
    La battaglia si svolgerà al Senato, dove i numeri sono molto meno favorevoli.