Alfonso Maruccia

Google: trasparenza sui limiti delle indagini

Mountain View denuncia il tentativo delle autoritÓ statunitensi di fornire all'FBI la capacitÓ di indagare sui server esterni al territorio USA. Google chiede la questione venga discussa pubblicamente, non decisa in commissioni secondarie

Roma - Google si è espressa ufficialmente contro una modifica alle regole procedurali che governano le indagini federali americane, un cambiamento apparentemente secondario che avrebbe però implicazioni significative per la privacy e la sicurezza degli utenti di Internet.

La modifica riguarda la Rule 41 del corrispettivo statunitense del codice di procedura penale, proposta dall'Advisory Committee on the Rules of Criminal Procedure del Dipartimento di Giustizia (DoJ) USA e relativa alle perquisizioni: un comitato poco noto intende cambiare una regola "arcana" garantendo poteri di indagine senza precedenti a FBI e altre agenzie federali a tre lettere, denuncia Google.

Al momento non è possibile, per le suddette FBI e agenzie affini, ottenere il mandato di un giudice per setacciare un server al di fuori dei confini statunitensi; modificando la regola 41, invece, i fed potrebbero farsi garantire l'autorizzazione ad accedere a un sistema remoto indipendentemente da dove tale sistema fosse fisicamente localizzato.
La prospettiva di un agente dell'FBI che scava sui server stranieri di tutto il mondo, con un semplice mandato di un giudice americano "solleva un numero immenso di questioni molto complesse dal punto di vista costituzionale, legale e geopolitico", sostiene Google.

Queste sono problematiche che andrebbero affrontate con un dibattito pubblico al Congresso e non in un comitato secondario del DoJ, ha spiegato infine Mountain View. E in effetti la politica di Capitol Hill si sta già muovendo in tal senso.

Alfonso Maruccia
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