Claudio Tamburrino

Copia privata, la conferma del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato conferma la decisione del TAR del Lazio sulla legittimità dell'equo compenso anche per apparecchi polifunzionali, questione sollevata all'indomani dell'approvazione del Decreto Bondi. Ma si chiede consiglio alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea

Copia privata, la conferma del Consiglio di StatoRoma - Il Consiglio di Stato sta chiudendo la porta alle azioni che hanno cercato di mettere in discussioni la legittimità dell'equo compenso per copia privata.

Il caso è quello sollevato nel 2010 davanti al Tribunale amministrativo del Lazio dal ricorso di Samsung, Telecom Italia, Fastweb, Sony Ericsson, Dell, Nokia Italia, Apple Sales, HP ed una decina di associazioni di utenti e consumatori contro il decreto del Mibac del 30 dicembre 2009, conosciuto anche come Decreto Bondi, che estendeva ad apparecchi polifunzionali come gli smartphone il contributo per copia privata, l'"equo compenso" richiesto in alcuni paesi agli utenti per qualsiasi altro supporto per la memorizzazione teoricamente utilizzabile per la registrazione o riproduzione di qualsiasi contenuto coperto da diritto d'autore.

Le aziende e i consumatori, il cui fronte si è in seguito parzialmente spaccato per divergenti pareri riguardo ai soggetti su cui dovrebbe pesare l'equo compenso, ne chiedevano la dichiarazione di illegittimità in particolare in quanto l'applicazione del prelievo per equo compenso è estesa ad apparecchi e supporti non principalmente destinati alle funzioni di riproduzione e conservazione di copie di opere di fonogrammi e audiogrammi.
La loro azione sembrava peraltro supportata dalla successiva sentenza con cui la Corte di Giustizia dell'Unione Europea aveva chiarito come l'equo compenso per copia privata dovesse necessariamente essere ancorato all'effettivo utilizzo (anche se solo su base presuntiva) del supporto per tale scopo e la decisione simile assunta da Consiglio di Stato francese, che escludeva dal prelievo i supporti destinati alle aziende. Tuttavia il TAR aveva respinto tutti i ricorsi, superando di fatto la ragione puntuale e limitandosi a definire l'equo compenso non il corrispettivo dell'utilizzo dell'altrui opere dell'impegno, ma una tassa. Una definizione che sembrava togliere - almeno - il velo di ambiguità che sfumava la questione.

Il TAR indicava inoltre come la logica dell'equo compenso fosse legata a doppio filo alla crisi del settore che "ha indotto il Legislatore sia comunitario che nazionale ad adottare le misure necessarie per poter garantire la remunerazione dei titolari delle opere dell'ingegno". In pratica il decreto Bondi era stato considerato rispettoso della normativa nazionale e comunitaria. Da lì, in ogni caso, la battaglia legale non si era chiusa ed aveva avuto un'escalation fino al Consiglio di Stato: ma proprio questo sembra ora chiudere definitivamente la questione.

Quella emessa ora dal Consiglio di Stato è una lunga sentenza (ancorché parziale e non definitiva), che di fatto conferma la posizione del TAR, rigetta nel merito tutti i motivi di ricorso degli appellanti e fa chiaramente intendere il pensiero e l'orientamento dei giudici a riguardo.
In particolare i giudici sottolineano che anche la normativa europea sostiene la possibilità che "in taluni casi" i titolari di diritti debbano "ricevere un equo compenso affinché siano adeguatamente indennizzati per l'uso delle loro opere o dei materiali protetti" e ribadisce che agli Stati membri spetta un "ampio potere discrezionale" e "margini di manovra estesi per quanto attiene alla determinazione dell'entità dell'equo compenso".

Soddisfazione è stata naturalmente espressa da SIAE, per cui il Consiglio di Stato ha anche escluso l'abuso di posizione dominante: "La sentenza è senza ombre e chiude la porta, speriamo definitivamente, a ogni strumentalizzazione contraria al diritto degli autori e editori italiani di vedere remunerate le loro opere", ha dichiarato il presidente della SIAE Gino Paoli.

Piena soddisfazione sulla nuova decisione è stata espressa anche da Enzo Mazza, CEO di FIMI (Federazione dell'industria musicale di Confindustria): essa "conferma l'impianto italiano e respinge le pretese di annullare il D.M. del 30 dicembre 2009". Resta da chiarire, spiega Mazza, solo la questione dei dispositivi destinati all'uso professionale, su cui farà luce la Corte di Giustizia dell'Unione Europea.

Confindustria Cultura Italia ricorda invece come "La remissione alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea per uno specifico e limitato aspetto, relativo alla compatibilità del nostro impianto normativo (primario e secondario) per l'esenzione ex ante del prelievo per gli usi esclusivamente professionali, tramite protocolli applicativi, non sposta di una virgola il giudizio complessivo sul sistema di prelievo italiano e cioè di conformità, proporzionalità e ragionevolezza del quadro vigente, aggiornato, come noto, nel 2014 dal Ministro Dario Franceschini". La sentenza del Consiglio di Stato, infatti, si confronta con il regime della copia privata che precede l'adeguamento introdotto dal decreto 20 giugno 2014.

In Europa, dunque, si aprirà un nuovo fronte del dibattito che vedrà coinvolto pure il Regno Unito, recentemente entrato a far parte dei paesi che operano il prelievo: lo scorso 27 gennaio 2015 la High Court Inglese ha accolto la richiesta di BASCA (British Academy of Songwriters, Composers and Authors), di una revisione giuridica della neonata normativa sulla eccezione per copia privata anche in forza dell'art. 5, n.2 (b) della direttiva 2001/29/CE, che prevede la facoltà per gli Stati Membri di introdurre deroghe alla esclusività del diritto di riproduzione alla corresponsione di una equo compenso a favore dei titolari dei diritti.

Claudio Tamburrino
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39 Commenti alla Notizia Copia privata, la conferma del Consiglio di Stato
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  • Equo compenso per il diritto di copia quando i supporti video sono protetti e t'impediscono la copia personale!
  • Mi piacerebbe avere il parere di Leguleio.
    Come può essere costituzionale una tassa fondata sulla presunzione di colpa!
    Il codice penale parla chiaro la colpa è personale e deve essere dimostrata al di la di ogni ragionevole dubbio.
    Qui si stabilisce una tassa i cui proventi vengono girati ad un privato su una mera presunzione e tale tassa viene applicata anche i situazioni in cui caso mai è pressochè certo che tale azione non venga espletata (es. utilizzo professionale)
  • In Italia il fatto che sia incostituzionale non significa nulla.
    Per il cosiddetto "canone rai" ovvero la tassa di possesso sul televisore alla fine pur essendo incostituzionale hanno sospeso il giudizio (altrimenti la RAI andrebbe a rotoli ... basta leggere la sentenza ...)

    http://www.altalex.com/index.php?idnot=4820
    non+autenticato
  • Comunque evviva la SIAE ed il suo presidente che combattono l'illegalità, evviva Gino Paoli da prendere come esempio!!
    non+autenticato
  • > In Italia il fatto che sia incostituzionale non
    > significa
    > nulla.
    > Per il cosiddetto "canone rai" ovvero la tassa di
    > possesso sul televisore alla fine pur essendo
    > incostituzionale hanno sospeso il giudizio
    > (altrimenti la RAI andrebbe a rotoli ... basta
    > leggere la sentenza
    > ...)
    >
    > http://www.altalex.com/index.php?idnot=4820

    Non hanno "sospeso il giudizio", anche perché una corte che sospende il giudizio è come un arbitro che va a prendere un caffè al bar mentre si svolge la partita. Sono pagati per dare giudizi, non per sospenderli.
    La Corte Costituzionale ha semplicemente dichiarato manifestamente infondata la questione.
    Sorpreso? Io non più di tanto. La maggioranza delle cause innanzi alla corte costituzionale vengono respinte, come ho mostrato (con link) qui:

    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=4147589&m=414...

    Ciò detto, sollevare la questione di costituzionalità di una norma è un diritto, come lo è lo sciopero. Basta non ficcarsi in testa che ad ogni ricorso si vinca, che ad ogni sciopero si ottenga ciò che si vuole, perché è vero il contrario.
  • > Mi piacerebbe avere il parere di Leguleio.
    > Come può essere costituzionale una tassa fondata
    > sulla presunzione di
    > colpa!

    Tanto per cominciare di tasse basate sulla colpa ce ne sono state, in Italia. Si pensi ai vari condoni fiscali, che tradotti in parole povere significavano: "ci paghi un fisso, e noi non veniamo a mettere il naso negli affari precedenti l'anno corrente".

    Da alcuni anni a questa parte se una legge non piace, per i più svariati motivi, la si accusa di incostituzionalità. Segno dei tempi; appena un decennio fa si sarebbe detto che è una "legge truffa", una "legge dei padroni", un "inciucio DC e PCI". Le quotazione della Costituzione oggi sono al massimo.A bocca aperta
    Non so che dire: qualcuno ha scambiato la Costituzione della repubblica italiana per Robin Hood, il mezzo istantaneo per risolvere tutte le iniquità del mondo, in particolare quelle dell'Italia. Ma questo mezzo non esiste , semplicemente. Bisogna crescere e rendersene conto.

    > Qui si stabilisce una tassa i cui proventi
    > vengono girati ad un privato su una mera
    > presunzione

    Ma quale presunzione, e ma quale privato.
    L'equo compenso è un bilanciamento fra copia privata, per uso personale, concessa dalla legge sul diritto d'autore, e i mancati introiti degli autori il cui CD o DVD è copiato. La pirateria non c'entra nulla.
    E la SIAE non è un privato: è un ente pubblico a base associativa.
  • - Scritto da: Leguleio

    > Tanto per cominciare di tasse basate sulla colpa
    > ce ne sono state, in Italia. Si pensi ai vari
    > condoni fiscali, che tradotti in parole povere
    > significavano: "ci paghi un fisso, e noi non
    > veniamo a mettere il naso negli affari precedenti
    > l'anno
    > corrente".
    Tanto per finire non eri obbligato ad aderire al "condono" ne sei obbligato da alcuna legge ad aderire ad alcuna presunzione di colpa.
    Come al solito siamo alle analogie già in premessa che non stanno in piedi ne giuridicamente ne col buonsenso.
    Si comincia con una affermazione falsa (assunta come valida) per tirare conclusioni ovviamente campate sul nulla.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > Le quotazione della Costituzione oggi sono al massimo.

    Intendevi dire "quotazioni" (plurale di quoazione) o è una parola a me ignota?
  • > > Le quotazione della Costituzione oggi sono al
    > massimo.
    >
    > Intendevi dire "quotazioni" (plurale di
    > quoazione) o è una parola a me
    > ignota?

    Le quotazioni, sì. Quotazioni ai listini di borsa, non come italianizzazione di to quote , che significa semplicemente citare.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Mi piacerebbe avere il parere di Leguleio.
    > > Come può essere costituzionale una tassa
    > fondata
    > > sulla presunzione di
    > > colpa!
    >
    > Tanto per cominciare di tasse basate sulla colpa
    > ce ne sono state, in Italia. Si pensi ai vari
    > condoni fiscali, che tradotti in parole povere
    > significavano: "ci paghi un fisso, e noi non
    > veniamo a mettere il naso negli affari precedenti
    > l'anno
    > corrente".
    >

    E questo cosa centra con l'equo compenso? Mica posso scegliere se aderire o meno all'equo compenso! Anzi si se compro su ebay!

    > Da alcuni anni a questa parte se una legge non
    > piace, per i più svariati motivi, la si accusa di
    > incostituzionalità.

    Ah dimmi tu allora come può essere costituzionale una legge che prevede una tassa su un presunto uso che potrei fare di un supporto, tu presumi che delinqua e quindi mi punisci anticipatamente... siamo alla precrimine?


    >
    >
    > > Qui si stabilisce una tassa i cui proventi
    > > vengono girati ad un privato su una mera
    > > presunzione
    >
    > Ma quale presunzione, e ma quale privato.
    > L'equo compenso è un bilanciamento fra copia
    > privata, per uso personale, concessa dalla legge
    > sul diritto d'autore, e i mancati introiti degli
    > autori il cui CD o DVD è copiato. La pirateria
    > non c'entra
    > nulla.

    Bilanciamento di che, visto che intanto sono ammessi i sistemi che impediscono di fatto l'esecuzione della copia privata? E che in ogni caso aggirare tali protezioni è considerato un reato?
    Da una parte chiedono soldi per la copia privata e dall'altra ti incriminano se la fai? A me non sembra molto costituzionale tutto questo!

    > E la SIAE non è un privato: è un ente pubblico a
    > base
    > associativa.

    Verissimo, ma diciamola tutta la storia della SIAE

    "La SIAE versa in profondo dissesto a causa dell'elevato costo del personale, del fondo pensioni e del suo patrimonio immobiliare.

    Il conto operativo è da anni in perdita, di 27 milioni di euro nel solo 2013; il risultato di esercizio è positivo di 1 milione grazie a operazioni finanziarie. Il bilancio SIAE riporta debiti per oltre 900 milioni di euro che non ha distribuito ai detentori dei diritti come da suo oggetto sociale.

    Quanto al diritto d'autore e copia privata, SIAE nel 2013 ha riscosso 589 milioni di euro), di cui liquidati 464 ; ma ha imposto agli associati 101 milioni in quote sociali e provvigioni (p. 61), consumando in costi un totale di 183 milioni pari al 39 % degli ammontari liquidati."

    Ergo la SIAE è una società a delinquere il cui unico scopo è autoperpetuarsi e pagare una elite di associati a danno di tutti gli altri, grazie all'uso strumentale di tasse e poteri coerciti concessi dallo stato ed in ultimo dal sig franceschini che negava di imporre nuove tasse!
    Dove sta scritto nella nostra costituzione che devono essere protetti simili poltronifici a detrimento dell'intera collettività?
  • > > Tanto per cominciare di tasse basate sulla
    > colpa
    > > ce ne sono state, in Italia. Si pensi ai vari
    > > condoni fiscali, che tradotti in parole
    > povere
    > > significavano: "ci paghi un fisso, e noi non
    > > veniamo a mettere il naso negli affari
    > precedenti
    > > l'anno
    > > corrente".
    > >
    >
    > E questo cosa centra con l'equo compenso? Mica
    > posso scegliere se aderire o meno all'equo
    > compenso!

    Mai detto che puoi scegliere di non aderire all'equo compenso.
    Puoi scegliere di non comprare CD, DVD, file musicali su internet, e di evitare PC con hard disk e smartphone. E l'equo compenso non lo paghi.
    Pensa che si viveva altrettanto bene quando non c'erano, e non parlo di secoli fa, basta andare a prima del 1981.
    Adesso sembra che senza musica e film ed elettronica in casa l'uomo muoia di inedia, manco ci fosse una carestia.


    > > Da alcuni anni a questa parte se una legge
    > non
    > > piace, per i più svariati motivi, la si
    > accusa
    > di
    > > incostituzionalità.
    >
    > Ah dimmi tu allora come può essere costituzionale
    > una legge che prevede una tassa su un presunto
    > uso che potrei fare di un supporto, tu presumi
    > che delinqua

    Ma quale delinquere, da premesse sbagliate possono solo discendere conclusioni sbagliate. Come sempre, d'altronde.
    L'unica cosa presunta, che è anche un diritto, è che tu faccia una copia per uso personale. Fine.



    > > Ma quale presunzione, e ma quale privato.
    > > L'equo compenso è un bilanciamento fra copia
    > > privata, per uso personale, concessa dalla
    > legge
    > > sul diritto d'autore, e i mancati introiti
    > degli
    > > autori il cui CD o DVD è copiato. La
    > pirateria
    > > non c'entra
    > > nulla.
    >
    > Bilanciamento di che, visto che intanto sono
    > ammessi i sistemi che impediscono di fatto
    > l'esecuzione della copia privata?

    Questi sistemi sono stati inventati in Paesi come gli Stati Uniti in cui l'equo compenso non esiste, e il diritto alla copia privata non è ammesso, diversamente che in Italia.


    > E che in ogni
    > caso aggirare tali protezioni è considerato un
    > reato?

    Non è un reato.

    > Da una parte chiedono soldi per la copia privata
    > e dall'altra ti incriminano se la fai? A me non
    > sembra molto costituzionale tutto
    > questo!

    Non è nemmeno reale, se è per questo. È una tua personale fantasia, basata sul nulla.


    > > E la SIAE non è un privato: è un ente
    > pubblico
    > a
    > > base
    > > associativa.
    >
    > Verissimo, ma diciamola tutta la storia della SIAE
    [...]
    > Ergo la SIAE è una società a delinquere il cui
    > unico scopo è autoperpetuarsi e pagare una elite
    > di associati a danno di tutti gli altri, grazie
    > all'uso strumentale di tasse e poteri coerciti
    > concessi dallo stato ed in ultimo dal sig
    > franceschini che negava di imporre nuove
    > tasse!

    Aboliamo pure la SIAE. La legge sul diritto d'autore è una legge di Stato, compreso il capitolo sull'equo compenso. Se affidiamo questo compito ad altro ente, che sia l'AgCom oppure uno nuovo che si chiama BUGGERO non importa, che cosa cambia?
    Te lo dico io: non cambia assolutamente niente: anziché sfoghi inconcludenti contro la SIAE si leggerenno su PI sfoghi inconcludenti contro questi enti.


    > Dove sta scritto nella nostra costituzione che
    > devono essere protetti simili poltronifici a
    > detrimento dell'intera
    > collettività?

    Protetti?
    La SIAE può benissimo fallire, è la politica che ha avuto un occhio di riguardo per il dissesto finanziario e non ne ha caldeggiato l'eutanasia. Ma queste sono scelte, e tra l'altro in Italia è accaduto molte volte, quante grandi aziende e banche sono state salvate, non è mica scritto nella costituzione.
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > Mi piacerebbe avere il parere di Leguleio.
    > Come può essere costituzionale una tassa fondata
    > sulla presunzione di colpa!

    Non è fondata sulla presunzione di colpa. Sono stati furbi e la pirateria non l'hanno proprio tirata in ballo nella formulazione, altrimenti il corollario sarebbe stato che la pirateria è lecita e giustificata. Invece paghi per il "mancato guadagno" (???) sulla copia privata che ti fai del materiale che hai acquistato.
    Detto questo, le lobby forti del paese possono comunque e in ogni caso far risultare costituzionale qualsiasi cosa, lo sappiamo tutti. Il concetto è: la SIAE, magna e magna, è in forte deficit; ha amici nei posti giusti, che foraggia attentamente, ed ecco che leggi su misura e regali stile Franceschini fioccano come nevicasse.

    > Il codice penale parla chiaro la colpa è
    > personale e deve essere dimostrata al di la di
    > ogni ragionevole dubbio.
    > Qui si stabilisce una tassa i cui proventi
    > vengono girati ad un privato su una mera
    > presunzione e tale tassa viene applicata anche i
    > situazioni in cui caso mai è pressochè certo che
    > tale azione non venga espletata (es. utilizzo
    > professionale)
    Izio01
    4532
  • ...che vi aspettavate? Che l'italia abolisse una tassa. Ma siete matti!
    non+autenticato
  • Una cosa l'ho imparata nel corso degli anni.
    Quando ufficialmente si adotta un aggettivo qualificativo per indicare un servizio, quasi sempre è perché la realtà è l'opposto, come per esempio: equo (equo compenso, equitalia), onesto, moderno, ecc.
    Ingegneria sociale di basso livello...
    non+autenticato
  • chiamasi neolingua

    Vocabolario B: era costituito da parole inventate per scopi politici, intese a imporre un atteggiamento mentale, una direzione, in chi le usava. Parole composte: “Consistevano in due o più parole, ovvero porzioni di parole, combinate insieme in una forma che fosse di semplice pronuncia. L’obiettivo non era esprimere significati quanto distruggerli.

    svagocampo significa lavori forzati
    equo compenso significa tassa ma senza pronunciare tale parola
    non+autenticato
  • Si, danneggerà la nostra economia, ma dopotutto io vengo prima dei venditori, quindi il mio consiglio è che se dovete comprare supporti di memorizzazione, comprateli all'estero, anche solo per non ingrassare le tasche di quei delinquenti parassiti che vino alle nostre spese di rendita.

    E un'altro consiglio, non ascoltate più la loro musica, nemmeno in mp3.
    non+autenticato
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