Gaia Bottà

DDL Concorrenza, nessuna nuova penale

Il testo del DDL Concorrenza approvato nei giorni scorsi non reintroduce le penali sul recesso dal contratto di fornitura di un servizio ma regolamenta quelle relative alle promozioni. Il chiarimento del Mise

Roma - Il Ministero dello Sviluppo Economico è intervenuto con una nota per fare chiarezza sulle disposizioni previste dal DDL Concorrenza approvato nei giorni scorsi: nessuna deroga al decreto Bersani e a quanto stabilito in materia di illegittimità delle penali che prima del 2007 venivano applicate ai contratti di fornitura di servizi disdetti anzitempo.

L'articolo 16 del DDL Concorrenza stabilisce che l'"eventuale penale" debba essere "equa e proporzionata al valore del contratto e alla durata residua della promozione offerta": il Ministro Guidi precisa che ciò non prevede "in alcun modo la reintroduzione di penali per chi recede dai contratti di abbonamento a telefoni fissi e mobili, internet o a pay-tv". L'articolo si applica in effetti alle "promozioni": "disciplina i costi di uscita dalle sole promozioni relative ai medesimi servizi - si scrive nella nota - (come per esempio l'uso di uno smartphone o le partite di calcio gratuite)", la cui durata è stata limitata a un periodo di 24 mesi, un intervallo temporale ridotto rispetto a quanto fissato in precedenza.

Il DDL tenta inoltre di dissuadere i fornitori di servizi dal mascherare gli abbonamenti sotto la forma delle promozioni imponendo più trasparenza per i consumatori e il confronto con le autorità: "l'operatore dovrà fornire al consumatore informazione esaustiva in merito all'esistenza e all'entità di costi d'uscita. Dovrà inoltre spiegarne analiticamente al Garante delle comunicazioni, sulla base dei costi effettivamente sostenuti, la giustificazione", si chiosa nella nota del Ministero, nella quale si specifica che i costi di uscita dalle promozioni debbano risultare "proporzionali al valore del contratto e alla durata residua".
Altroconsumo non nasconde comunque la propria inquietudine per un DDL che "rischia quindi con tutta evidenza di fare rientrare dalla finestra le vecchie penali e di permettere di nuovo agli operatori di recuperare non solo le spese vive - che in quanto tali sono riferibili ad aspetti tecnici e non al valore del contratto - ma anche il mancato guadagno commerciale rispetto ad utenti che liberamente hanno deciso di lasciare l'operatore prima del termine del contratto". "Ciò che era vietato fino a oggi continuerà a esserlo anche dopo l'entrata in vigore della nuova legge sulla concorrenza - rassicura però il Ministero - e anzi le pratiche commerciali già in atto saranno soggette a vincoli più stringenti a tutela del consumatore". Gli eventuali escamotage adottati dai fornitori di servizi, ad esempio al momento del cambio di operatore, non verranno dunque resi superflui da un ritorno alla legalizzazione delle penali, ma continueranno a rappresentare degli abusi che si sviluppano nelle pieghe della legge.

Gaia Bottà
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4 Commenti alla Notizia DDL Concorrenza, nessuna nuova penale
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  • La discussione è interessante ed in effetti i cambiamenti avranno degli effetti visibili.

    Lasciatemi una digressione: perché i quotidiani non sono andati a cercare sul sito della Camera il Disegno di Legge (perché di questo si tratta, non di un Decreto) originale?
    Si sono basati solo sul riassuntino del Governo senza andare a vedere i documenti originali, cosa che con un piccolo sforzo chiunque è in grado di fare.

    Ormai la Stampa non è abituata a controllare le notizie!
    Altro che le "due fonti autorevoli" sempre cercate nei telefilm giornalistici americani!
  • A me sembrava chiaro già il testo originale, che anzi introduceva ulteriori vantaggi per l'utente:

    3-ter. Il contratto stipulato con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica ove comprensivi di offerte promozionali non può avere durata superiore a ventiquattro mesi. Nel caso di risoluzione anticipata si applicano i medesimi obblighi informativi e i medesimi limiti agli oneri per il consumatore di cui al comma 3, ultimo periodo e, comunque, l’eventuale penale deve essere equa e proporzionata al valore del contratto e alla durata residua della promozione offerta.
  • - Scritto da: Petrossi
    > A me sembrava chiaro già il testo originale, che
    > anzi introduceva ulteriori vantaggi per
    > l'utente:
    >
    > 3-ter. Il contratto stipulato con operatori di
    > telefonia e di reti televisive e di comunicazione
    > elettronica ove comprensivi di offerte
    > promozionali non può avere durata superiore a
    > ventiquattro mesi. Nel caso di risoluzione
    > anticipata si applicano i medesimi obblighi
    > informativi e i medesimi limiti agli oneri per il
    > consumatore di cui al comma 3, ultimo periodo e,
    > comunque, l’eventuale penale deve essere equa e
    > proporzionata al valore del contratto e alla
    > durata residua della promozione
    > offerta.

    Il che vuol dire che un contratto con iPhone in promozione, piuttosto che samsung S5 o altro, avrà canoni mensili più elevati: da 19 a 29 euro al mese (700 eur di iPhone / 24 mesi). In questa cifra c'è lo sconto per il gestore da parte di Apple e il traffico "gratis" per l'utente.

    Per contro il numero di contratti con questa formula è destinato a decrescere perché da una parte ci sarà l'aumento di prezzo del contratto che provochera un calo "fisiologico" della domanda e dall'altro un ulteriore aumento dovuto alla comparsa di quei costi che prima si annidavano tra le clausole, ma che non si riusciva a vedere bene perché "l'utente approva quanto descritto negli articoli 12 commi 3, 5, e 7, 14 comma 3 bis, e 17 comma 2" ti vai a leggere il comma 5 dell'articolo 12 e trovi, se sei fortunato, solo dei rimandi ad articoli di una qualche legge.
    Ora questa pratica non si può più attuare per nascondere i costi e altri comportamenti vessatori da parte dei gestori.
    Per contro, appunto, il costo dei contratti sembrerà aumentare ulteriormente. Il bello è che stavolta non si potrà traslare i costi aggiuntivi sull'utente senza che questi non abbia la possibilità di accorgersene PRIMA di firmare il contratto.

    GT
  • - Scritto da: Guybrush
    > - Scritto da: Petrossi
    > > A me sembrava chiaro già il testo originale, che
    > > anzi introduceva ulteriori vantaggi per
    > > l'utente:
    > >
    > > 3-ter. Il contratto stipulato con operatori di
    > > telefonia e di reti televisive e di
    > comunicazione
    > > elettronica ove comprensivi di offerte
    > > promozionali non può avere durata superiore a
    > > ventiquattro mesi. Nel caso di risoluzione
    > > anticipata si applicano i medesimi obblighi
    > > informativi e i medesimi limiti agli oneri per
    > il
    > > consumatore di cui al comma 3, ultimo periodo e,
    > > comunque, l’eventuale penale deve essere equa e
    > > proporzionata al valore del contratto e alla
    > > durata residua della promozione
    > > offerta.
    >
    > Il che vuol dire che un contratto con iPhone in
    > promozione, piuttosto che samsung S5 o altro,
    > avrà canoni mensili più elevati: da 19 a 29 euro
    > al mese (700 eur di iPhone / 24 mesi). In questa
    > cifra c'è lo sconto per il gestore da parte di
    > Apple e il traffico "gratis" per l'utente.
    >
    >
    > Per contro il numero di contratti con questa
    > formula è destinato a decrescere perché da una
    > parte ci sarà l'aumento di prezzo del contratto
    > che provochera un calo "fisiologico" della
    > domanda e dall'altro un ulteriore aumento dovuto
    > alla comparsa di quei costi che prima si
    > annidavano tra le clausole, ma che non si
    > riusciva a vedere bene perché "l'utente approva
    > quanto descritto negli articoli 12 commi 3, 5, e
    > 7, 14 comma 3 bis, e 17 comma 2" ti vai a leggere
    > il comma 5 dell'articolo 12 e trovi, se sei
    > fortunato, solo dei rimandi ad articoli di una
    > qualche legge.
    >
    > Ora questa pratica non si può più attuare per
    > nascondere i costi e altri comportamenti
    > vessatori da parte dei
    > gestori.
    > Per contro, appunto, il costo dei contratti
    > sembrerà aumentare ulteriormente. Il bello è che
    > stavolta non si potrà traslare i costi aggiuntivi
    > sull'utente senza che questi non abbia la
    > possibilità di accorgersene PRIMA di firmare il
    > contratto.
    >
    > GT

    A me la norma sembra solo che dica che i costi di uscita devono essere congrui, è ovvio che se prendo in contratto un telefono da 500 euro devono farmi pagare in caso di recessione anticipata almeno i costi che non hanno ancora ammortizzato, ma non cifre assurde. CHe poi, a vedere le offerte, mi sembra che fosse già così mi sembra, ma è meglio scriverlo nero su bianco. Un'offerata di 30 mesi non è solo un modo per pagare a rate un dispositivo costoso, è anche un modo per legarsi il cliente per due anni e mezzo, io sono a favore della diminuzione della durata massimo di contratto, che aumentito pure le tariffe, speriamo che la "gente" impari ad accontentarsianche di modelli meno recenti o famosi.
    non+autenticato