Claudio Tamburrino

Droni, volo sregolato sull'Expo?

Gli UAV che sorvolano i cantieri ancora aperti non avrebbero i necessari permessi: ENAC indaga, ma la regolamentazione dei droni in Italia Ŕ ancora in divenire

Roma - Expo 2015, l'esposizione internazionale che nonostante i ritardi nei lavori per la costruzione dei padiglioni milanesi e le polemiche che hanno accompagnato la sua organizzazione, farà il suo esordio il prossimo primo maggio: da ultimo, a far sollevare l'indice ammonitore della critica sono stati i droni che ogni settimana sorvolano l'area dei lavori.


Attivi dallo scorso settembre nell'ambito del progetto "Belvedere in città" gestito insieme a Telecom Italia e condotto dalla Fidogroup, lo scopo di questi UAV (Unmanned Aerial Vehicles) è quello di catturare video sull'avanzamento dei lavori, pubblicati sul sito di Expo. Il problema, spiega Il Fatto Quotidiano, è legato alla legge vigente in Italia: stando al regolamento dell'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC) i piccoli aerei a pilotaggio remoto devono avere un'autorizzazione specifica per poter sorvolare aree critiche come agglomerati urbani e infrastrutture.

Si tratta di un'impostazione che segue una logica seguita anche in diversi altri paesi e che è il riflesso del recente sviluppo di questo tipo di tecnologia: l'innovazione che ha consegnato potenzialmente nelle mani di chiunque questi dispositivi radiotelecomandati volanti ha lasciato il settore in un vuoto normativo su cui i legislatori sono intervenuti ex-post con proibizioni e regolamentazione conseguenti alle possibili minacce.
Quello che manca in particolare al drone ingaggiato per sorvolare il cantiere di Rho, dunque, è il permesso ad hoc necessario ad operare su aree a rischio. Una valutazione tuttavia lasciata apparentemente agli operatori stessi.
Eppure, quella coinvolta sembra per antonomasia un'area critica di infrastruttura urbana in quanto zona abitata stretta tra due autostrade, in cui si trova un carcere (quello di Bollate) e dista appena 7 chilometri (la distanza di sicurezza per le operazioni non critiche è di 8 chilometri) dall'aeroporto di Bresso che, in quanto tale, è una zona interdetta a qualsiasi volo. D'altra parte per considerare un'area non critica non devono essere previste "aree congestionate, assembramenti di persone, agglomerati urbani e infrastrutture".

Mentre Expo si è limitata a dire che i suoi droni rispettano tutte le regole, ed un responsabile ENAC ha già fatto sapere che la distanza dagli aeroporti è più formale che sostanziale e che nella prossima versione del regolamento sarà mitigata, quest'ultimo ha altresì anticipato che la questione dei droni di Expo sarà approfondita.

Claudio Tamburrino
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10 Commenti alla Notizia Droni, volo sregolato sull'Expo?
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  • ...che costa qualche centinaia di euro.
       una volta si chiamavano così,
       ma "drone" fa più fico.

    :)
    non+autenticato
  • velivoli senza piloti che costano poche centinaia di euro e permettono di fare viaggi di moltissimi km portanto anche "carichi" volendo pericolosi.
    speriamo a nessuno venga voglia di usarli per altri scopi da quelli attuali.
  • - Scritto da: fishbrain
    > velivoli senza piloti che costano poche centinaia
    > di euro e permettono di fare viaggi di moltissimi
    > km

    dove?
    non+autenticato
  • - Scritto da: gianni
    > - Scritto da: fishbrain
    > > velivoli senza piloti che costano poche
    > centinaia
    > > di euro e permettono di fare viaggi di
    > moltissimi
    > > km
    >
    > dove?

    Forse parla dei droni che usano gli USA per bombardare ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Passante
    > - Scritto da: gianni
    > > - Scritto da: fishbrain
    > > > velivoli senza piloti che costano poche
    > > centinaia
    > > > di euro e permettono di fare viaggi di
    > > moltissimi
    > > > km
    > >
    > > dove?
    >
    > Forse parla dei droni che usano gli USA per
    > bombardare
    > ?
    Al costo di poche centinaia di euro?
    Cmq np, non sono regolamentati? Fionda, biglia di acciaio e divertimento garantito ...
    P.S. poi si possono rivendere i cocci
    non+autenticato
  • intendo che gia un medio modello della parrot riesce a sollevare 1/2kg di materiale (il materiale chimico lo lascio immaginare a voi)....e lo puoi pilotare da iphone nel raggio centinaia di metri e sganciare dove vuoi..magari in qualche bella piazza gremita zona roma. questa è la mia paura.
  • Si, regolamentiamo tutto!
    Ci dà tanta sicurezza.
    Non ci fa pensare che quelli che veramente vogliono colpire se ne fregano abbondantemente dei regolamenti.
    Regolamentiamo quindi in maniera stretta ed oppressiva coloro ai quali servirebbe solo un suggerimento e delle linee di comportamento, e lasciamo liberi (per forza) chi è veramente pericoloso.
    Il mondo al contrario.
    non+autenticato
  • - Scritto da: clabata
    > Si, regolamentiamo tutto!
    > Ci dà tanta sicurezza.

    Stradale per esempio?A bocca aperta
    non+autenticato
  • Beh, se ci pensi, le automobili sono più sicure di quelle costruite negli anni '70, gli asfalti sono migliorati (a parte lo schifo che certi assessori delinquenti stanno facendo adesso), le gomme sono migliorate, gl incidenti sono diminuiti (sempre rispetto agli anni '70) eppure le assicurazioni sono aumentate e i limiti di velocità sono diminuiti (addirittura si arriva ai 30 km orari in alcune zone della città).
    E tu paghi...
    non+autenticato
  • > Beh, se ci pensi, le automobili sono più sicure
    > di quelle costruite negli anni '70, gli asfalti
    > sono migliorati (a parte lo schifo che certi
    > assessori delinquenti stanno facendo adesso), le
    > gomme sono migliorate, gl incidenti sono
    > diminuiti (sempre rispetto agli anni '70)

    Io non salterei subito alle conclusioni finali, così, con pochi elementi.
    Negli anni Settanta non esisteva l'obbligo di allacciare le cinture, non esisteva la patente a punti, non erano per nulla comuni gli autovelox, e non era autorizzato l'uso di alcolimetri da parte delle forze dell'ordine. A questo proposito ti posso raccontare anche di storie che viste con gli occhi di oggi hanno dell'incredibile, ma nell'Italia amante del vino e del "simpatico ubriacone" erano accettate.

    Un capitolo a parte va anche scritto sui motorini e sui ciclomotori 125 cc guidati da minorenni, che contribuivano ad ingrossare le statistiche degli incidenti mortali: non solo non esisteva l'obbligo di casco, ma nemmeno c'era una vera patente.


    > eppure
    > le assicurazioni sono aumentate e i limiti di
    > velocità sono diminuiti (addirittura si arriva ai
    > 30 km orari in alcune zone della
    > città).

    Le assicurazioni aumentano in proporzione all'aumento delle tariffe dei carrozzieri, il numero totale degli incidenti non ha rilevanza. O meglio, sospetto che indirettamente ne sia influenzato, ma sempre a causa delle tariffe: ci sono meno incidenti ma i carrozzieri più o meno sono sempre quelli, ergo i prezzi lievitano.

    Il capitolo degli assurdi limiti di velocità andrebbe affrontato addirittura a livello costituzionale, perché gli amministratori dei Comuni li abbassano esclusivamente per poter fare cassa con le multe, la sicurezza stradale non c'entra nulla. Non avviene solo in Italia.Deluso