Alfonso Maruccia

MWC 2015/ Qualcomm, tra SoC cognitivi e lettori di impronte

Il produttore statunitense ha presentato la nuova architettura di processore su cui saranno basati i suoi nuovi chip mobile. Ma le novità non si esauriscono con il SoC e si parla anche di piattaforme cognitive e sensori biometrici

Roma - La nuova architettura di processore di Qualcomm si chiama Kryo, una tecnologia a 64-bit basata su set di istruzioni ARMv8, realizzata con un nuovo processo produttivo e destinata a far parte dei futuri chip SoC (System-on-a-Chip) dell'azienda americana, a partire dallo Snapdragon 820.

I SoC Kryo adotteranno una tecnologia di transistor tridimensionale (FinFET, o "tri-gate" nella variante Intel) e saranno probabilmente prodotti con nodo a 16 o 14 nanometri, con la seconda metà del 2015 fissata come periodo di arrivo dei primi chip da integrare sui gadget mobile.

Con il SoC Snapdragon 820 arriverà anche Zeroth, una piattaforma di computing cognitivo che al pari di IBM Watson vorrebbe fornire risposte nuove e più "umane" ai problemi informatici dell'utente. Diversamente da Watson, però Zeroth sfrutterà i vari componenti hardware del terminale mobile in locale per incrementare la sicurezza del device, adattarsi meglio alle esigenze dell'utente e persino anticiparle. L'ascolto delle conversazioni e il funzionamento costante di tutti i sensori sono naturalmente un must.

Un'altra interessante novità presentata da Qualcomm si chiama Sense ID, vale a dire un lettore di impronte digitali che dovrebbe garantire performance e precisione nella lettura molto maggiori di TouchID di Apple (iPhone 5S) grazie alla scansione tridimensionale della superficie delle impronte basata sull'uso degli ultrasuoni.

I sensori biometrici come Sense ID sono la nuova frontiera dei gadget mobile extra-lusso, un mercato in cui non a caso i pretendenti si affollano e accolgono i nuovi arrivati come Synaptics e il suo Natural ID, il misterioso nuovo sensore del Samsung Galaxy S6 ed Eyeprint ID, tecnologia di scansione retinica - basata quindi sull'interpretazione software dell'immagine dell'occhio ripresa dalla fotocamera di bordo - che ZTE integrerà sul terminale Grand S3.

Alfonso Maruccia
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