Claudio Tamburrino

Facebook contro l'Origine della Vita

Il social network blu per la vergogna di un'opera d'arte troppo esplicita. Ed ora rischia di doversi confrontare con i tribunali francesi che ritengono di averne facoltà

Roma - Un tribunale francese ha stabilito di avere l'autorità per giudicare un caso relativo alla politica di censura di Facebook e alla sua decisione di bloccare l'account di un professore che aveva pubblicato un'opera d'arte ritenuta tuttavia troppo esplicita per il social network.

Al centro di tutto l'Origine del Mondo, opera del 1866 di Gustave Courbert che rappresenta una descrizione quasi anatomica di un organo genitale femminile. Per chi non la conoscesse, è tra le opere per cui vale visitare il Musee d'Orsay di Parigi. Ciò nonostante secondo il sistema di Facebook essa sarebbe troppo esplicita e quindi violerebbe le sue policy: per questo è stato bloccato l'account di un professore che l'aveva condivisa sulla sua homepage nel 2011. Contro la decisione del social network l'uomo, il cui nome non è stato diffuso dai giornali francesi, è ricorso al tribunale francese che ha stabilito ora di avere l'autorità per valutare il caso e che aprirà l'udienza il prossimo 21 maggio.

Da una questione pruriginosa, il caso può diventare l'occasione per affrontare la questione della responsabilità extra-territoriali di servizi come Facebook e la facoltà delle autorità locali di chiamarli in causa per situazioni che coinvolgono i propri cittadini e di conseguenza il proprio territorio.
Per il momento, dunque, sembra trattarsi principalmente di una questione di giurisprudenza, tuttavia non è la prima volta che il puritanesimo quacchero si scontra con il liberismo culturale ed il libertinismo francese: nel 2013 Facebook sospendevano per esempio l'account ufficiale del parigino Jeu De Paume, reo secondo i responsabili del social network di aver pubblicato un'immagine troppo esplicita. Quella, altro non era che una fotografia di nudo artistico dell'artista Laure Albin Guillot, incluso peraltro in una retrospettiva organizzata dal Jeu de Paume.

Per il momento Facebook ha risposto prendendo nota della decisione francese e sottolineando che nel frattempo "gli standard della comunità si sono evoluti", arrivando evidentemente a quelli della Francia del 1800 ed accettando i nudi artistici, purché non fotografici.

Claudio Tamburrino
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33 Commenti alla Notizia Facebook contro l'Origine della Vita
Ordina
  • che e' questo fermento in difesa di FB? fosse raggiungibile solo da 192.168.0.0/16 sarebbe un grosso passo per l'umanita'.
    non+autenticato
  • Nell'articolo non ravviso alcuna difesa di Facebook; certo a meno che dare del puritano quacchero millottocentesco non sia fare dei complimenti...
    Ad ogni modo non capisco neppure perchè si parli di libertinismo e di "questione purriginosa" alla fine è un'opera d'arte (un po troppo banale per i miei gusti).

    Rimango d'accordo con te che escludere FB dalla rete sarebbe un grosso passo avanti per l'umanità
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > Nell'articolo non ravviso alcuna difesa di
    > Facebook; certo a meno che dare del puritano
    chi ha parlato di articolo? il fermento e' nei commenti... per quello 'sindrome di stoccolma' (degli utenti-vittima)

    > Rimango d'accordo con te che escludere FB dalla
    > rete sarebbe un grosso passo avanti per
    > l'umanità
    bravoSorride
    non+autenticato
  • facebook e' un privato che puo decidere in principio le sue condizioni. la legge ha grandi difficolta ha imporgli alcunche'.

    continuo a pensare che sarebbe necessario obbligare tutti i fornitori di comunicazione all'interconnettibilita'.
    questo aprirebbe una vera concorrenza tra i fornitori di comunicazione, e chi offrirebbe di piu e meglio avrebbe piu utenti.

    Certo, il problema e' che le lobby sono liberiste coi deboli ma protezioniste coi forti e loro stessi. Cio non toglie che secondo me la battaglia e' quella e bisogna sostenere forrtyemente il principio dell'obbligho alla intercconnettivita. E dovrebbero essere i "famosi" a dare battaglia (coem alcuni avevano a suo tempo fatto)
    non+autenticato
  • - Scritto da: rudy
    > facebook e' un privato che puo decidere in
    > principio le sue condizioni.

    NO.
    I motivi per cui non deve essergli concesso farlo li ho spiegati qui:
    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=4231282&m=423...
    non+autenticato
  • - Scritto da: rudy
    > facebook e' un privato che puo decidere in
    > principio le sue condizioni. la legge ha grandi
    > difficolta ha imporgli
    > alcunche'.

    Non e' cosi'.
    Le discriminazioni sono contro la legge.
    L'ovile fessbuk sara' anche un privato ma e' aperto al pubblico e quindi non puo' fare discriminazioni.

    Che cosa ne dici se fessbuk decidesse di proibire foto religiose, o di gente di colore, o di gente dai diversi gusti sessuali?

    Non puo' mica difendersi dicendo "sono un privato, faccio come mi pare".

    L'ovile fessbuk ha commesso un atto di censura bello e buono.
  • si ma nessuno tuttavia ti costringe a rimanere su quell'obbrobrio di social network, ce ne sono altri e meno restrittivi.
    solo perchè è più famoso ed usato non significa che deve piegarsi a ciò che dico.
    detto questo trovo la sua policy di censura ridicola ma sono affari suoi, dopotutto è un privato con sede in bigottolonadia, infatti io non mi ci sono mai iscritto così evito pure di essere spiato e i miei dati personali usati per scopo di lucro.


    - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: rudy
    > > facebook e' un privato che puo decidere in
    > > principio le sue condizioni. la legge ha
    > grandi
    > > difficolta ha imporgli
    > > alcunche'.
    >
    > Non e' cosi'.
    > Le discriminazioni sono contro la legge.
    > L'ovile fessbuk sara' anche un privato ma e'
    > aperto al pubblico e quindi non puo' fare
    > discriminazioni.
    >
    > Che cosa ne dici se fessbuk decidesse di proibire
    > foto religiose, o di gente di colore, o di gente
    > dai diversi gusti
    > sessuali?
    >
    > Non puo' mica difendersi dicendo "sono un
    > privato, faccio come mi
    > pare".
    >
    > L'ovile fessbuk ha commesso un atto di censura
    > bello e
    > buono.
    non+autenticato
  • - Scritto da: thepassenge r
    > si ma nessuno tuttavia ti costringe a rimanere su
    > quell'obbrobrio di social network, ce ne sono
    > altri e meno
    > restrittivi.
    > solo perchè è più famoso ed usato non significa
    > che deve piegarsi a ciò che
    > dico.
    > detto questo trovo la sua policy di censura
    > ridicola ma sono affari suoi, dopotutto è un
    > privato con sede in bigottolonadia, infatti io
    > non mi ci sono mai iscritto così evito pure di
    > essere spiato e i miei dati personali usati per
    > scopo di
    > lucro.
    >

    Quoto. Se per i francesi quell'immagine è ok, per altri può non esserlo, e pubblicandola Facebook potrebbe trovarsi di fronte a un tribunale per il motivo opposto. Per quanto io sia contrario alla censura in linea di principio, sono anche dell'idea che un privato possa dettare le regole in casa propria. Non ti piacciono? Vai a casa di qualcun altro.
    Tra l'altro, anch'io come te non mi sono mai iscritto a Facebook né intendo farlo nel prossimo futuro.
    Izio01
    4150
  • - Scritto da: Izio01
    > - Scritto da: thepassenge r
    > > si ma nessuno tuttavia ti costringe a
    > rimanere
    > su
    > > quell'obbrobrio di social network, ce ne sono
    > > altri e meno
    > > restrittivi.
    > > solo perchè è più famoso ed usato non
    > significa
    > > che deve piegarsi a ciò che
    > > dico.
    > > detto questo trovo la sua policy di censura
    > > ridicola ma sono affari suoi, dopotutto è un
    > > privato con sede in bigottolonadia, infatti
    > io
    > > non mi ci sono mai iscritto così evito pure
    > di
    > > essere spiato e i miei dati personali usati
    > per
    > > scopo di
    > > lucro.
    > >
    >
    > Quoto. Se per i francesi quell'immagine è ok, per
    > altri può non esserlo, e pubblicandola Facebook
    > potrebbe trovarsi di fronte a un tribunale per il
    > motivo opposto. Per quanto io sia contrario alla
    > censura in linea di principio, sono anche
    > dell'idea che un privato possa dettare le regole
    > in casa propria. Non ti piacciono? Vai a casa di
    > qualcun
    > altro.
    > Tra l'altro, anch'io come te non mi sono mai
    > iscritto a Facebook né intendo farlo nel prossimo
    > futuro.
    Invece dell'immagine bastava mettere il link al quadro nel museo.
    La responsabilitá sarebbe passata al museo e così le eventuali denunce

    http://www.musee-orsay.fr/it/collezioni/catalogo-d...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mario
    > - Scritto da: Izio01
    > > - Scritto da: thepassenge r
    > > > si ma nessuno tuttavia ti costringe a
    > > rimanere
    > > su
    > > > quell'obbrobrio di social network, ce ne
    > sono
    > > > altri e meno
    > > > restrittivi.
    > > > solo perchè è più famoso ed usato non
    > > significa
    > > > che deve piegarsi a ciò che
    > > > dico.
    > > > detto questo trovo la sua policy di censura
    > > > ridicola ma sono affari suoi, dopotutto è
    > un
    > > > privato con sede in bigottolonadia, infatti
    > > io
    > > > non mi ci sono mai iscritto così evito pure
    > > di
    > > > essere spiato e i miei dati personali usati
    > > per
    > > > scopo di
    > > > lucro.
    > > >
    > >
    > > Quoto. Se per i francesi quell'immagine è ok,
    > per
    > > altri può non esserlo, e pubblicandola Facebook
    > > potrebbe trovarsi di fronte a un tribunale per
    > il
    > > motivo opposto. Per quanto io sia contrario alla
    > > censura in linea di principio, sono anche
    > > dell'idea che un privato possa dettare le regole
    > > in casa propria. Non ti piacciono? Vai a casa di
    > > qualcun
    > > altro.
    > > Tra l'altro, anch'io come te non mi sono mai
    > > iscritto a Facebook né intendo farlo nel
    > prossimo
    > > futuro.
    > Invece dell'immagine bastava mettere il link al
    > quadro nel
    > museo.
    > La responsabilitá sarebbe passata al museo e così
    > le eventuali
    > denunce
    >
    > http://www.musee-orsay.fr/it/collezioni/catalogo-d

    Ma e' proprio quello che e' stato fatto.
    Un link al quadro del museo

    [code]http://www.musee-orsay.fr/typo3temp/zoom/tmp_91810...]

    Perche' dover perdere tempo per copiare l'immagine su un altro server e consumare pure banda?

    Io quando voglio parassitare una immagine altrui, metto il link diretto, cosi' se l'amministratore di quel server ha qualcosa in contrario, non fa altro che toglierla e il mio link non funziona piu', e la banda e' tutta a carico suo.
  • > > Invece dell'immagine bastava mettere il link
    > al
    > > quadro nel
    > > museo.
    > > La responsabilitá sarebbe passata al
    > museo e
    > così
    > > le eventuali
    > > denunce
    > >
    > >
    > http://www.musee-orsay.fr/it/collezioni/catalogo-d
    >
    > Ma e' proprio quello che e' stato fatto.
    > Un link al quadro del museo
    >
    > [code]http://www.musee-orsay.fr/typo3temp/zoom/tmp
    >
    > Perche' dover perdere tempo per copiare
    > l'immagine su un altro server e consumare pure
    > banda?

    Non potendo vedere come appariva prima di tutta la querelle parlo per ipotesi, in ogni caso ipotesi fondata. Facebook ad ogni link, che sia una foto, un video oppure una pagina web, incorpora automaticamente il contenuto esterno. Si può disabilitare l'incorporamento, ma è un passaggio in più, che forse il professore non ha ritenuto necessario.
  • - Scritto da: Izio01
    > - Scritto da: thepassenge r
    > > si ma nessuno tuttavia ti costringe a
    > rimanere
    > su
    > > quell'obbrobrio di social network, ce ne sono
    > > altri e meno
    > > restrittivi.
    > > solo perchè è più famoso ed usato non
    > significa
    > > che deve piegarsi a ciò che
    > > dico.
    > > detto questo trovo la sua policy di censura
    > > ridicola ma sono affari suoi, dopotutto è un
    > > privato con sede in bigottolonadia, infatti
    > io
    > > non mi ci sono mai iscritto così evito pure
    > di
    > > essere spiato e i miei dati personali usati
    > per
    > > scopo di
    > > lucro.
    > >
    >
    > Quoto. Se per i francesi quell'immagine è ok, per
    > altri può non esserlo, e pubblicandola Facebook
    > potrebbe trovarsi di fronte a un tribunale per il
    > motivo opposto. Per quanto io sia contrario alla
    > censura in linea di principio, sono anche
    > dell'idea che un privato possa dettare le regole
    > in casa propria. Non ti piacciono? Vai a casa di
    > qualcun altro.

    Infatti: personalmente non vedo l'ora che esca qualche social network nei paesi arabi per aprire un canale di discussione a tema affettati di maiale !
    non+autenticato
  • > si ma nessuno tuttavia ti costringe a rimanere su
    > quell'obbrobrio di social network.

    Oh si che ti costringono.

    Se vuoi tenerti in comunicazione con gli altri DEVI usare Facebook, altrimenti non c'è modo.

    L'esimio professore avrebbe potuto benissimo mettere la foto da qualche altra parte, ma non lo avrebbe ascoltato ne visto nessuno.

    Loro hanno vinto la loro battaglia, ora fanno fare alla gente ciò che vogliono e visto che i termini sono chiari, possono anche censurare o bloccare chi vogliono.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tibuko Legomme
    > > si ma nessuno tuttavia ti costringe a
    > > rimanere su quell'obbrobrio di social
    > > network.

    > Oh si che ti costringono.

    > Se vuoi tenerti in comunicazione con gli altri
    > DEVI usare Facebook, altrimenti non c'è
    > modo.

    Conosci solo gente priva di un telefono ???
    non+autenticato
  • Per Facebook non può valere nulla di ciò che vale per i normali siti WEB.
    Facebook è diventato il centro della comunicazione mondiale, sia mobile (pure con What's App) che desktop.

    Non è pensabile che un signore possa decidere cosa può scrivere e quali immagini può pubblicare la quasi totale popolazione mondiale connessa.

    SI, ci sono mille altri modi per comunicare, ma la massa non li usa e questo è un dato di fatto.

    NO, non si può pensare al caso di un sito specializzato, come può essere questo su cui scriviamo, che può addurre qualsiasi motivazione (o anche non farlo) e censurare messaggi: ne hanno diritto, non violano la libertà di parola di 1,6 miliardi di persone.
    Io scrivo questo messaggio qui, se me lo cancellano, lo riscrivo su mille altri siti analoghi, raggiungendo LO STESSO TARGET.

    Per Facebook questo non vale. Molti utenti di Facebook non escono dal social, quello che non c'è lì, non esiste. Ancora peggio What's App che può rimuovere frasi che contengono parole scomode (e Skype già lo fa).

    L'unica cosa che deve rimuovere Facebook è ciò che la legge esplicitamente impone e solo in seguito alla segnalazione di qualcuno che se ne assume la responsabilità: ci saranno ovvie complicazioni per l'assenza di territorialità, ma è sempre meglio complicare il loro lavoro che farsi dire da un miliardario che non posso condividere con gli amici una barzelletta sulle religioni, perché questa è niente meno che MANIPOLAZIONE DI MASSA.

    Ora, già lo so, arriveranno quelli che le pecore, beh beh beh, affari loro...
    NO.
    Credete che quello che fa la massa non abbia influenza sulla vostra vita? Se le pecore finiranno in un ovile distopico, ci finirete anche voi, volenti o nolenti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Per Facebook non può valere nulla di ciò che vale
    > per i normali siti
    > WEB.
    > Facebook è diventato il centro della
    > comunicazione mondiale, sia mobile (pure con
    > What's App) che
    > desktop.
    >
    > Non è pensabile che un signore possa decidere
    > cosa può scrivere e quali immagini può pubblicare
    > la quasi totale popolazione mondiale
    > connessa
    .
    >
    > SI, ci sono mille altri modi per comunicare, ma
    > la massa non li usa e questo è un dato di
    > fatto.
    >
    > NO, non si può pensare al caso di un sito
    > specializzato, come può essere questo su cui
    > scriviamo, che può addurre qualsiasi motivazione
    > (o anche non farlo) e censurare messaggi: ne
    > hanno diritto, non violano la libertà di parola
    > di 1,6 miliardi di persone.
    >
    > Io scrivo questo messaggio qui, se me lo
    > cancellano, lo riscrivo su mille altri siti
    > analoghi, raggiungendo LO STESSO
    > TARGET.
    >
    > Per Facebook questo non vale. Molti utenti di
    > Facebook non escono dal social, quello che non
    > c'è lì, non esiste. Ancora peggio What's App che
    > può rimuovere frasi che contengono parole scomode
    > (e Skype già lo
    > fa).
    >
    > L'unica cosa che deve rimuovere Facebook è ciò
    > che la legge esplicitamente impone e solo in
    > seguito alla segnalazione di qualcuno che se ne
    > assume la responsabilità: ci saranno ovvie
    > complicazioni per l'assenza di territorialità, ma
    > è sempre meglio complicare il loro lavoro che
    > farsi dire da un miliardario che non posso
    > condividere con gli amici una barzelletta sulle
    > religioni, perché questa è niente meno che
    > MANIPOLAZIONE DI
    > MASSA.
    >
    > Ora, già lo so, arriveranno quelli che le pecore,
    > beh beh beh, affari
    > loro...
    > NO.
    > Credete che quello che fa la massa non abbia
    > influenza sulla vostra vita? Se le pecore
    > finiranno in un ovile distopico, ci finirete
    > anche voi, volenti o
    > nolenti.
    Qui trovi una soluzione:
    http://en.wikipedia.org/wiki/The_Marching_Morons
    non+autenticato
  • In italiano "Gli idioti in marcia", è il racconto da cui è tratto Idiocracy
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Per Facebook non può valere nulla di ciò che vale
    > per i normali siti
    > WEB.
    > Facebook è diventato il centro della
    > comunicazione mondiale, sia mobile (pure con
    > What's App) che
    > desktop.
    >
    > Non è pensabile che un signore possa decidere
    > cosa può scrivere e quali immagini può pubblicare
    > la quasi totale popolazione mondiale
    > connessa
    .

    Non è pensabile che tu possa dire una cosa del genere.

    Il primo emendamento garantisce la libertà di culto, parola e stampa, il diritto di riunirsi pacificamente e il diritto di appellarsi al governo per correggere i torti.

    Ognuno può dire e pubblicare ciò che vuole, assumendosi la responsabilià e le conseguenze di ciò che ha detto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Perseo

    > Ognuno può dire e pubblicare ciò che vuole,
    > assumendosi la responsabilià e le conseguenze di
    > ciò che ha
    > detto.

    Su facebook non è così, prova ne sia, cen e fosse bisogno, il presente articolo.
    non+autenticato
  • La cosa ironica è che tu queste belle cose le stia dicendo su un sito che censura 20 volte più di Facebook.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > La cosa ironica è che tu queste belle cose le
    > stia dicendo su un sito che censura 20 volte più
    > di
    > Facebook.

    Ho già spiegato la differenza: un sito con un numero limitato di utenti può fare quello che gli pare, gli utenti possono andare su mille altri siti di pari o maggiore valore, siti che esistono già e sono già frequentati .

    Puoi paragonare PI alla casa di un privato: è corretto che decida cosa passa e cosa no. Ovviamente va fatto con determinati criteri e coerenza nell'applicarli, ma questo è un altro discorso.

    Ma Facebook ha 1,6 MILIARDI di utenti è più grande di qualsiasi nazione, non è una casa, è il MONDO, il fottuto mondo .
    Non puoi permettere al proprietario di una casa grande quanto il mondo di imporre la regola 'la casa è mia e si parla di quello che decido io'
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: ...
    > > La cosa ironica è che tu queste belle cose le
    > > stia dicendo su un sito che censura 20 volte
    > > più di Facebook.

    > Ho già spiegato la differenza: un sito con un
    > numero limitato di utenti può fare quello che gli
    > pare, gli utenti possono andare su mille altri
    > siti di pari o maggiore valore, siti che
    > esistono già e sono già frequentati
    >
    .

    E quale sarebbe questo "numero" ? Da cosa dipenderebbe ?

    > Puoi paragonare PI alla casa di un privato: è
    > corretto che decida cosa passa e cosa no.
    > Ovviamente va fatto con determinati criteri e
    > coerenza nell'applicarli, ma questo è un altro
    > discorso.

    Secondo il tuo ragionamento se la casa di un privato è più grande ti TOT non sarebbe più privata.

    > Ma Facebook ha 1,6 MILIARDI di utenti è più
    > grande di qualsiasi nazione, non è una casa, è il
    > MONDO, il fottuto mondo .
    > Non puoi permettere al proprietario di una casa
    > grande quanto il mondo di imporre la regola 'la
    > casa è mia e si parla di quello che decido io'

    Infatti non è così: il proprietario della casa segue le leggi del suo paese e non è colpa sua se un altro paese le ha diverse... Come rientra questo nel tuo paragone ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Scrivi il codice antispam

    > > siti di pari o maggiore valore, siti che
    > > esistono già e sono già frequentati
    > >
    .
    >
    > E quale sarebbe questo "numero" ? Da cosa
    > dipenderebbe
    > ?

    Mi pare ovvio: dipende dal fatto che qualcuno ha realizzato siti analoghi.
    Ne trovi quanti ne vuoi in tutte le lingue, è un dato di fatto.
    Tu vuoi contestare un dato di fatto? Accomodati.


    > Secondo il tuo ragionamento se la casa di un
    > privato è più grande ti TOT non sarebbe più
    > privata.

    Mi pare ovvio. A te pare che una casa con 1.6 miliardi di persone possa avere le stesse regole di una con 4? Davvero?


    > Infatti non è così: il proprietario della casa
    > segue le leggi del suo paese e non è colpa sua se
    > un altro paese le ha diverse... Come rientra
    > questo nel tuo paragone
    > ?

    E' più che ovvio che se pubblica in un paese deve obbedire alle leggi di quel paese.
    In Olanda si può parlare di coltivazione di piantine allucinogene e in USA no?
    Filtrino i relativi messaggi/articoli in base al target, non è difficile e peraltro va fatto solo in seguito ad una segnalazione, Facebook è intermediario e gode del safe harbor per cui non può essere ritenuto responsabile di contenuti di terzi se non quando in seguito alla segnalazione si rifiuti di rimuoverli.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: Scrivi il codice antispam

    > > > siti di pari o maggiore
    > > > valore, siti che esistono
    > > > già e sono già frequentati > >
    .

    > > E quale sarebbe questo "numero" ? Da
    > > cosa dipenderebbe ?

    > Mi pare ovvio: dipende dal fatto che
    > qualcuno ha realizzato siti analoghi.

    Guarda che facebook mica è il primo nè l'unico ! E' solo uno degli analoghi che sono stati realizzati dopo i primi che ormai sono scomparsi.

    > Ne trovi quanti ne vuoi in tutte le lingue, è
    > un dato di fatto.
    > Tu vuoi contestare un dato di fatto? Accomodati.

    No, ho chiesto il numero, vuoi dirlo o continui con le banalità ?

    > > Secondo il tuo ragionamento se la casa di un
    > > privato è più grande ti TOT non sarebbe più
    > > privata.

    > Mi pare ovvio. A te pare che una casa con 1.6
    > miliardi di persone possa avere le stesse regole
    > di una con 4?
    > Davvero?

    Quindi mi saprai fare qualche esempio di legislazione che faccia due pesi due misure in basta alle dimensioni o agli abitanti di una casa ?
    Sai se Villa Jacson o altre avessero leggi speciali ?

    > > Infatti non è così: il proprietario
    > > della casa segue le leggi del suo
    > > paese e non è colpa sua se un altro
    > > paese le ha diverse... Come rientra
    > > questo nel tuo paragone ?

    > E' più che ovvio che se pubblica in un paese
    > deve obbedire alle leggi di quel paese.
    > In Olanda si può parlare di coltivazione di
    > piantine allucinogene e in USA no?

    E se un americano pubblica un sito in olanda ?
    E se un olandese pubblica un sito in usa ?
    Se apro un sito pedofilo in groenlandia (dove la legislazione a riguardo è piuttosto carente) sono tranquillo secondo il tuo ragionamento.

    > Filtrino i relativi messaggi/articoli in base al
    > target, non è difficile e peraltro va fatto solo
    > in seguito ad una segnalazione, Facebook è
    > intermediario e gode del safe harbor per cui non
    > può essere ritenuto responsabile di contenuti di
    > terzi se non quando in seguito alla segnalazione
    > si rifiuti di rimuoverli.

    E chi ti dice qual è il target ed in che modo vada filtrato ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Scrivi il codice antispam

    > Guarda che facebook mica è il primo nè l'unico !
    > E' solo uno degli analoghi che sono stati
    > realizzati dopo i primi che ormai sono
    > scomparsi.

    inutile rigirarla.
    Stiamo parlando di dati di fatto non di bla bla bla.
    Dato di fatto: le gran parte della popolazione connessa usare facebook per COMUNICARE.


    > No, ho chiesto il numero

    non serve a nulla trovare il numero.
    ci sono: dato di fatto.



    > Quindi mi saprai fare qualche esempio di
    > legislazione che faccia due pesi due misure in
    > basta alle dimensioni o agli abitanti di una casa
    > ?

    ci sarà quando qualcuno avrà una casa abbastanza grande da contenere 1,6 miliardi di persone (o anche molte meno, se per quello).


    > E se un americano pubblica un sito in olanda ?
    > e se e se e se....

    non stiamo parlando di un sito, stiamo parlando di facebook.
    rispondo comunque: ci penserà il giudice del luogo in cui è residente la persona a stabilire se arrestarlo e la piattaforma verrà eventualmente ingiunta alla cancellazione territoriale.


    > E chi ti dice qual è il target ed in che modo
    > vada filtrato
    > ?

    Stiamo parlando di FB, il target è perfettamente conosciuto: si sa nome e cognome, residenza e luogo di connessione.

    Cosa vada filtrato, ripeto per l'ennesima volta: ciò che viene segnalato va filtrato localmente se è chiaramente una violazione della legge locale.

    Se non c'è chiarezza si prende la responsabilità il segnalante e se la veda con un giudice.
    non+autenticato
  • "[] ed accettando i nudi artistici, purché non fotografici.".
    Quanta ipocrisia.
    non+autenticato