Claudio Tamburrino

Salvini: negli account Twitter non si metta becco

L'ex deputato PD Sarubbi aveva messo in discussione l'autenticità dei follower su Twitter del segretario federale della Lega Nord: Salvini l'ha denunciato per diffamazione

Salvini: negli account Twitter non si metta beccoRoma - Il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini ha querelato l'ex deputato PD e ideatore di opencamera Andrea Sarubbi, che puntava il dito contro il numero dei retweet ricevuto dai suoi cinguettii e l'aspetto sospetto di alcuni account coinvolti.



Ad annunciare - proprio via Twitter - lo scontro è stato Sarubbi. A generare la querelle, i follower dell'account Twitter di Matteo Salvini: diversi di questi sarebbero contrassegnati dall'"ovetto" (cioè dall'immagine di profilo standard), dotati di pochi follower e con 'all'attivo pochi tweet prodotti. Anche il numero di retweet, sempre molto simile tra i diversi messaggi del politico, ha inoculato il sospetto che gran parte degli account fosse in realtà riconducibile a fake creati ad hoc.

Sarubbi suggeriva si potesse trattare di una pratica simile alla claque analogica, in cui un finto pubblico viene addestrato a dare determinate risposte per sottolineare i messaggi desiderati: un vero e proprio pubblico assoldato per dare un'impressione di successo. Su Twitter questo si può realizzare con follower fittizi, ossia account appositamente creati per retwittare i messaggi inviati, fornendo così l'impressione di un interesse di superiore a quello realmente ottenuto dall'account produttore del tweet originale: esistono dei programmi, a pagamento e spesso gestiti da agenzie di comunicazione, per farlo.
Salvini, peraltro, proprio di Twitter ha fatto uno dei suoi campi di battaglia, conscio dell'esempio del Premier Matteo Renzi che proprio sulla piattaforma è molto attivo: a partire dalla campagna elettorale per le europee del 2014, Salvini continua a rinnovare dal proprio sito un appello chiarissimo: "HO BISOGNO DI TE! Partecipa anche tu alla campagna sui social. Se hai già un account Twitter, compila il campo 'tua email', clicca sul pulsante 'registrati con Twitter' e segui le istruzioni a schermo. Una volta completata la registrazione, il tuo profilo retwitterà automaticamente i tweet di Matteo Salvini (@matteosalvinimi)!". E da allora, in effetti, il numero dei follower del suo account sono schizzati in alto, così come il numero di retweet (appunto, sempre costante), tanto da renderlo uno degli account più popolari sul network.

Il tutto non ha mancato di creare diversi dubbi presso gli osservatori: diverse testate online e addetti ai lavori hanno iniziato ad insospettirsi rispetto alla natura dei seguaci su Twitter del segretario della Lega Nord e ad investigare la questione della loro veridicità.
Alla stessa conclusione era anche giunto quindi anche il giornalista ed ex deputato Pd Andrea Sarubbi che il 18 ottobre 2014 scriveva "Ehi @matteosalvinimi, ma @adelina55 @binda47 @canetora @bottaciov1 e gli altri fake che ti RT li paghi di tasca tua o con i soldi pubblici?".



Male, molto male l'ha presa Matteo Salvini che ha deciso di chiudere il dialogo sul social network ad aprirlo in tribunale: sentendosi leso ha denunciato Sarubbi, così che la giustizia faccia chiarezza sul sottile confine tra cronaca, critica e diffamazione.

Claudio Tamburrino
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46 Commenti alla Notizia Salvini: negli account Twitter non si metta becco
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  • Anche Grillo (o meglio, il suo socio Casaleggio che gli gestisce la presenza in rete) se la prese molto quando un tizio una volta mise in dubbio la bontà dei suoi follower su twitter (anche se in quel caso Casaleggio invece della querela preferì darsi al character assassination del critico).
    E' proprio vero che i social contano molto nella politica moderna e che chi osa dubitare dei follower dei politici finisce male...
    non+autenticato
  • > E' proprio vero che i social contano molto nella
    > politica moderna e che chi osa dubitare dei
    > follower dei politici finisce
    > male...

    Contano molto finché si tratta di lanciare il proprio personaggio e fare campagna elettorale. Alle urne i seguaci cinguettanti non ci possono andare. Non dimentichiamo questo limite.
  • I follower farlocchi servono anche a fare i pesci palla (mostrarsi più grandi e forti di quanto si è in realtà), e la cosa ha una sua ricaduta positiva anche in termini elettorali (quindi anche se nessuno delle migliaia di follower di un politico poi va a votarlo intanto qualche voto in più l'ha preso con la sua presenza su twitter (soprattutto se posta molto e dà l'idea di essere lui medesimo a farlo e non uno staff di gente sottopagata) e con l'idea di politico molto seguito che può dare con tanti follower al seguito).
    non+autenticato
  • > I follower farlocchi servono anche a fare i pesci
    > palla (mostrarsi più grandi e forti di quanto si
    > è in realtà),

    Sono d'accordo, ma è un gioco che esiste da che esiste la politica in Italia. Non è che lo ha inventato internet, o twitter.
    In un'epoca in cui i sondaggi, pur imperfetti, sono ormai parte del panorama politico, lo toccherà con mano ogni singolo candidato quanto pesa davvero il social network sui suoi consensi e sulle intenzioni di voto.
  • Niente di nuovo sotto il sole, come sempre quando ci sono le elezioni lo sport più praticato sia a "destra" che a "sinistra" è l'attacco "ad personam".
    non+autenticato
  • Da quando Renzi, Salvini e altri politici sono attivamente su Twitter, ho chiuso il mio account: non voglio stare nello stesso posto di quella gentaglia, nemmeno virtuale.
    non+autenticato
  • interessante questo articolo scritto da un avvocato, che dice che sarubbi non ha diffamato:
    http://www.difesadellinformazione.com/ultime_notiz.../
  • - Scritto da: gidont
    > interessante questo articolo scritto da un
    > avvocato, che dice che sarubbi non ha
    > diffamato:
    > http://www.difesadellinformazione.com/ultime_notiz

    Mi sembra un po' tenue: "Il diritto di critica poggia su basi diverse da quelle che reggono il diritto di cronaca. La cronaca è narrazione, rappresentazione obiettiva di fatti (realmente accaduti). A differenza della cronaca, la critica non informa, ma esprime un giudizio, una valutazione di fatti già acquisiti, con l’intenzione di evidenziare una contrapposizione, un dissenso. La critica vuole mettere a nudo la falsità e gli errori altrui. La critica è fondamentalmente un attacco".

    Sarubbi ha detto esplicitamente che i retweet di Salvini sono falsi, e se non ha le prove per dimostrarlo, mi sembra che sia andato un po' in là rispetto ad "esprimere un giudizio". Per sua fortuna, in Italia non solo non v'è certezza del diritto, ma da sempre qualcuno è più uguale degli altri, grazie ad interpretazioni di parte delle leggi. Effettivamente Sarubbi può dormire sonni abbastanza tranquilli, sicuramente più tranquilli di quelli di Salvini a parti invertite.
    Izio01
    4368
  • - Scritto da: Izio01
    > - Scritto da: gidont
    > > interessante questo articolo scritto da un
    > > avvocato, che dice che sarubbi non ha
    > > diffamato:
    > >
    > http://www.difesadellinformazione.com/ultime_notiz
    >
    > Mi sembra un po' tenue: "Il diritto di critica
    > poggia su basi diverse da quelle che reggono il
    > diritto di cronaca. La cronaca è narrazione,
    > rappresentazione obiettiva di fatti (realmente
    > accaduti). A differenza della cronaca, la critica
    > non informa, ma esprime un giudizio, una
    > valutazione di fatti già acquisiti, con
    > l’intenzione di evidenziare una contrapposizione,
    > un dissenso. La critica vuole mettere a nudo la
    > falsità e gli errori altrui. La critica è
    > fondamentalmente un
    > attacco".
    >
    > Sarubbi ha detto esplicitamente che i retweet di
    > Salvini sono falsi, e se non ha le prove per
    > dimostrarlo, mi sembra che sia andato un po' in
    > là rispetto ad "esprimere un giudizio".
    beh considerando che account come 'canetora' Twitter lo ha sospeso, che 'adelina55' e' li' dal 2009 e non ha mai scritto una mazza tranne retwittare 2 cose... ecc.. direi che e' ragionevole considerarli 'fake'. (questo non vuol dire che siano TUTTI fake o che dietro non ci sia magari 1 unico gestore, ma umano,ecc ). L'altra frase sul fatto 'li hai pagati coi tuoi soldi o pubblici?' beh e' sarcasmo.... o cmq oscilla tra sarcasmo e una base storica di bad pratice (di altri) e di furberia salviniana (la propaganda sul sito : iscriviti a twitter e fai..).

    Un po poco per invocare la mannaia legale (anche se sappiamo che viene invocata a sproposito continuamente... fino all'assurdo. tipo Angelucci vs frieda brioschi)
    > Per sua
    > fortuna, in Italia non solo non v'è certezza del
    > diritto, ma da sempre qualcuno è più uguale degli
    > altri, grazie ad interpretazioni di parte delle
    > leggi. Effettivamente Sarubbi può dormire sonni
    > abbastanza tranquilli, sicuramente più tranquilli
    > di quelli di Salvini a parti
    > invertite.
    mhh di solito e' l'opposto... piu' potente = piu' querele at cazzumCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • > mhh di solito e' l'opposto... piu' potente = piu'
    > querele at cazzum
    >Con la lingua fuori

    Sì, ma quello che intendeva Izio01, se ho ben capito, è che un personaggio politico di livello nazionale, come Salvini, risulta per natura più esposto a critiche rispetto ad un privato cittadino, e quindi l'asticella della diffamazione per lui si sposta più in alto.
    L'ho constatato io stesso in alcuni casi di questi anni: chi attacca anche pesantemente un politico spesso (non sempre) viene assolto in quanto ha esercitato il diritto di critica. Non così sarebbe per un attore o un calciatore.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > mhh di solito e' l'opposto... piu' potente =
    > piu'
    > > querele at cazzum
    > >Con la lingua fuori
    >
    > Sì, ma quello che intendeva Izio01, se ho ben
    > capito, è che un personaggio politico di livello
    > nazionale, come Salvini, risulta per natura più
    > esposto a critiche rispetto ad un privato
    > cittadino, e quindi l'asticella della
    > diffamazione per lui si sposta più in
    > alto.

    No, in realtà non intendevo questo. Intendevo che c'è molta discrezionalità nel definire cosa sia libera espressione o satira, e totale incertezza nell'interpretazione delle regole.
    Sono ancora stordito dalla super pena appioppata a quello che ha messo la faccia di scimmia sul corpo della Kyenge, visto che sul Berlusca nazionale si è visto di tutto di più.
    Io vorrei regole chiare e uguali per tutti, non fumose e personalizzabili in base alle simpatie del giudice. Se è ammesso accusare Salvini di fabbricare consensi fasulli (cosa che peraltro reputo molto probabile) dovrebbe valere la stessa cosa per chiunque altro, ma ho l'impressione che non sia così. Libertà di critica (o di satira) solo finché viaggia nella direzione "giusta".
    Izio01
    4368
  • > Sono ancora stordito dalla super pena appioppata
    > a quello che ha messo la faccia di scimmia sul
    > corpo della Kyenge, visto che sul Berlusca
    > nazionale si è visto di tutto di
    > più.

    Il motivo c'è, ed è facilmente intuibile, anche se con la diffamazione non c'entra nulla.
    Consiglio dapprima di leggere questo commento di Sergio Romano, che è un ex ambasciatore, a proposito della libertà di espressione in Francia:

    http://altre-lettere.blogautore.espresso.repubblic...

    (l'originale sta qui, ma a causa della transcodifica è illeggibile: http://archiviostorico.corriere.it/2015/gennaio/15...)

    Aggiungo io: si tratta di un anticorpo creatosi in Europa: si inizia con le caricature degli ebrei e della loro presunta potenza economica, e si finisce con la soluzione finale. O, più di recente: si inizia con il proclamare una certa etnia la razza eletta, perché ha il femore più lungo d'Europa, e si finisce con Srebenica.
    Meglio non incoraggiare scherzi, frizzi e lazzi basati sul DNA.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Sono ancora stordito dalla super pena
    > appioppata
    > > a quello che ha messo la faccia di scimmia
    > sul
    > > corpo della Kyenge, visto che sul Berlusca
    > > nazionale si è visto di tutto di
    > > più.
    >
    > Il motivo c'è, ed è facilmente intuibile, anche
    > se con la diffamazione non c'entra nulla.
    >
    > Consiglio dapprima di leggere questo commento di
    > Sergio Romano, che è un ex ambasciatore, a
    > proposito della libertà di espressione in
    > Francia:
    >
    > http://altre-lettere.blogautore.espresso.repubblic
    >
    > (l'originale sta qui, ma a causa della
    > transcodifica è illeggibile:
    > http://archiviostorico.corriere.it/2015/gennaio/15
    >
    > Aggiungo io: si tratta di un anticorpo creatosi
    > in Europa: si inizia con le caricature degli
    > ebrei e della loro presunta potenza economica, e
    > si finisce con la soluzione finale. O, più di
    > recente: si inizia con il proclamare una certa
    > etnia la razza eletta, perché ha il femore più
    > lungo d'Europa, e si finisce con Srebenica.
    > Meglio non incoraggiare scherzi, frizzi e lazzi
    > basati sul DNA.

    Se una persona ha tratti scimmieschi, la si paragona a una scimmia. Se sembra un avvoltoio la si paragonerà ad un avvoltoio. Il DNA non mi pare sia stato apertamente tirato in ballo da nessuno. Peraltro, quante battute sulla statura di Mr. B e di Brunetta?

    Nota che non sto dicendo che sia sbagliato in sé. Vorrei solo regole uguali per tutti , che riducessero al minimo la necessità di valutare, interpretare e giudicare. Se è vietato animalizzare una persona, dovrebbe essere vietato sempre, indipendentemente dalla sua etnia, dalla sua professione e dalle sue idee politiche. O almeno, io la vedo così, per me è razzismo anche permettere per un bianco ciò che è vietato per un nero o viceversa.
    Izio01
    4368
  • > > Meglio non incoraggiare scherzi, frizzi e
    > lazzi
    > > basati sul DNA.
    >
    > Se una persona ha tratti scimmieschi, la si
    > paragona a una scimmia. Se sembra un avvoltoio la
    > si paragonerà ad un avvoltoio. Il DNA non mi pare
    > sia stato apertamente tirato in ballo da nessuno.

    Le posizioni che la persona condannata aveva espresso in precedenza erano note, non si trattava di una satira estemporanea sul suo aspetto, e la didascalia «Indovina chi è?» toglieva ogni ambiguità al messaggio, nel senso che non ha fatto dire qualcosa di ridicolo alla Kyenge travisandola in sembianze da scimmia per aumentare l'effetto comico: si è limitato a dire che l'unica che può assomigliare a una scimmia è lei, l'onorevole Kyenge, incidentalmente anche l'unica di colore.


    > Peraltro, quante battute sulla statura di Mr. B e
    > di
    > Brunetta?

    Guarda che quello che tu vorresti come controesempio è in realtà una conferma della regola: Brunetta ha querelato:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/09/brunett.../

    Non potrà mai invocare il movente razzista perché, almeno in Italia, non è mai esistito un movimento che considerava i bassi inferiori, oppure li perseguitava.
  • - Scritto da: Leguleio
    >
    > > Peraltro, quante battute sulla statura di
    > Mr. B
    > e
    > > di
    > > Brunetta?
    >
    > Guarda che quello che tu vorresti come
    > controesempio è in realtà una conferma della
    > regola: Brunetta ha
    > querelato:
    >
    > http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/09/brunett
    >
    > Non potrà mai invocare il movente razzista
    > perché, almeno in Italia, non è mai esistito un
    > movimento che considerava i bassi inferiori,
    > oppure li perseguitava.

    Ok, quindi prerequisito per il razzismo è fare parte di una ex minoranza perseguitata, il che implica che se un bianco dice: "Sporco negro" è razzismo, se un nero dice: "Sporco bianco" no. Il bullismo contro i bassi non conta (o almeno non in tutti i casi, aspettiamo che ad essere offeso sia un nano de'sinistra e poi vediamo).
    Comunque certo che è una controprova! Ha vinto la causa, ottenuto 150.000 di rimborso e Vauro si fa un anno di carcere? Non mi risulta, il che dà ragione a quello che sostengo, ovvero che qualcuno sia più uguale degli altri.
    Izio01
    4368
  • > > > Peraltro, quante battute sulla statura
    > di
    > > Mr. B
    > > e
    > > > di
    > > > Brunetta?
    > >
    > > Guarda che quello che tu vorresti come
    > > controesempio è in realtà una conferma della
    > > regola: Brunetta ha
    > > querelato:
    > >
    > >
    > http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/09/brunett
    > >
    > > Non potrà mai invocare il movente razzista
    > > perché, almeno in Italia, non è mai esistito
    > un
    > > movimento che considerava i bassi inferiori,
    > > oppure li perseguitava.

    > Ok, quindi prerequisito per il razzismo è fare
    > parte di una ex minoranza perseguitata, il che
    > implica che se un bianco dice: "Sporco negro" è
    > razzismo, se un nero dice: "Sporco bianco" no.

    Certo che sì, e quasi mi imbarazza doverlo confermare. Se rileggi l'articolo di Sergio Romano è tutto spiegato ed argomentato.


    > Il
    > bullismo contro i bassi non conta (o almeno non
    > in tutti i casi, aspettiamo che ad essere offeso
    > sia un nano de'sinistra e poi
    > vediamo).

    Parlare di bullismo in ambito parlamentare non credo abbia molto senso, l'età dell'adolescenza l'hanno tutti superata da un tempo e si suppone che sappiano difendersi nell'aula. Oddio, forse alcuni no, come testimonia questo weblog di circa un anno fa:

    http://nonleggerlo.blogspot.com/2013/06/lo-dico-al...

    Esilarante!
    Ma sono casi estremi.
    Si tratta di non introdurre nel dibattito politico elementi che rievocano atrocità passate, qui non si tratta di difendere la rispettabilità di parlamentari bassi o di colore o con altri tratti visibili di cui non sono responsabili.

    > Comunque certo che è una controprova! Ha vinto la
    > causa, ottenuto 150.000 di rimborso e Vauro si fa
    > un anno di carcere?

    E come faccio a saperlo? La causa è ancora in corso.
    In ogni caso va detto che un fotomontaggio come quello pubblicato su Facebook non era nemmeno lontanamente satira, era un attacco pseudopolitico, e solo quello. Vauro dalla sua ha perlomeno l'esimente della satira, non è un soggetto politico e disegna vignette da oltre vent'anni. Vediamo come andrà a finire.
  • - Scritto da: Leguleio
    > Non potrà mai invocare il movente razzista
    > perché, almeno in Italia, non è mai esistito un
    > movimento che considerava i bassi inferiori,
    > oppure li perseguitava.

    Il fatto che tu consideri il razzismo applicabile in base alla razza, ti fa apparire come intimamente razzista (magari anche senza rendertene conto).
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