Gaia Bottà

Bulgaria, tracciamento incostituzionale

La legge locale che imponeva agli operatori la conservazione dei metadati relativi alle attività e alle comunicazioni dei cittadini si è scontrata con la Costituzione: diritto alla privacy vince su sicurezza nazionale

Roma - Privato dei cardini della direttiva 2006/24/CE, che la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha invalidato con una sentenza emessa nella primavera del 2014, il quadro normativo dei paesi membri si sta progressivamente erodendo: anche la Bulgaria ha abbandonato le ambizioni di conservazione dei dati relativi alle comunicazioni e alle attività dei cittadini mediate dalla tecnologia, poiché la Corte Costituzionale locale ne ha stabilito l'illegittimità.

Mentre sull'onda di un nuovo regime di terrore stati europei come Francia, Danimarca e Regno Unito si stanno attrezzando per amplificare la portata degli strumenti di tracciamento delle attività dei cittadini, sono numerosi gli stati che invece rivendicano e ottengono l'espunzione della data retention della propria legislazione, così come suggerito dalle autorità del Vecchio Continente. La Bulgaria, dopo aver già soppresso certi aspetti della propria implementazione della direttiva del 2006 relativi all'accesso dei dati conservati, aveva fissato nel 2010 una nuova formulazione: gli operatori avrebbero dovuto conservare i dati relativi alle comunicazioni e alle attività dei propri utenti per 12 mesi, con possibilità di proroga per ulteriori 6 mesi, e le autorità avrebbero dovuto provvedere entro 6 mesi alla cancellazione dei dati richiesti ma ritenuti superflui rispetto alle indagini.

Nonostante la legge bulgara fosse stata riformulata con più solide garanzie per i cittadini, a ridosso della sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea l'ombudsman Konstantin Penchev aveva chiesto alla Corte Costituzionale una nuova revisione della norma, alla luce del mutato contesto europeo: "i dati raccolti - spiegava Penchev - permettono di identificare la persona con cui il cittadino comunica, i mezzi, i tempi, la posizione, la durata e la frequenza delle comunicazioni" e "l'analisi di queste informazioni può mettere in luce dettagli sulla vita privata delle persone, il che rappresenta una violazione del diritto alla libertà e alla segretezza della corrispondenza e del diritto alla privacy garantiti dalla Costituzione".
La Corte Costituzionale bulgara, a meno di un anno dalla consultazione, ha dichiarato l'invalidità della legge sulla data retention. L'annullamento è dovuto a motivazioni formali, in quanto la Costituzione bulgara antepone le norme internazionali ad eventuali confliiti che emergano rispetto ai testi approvati dal proprio legislatore, e a questioni di merito, vale a dire le violazioni dei diritti fondamentali dei cittadini.

La decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea non determina gli annullamenti a cascata dei recepimenti della direttiva ora invalidata: la Bulgaria, dopo Paesi Bassi, Austria, Romania e Slovenia, entra a far parte dei paesi che hanno proceduto formalmente a una revisione delle proprie leggi e hanno rinunciato ad esercitare un controllo costante sui propri cittadini. Le autorità europee, dal canto loro, hanno assicurato di non avere in cantiere alcuna nuova iniziativa leglislativa in materia: i paesi che vorranno inasprire il proprio regime di sorveglianza dovranno confrontarsi con la direttiva 2002/58/CE, altresì nota come direttiva e-privacy, e con le raccomandazioni contenute nella sentenza della Corte di Giustizia, per trovare l'adeguato bilanciamento fra le esigenze della sicurezza nazionale e le garanzie dovute ad un cittadino che ha diritto a non essere ritenuto un sospetto.

Gaia Bottà
Notizie collegate
  • Diritto & InternetPaesi Bassi, data retention e ladri di bicicletteLa legge che obbligava ISP e operatori a conservare i dati sulle attività dei cittadini, applicata anche per reati che certo non avrebbero attentato alla sicurezza nazionale, è stata sospesa: non prevedeva garanzie adeguate a tutela della società civile
  • Diritto & InternetData retention, scossoni europeiAll'indomani dell'attacco a Charlie Hebdo, Merkel vorrebbe conservare tutte le tracce dei cittadini, così come la Danimarca, nonostante le raccomandazioni UE. Nei Paesi Bassi c'è invece chi si batte perché l'individuo non sia ritenuto un sospetto
  • AttualitàData retention, l'Europa sconsigliaIl quadro normativo europeo è cambiato dopo l'invalidazione della direttiva sulla data retention: i paesi membri devono riesaminare le rispettive leggi. Ma dopo l'attacco terroristico a Charlie Hebdo, il bilanciamento sembra pendere a favore della sicurezza ad ogni costo
  • Diritto & InternetUE: la data retention non è validaLa Direttiva del 2006 non pone limiti alla raccolta dei dati: garantisce alle autorità la possibilità di ricostruire la vita dell'individuo senza offrire adeguate garanzie e tutele. La Corte di Giustizia dell'Unione Europea la dichiara non valida: e ora che succede?
31 Commenti alla Notizia Bulgaria, tracciamento incostituzionale
Ordina
  • Le veneziane sanno molto bene come si devono mantenere i segreti della corrispondenza, e chi scrisse la costituzione lo sa bene. Nemmeno un refolo di vento passa attraverso le strette fessure delle veneziane.
    non+autenticato
  • sembra ormai l'unica strada possibile. ma non dovrebbero essere i provider a farlo?
    non+autenticato
  • > sembra ormai l'unica strada possibile. ma non
    > dovrebbero essere i provider a
    > farlo?

    La costituzione italiana non è la costituzione bulgara. La privacy e il trattamento dei dati personali non sono contemplati in quella italiana, circostanza che non stupisce, visto che fu redatta fra il 1946 e il 1947. Per la cronaca, quella bulgara è del 1991.
  • Art. 15.

    La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.

    La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'Autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.
    non+autenticato
  • > Art. 15.
    >
    > La libertà e la segretezza della corrispondenza e
    > di ogni altra forma di comunicazione sono
    > inviolabili.
    >
    > La loro limitazione può avvenire soltanto per
    > atto motivato dell'Autorità giudiziaria con le
    > garanzie stabilite dalla
    > legge.

    Mi pare che avevo già affrontato questa distinzione in un commento su PI. La segretezza della corrispondenza non è la privacy, sono due cose diverse. Se una qualche agenzia colleziona tutte le riprese delle telecamere in cui mi si vede passare in un certo punto della città, con relativa ricostruzione del percorso compiuto, e le conserva per anni, la riservatezza della corrispondenza epistolare oppure elettronica non sono minimamente intaccate. E l'art. 15 è rispettato.
  • Non parla della sola corrispondenza.
    Peccato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Non parla della sola corrispondenza.
    > Peccato.

    Tu no. L'articolo della costituzione sì.
  • L'articolo 15 dice (lo ho pure evidenziato) "e di ogni altra forma di comunicazione".
    Forse è il caso di leggere in italiano?
    Il testo è chiaro e inequivocabile.

    N.B.
    Il post non viola alcuna policy è stato messo in cache verrà pertanto ripostato in caso di cancellazione "accidentale".
    non+autenticato
  • E sempre l'art. 15 dice che in caso di contrasto fra le esigenze di sicurezza della nazione e le esigenze di privacy del cittadino, deve avere ragione il cittadino, perché la parte debole è lui. E che se sono stati commessi soprusi devono essere esaminati dal tribunale della libertà istituito presso i Gran Consiglio della Repubblica.
    non+autenticato
  • Cosa poi si intenda per "ogni altra forma di comunicazione" è concetto estremamente chiaro e specificato anche in altre leggi italiane (oltre che nella costituzione):
    Ogni altra forma di comunicazione è la cosiddetta clausola aperta, cioè la possibilità, espressa dall'Assemblea costituente, che la norma si adattasse nel tempo a seconda dei mezzi di comunicazione che si fossero resi disponibili con lo sviluppo tecnologico.

    È rilevante la definizione data dalla Legge sulla criminalità informatica (L. n. 547/1993): per corrispondenza si intende quella epistolare, telegrafica o telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza; comunicazione è poi anche qualunque altra trasmissione a distanza dei suoni, immagini o altri dati.

    Quindi sappiamo molto bene (a termini di legge non di chiacchere) cosa si intende per "altra forma di comunicazione".
    non+autenticato
  • > Cosa poi si intenda per "ogni altra forma di
    > comunicazione" è concetto estremamente chiaro e
    > specificato anche in altre leggi italiane (oltre
    > che nella
    > costituzione):

    Certo. La privacy è comunicazione adesso.
    Abbiamo su PI dei geni del diritto costituzionali, e non li mandiamo nelle sedi più opportune: presidenza della repubblica, presidenza della corte costituzionale, commissione giustizia.... che spreco!
  • La privacy non è comunicazione (nessuno lo ha detto neppure la Bulgaria) la Costituzione e la lingua italiana invece è molto chiara riguardo alla questione:
    "ogni Altra" significa altra (non la corrispondenza).

    Quanto alla tua frasetta "geni del diritto costituzionali, e non li mandiamo nelle sedi più opportune: presidenza della repubblica, presidenza della corte costituzionale, commissione giustizia.... che spreco"

    Spiegaci tu in alternativa al testo (chiarissimo) ci fidiamo dei tuoi post su P.I. che sostengono il contrario di quanto è scritto nelle leggi e nella costituzione?

    Qui nessuno (tranne te) vuole prendere il posto della corte costituzionale o del P.d.R. si è semplicemente citato il testo che è molto chiaro.
    non+autenticato