Claudio Tamburrino

FAA alla guerra dei droni

L'autoritÓ di vigilanza sui voli statunitense vuole velocizzare il processo di riforma della regolamentazione degli UAV. Amazon si lamenta giÓ dei ritardi

Roma - La Federal Aviation Administration, l'ente statunitense che regola il traffico aereo, ha stabilito una policy interna ad interim per velocizzare il processo di riforma della regolamentazione in tema di voli di droni.

La questione principale sul banco è quella dell'utilizzo commerciale dei droni: da un lato gli interessi delle aziende che li vorrebbero impiegare per i scopi più disparati, come Amazon che ha pronti degli UAV per la consegna dei suoi pacchi, dall'altro i pericoli connaturati alla circolazione dei dispositivi invasivi per la privacy e potenzialmente pericolosi sia per gli altri velivoli sia per coloro che si trovano a terra e rischiano danni collaterali delle loro cadute.

Al momento, per questo, il mercato è fortemente condizionato dalle regole previste dalla FAA, che prevede la necessità da parte delle aziende interessate di ottenere un permesso specifico per far volare alcuni droni pre-approvati e proibisce per il momento il loro utilizzo commerciale.
Punto focale della normativa di passaggio è il Certificate of Waiver or Authorization (COA), un certificato già rilasciato da FAA a favore di alcune aziende (al momento una cinquantina ma altre hanno fatto richiesta) che garantisce una specifica eccezione alle regole generali: al momento tale licenza riguarda specifiche zone di volo e un tempo limitato di prova, una condizione che costringe gli interessati a sottoporsi periodicamente a lunghe procedure per riottenerla.

Con le nuove regole la licenza sarà aperta, almeno nei casi di voli che vedono coinvolti droni più leggeri di 25 chili e che restino entro determinati limiti. Le condizioni sono già note: non si può volare più alto di 200 piedi, bisogna mantenersi alla luce del giorno e restare in linea di vista con l'operatore. Inoltre non si può volare su aree potenzialmente pericolose (come quelle vicino agli aeroporti, alle torri di controllo o agli eliporti).

Proprio la succitata Amazon è una delle aziende che ha ricevuto un permesso speciale per sperimentare l'uso commerciale dei droni. Ciò nonostante l'azienda i Jeff Bezos si è dimostrata critica nei confronti della FAA e da ultimo ha espresso i suoi dubbi circa l'attività dell'ente relativamente alla riforma della materia di settore, nel corso di un incontro del sottocomitato all'aviazione: l'amministrazione pubblica - dice Amazon - si starebbe muovendo in ritardo e lentamente.

Claudio Tamburrino
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