Claudio Tamburrino

Internet Bill of Rights, tra televisione e Rete

Dalla RAI a Facebook e Google, il Presidente della Camera ha ascoltato le opinioni dei rappresentanti di vecchi e nuovi media sulla bozza finora presentata per la Costituzione di Internet italiana. La Rete è uno spazio adatto a fornire un servizio pubblico?

Roma - La consultazione pubblica sulla bozza di Bill of Rights italiano per Internet procede con l'incontro tra le istituzioni, presiedute dal Presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini, principale promotrice dell'iniziativa, ed i rappresentanti della Rai, e di Facebook e Google.

Il focus dell'incontro era legato in particolare al digital divide: inteso sia in senso strutturale che culturale, per cui il Presidente della Camera Boldrini ha messo in particolare in luce la differenza tra capacità di usare il mezzo da parte dei più giovani ed una sostanziale ignoranza circa le caratteristiche tecniche ed i diritti associati da parte degli stessi.

Anna Maria Tarantola e Luigi Gubitosi, rispettivamente Presidente e Direttore generale Rai, sono intervenuti con un punto di vista cross-mediale: hanno così parlato di una vera e propria missione evangelica della tv pubblica verso la conoscenza dei nuovi media, comparti che si contendono l'attenzione dei cittadini dello Stivale.
A tal proposito, da un lato la RAI deve trasformarsi strutturalmente in media company in grado di sfruttare i nuovi mezzi, introducendo nel mondo Internet "una forte dimensione di servizio pubblico" e traghettando il medium tradizionale in servizi di streaming e web tv, dall'altro deve istruire il suo pubblico attraverso programmi e mezzi del media tradizionale.
Per quanto riguarda il primo punto la Presidente Tarantola ha parlato di un cambiamento epocale, affrontando i punti della Carta dei diritti di Internet a cui si sta lavorando: confrontarsi con gli intermediari della Rete crea dei nodi che saranno da sciogliere con attenzione. "Oggi - ha osservato Tarantola - un utente radio o tv se ha un problema con la Rai (diffamazione, abuso del diritto di cronaca, mancata autorizzazione all'uso dell'immagine, ecc.) sa di poter contare sulle leggi italiane ed europee che ne proteggono i diritti e quindi si "fida" di Rai e condivide una serie di informazioni personali, perché si sa tutelato". In Rete la situazione potrebbe cambiare: "Mettiamo ad esempio il caso di un cittadino che accede a programmi Rai attraverso le piattaforme Google, YouTube o via Facebook - prospetta Tarantola - Pensa di trovarsi in ambiente Rai, ma in realtà il suo rapporto è con Google, YouTube o Facebook, e come tale è regolato, in base alla Direttiva europea sul commercio elettronico, dalle leggi dello stato di California. Tutti i suoi dati, anche quelli sensibili, smettono di essere di sua proprietà e diventano patrimonio dell'azienda californiana".

L'aspetto della privacy è poi altrettanto fondamentale, un diritto da tutelare anche in funzione del ruolo di servizio pubblico della Rai: "I dati che possono essere rilevati attraverso il controllo del consumo televisivo sono assai sensibili ed attengono alla sfera dei diritti individuali più intimi, ed il fatto che un'azienda possa sapere se un certo utente cambia canale quando appare un certo politico, o si sintonizza quando ne appare un altro, è una violazione della privacy ed apre un pericoloso processo che potrebbe portare ad una nuova situazione tipo "big brother" orwelliano in chiave moderna".

"L'Italia oggi - spiega invece il direttore generale della Rai Gubitosi - ha un tasso di analfabetismo digitale pari al 30 per cento della popolazione. Così serie e programmi tv daranno più spazio alla tecnologia nelle storie e nelle vite dei protagonisti".
Come, dove e con quale spirito, naturalmente, è ancora tutto da decidere, ma già vi sono alcune idee: in particolare si parte dall'inserimento di azioni quotidiane portate avanti attraverso Internet dai personaggi dei programmi (come il pagamento delle bollette), richiamando l'idea di un programma storico, "Non è mai troppo tardi", riadattandolo alle tematiche digitali e senza fini pedagogici ma mettendo in luce potenzialità e rischi dell'online.

Sul fronte dei colossi della Rete si è espresso Richard Allan, Vicepresidente Public policy Facebook per Europa, Medio Oriente e Africa, che si è invece concentrato sull'aspetto strutturale: parlando dello sforzo profuso nel progetto Internet.org, parla della necessità di diffondere la connettività, che ha dimostrato di poter avere nel mondo un eccezionale potere liberatore. Per questo regole e restrizioni devono avere un approccio transfrontaliero e che tenga conto delle necessità di popoli e paesi diversi.

Giorgia Abeltino, responsabile Relazioni istituzionali e Affari regolamentari di Google Italia, dice invece che è importante mettere il cittadini al centro, informandolo chiaramente sui suoi diritti, ma d'altra parte responsabilizzandolo, spingendolo ad informarsi continuamente.
A proposito della Carte dei diritti proposta, quindi, sottolinea il rischio di presenza di norme di dettaglio destinate a diventare obsolete, che potrebbero non affrontare correttamente le diverse singole situazioni. Per Google, piuttosto, è importante stabilire chiaramente le regole generali relative al trattamento dei dati, ed in primis trasparenza di servizio, net neutrality e il non lock-in dei dati.

Claudio Tamburrino
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14 Commenti alla Notizia Internet Bill of Rights, tra televisione e Rete
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  • "Come, dove e con quale spirito, naturalmente, è ancora tutto da decidere, ma già vi sono alcune idee: in particolare si parte dall'inserimento di azioni quotidiane portate avanti attraverso Internet dai personaggi dei programmi (come il pagamento delle bollette), richiamando l'idea di un programma storico, "Non è mai troppo tardi","

    Vale a dire: non si rappresentano personaggi dell'attualità che pagano le bollette tramite PC o cellulare perché sono, appunto, personaggi attuali, reali oppure di finzione non ha importanza, no no. Ma per fini pedagogici.
    Se questi fini pedagogici non fossero caldeggiati, par di capire dalle parole di Gubitosi, vedremmo i personaggi che inviano un messo a cavallo, oppure un manager che detta un testo alla stenografa che poi lo dattiloscrive con l'Olivetti lettera 22 e imbusta a mano la missiva. Mah..
  • - Scritto da: Leguleio
    > " Come, dove e con quale spirito, naturalmente,
    > è ancora tutto da decidere, ma già vi sono alcune
    > idee: in particolare si parte dall'inserimento di
    > azioni quotidiane portate avanti attraverso
    > Internet dai personaggi dei programmi (come il
    > pagamento delle bollette), richiamando l'idea di
    > un programma storico, "Non è mai troppo
    > tardi",
    "
    >
    >
    > Vale a dire: non si rappresentano personaggi
    > dell'attualità che pagano le bollette tramite PC
    > o cellulare perché sono, appunto, personaggi
    > attuali, reali oppure di finzione non ha
    > importanza, no no. Ma per fini pedagogici.
    >
    > Se questi fini pedagogici non fossero
    > caldeggiati, par di capire dalle parole di
    > Gubitosi, vedremmo i personaggi che inviano un
    > messo a cavallo, oppure un manager che detta un
    > testo alla stenografa che poi lo dattiloscrive
    > con l'Olivetti lettera 22 e imbusta a mano la
    > missiva.
    > Mah..

    E che pretendevi.
    Quando in tutti i film anche recenti c'e' un personaggio che interagisce col computer usando ancora la tastiera?
  • > E che pretendevi.
    > Quando in tutti i film anche recenti c'e' un
    > personaggio che interagisce col computer usando
    > ancora la
    > tastiera?

    Io uso ancora la tastiera (e il mouse, preciso). Del resto non so come potrebbe aiutarmi Siri con un programma complesso di computer grafica oppure di montaggio video.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > E che pretendevi.
    > > Quando in tutti i film anche recenti c'e' un
    > > personaggio che interagisce col computer
    > usando
    > > ancora la
    > > tastiera?
    >
    > Io uso ancora la tastiera
    > (e il mouse, preciso). Del resto non so come
    > potrebbe aiutarmi Siri con un programma complesso
    > di computer grafica oppure di montaggio
    > video.

    Pure io uso ancora la tastiera.
    Ma a parte il postare su PI o scrivere una mail, tutte le altre azioni prevedono un utilizzo anche del mouse, non fosse altro per cliccare qualcosa.

    Nei film invece MAI.

    A parte un unico caso entrato nella storia del cinema, ma im quel caso il personaggio aveva a che fare con un sistema operativo ben preciso!
  • > > > Quando in tutti i film anche recenti
    > c'e'
    > un
    > > > personaggio che interagisce col computer
    > > usando
    > > > ancora la
    > > > tastiera?
    > >
    > > Io uso ancora la
    > tastiera
    > > (e il mouse, preciso). Del resto non so come
    > > potrebbe aiutarmi Siri con un programma
    > complesso
    > > di computer grafica oppure di montaggio
    > > video.
    >
    > Pure io uso ancora la tastiera.
    > Ma a parte il postare su PI o scrivere una mail,
    > tutte le altre azioni prevedono un utilizzo anche
    > del mouse, non fosse altro per cliccare
    > qualcosa.
    >
    > Nei film invece MAI.
    >
    > A parte un unico caso entrato nella storia del
    > cinema, ma im quel caso il personaggio aveva a
    > che fare con un sistema operativo ben
    > preciso!

    Lì andrebbero interpellati esperti del cinema, più che dell'informatica, perché nei film le azioni, diciamo, "innaturali", sono spesso esigenze di scena, e non solo davanti allo schermo di un PC. Come mai ad esempio quando si spara con un'arma non si vede mai il rinculo, per quanto sia grande l'arma? Risposta tecnica: perché essendo armi caricate a salve, anzi, armi giocattolo, il rinculo non c'è. Epperò non costerebbe molto ricrearlo ad arte con giocattoli fabbricati apposta... ma ai registi non interessa (quasi mai, almeno).
    Oggi che i PC costano una scemenza non è un problema usarne di veri e funzionanti, ma fino a una quindicina d'anni fa si ricorreva a scarti e modelli guasti, quello che in linguaggio teatrale si chiama trovarobato: tanto non era necessario inquadrare lo schermo. E questi scarti erano probabilmente privi di mouse.
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    Modificato dall' autore il 31 marzo 2015 16.34
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  • - Scritto da: Leguleio

    > Oggi che i PC costano una scemenza non è un
    > problema usarne di veri e funzionanti, ma fino a
    > una quindicina d'anni fa si ricorreva a scarti e
    > modelli guasti, quello che in linguaggio teatrale
    > si chiama trovarobato: tanto non era necessario
    > inquadrare lo schermo. E questi scarti erano
    > probabilmente privi di
    > mouse.

    Quindici anni fa era il duemila.
    I computer erano gia' diffusi a livello di massa, e pure la rete, come ti puo' confermare qualunque videotecaro fallito.
  • che facciamo qua... si prende velatamente in giro Scotty in "Rotta verso la terra"?? occhio ehSorrideCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > che facciamo qua... si prende velatamente in giro
    > Scotty in "Rotta verso la terra"?? occhio ehSorride
    >Con la lingua fuori

    No, no, non mi riferivo mica a quello, ma ad un utilizzo del mouse proprio come va usato.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: bubba
    > > che facciamo qua... si prende velatamente in
    > giro
    > > Scotty in "Rotta verso la terra"?? occhio eh
    >Sorride
    > >Con la lingua fuori
    >
    > No, no, non mi riferivo mica a quello, ma ad un
    > utilizzo del mouse proprio come va
    > usato.

    Che film allora? Ricordo bene che Scotty, dopo aver parlato col computer si ritrova a vedere mouse e tastiera e dice qualcosa circa il fatto che era pittoresco, o una cosa simile.

    GT
  • - Scritto da: Leguleio

    > Oggi che i PC costano una scemenza non è un
    > problema usarne di veri e funzionanti, ma fino a
    > una quindicina d'anni fa si ricorreva a scarti e
    > modelli guasti, quello che in linguaggio teatrale
    > si chiama trovarobato: tanto non era necessario
    > inquadrare lo schermo. E questi scarti erano
    > probabilmente privi di
    > mouse

    Nel 2000? Ma quando mai. Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

    Ma cosa sei, uno di quelli che quando pensa "15 anni fa" crede di pensare al 1990? Newbie, inesperto
    non+autenticato
  • I computer sono sempre stati di prezzo abbordabile, non è mai stato un problema per i produttori di tv movie. Era caro casomai il sistema operativo Xenix, per pochi intenditori, ma si poteva piratare anche allora.
    non+autenticato