Claudio Tamburrino

ICANN e il dominio delle contraddizioni

La nuova estensione .sucks viola la legge? L'ente che amministra i nomi a dominio chiede alle autorità una verifica. Una questione a cavallo tra libertà di espressione e rischio di estorsione

ICANN e il dominio delle contraddizioniRoma - L'Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN), che amministra e controlla il sistema dei nomi a dominio spina dorsale del World Wide Web, ha chiesto alle autorità statunitensi e canadesi di verificare se le decisioni finora assunte da Vox Populi, il registro competente per l'estensione .sucks (l'inglese per "fa schifo"), violino o meno le normative locali.

L'estensione .sucks, che farà il suo esordio nei prossimi mesi, è uno dei nuovi Generic Top Level Domain (gTLD), introdotti nel processo di liberalizzazione avviato alla fine del 2013 con l'approvazione dell'estensione legata alla parola araba per "Web" o "network"; quelle corrispondenti ad "online" e "site" in russo e quella relativa alla parola cinese per "game" ed aggi arrivato a superare le 580 estensioni, tra cui il .google di Google ed il .buy gestito da Amazon.

In questa ampia operazione di liberalizzazione ICANN ha previsto alcune regole per cercare di tutelare i detentori di diritti, ed in particolare ha chiesto ai registri incaricati della gestione delle nuove estensioni di concedere ai titolari di marchi una sorta di diritto di prelazione sui nomi a dominio correlati alla loro proprietà industriale: questo, solitamente, avviene con la previsione da parte del registro competente di un periodo definito "sunrise" precedente alla disponibilità al grande pubblico dei nuovi nomi a dominio, nel quale è concessa la registrazione di nomi solo ai titolari di corrispondenti marchi.
Spesso tale diritto di prelazione costa agli aventi diritto qualcosa in più rispetto al normale costo di registrazione. Tuttavia la partecipazione al sunrise e la registrazione per un anno di un nome a dominio .sucks arriva a superare i 2500 dollari: si tratta di un prezzo molto maggiore rispetto alla cifra solitamente richiesta ai detentori di marchi per tale priorità. Proprio tale peculiare scelta di prezzo, legata al senso spregiativo che la nuova estensione ha rispetto alla parola che gli viene associata, secondo osservatori ed agli aventi diritto rischia di creare una forma di ricatto. Nonostante un prezzo fuori mercato, insomma, i detentori dei marchi rischiano di essere costretti a comprare il diritto ad utilizzare il proprio nome associato al .sucks, per impedire a terzi di ottenerlo.

Daniela Gaidano dello Studio Barbero, che si occupa tra l'altro della tutela dei marchi online e della gestione di portafogli di nomi a dominio, ha spiegato a Punto Informatico che "di fatto anche il costo di registrazione nella fase successiva al sunrise rimarrà elevato per i titolari dei marchi in relazione ai quali siano già stati attivati meccanismi di protezione come l'iscrizione alla Trademark Clearinghouse (database di marchi voluto proprio dall'ICANN per aiutare i detentori dei diritti nel controllo della registrazione di nomi a dominio contenente gli stessi, ndr) in quanto Vox Populi li inserirà in una Sunrise Premium Domain list, al momento non ancora disponibile" che manterrà il costo elevato anche nelle successive fasi del mercato.

D'altra parte, come spiega ancora la dottoressa Gaidano, pur essendo stata prevista la possibilità del blocco del nome a dominio ad una cifra inferiore (cioè una registrazione per escludere gli altri, ma senza ottenere il diritto d'uso), "è da notare che a tali nomi a dominio non sarà applicabile il servizio di blocco difensivo previsto da Vox Populi per altri nomi".

Nonostante il .sucks sembri essere stato introdotto senza proteste, dunque, ora si sono fatti avanti i detentori di diritti, che hanno chiesto di approfondire la questione attraverso una lettera formale di Gregory Shatan, presidente dell'Intellectual Property Constituency (IPC), organo che risponde di queste tematiche all'interno dell'ICANN.

Così, nonostante Akram Atallah, vertice della divisione globale dei domini, riferisca che essa non ha a che fare "con i contenuti, con il modello di business o con le politiche di prezzo" dei singoli registri, ora ICANN ha deciso di chiedere alle autorità degli Stati Uniti (paese dove è costituita come società) e del Canada (dove ha sede legale Vox Populi) di verificare se qualche legge locale sia stata violata.

ICANN teme che qualche reato sia stato commesso. Tuttavia ritiene di avere un'esperienza e un'autorità limitate per giudicare della presunta illegalità delle posizioni di Vox Populi: per questo si è rivolta alla competenza della US Federal Trade Commission (ITC) e alla canadese Office of Consumer Affairs (OCA). D'altronde il rapporto tra ICANN e Vox Populi è stabilito da un contratto redatto in base alle normative locali e che in caso di sentenza contraria al registro potrebbe essere stracciato.

Nonostante questo sono già diverse le aziende che hanno deciso di sborsare quanto richiesto per evitare la creazione di un sito che ne metta alla berlina il nome o i prodotti: Google ha fatto richiesta di registrare gmail.sucks, glass.sucks e nest.sucks, Microsoft outlook.sucks, windows.sucks, windowsphone.sucks, msn.sucks, onenote.sucks, Facebook ha agito per il solo instagram.sucks, mentre Apple non ha voluto lasciare nulla al caso chiedendo la registrazione di itunes.sucks, imac.sucks, osx.sucks, filemaker.sucks, itunesradio.sucks, finalcutpro.sucks, garageband.sucks, macbookair.sucks, facetime.sucks, carplay.sucks.

Vox Populi, che fin dall'inizio ha difeso la nuova estensione rivendicando con essa la libertà d'espressione e la possibilità di avere un luogo aperto al dibattito ed utile per raccogliere critiche, tanto che i nomi a dominio .sucks sono disponibili ad un prezzo molto basso per l'utilizzo esclusivo di reindirizzamento verso il forumeverything.sucks, sviluppato a tale scopo, riferisce di aver seguito le procedure richieste e quindi di non avere motivo di temere le indagini.

Claudio Tamburrino
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25 Commenti alla Notizia ICANN e il dominio delle contraddizioni
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  • io quasi quasi registro sucksdomain.sucks
    non+autenticato
  • ...la parola "sucks" in austrungarico volesse dire TENDAGGI. Gli austrungarici non postrebbero vendere tendaggi online perchè gli ammeriggani sono bigotti?
    non+autenticato
  • Se posso registrare:
    <NotoMarchio> -sucks. <pletora di scelte>
    Ecco che mi sembra possa raggiungere ugualmente l'infausto scopo.
    non+autenticato
  • una volta la gerarchia dns serviva a impiegare uno mnemonico invece di un IP... poi di iterazione in iterazione, azzeccagarbugli in azzeccagarbugli, markettaro in markettaro siamo arrivati a tonnellate di tld, nomi in IDN, continue baruffe del trademark ecc....
    non+autenticato
  • > una volta la gerarchia dns serviva a impiegare
    > uno mnemonico invece di un IP... poi di
    > iterazione in iterazione, azzeccagarbugli in
    > azzeccagarbugli, markettaro in markettaro siamo
    > arrivati a tonnellate di tld, nomi in IDN,
    > continue baruffe del trademark
    > ecc....

    Ma volendo si può tornare ad un'internet con "URL numeriche" del tipo 62.85.163.47, cioè solo l'IP? Oppure non funziona più?
  • - Scritto da: Leguleio

    >
    > Ma volendo si può tornare ad un'internet con "URL
    > numeriche" del tipo 62.85.163.47, cioè solo l'IP?
    > Oppure non funziona
    > più?

    non ha mai funzionato per via del fatto che più domini possono condividere lo stesso IP.
    non+autenticato
  • >
    > non ha mai funzionato per via del fatto che più
    > domini possono condividere lo stesso
    > IP.

    problemi tecnici a parte per una persona e' molto piu' facile ricordare le parole che una sequenza di numeri di 12 cifre altrimenti faresti quello che fanno tutti con il telefono cercando il numero in rubrica anziche' farlo fare al dns.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Piccolo
    > problemi tecnici a parte per una persona e' molto
    > piu' facile ricordare le parole che una sequenza
    > di numeri di 12 cifre altrimenti faresti quello
    > che fanno tutti con il telefono cercando il
    > numero in rubrica anziche' farlo fare al
    > dns.

    12 cifre?
    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    Tu devi essere un "inguaribile ottimista" oramai le "12 cifre" sono finite.
    Le ultime disponibili sono già state disribuite a RIR (Regional Internet Registry) dove il termine "Regional" stà in realtà per "continente", per esempio quello europeo si chiama RIPE NCC Nquello asiatico-paifico APNIC quello nordamericano è ARIN quello latino-americano LACNIC e infine AfriNIC Africa.

    E con questa è finito IPv4 (restano solo dei rimasugli degli scampoli e dei "fondi di magazzino") e sono finite le 12 cifre tocca passare massicciamente a IPv6 in cui le cifre......
    Altro che 12!
    Parliamo di 128 bit!
    un idirizzo ipv6 ha forme del tipo:

    2001:200:dff:fff1:216:3eff:feb1:44d7:
    Con cifre esadecimali!
    esempio pratico:

    ping6 www.kame.net

    PING www.kame.net(2001:200:dff:fff1:216:3eff:feb1:44d7) 56 data bytes
    64 bytes from 2001:200:dff:fff1:216:3eff:feb1:44d7: icmp_seq=1 ttl=50 time=327 ms
    64 bytes from 2001:200:dff:fff1:216:3eff:feb1:44d7: icmp_seq=2 ttl=50 time=314 ms
    64 bytes from 2001:200:dff:fff1:216:3eff:feb1:44d7: icmp_seq=3 ttl=50 time=316 ms
    64 bytes from 2001:200:dff:fff1:216:3eff:feb1:44d7: icmp_seq=4 ttl=50 time=327 ms
    64 bytes from 2001:200:dff:fff1:216:3eff:feb1:44d7: icmp_seq=5 ttl=50 time=332 ms
    64 bytes from 2001:200:dff:fff1:216:3eff:feb1:44d7: icmp_seq=6 ttl=50 time=327 ms
    64 bytes from 2001:200:dff:fff1:216:3eff:feb1:44d7: icmp_seq=7 ttl=50 time=326 ms
    64 bytes from 2001:200:dff:fff1:216:3eff:feb1:44d7: icmp_seq=8 ttl=50 time=314 ms
    64 bytes from 2001:200:dff:fff1:216:3eff:feb1:44d7: icmp_seq=9 ttl=50 time=326 ms

    --- www.kame.net ping statistics ---
    10 packets transmitted, 9 received, 10% packet loss, time 9036ms
    rtt min/avg/max/mdev = 314.594/323.683/332.638/6.176 ms

    Ora se non sei pico della mirandola è piuttosto ovvio che ricordarsi
    "www.kame.net" sia un tantinello più probabile che ricordarsi "2001:200:dff:fff1:216:3eff:feb1:44d7" e non credo che sia una asserzione che abbia bisogno di dimostrazioni complicate.
    A bocca aperta
    IPv6 è per diversi motivi oltre che ormai praticamente "obbligatorio" (dovremo avere un lungo periodo di convivenza tra IPv6 e IPv4 non ci sarà nessuno "switch off" drammatico) e dato che praticamente tutti gli OS sono in realtà "dual stack" (cioè ipv6 e ipv4 contemporaneamente) una opportunità:
    Ciascuno potrà avere i suoi IP statici e averne tanti o tantissimi ma questo porterà giocoforza anche a un aumento delle registrazioni dei nomi di dominio e ovviamente anche alla proliferazione (e a un uso più sensato e corretto) dei sottodomini di secondo terzo (o anche più) livello.
    Cominciate pure a farci "mentalmente" l'abitudine.
    Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > > una volta la gerarchia dns serviva a
    > impiegare
    > > uno mnemonico invece di un IP... poi di
    > > iterazione in iterazione, azzeccagarbugli in
    > > azzeccagarbugli, markettaro in markettaro
    > siamo
    > > arrivati a tonnellate di tld, nomi in IDN,
    > > continue baruffe del trademark
    > > ecc....
    >
    > Ma volendo si può tornare ad un'internet con "URL
    > numeriche" del tipo 62.85.163.47, cioè solo l'IP?
    > Oppure non funziona
    > più?

    se il web server in questione usa virtual host name based non funziona
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > > una volta la gerarchia dns serviva a
    > impiegare
    > > uno mnemonico invece di un IP... poi di
    > > iterazione in iterazione, azzeccagarbugli in
    > > azzeccagarbugli, markettaro in markettaro
    > siamo
    > > arrivati a tonnellate di tld, nomi in IDN,
    > > continue baruffe del trademark
    > > ecc....
    >
    > Ma volendo si può tornare ad un'internet con "URL
    > numeriche" del tipo 62.85.163.47, cioè solo l'IP?
    > Oppure non funziona
    > più?
    ..... uhn... ogni volta che fai qualcosa col tcp/ip, anche oggi, operi usando l'ip (instaurare una sessione tcp per es, si avvale di 2 porte e 2 ip... mica lo stack utilizza dei mnemonici nell'apertura del socket).

    POI, vista la abituale presenza dei comodi mnemonici, in vari contesti ci si avvale della sua esistenza, per ricavarne alcuni trucchetti/prerogative non possibili altrimenti... (i citati webserver multi virtualhost, tecniche di reverse dns lookup impiegate nell'(anti) mail spam... sino a usare record DNS, che non siano il solito PTR, per fare altro [scambio chiavi], ecc ecc)

    quindi la risposta e' si, in contesti 'semplificati'...Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba

    >
    > quindi la risposta e' si, in contesti
    > 'semplificati'...
    >Con la lingua fuori

    La risposta vera è "forse" nel senso che dipende da cosa è o rappresenta quell'IP per quella macchina.
    Se ci si riferisce all'HTTP bisognerebbe dire che è "IP":80 dove 80 è la porta di protocollo "applicativo" standard o di default (ma potrebbe essere 8080 o altro) poi ci sono i "virtual server" se ci sono e possono corrispondere (con la sola differenza del nome) a quello stesso IP (e pure porta) e così via.
    La realtà e che se usi L'IP "secco" non sai assolutamente "se funziona" l'unica risposta sensata è "forse potrebbe funzionare".
    Ma a parte questo ragionamento generale voglio vederti a ricordare un IPv6 tipo "2a00:1450:4002:803::1010" (che è poi l'indirizzo IPv6 del notissimo www.google.com) e è pure uno di quelli "corti"..... www.kame.net è "2001:200:dff:fff1:216:3eff:feb1:44d7"....
    Mi viene da ridere solo al pensiero di un eventuale "utonto" che scrive una roba del genere sulla riga del suo browser!
    Rotola dal ridereRotola dal ridere

    Oh intendiamoci... mica che sia colpa sua!

    Ci vuole pico della mirandola a ricordarsi a memoria delle robe del genere!

    Ma è solo per dire (lo ho già detto altrove) che dato che IPv4 è andato ormai di fatto e dato che IPv6 (che ha molti vantaggi reali) è ormai una necessità che sarà presto tale anche per gli utenti oltre che per gli addetti.
    Occorrerà "farci la bocca"... e dato che ciascuno potrà avere i suoi (suoi plurale non suo singolare) IP statici IPv6 senza difficoltà (economia della abbondanza e non della scarsità) ci sarà giocoforza un effetto di "trascinamento" sulla registrazione dei "nomi" e anche una spinta a un loro uso più razionale (secondo terzo.... e più... livelli).
    Non puoi certo immaginare di registrare un nome di primo livello diverso per ciascuno degli (degli plurale ripeto) IP statici che avrai a disposizione conviene che se sei "pippo.it" cominci a pensare in termini di "videostream.pippo.it" "serverpostain.pippo.it" "serverpostaout.pippo.it" "postoffice.acasa.pippo.it" "pc.acasa.pippo.it" "mobile.ufficio.pippo.it" ecc. ecc. ecc.

    E non "ufficiodipippo.it" come ha fatto (molto stupidamente) fino a oggi.
    Conviene cominciare a ragionare così fin da subito anche perchè ormai qualunque OS anche a livello END-USER supporta già ipv4 e ipv6 in "dual stack" e si prepara un lungo "periodo di convivenza" tra ipv6 e ipv4 chi si aspetta uno "switch-off" non ha capito come va il mondo.
    non+autenticato
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