Gaia Bottà

IFPI: un mondo di musica digitale

Anche a livello globale il valore della musica veicolata dalla Rete ha raggiunto quello della musica acquistata su supporti fisici: lo streaming, soprattutto su abbonamento, sembra accontentare tutti. Tranne i pirati più incalliti

Roma - Profonde trasformazioni stanno agendo sul mercato della musica, che sempre di più si configura come un servizio da consumare con la mediazione della Rete: anche il report globale stilato da IFPI illustra le dinamiche che stanno conducendo l'industria verso modelli di business sempre più improntati al digitale, sempre più fiduciosi nei confronti dei servizi di streaming.

Il Digital Music Report rilasciato dalla International Federation of the Phonographic Industry (IFPI) compone i frammenti di un panorama già parzialmente tracciato da RIAA per il rappresentativo mercato statunitense e dall'industria di settore su scala locale: su un fatturato globale di 14,97 miliardi di dollari, in calo dello 0,4 per cento rispetto allo scorso anno, il comparto digitale e quello della musica fisica hanno raggiunto il pareggio, maturato con l'evolvere del contesto degli ultimi anni. I ricavi afferenti al settore digitale valgono 6,9 miliardi di dollari, in crescita del 6,9 per cento, mentre la musica venduta su supporto fisico cala ad un ritmo più sostenuto (-8,1 per cento): i due comparti valgono entrambi il 46 per cento del mercato, con il rimanente 8 per cento da attribuire alle performance e ai diritti di sincronizzazione.

Comparto digitale

La forza intervenuta ad erodere con più irruenza il fatturato relativo alla musica fisica come noto è lo streaming: IFPI sottolinea che in tutto il mondo 41 milioni di persone nel 2014 hanno pagato per consumare musica che fluisce con la mediazione della Rete, garantendo un fatturato in crescita del 39 per cento rispetto al 2013 e pari a 1,57 miliardi di dollari, il 23 per cento del comparto digitale. La musica fruita in streaming con il supporto dell'advertising, un modello che certa parte dell'industria non riesce ad apprezzare, rappresenta il 9 per cento del fatturato del mercato digitale, in crescita del 38,6 per cento rispetto allo scorso anno.
Streaming su abbonamento e freemium
Al contempo sono i download a perdere terreno: a livello globale la musica acquistata in Rete per il download vale ancora il 52 per cento del fatturato afferente al digitale, ma su alcuni mercati (Croazia, Danimarca, Finlandia, Hong
Kong, Islanda, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia, Corea del Sud e Taiwan) il valore delle sottoscrizioni ha già superato quello dei download. Dati raccolti da IPSOS su 13 mercati del mondo, inoltre, mostrano che l'urgenza con cui anche colossi come Google e Apple stanno agendo per guadagnarsi una posizione nell'ambito dello streaming musicale appare pienamente giustificata.

Lo streaming nel mondo

Negli ultimi sei mesi il 57 per cento dei netizen ha fatto accesso a siti ancora sostanzialmente generalisti come YouTube per fruire di musica in streaming, il 38 per cento ha approfittato di servizi dedicati come Spotify, mentre solo il 26 per cento si è rivolto ai servizi che offrono download. L'Italia non fa eccezione: a fronte di un 46 per cento dei netizen che ha saggiato servizi di streaming a pagamento, solo il 25 per cento ha dichiarato di aver scaricato musica.

L'offerta legale sembra dunque finalmente iniziare ad incontrare il favore degli utenti, in un compromesso che nonostante alcune rumorose eccezioni pare iniziare a ricompensare anche gli artisti, soprattutto su certi mercati come quello svedese e soprattutto in virtù dei servizi di streaming su abbonamento. La pirateria, però, resta una nota stonata: nel report si stima che il 20 per cento dei netizen che accedono alla Rete su connessione fissa si rivolga a servizi che offrono musica senza l'autorizzazione dei detentori dei diritti. IFPI raccomanda l'adozione di soluzioni abbracciate anche dall'Italia come l'inibizione degli accessi con la collaborazione dei fornitori di connettività su ordine di autorità giudiziaria e amministrativa, i filtri applicati ai risultati di ricerca con la collaborazione dei search engine e l'interruzione dei rapporti con i siti pirata da parte dell'industria dell'advertising e degli operatori dei pagamenti.

Gaia Bottà
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39 Commenti alla Notizia IFPI: un mondo di musica digitale
Ordina
  • La musica sta morendo nelle mani degli speculatori ma sono contento lo stesso perche' se una cosa cosa muore ne rinasce una piu' bella cosi' come il letame serve per far crescere un fiore. Finalmente tornera' il bardo il giullare che passera' tra le strade e allietera' la vita di tutti.
    Molti artisti di strada sono molto piu' bravi delle loro controparti superpompate da media e discografici ed equalizzatori se li senti dal vivo ti viene voglia di tirargli i pomodori.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Piccolo
    > La musica sta morendo nelle mani degli
    > speculatori ma sono contento lo stesso perche'
    > se una cosa cosa muore ne rinasce una piu' bella
    > cosi' come il letame serve per far crescere un
    > fiore. Finalmente tornera' il bardo il giullare
    > che passera' tra le strade e allietera' la vita
    > di
    > tutti

    Eh, bella me**a... "il bardo giullare", ma per favore. Almeno scegliere, sai che allegria avere sotto casa uno strimpellatore che magari suona musica che mi fa schifo.
    non+autenticato
  • > Eh, bella me**a... "il bardo giullare", ma per
    > favore. Almeno scegliere, sai che allegria avere
    > sotto casa uno strimpellatore che magari suona
    > musica che mi fa
    > schifo.

    Qualche giorno fa sono passati sotto casa mia due bravi musicisti, artisti di strada, suonavano gli ottoni mi ha fatto molto piacere sentirli invece, c'e' qualcosa di magico nel sentire dal vivo la musica cosa impossibile per tutta quella riprodotta, oltre al fatto che la musica da quando si e' industrializzata e' peggiorata e si e' divisa a "compartimenti stagni".
    Negli anni 80 si diceva che la musica era peggiorata rispetto solo a due decati precedenti 70 e 60 in quelli del nuovo millenio si rimpiange quella degli anni 80.
    Puo' cambiare il sistema di distribuzione con lo streaming ma la situazione non cambia ed e' destinata progressivamente a peggiorare, industria e arte non possono convivere piu' si industrilizza piu' perde di qualita'.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Piccolo
    > > Eh, bella me**a... "il bardo giullare", ma per
    > > favore. Almeno scegliere, sai che allegria avere
    > > sotto casa uno strimpellatore che magari suona
    > > musica che mi fa
    > > schifo.
    >
    > Qualche giorno fa sono passati sotto casa mia
    > due bravi musicisti, artisti di strada, suonavano
    > gli ottoni mi ha fatto molto piacere sentirli



    > invece, c'e' qualcosa di magico nel sentire dal
    > vivo la musica cosa impossibile per tutta quella
    > riprodotta

    Come sarebbe "impossibile"? Eppure ai concerti io ci sono andato...

    oltre al fatto che la musica da
    > quando si e' industrializzata e' peggiorata e si
    > e' divisa a "compartimenti
    > stagni".
    > Negli anni 80 si diceva che la musica era
    > peggiorata rispetto solo a due decati precedenti
    > 70 e 60 in quelli del nuovo millenio si rimpiange
    > quella degli anni
    > 80

    Non capisco, gli anni 80 sono stati il decennio in cui si sono venduti più dischi in assoluto... quindi che c'entra la "commercializzazione"?
    non+autenticato
  • Io vorrei continuare a comprare musica, ma mi serve un sito affidabile, economico, globale e DRMfree tipo GOG.
    Gli store attuali sono costosi, spesso hanno limitazioni o blocchi (anche post-acquisto) ed hanno promo localizzate (per musica italiana schifosa).Triste

    P.S: per piacere PI, disabilitate il refresh automatico della pagina, perchè tale funzione cancella i post mentre si sta scrivendo..
    non+autenticato
  • > Io vorrei continuare a comprare musica, ma mi
    > serve un sito affidabile, economico, globale e
    > DRMfree tipo
    > GOG.

    Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Se il DRM ti dà noia, eliminalo. Se hai la pazienza di registrare la traccia dai siti di streaming, fallo.
    Alternative a pagamento non ce ne sono. Solo gratuite, il P2P.
  • - Scritto da: Leguleio

    > Non si può avere la botte piena e la moglie
    > ubriaca. Se il DRM ti dà noia, eliminalo. Se hai
    > la pazienza di registrare la traccia dai siti di
    > streaming, fallo.
    Ma anche si.
    Basta registrare da CD non vedo il problema.
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • > > Non si può avere la botte piena e la moglie
    > > ubriaca. Se il DRM ti dà noia, eliminalo. Se
    > hai
    > > la pazienza di registrare la traccia dai
    > siti
    > di
    > > streaming, fallo.
    > Ma anche si.
    > Basta registrare da CD non vedo il problema.
    > A bocca aperta
    No, registrare su CD provoca sbocchi di bile. L'ha detto il medico.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Io vorrei continuare a comprare musica, ma mi
    > > serve un sito affidabile, economico, globale
    > e
    > > DRMfree tipo
    > > GOG.
    >
    > Non si può avere la botte piena e la moglie
    > ubriaca. Se il DRM ti dà noia, eliminalo. Se hai
    > la pazienza di registrare la traccia dai siti di
    > streaming, fallo.
    >
    > Alternative a pagamento non ce ne sono. Solo
    > gratuite, il P2P.

    Non è vero.
    Io sono utente eMusic da anni e mi trovo bene. Per forse un paio d'anni, Esselunga ha venduto delle tessere combinate streaming + acquisto ad un prezzo molto vantaggioso. So per certo che ci sono altre possibilità, ma già con 40 tracce al mese il mio parco ascolto cresce fin troppo velocemente, non sento la necessità di trovarne altre.
    Se davvero vuoi acquistare legalmente, qualcosa trovi senz'altro.
    Izio01
    4614
  • - Scritto da: Izio01
    > - Scritto da: Leguleio
    > > > Io vorrei continuare a comprare musica,
    > ma
    > mi
    > > > serve un sito affidabile, economico,
    > globale
    > > e
    > > > DRMfree tipo
    > > > GOG.
    > >
    > > Non si può avere la botte piena e la moglie
    > > ubriaca. Se il DRM ti dà noia, eliminalo. Se
    > hai
    > > la pazienza di registrare la traccia dai
    > siti
    > di
    > > streaming, fallo.
    > >
    > > Alternative a pagamento non ce ne sono. Solo
    > > gratuite, il P2P.
    >
    > Non è vero.
    > Io sono utente eMusic da anni e mi trovo bene.
    > Per forse un paio d'anni, Esselunga ha venduto
    > delle tessere combinate streaming + acquisto ad
    > un prezzo molto vantaggioso. So per certo che ci
    > sono altre possibilità, ma già con 40 tracce al
    > mese il mio parco ascolto cresce fin troppo
    > velocemente, non sento la necessità di trovarne
    > altre.


    Dunque, ho letto che inizialmente hanno diffuso la musica col DRM, e solo in seguito, come mossa commerciale, sono passati al formato .mp3 libero. E che però alcune case discografiche hanno cominciato a rifiutano di fornire i loro brani. Ti risulta?
  • Itunes aveva iniziato con un DRM Eludibile dagli stessi strumenti messi a disposizione di itunes, poi con il tempo ha cominciato a fornire musica senza DRM, tranne con delle informazioni del compratore presenti sui file acquistati.

    Amazon da sempre offre comuni MP3, tra l'altro se acquisti un CD musicale, ti regalano pure la contro parte in file audio.
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    Modificato dall' autore il 23 maggio 2015 15.23
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  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: Izio01
    > > - Scritto da: Leguleio
    > > > > Io vorrei continuare a comprare
    > musica,
    > > ma
    > > mi
    > > > > serve un sito affidabile,
    > economico,
    > > globale
    > > > e
    > > > > DRMfree tipo
    > > > > GOG.
    > > >
    > > > Non si può avere la botte piena e la
    > moglie
    > > > ubriaca. Se il DRM ti dà noia,
    > eliminalo.
    > Se
    > > hai
    > > > la pazienza di registrare la traccia dai
    > > siti
    > > di
    > > > streaming, fallo.
    > > >
    > > > Alternative a pagamento non ce ne sono.
    > Solo
    > > > gratuite, il P2P.
    > >
    > > Non è vero.
    > > Io sono utente eMusic da anni e mi trovo
    > bene.
    > > Per forse un paio d'anni, Esselunga ha
    > venduto
    > > delle tessere combinate streaming + acquisto
    > ad
    > > un prezzo molto vantaggioso. So per certo
    > che
    > ci
    > > sono altre possibilità, ma già con 40 tracce
    > al
    > > mese il mio parco ascolto cresce fin troppo
    > > velocemente, non sento la necessità di
    > trovarne
    > > altre.
    >
    >
    > Dunque, ho letto che inizialmente hanno diffuso
    > la musica col DRM, e solo in seguito, come mossa
    > commerciale, sono passati al formato .mp3 libero.
    > E che però alcune case discografiche hanno
    > cominciato a rifiutano di fornire i loro brani.
    > Ti risulta?

    Quando ho iniziato io, era già mp3 senza restrizioni, forse prima usavano tracce protette, non saprei.
    Vero è che il catalogo non è stabile: mi è capitato di vedere alcuni gruppi che sono spariti, poi magari sono ritornati. L'impressione personale è poi che ci sia meno roba mainstream rispetto a quella disponibile sugli analoghi servizi di Sony o Google, che però costano molto di più.
    Del resto anche loro non è che abbiano proprio tutto. Molto dipende da cosa cerchi, quello è fuor di dubbio. Per quello che ascolto io, mi trovo bene lì. Sicuramente non va bene a tutti ma penso che valga la pena di cercare un po', ci sono diversi fornitori in giro e l'offerta è variegata.
    Izio01
    4614
  • > Vero è che il catalogo non è stabile: mi è
    > capitato di vedere alcuni gruppi che sono
    > spariti, poi magari sono ritornati. L'impressione
    > personale è poi che ci sia meno roba mainstream
    > rispetto a quella disponibile sugli analoghi
    > servizi di Sony o Google, che però costano molto
    > di
    > più.

    E allora temo che l'utente qui sopra, che si lamenta del fatto che vorrebbe continuare a comprare musica da un sito affidabile, economico, globale e DRM-free, rimarrà deluso. Si sottintende che il catalogo debba essere altrettanto ricco di iTunes o Spotify.


    > Del resto anche loro non è che abbiano proprio
    > tutto.

    Ne so qualcosa. Io che cerco rarità dagli anni Ottanta e prima, su Deezer trovo pochissimo.A bocca storta
    Grosso modo in questi servizi si trova tutto per quanto riguarda la musica dal 1995 circa in poi, quando oramai usciva esclusivamente in formato digitale e internet esisteva già. Poco dell'epoca del vinile.
  • - Scritto da: Leguleio
    > digitale e internet esisteva già. Poco dell'epoca
    > del
    > vinile.
    Io la mia musica su vinile la ho tutta digitalizzata e il master lo ho fatto wav a 96000 hz quindi lo posso convertire in qualunque formato di risoluzione inferiore.
    Se dovessi rimettere "sul piatto" il vinile tutte le volte che mi va di riascoltare un pezzo che stava sun un vecchio disco di quel tipo lo avrei già ridotto in stato pietoso da un pezzo e in più col cavolo che lo potrei ascoltare tranquillamente sul telefono sul tablet o dove diavolo mi pare.
    Il vinile (purtroppo "deperisce" fisicamente con l'uso) è riservato alle "mani della festa" su un piatto "della festa" e con una puntina "della festa" per l'uso di tutti i giorni il digitale specie se non lossy è più che sufficiente e senza sacrifici e compromessi rilevabili da un punto di vista qualitativo a parità di impianto di riproduzione purchè digitalizzato con un minimo di ragionevolezza.
    Il mio catalogo "del passato" è tanto ampio quanto quello del futuro e è tutto senza DRM.
    Vinile o non vinile se mi interessava vuole dire che lo ho comprato e se non lo ho comprato vuole dire che non mi interessava e questo vale per ieri, per oggi, e per domani.
    non+autenticato
  • > > digitale e internet esisteva già. Poco
    > dell'epoca
    > > del
    > > vinile.
    > Io la mia musica su vinile la ho tutta
    > digitalizzata e il master lo ho fatto wav a
    > 96000 hz quindi lo posso convertire in qualunque
    > formato di risoluzione
    > inferiore.
    > Se dovessi rimettere "sul piatto" il vinile tutte
    > le volte che mi va di riascoltare un pezzo che
    > stava sun un vecchio disco di quel tipo lo avrei
    > già ridotto in stato pietoso da un pezzo e in più
    > col cavolo che lo potrei ascoltare
    > tranquillamente sul telefono sul tablet o dove
    > diavolo mi
    > pare.
    > Il vinile (purtroppo "deperisce" fisicamente con
    > l'uso) è riservato alle "mani della festa" su un
    > piatto "della festa" e con una puntina "della
    > festa" per l'uso di tutti i giorni il digitale
    > specie se non lossy è più che sufficiente e senza
    > sacrifici e compromessi rilevabili da un punto di
    > vista qualitativo a parità di impianto di
    > riproduzione purchè digitalizzato con un minimo
    > di
    > ragionevolezza.
    > Il mio catalogo "del passato" è tanto ampio
    > quanto quello del futuro e è tutto senza
    > DRM.
    > Vinile o non vinile se mi interessava vuole dire
    > che lo ho comprato e se non lo ho comprato vuole
    > dire che non mi interessava e questo vale per
    > ieri, per oggi, e per
    > domani.
    Quali erano i limiti raggiunti dal disco in vinile? Perché avremmo dovuto cambiare la nostra discoteca, realizzata con tanta spesa e fatica, per convertirla in costosi ed asettici dischetti digitali? Premetto che negli anni ottanta esisteva una vasta cultura del suono fra noi ragazzi che andavamo al Sim di Milano per vedere ed ascoltare le ultime novità proposte alla Fiera Internazionale del Suono. Sapevamo gestire alla perfezione il nostro impianto Hi-Fi, lo curavamo come una delle cose più preziose al mondo, il che voleva dire possedere una testina di buona qualità, saperla montare sul braccio alla giusta distanza misurandola con la dima, ricavare il corretto hoverang, quindi applicare al braccio il giusto valore in grammi del contrappeso per rendere la lettura del disco perfetta. Inutile dire che il piatto veniva posto sulla sommità del rack solo dopo la misurazione del piano con la bolla. Sapevamo tutto in merito ai sistemi d’amplificazione dell’epoca, degli equalizzatori grafici e parametrici per correggere l’ambiente d’ascolto, dei registratori a nastro per registrare i dischi, del Dolby o del DBX, del Dat, delle cuffie chiuse o aperte.
    Si pensa che il Cd sia stato una benedizione almeno per chi ascolta musica classica. Provate ad ascoltare un vecchio disco di musica classica in cuffia, nelle pause del brano sentirete del fruscio, degli scratch dovuti ai graffi del disco, allora pregherete che la musica cresca in fretta e copra così il rumore di fondo. Ma in realtà esso non scompare mai, e viene percepito ad ogni riproduzione, anzi in modo più evidente invecchiando il supporto. Il disco si graffia ogni volta che lo infilate nella busta, anche se lo fate nel dovuto modo e con la massima accortezza. Non solo, il vostro nemico più mortale diventerà la polvere. Un oggetto di plastica in movimento genera elettricità statica, durante la rotazione del disco la polvere si accumula, anche sulla puntina che legge i solchi. Risultato finale: otterremo una riproduzione leggermente ovattata, enfatizzata dai suoni bassi, e priva dei suoni più alti della banda di frequenza. Abbiamo così ottenuto il suono caldo tanto decantato dai sostenitori odierni del vinile. Forse non hanno mai dovuto lottare con dischi rovinati da graffi, ditate, supporti imbarcati, e passaggi musicali rovinati dal fruscio. Avete provato a pensare a quanto potesse durare un disco in queste condizioni? Soprattutto se veniva riprodotto di frequente perché era uno dei vostri preferiti? Non molto, come potete facilmente immaginare.
    non+autenticato
  • No grazie, preferisco continuare a scaricare a sbafo senza pagare un tubo, mi trovo benissimo così. E non credo proprio che sia solo il 20% degli utenti a fare così, altrimenti i ricavi globali dell'industria musicale oggi non sarebbero LA META' rispetto a 15 anni fa (!). Tra un po' IFPI dovrà assumere i CEO con contatti da stagisti, ormai sono ridotti all'accattonaggio.

    Inoltre ringrazio AGCOM che sul suo sito segnala periodicamente fantastici siti da cui scaricare films e musica, ormai ho i bookmarks strapieni. L'unico sito chiuso per davvero è quello dei videotechini.A bocca aperta
    non+autenticato
  • " lo streaming, soprattutto su abbonamento, sembra accontentare tutti. Tranne i pirati più incalliti"
    Considerato che non ascolto quasi nulla in streaming devo considerarmi un "Pirata più incallito"?
    Newbie, inesperto
    E perchè?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pirata Incallito
    > " lo streaming, soprattutto su abbonamento,
    > sembra accontentare tutti. Tranne i pirati più
    > incalliti"
    > Considerato che non ascolto quasi nulla in
    > streaming devo considerarmi un "Pirata più
    > incallito"?
    > Newbie, inesperto
    > E perchè?

    perchè sì.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...

    > perchè sì.
    Grazie!
    Ora sono più tranquillo.
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • Personalmente ritengo che l'ascolto di musica in streaming sia uno spreco assurdo di banda, se ascolti lo stesso brano più di una volta.
  • anche guardare lo stesso video più volte ad esempio su youtube è uno spreco di banda
    non+autenticato
  • - Scritto da: eheheh
    > anche guardare lo stesso video più volte ad
    > esempio su youtube è uno spreco di
    > banda

    Infatti sono comportamenti deprecabili, senza contare che in alcuni contratti la banda ha un costo, e in zone con poca banda va tutto a scatti.

    Il comportamento corretto e' quello di scaricare in locale e poi fruire comodamente.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: eheheh
    > > anche guardare lo stesso video più volte ad
    > > esempio su youtube è uno spreco di
    > > banda
    >
    > Infatti sono comportamenti deprecabili, senza
    > contare che in alcuni contratti la banda ha un
    > costo, e in zone con poca banda va tutto a
    > scatti.
    >
    > Il comportamento corretto e' quello di scaricare
    > in locale e poi fruire
    > comodamente.

    E da quando scaricare in locale non occupa banda ? Newbie, inesperto
  • - Scritto da: aphex_twin
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: eheheh
    > > > anche guardare lo stesso video più
    > volte
    > ad
    > > > esempio su youtube è uno spreco di
    > > > banda
    > >
    > > Infatti sono comportamenti deprecabili, senza
    > > contare che in alcuni contratti la banda ha
    > un
    > > costo, e in zone con poca banda va tutto a
    > > scatti.
    > >
    > > Il comportamento corretto e' quello di
    > scaricare
    > > in locale e poi fruire
    > > comodamente.
    >
    > E da quando scaricare in locale non occupa banda
    > ?
    > Newbie, inesperto

    I miei complimenti per aver compreso il concetto al primo colpo senza ausilio di disegnetti.
  • ehehe : "anche guardare lo stesso video più volte ad esempio su youtube è uno spreco di banda"

    TU : "Il comportamento corretto e' quello di scaricare in locale e poi fruire comodamente."

    Fai tu, ma metti che abbia capito male ... prego esplicami questo tuo profondo concetto. Annoiato
  • - Scritto da: aphex_twin
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: eheheh
    > > > anche guardare lo stesso video più
    > volte
    > ad
    > > > esempio su youtube è uno spreco di
    > > > banda
    > >
    > > Infatti sono comportamenti deprecabili, senza
    > > contare che in alcuni contratti la banda ha
    > un
    > > costo, e in zone con poca banda va tutto a
    > > scatti.
    > >
    > > Il comportamento corretto e' quello di
    > scaricare
    > > in locale e poi fruire
    > > comodamente.
    >
    > E da quando scaricare in locale non occupa banda
    > ?
    > Newbie, inesperto

    Fare download occupa banda una tantum per quel contenuto, che se ti arriva in streaming viene stupidamente ritrasmesso (e magari ripagato) ogni volta che tu o familiari o amici volete rivederlo, ed ogni trasmissione procede (ben che vada) a tempo di fruizione, quindi molto più lentamente che non in download puro.
    Ma molto spesso il download è l'unico sistema per poter fruire in modo fluido di un contenuto, oltre che poter saltare pubblicità o altre parti indesiderate.
    Io, benchè servito da fibra 100Mb/sec, sono spesso costretto a precaricare in DL filmati streming gratuiti (certo non solo da Youtube) per potermeli vedere fluidamente.
    Per inciso funzioni come HelpDownloader di FireFox sono in grado di tirar giù molto velocemente praticamente qualunque filmato il sito che stai visitando metta a disposizione come streaming...
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: eheheh
    > > anche guardare lo stesso video più volte ad
    > > esempio su youtube è uno spreco di
    > > banda
    >
    > Infatti sono comportamenti deprecabili, senza
    > contare che in alcuni contratti la banda ha un
    > costo, e in zone con poca banda va tutto a
    > scatti.
    >
    > Il comportamento corretto e' quello di scaricare
    > in locale e poi fruire
    > comodamente.

    Condivido perfettamente: con un unico download, ben più veloce che non uno streaming obbligato a procedere in tempo reale, ti fai quante copie vuoi DRM free nei formati che vuoi per fruirne quante volte vuoi, dove vuoi, come vuoi, con chi vuoi ... e volendo regalarne o meglio scambiarne tra amici, parenti, conoscenti...

    Senza scopo di lucro, ovviamente, non vorrai mica fare un torto alle povere Majors ed alle legislazioni in materia a loro asservite?
    non+autenticato