Claudio Tamburrino

La Francia si arma per il search ad armi pari

Dopo i provvedimenti dell'antitrust europeo nei confronti di Google, la politica francese vorrebbe costringere i motori di ricerca a fornire una sorta di ballot screen per i concorrenti e a fare luce sui loro algoritmi. Un piano praticabile?

Roma - Il Senato della Repubblica francese ha approvato all'unanimità una norma subito soprannominata "anti-Google". Contenuta in un emendamento che si inserisce nel progetto di legge Macron per il rilancio dell'economia nazionale, punta ad inquadrare le attività dei motori di ricerca ed in particolare il potere di Google, che del mercato del search detiene una percentuale preponderante.

Per farlo, l'emendamento si rivolge a tutti quei "servizi online la cui attività consiste nel trovare informazioni, sia che siano di natura generale che commerciale (...), e che mette a disposizione dei propri utenti risultati (...) rintracciati su Internet in risposta ad una richiesta esplicita da parte di questi ultimi, e disposti secondo un ordine di preferenza", e impone loro una serie di obblighi, il cui mancato adempimento può portare a multe salate: l'Autorité de régulation des communications électroniques et des postes (ARCEP) avrà infatti il potere di erogare multe "fino al 10 per cento del fatturato mondiale dell'azienda manchevole", in pratica come l'Antitrust europeo.

In generale i motori di ricerca dovranno rispettare principi di lealtà e non discriminazione e "non favorire i propri servizi o quelli di entità ad essi legate"; poi dovranno offrire in home page, con un riquadro apposito, il link ad altri motori di ricerca concorrenti "senza alcun legame giuridico con essi"; saranno obbligati ad offrire una descrizione "dei principi generali di classificazione utilizzati per i riferimenti proposti", forse condividendo dettagli riguardo ai propri algoritmi; infine, il motore di ricerca non potrà "obbligare terzi, aziende che utilizzano servizi informatici o produttori di apparati elettronici, ad utilizzare in maniera esclusiva il proprio servizio" per scongiurare ulteriori possibilità di concentrazioni sul mercato.
╚ chiaro, quindi, perché si è parlato subito di legge anti-Google: nell'emendamento vengono in pratica affrontati tutti i nodi delle accuse formali e oggetto di indagine mossegli dalle autorità antitrust del Vecchio Continente.

Innanzitutto l'obbligo di indicare soluzioni alternative al propri servizio sembra ricalcare il ballot screen imposto a Microsoft dall'Europa per spezzare il legame tra il sistema operativo Windows e la diffusione del browser IE; stesso discorso vale per l'ultima previsione, che sembra riferirsi all'indagine europea formalizzata nei giorni scorsi e relativa ai contratti sottoposti ai produttori di terminali che montano Android e i relativi pacchetti di app della Grande G.

La Francia, insomma, sembra voler proseguire da sola su una strada che Bruxelles non è troppo convinta di voler seguire: prima con le dichiarazioni dell'antitrust che hanno smentito il piano di smembramento di Google a livello nazionale e poi con il mancato appoggio alla richiesta di accesso all'algoritmo di Big G, le istituzioni europee sembrano ora aver deciso di non prevedere leggi ad hoc, ma di continuare ad investigare sul rispetto di quelle esistenti in materia antitrust e di trasparenza.

Oltre a Bruxells, contraria all'emendamento francese che entra in gamba tesa sulla querelle Google, sembra essere anche lo stesso Governo di Parigi, che si è discostato dal piano della commissione Cultura, della commissione Affari europei e della Commissione affari economici: secondo quest'ultimi la ratio dell'intervento, tuttavia, non è protezionista ma anzi mirata a difendere la libertà di impresa e di creazione.
Anche il ministro dell'Economia Emmanuel Macron, che alla norma in cui si incastona l'emendamento ha dato il nome, ha espresso i suoi dubbi: gli obblighi imposti sarebbero sproporzionati e di difficile applicazione. "Sarebbe come chiedere alla Renault - dice - di far pubblicità alla Peugeut sui suoi parabrezza". Inoltre dubita dell'opportunità di affidare un tale potere ad un'istituzione con una visione parziale come l'ARCEP.

Claudio Tamburrino
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31 Commenti alla Notizia La Francia si arma per il search ad armi pari
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  • Contenuta in un emendamento che si inserisce nel progetto di legge Macron per il rilancio dell'economia nazionale.

    Questo "progetto di legge Macron per il rilancio dell'economia nazionale" sarebbe quindi il protezionismo? Rotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • Ma questi hanno capito cosa sia internet o no?
    Tu puoi fare tutte le leggi che vuoi in Francia ma se il servizio risiede in un'altro paese ti attacchi!
    Cosa fanno? Rendono irraggiungibili tutti i servizi che vanno contro i loro dettati? Vogliono forse fare concorrenza alla cina?
    Sono semplicemente RIDICOLI!
  • > Ma questi hanno capito cosa sia internet o no?
    > Tu puoi fare tutte le leggi che vuoi in Francia
    > ma se il servizio risiede in un'altro paese ti
    > attacchi!
    > Cosa fanno? Rendono irraggiungibili tutti i
    > servizi che vanno contro i loro dettati?

    Molto più semplice: multano Google. Nell'articolo è scritto, cito: «l'Autorité de régulation des communications électroniques et des postes (ARCEP) avrà infatti il potere di erogare multe "fino al 10 per cento del fatturato mondiale dell'azienda manchevole».
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Ma questi hanno capito cosa sia internet o
    > no?
    > > Tu puoi fare tutte le leggi che vuoi in
    > Francia
    > > ma se il servizio risiede in un'altro paese
    > ti
    > > attacchi!
    > > Cosa fanno? Rendono irraggiungibili tutti i
    > > servizi che vanno contro i loro dettati?
    >
    > Molto più semplice: multano Google.

    Come se quelli di google avessero finito la carta igienica!
    Evidentemente non hanno imparato niente dagli editori iberici falliti.

    > Nell'articolo
    > è scritto, cito: «l'Autorité de régulation
    > des communications électroniques et des postes
    > (ARCEP) avrà infatti il potere di erogare multe
    > "fino al 10 per cento del fatturato mondiale
    > dell'azienda
    > manchevole».

    E nelle 4 chiacchere alla macchinetta del caffe' del palazzo di google hanno detto "hanno solo da provarci, che noi cancelliamo la francia da internet..."
  • > Evidentemente non hanno imparato niente dagli
    > editori iberici
    > falliti.

    Gli editori iberici sono falliti? Quando? Newbie, inesperto
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Evidentemente non hanno imparato niente dagli
    > > editori iberici
    > > falliti.
    >
    > Gli editori iberici sono falliti? Quando?
    > Newbie, inesperto

    Quando hanno preteso di estorcere il pizzo a google.
    Ti sei gia' dimenticato?
  • Mi ricordo che sono tornati da Google proni camminando con ginocchia sui ceci:

    http://www.corriere.it/tecnologia/economia-digital...
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Leguleio
    > > > Evidentemente non hanno imparato niente
    > dagli
    > > > editori iberici
    > > > falliti.
    > >
    > > Gli editori iberici sono falliti? Quando?
    > > Newbie, inesperto
    >
    > Quando hanno preteso di estorcere il pizzo a
    > google.
    > Ti sei gia' dimenticato?

    Assolutamente no. Ho chiesto solo chi e quando è stato dichiarato fallito dal tribunale, e se ci sono anche cause per bancarotta fraudolenta.
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: Leguleio
    > > > > Evidentemente non hanno imparato
    > niente
    > > dagli
    > > > > editori iberici
    > > > > falliti.
    > > >
    > > > Gli editori iberici sono falliti?
    > Quando?
    >
    > > > Newbie, inesperto
    > >
    > > Quando hanno preteso di estorcere il pizzo a
    > > google.
    > > Ti sei gia' dimenticato?
    >
    > Assolutamente no. Ho chiesto solo chi e quando è
    > stato dichiarato fallito dal tribunale, e se ci
    > sono anche cause per bancarotta
    > fraudolenta.

    Non occorre istanza di nessun tribunale: basta guardare i loro siti con e senza adblock: nessuna differenza, tutti gli investitori hanno smesso di comprare spazi pubblicitari.
    Gli editori spagnoli sono dei morti che camminano.
  • > Non occorre istanza di nessun tribunale: basta
    > guardare i loro siti con e senza adblock:

    Ti ci vedo proprio, tu che guardi i siti senza adblock! Rotola dal ridere


    > nessuna
    > differenza, tutti gli investitori hanno smesso di
    > comprare spazi
    > pubblicitari.
    > Gli editori spagnoli sono dei morti che camminano.

    Hai un'idea del significato del participio passato "fallito" tutta tua. Ma lo sapevo già.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Ma questi hanno capito cosa sia internet o
    > no?
    > > Tu puoi fare tutte le leggi che vuoi in
    > Francia
    > > ma se il servizio risiede in un'altro paese
    > ti
    > > attacchi!
    > > Cosa fanno? Rendono irraggiungibili tutti i
    > > servizi che vanno contro i loro dettati?
    >
    > Molto più semplice: multano Google. Nell'articolo
    > è scritto, cito: «l'Autorité de régulation
    > des communications électroniques et des postes
    > (ARCEP) avrà infatti il potere di erogare multe
    > "fino al 10 per cento del fatturato mondiale
    > dell'azienda
    > manchevole».

    E Google ancor più semplicemente trasferisce la sua sede e i suoi server fuori dalla Francia, dopo a chi fanno causa?
    Secondo me finisce come quella legge idiota che tassa i milionari Francesi oltre il 70%, sono tutti scappati fuori dalla Francia!
  • Normalmente non riprendo una discussione di 17 giorni prima. In ogni caso, visto che un aggancio all'attualità c'è ancora....


    > > > Ma questi hanno capito cosa sia
    > internet
    > o
    > > no?
    > > > Tu puoi fare tutte le leggi che vuoi in
    > > Francia
    > > > ma se il servizio risiede in un'altro
    > paese
    > > ti
    > > > attacchi!
    > > > Cosa fanno? Rendono irraggiungibili
    > tutti
    > i
    > > > servizi che vanno contro i loro
    > dettati?
    >
    > >
    > > Molto più semplice: multano Google.
    > Nell'articolo
    > > è scritto, cito: «l'Autorité de
    > régulation
    > > des communications électroniques et des
    > postes
    > > (ARCEP) avrà infatti il potere di erogare
    > multe
    > > "fino al 10 per cento del fatturato mondiale
    > > dell'azienda
    > > manchevole».
    >
    > E Google ancor più semplicemente trasferisce la
    > sua sede e i suoi server fuori dalla Francia,

    La multa la devono pagare lo stesso, una volta che è stata inflitta e non ci sono più possibilità di appello.
  • E' un bel problema! Amazon o ebay danno risultati nell'ordine che conviene a loro. Ma se cerco informazioni, anche commerciali, su motori "generici", l'interesse seguito dovrebbe essere il mio di ottenere la pagina più informativa in base alle keyword. Apprezzerei che questo contratto tacito fosse siglato in modo più serio.

    Gli utenti dovrebbero organizzarsi per maturare la pretesa che le loro ricerche siano fatte senza condizionamenti commerciali o politici. Infatti ad oggi se il governo USA volesse esercitare condizionamenti sulle ricerche europee, potrebbe e noi non ne saremmo mai al corrente. Un motore con il 90% del market può permettersi di fare perdere un po' di tempo ad un utente, o di suggerire risultati con un maggiore frazione di prodotti US. Non dico sia così, ma il rischio esiste (e.g. http://www.theatlantic.com/technology/archive/2014.../ ).
    La trasparenza dell'algoritmo di search sarebbe interessante. Promuovere questa sensibilità, anche offrendo incentivi a motori che rendono pubblici i loro algoritmi, potrebbe essere un buon metodo per smarcarsi da una situazione perniciosa (influenze industriali e politiche).
    Ad esempio imponendo a tutti i motori non trasparenti di offrire oltre ai loro risultati anche link ai risultati di motori "trasparenti" (che così per lo meno sarebbero al corrente del volume di ricerca e delle keyword dei motori "closed").
    Così si premierebbero i motori "open" con i dati dei motori "closed" e se ne incentiverebbe lo sviluppo.
  • - Scritto da: Michele L
    > Ma se cerco informazioni, anche commerciali, su motori
    > "generici", l'interesse seguito dovrebbe essere
    > il mio di ottenere la pagina più informativa in
    > base alle keyword. Apprezzerei che questo
    > contratto tacito fosse siglato in modo più serio.

    Secondo me questo contratto esiste già, implicitamente: immagino che tu usi già il motore di ricerca che a tuo parere fornisce i migliori risultati e che nessuno ti obblighi ad usarne altri, giusto?
  • Sulla qualità dei risultati, non sono molto soddisfatto, nemmeno da google. Penso che negli ultimi 5 anni il search abbia fatto pochi o nessun progresso. Non posso fare a meno di ipotizzare che se ci fosse più concorrenza avrei risultati migliori. Tu sei del tutto soddisfatto dalle tue ricerche? Non hai mai l'impressione che forse la ricerca sia stata condizionata in qualche modo? Non sarebbe meglio poter essere sicuri che questo non sia accaduto?
  • - Scritto da: Michele L

    > Tu sei del tutto soddisfatto
    > dalle tue ricerche? Non hai mai l'impressione che
    > forse la ricerca sia stata condizionata in
    > qualche modo? Non sarebbe meglio poter essere
    > sicuri che questo non sia
    > accaduto?

    leggiti "Google Story", c'è anche in italiano.
    Spiega nei dettagli perché Google funziona bene.
    Uno dei punti cardine è che nessuno, nemmeno pagante, può riuscire a risalire i vari rank (compresi quelli dell'ADV) senza averne merito, ovvero senza che gli utenti riconoscano la correttezza del suo link.
    Il libro non è recentissimo, quindi se è vero che Google favorisce i propri servizi meno famosi (su quelli famosi non ha concorrenza valida quindi è normale che stiano in cima) questa regola è violata.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Michele L
    > Tu sei del tutto soddisfatto dalle tue ricerche?

    Col tempo ho notato che la qualità delle ricerche dipende in modo incredibile dall'abilità dell'utente di inserire le parole chiave giuste. Molte volte di fronte alla lamentela che google non funzionava, ho dimostrato che inserendo i vocaboli giusti, il risultato voluto usciva in prima pagina.

    Quindi, sono soddisfatto dalle mie ricerche e sono rarissimi i casi in cui non riesco a trovare quello che cerco. L'unica lamentela è che vorrei poter escludere specifici siti web dai risultati della ricerca (prima era possibile), nello specifico quei siti che fanno da ri-aggregatore di ricerche e che purtroppo "appestano" le pagine risultati di determinati argomenti.
  • - Scritto da: bradipao
    > L'unica lamentela è che vorrei
    > poter escludere specifici siti web dai risultati
    > della ricerca (prima era possibile),

    E adesso non piu'?

    non funziona -site: ?

    Ma si che funziona ancora, ho appena provato.
  • anche in modo più semplice -<website> funziona lo stesso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bradipao
    > - Scritto da: Michele L
    > > Tu sei del tutto soddisfatto dalle tue ricerche?
    >
    > Col tempo ho notato che la qualità delle ricerche
    > dipende in modo incredibile dall'abilità
    > dell'utente di inserire le parole chiave giuste.
    > Molte volte di fronte alla lamentela che google
    > non funzionava, ho dimostrato che inserendo i
    > vocaboli giusti, il risultato voluto usciva in
    > prima
    > pagina.
    >

    Il search di google è semplicemente perfetto. Una volta cercavo un file introvabile (per me è introvabile se impiego più di un'ora, usualmente mi bastano al massimo 3/4 ricerche) e google mi ha indicato un sito dove era contenuto in un file zip il cui nome di senso compiuto non aveva nulla a che fare con il file cercato. Il risultato della ricerca consisteva in un solo link.
    non+autenticato
  • Il search di Google ha un difetto piuttosto grave insito nel suo stesso meccanismo di personalizzazione sulla base delle ricerche pregresse effettuate dall'utente.

    Esempio pratico banalissimo: se io cerco "paranoid android", mi appaiono pagine e pagine di risultati sulla versione customizzata del sistema operativo Android.

    Se lo fa qualcun altro, gli appaiono decine di pagine di siti musicali. Se volesse informazioni sulla versione di Android, non ci arriverebbe mai.
  • Basta pulire la "Temporary Internet Files" ed i cookies ...
    non+autenticato
  • Non mi sembra. A quanto mi risulta, Google profila in base all'"impronta" del client, e non si affida a cache e file temporanei.
  • "dovranno offrire in home page, con un riquadro apposito, il link ad altri motori di ricerca concorrenti "senza alcun legame giuridico con essi"

    Capirei questa mossa francese se ancora esistesse il motore di ricerca franco-tedesco Quaero. Ma i concorrenti di Google sono tutti extraeuropei: Yahoo!, Yandex, Baidu, Lycos, Bing...
    Che cosa cambierà mai se un motore di ricerca sostituisce un altro nella posizione dominante?
  • - Scritto da: Leguleio
    > " dovranno offrire in home page, con un
    > riquadro apposito, il link ad altri motori di
    > ricerca concorrenti "senza alcun legame giuridico
    > con
    > essi
    "
    >
    > Capirei questa mossa francese se ancora esistesse
    > il motore di ricerca franco-tedesco Quaero.

    No, non c'e' proprio nulla da capire.
    Oggi non esiste piu' un concetto definibile come "home page", tanto che io, per esempio, vengo a sapere che in un certo giorno c'e' un doodle solo perche' lo leggo altrove.
    Nessuno piu' accede alla home page del motore di ricerca visto che e' il browser ad occuparsi di tutto.

    Quindi non c'e' proprio niente da capire: ancora una volta il legislatore ha dimostrato di vivere in un passato remoto tutto suo dove ci sono ancora calessi a cavallo, venditori di ghiaccio e noleggiatori di vhs.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Leguleio
    > > " dovranno offrire in home page,
    > con
    > un
    > > riquadro apposito, il link ad altri motori di
    > > ricerca concorrenti "senza alcun legame
    > giuridico
    > > con
    > > essi
    "
    > >
    > > Capirei questa mossa francese se ancora
    > esistesse
    > > il motore di ricerca franco-tedesco Quaero.
    >
    > No, non c'e' proprio nulla da capire.
    > Oggi non esiste piu' un concetto definibile come
    > "home page", tanto che io, per esempio, vengo a
    > sapere che in un certo giorno c'e' un doodle solo
    > perche' lo leggo
    > altrove.
    > Nessuno piu' accede alla home page del motore di
    > ricerca visto che e' il browser ad occuparsi di
    > tutto.
    >
    > Quindi non c'e' proprio niente da capire: ancora
    > una volta il legislatore ha dimostrato di vivere
    > in un passato remoto tutto suo dove ci sono
    > ancora calessi a cavallo, venditori di ghiaccio e
    > noleggiatori di
    > vhs.
    oltretutto "il legislatore" sembra affetto anche da strabismo (in salsa nazionalista alla francese, ma cose analoghe capitano anche da noi).... il Senato approva, ma non il Governo e nemmeno Macron (il ministro da cui prende il 'nome gergale' la normativa)....
    non+autenticato