Claudio Tamburrino

E-waste, non c'è tempo da buttare

Dalle lavastoviglie ai microonde, e in minor misura telefonini e PC, i rifiuti di apparecchiature elettroniche giacciono inutilizzati in discariche che potrebbero trasformarsi in miniere urbane. A pagare, dice un rapporto delle Nazioni Unite, è l'ambiente

E-waste, non c'è tempo da buttareRoma - L'uomo ha creato sulla Terra, solo nel 2014, una montagna di 42 milioni di tonnellate costituita da dispositivi e componenti elettronici abbandonati.

A mettere in evidenza il pericoloso nuovo record è l'ultimo rapporto dell'Università delle Nazioni Unite, che ha analizzato quanti rifiuti elettronici producono ogni anno le diverse aree del mondo: in gran parte si tratta di rottami di vecchi microonde, lavastoviglie e lavatrici e nel 7 per cento dei casi di vecchi cellulari, calcolatrici, PC e stampanti.
In generale si tratta di elettrodomestici abbandonati che solo nel 16 per cento dei casi raggiungono, con il loro bagaglio di composti chimici pericolosi, centri appositi di riciclaggio.

Queste dinamiche sorprendono anche per la miopia: tali rifiuti valgono, teoricamente, circa 52 miliardi di dollari (se riciclati) e nel mucchio vi sono 300 tonnellate circa di oro (circa l'11 per cento della produzione mondiale del 2013): per questo l'ONU parla di "miniere urbane", riserva potenziale di materiali riciclabili.
Mentre nel 2010 l'accento dello Studio dell'ONU era stato posto sulla situazione dei paesi emergenti e in via di sviluppo, dove le contraddizioni del nuovo capitalismo su un tessuto sociale in divenire ed in mancanza di normative ad hoc rischiavano di veder trasformati quei paesi in discariche a cielo aperto, con conseguenti emergenze ambientali e sanitarie, ora l'attenzione è posta sul pericoloso trend assunto dal Pianeta e nei paesi sviluppati: nel 2013 l'e-waste arrivava a 39,8 milioni di tonnellate e per il 2018 si calcola che toccherà quota 50 milioni.

A preoccupare è poi nello specifico il fatto che a primeggiare in questa classifica di sprechi siano paesi conosciuti per l'attenzione alle questioni ecologiche e con numerose normative sull'argomento. A creare la maggior quantità di e-waste pro capite sono infatti la Norvegia (28,4 chilogrammi a persona), la Svizzera (26,3), l'Islanda (26,1) e la Danimarca (24 kg). Seguono la Gran Bretagna, l'Olanda, la Svezia, la Francia, gli Stati Uniti e l'Austria. L'Italia produce invece 17,6 kg di RAEE a persona.

A livello di dati aggregati, naturalmente, i peggior danni li fanno comunque Stati Uniti e Cina, che insieme danno origine al 32 per cento del totale dei rifiuti mondiali.

Claudio Tamburrino
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11 Commenti alla Notizia E-waste, non c'è tempo da buttare
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  • smaltire i rifiuti in africa/cina e' un affarone: certo che inqiunamento, malattie, aborti spontanei causati dall'inquenamento dalle falde acquifere, ma cose si dice, sono "danni collaterali" che rientrano perfettamente in un quedo di sviluppo selvaggio teso alla massimizzazine dei profitti e alla assoluta non considerazine dell'ambiende e degli esseri umani "di seconda categoria" che vivono in quelle zone. Che nessuno pensi di interrompere qeusto ciclo virtuoso del danaro! DANARO DANARO DANAROOO!!!! E andate subito a comprare un iphone/tablet/pc nuovo, caxxo!
    non+autenticato
  • "Dalle lavastoviglie ai microonde, e in minor misura telefonini e PC"

    Lavastoviglie,microonde e PC ti possono durare anche 10 anni,per i telefonini non credo proprio,altro che in misura minore visto che al massimo uno smartphone non va oltre i 3 anni,quindi sono proprio questi device a contribuire all'inquinamento perchè si cambiasno più spesso.
    non+autenticato
  • Beh il mio (precedente) ne è durato quasi 5 ma credo sia una eccezione.
    non+autenticato
  • Io mi riferivo più a quelli che nonostatne funzioni lo cambiano ugualmente,comunque penso siano una minoranza quelli che lo tengano così a lungo.
    non+autenticato
  • > massimo uno smartphone non va oltre i 3

    non va oppure oppure non vogliono andare oltre i tre anni?
    Un punto critico sono le batterie obbligare tutti ad utilizzare batterie standard facilmente sostituibili sarebbe gia' un grosso passo in avanti come e' stato fatto per i caricatori, volente oppure nolente anche Apple si e' dovuta adattare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gru
    > > massimo uno smartphone non va oltre i 3
    >
    > non va oppure oppure non vogliono andare oltre i
    > tre
    > anni?

    Un oggetto senza parti meccaniche soggette ad usura, secondo te perche' non va oltre 3 anni?

    > Un punto critico sono le batterie obbligare tutti
    > ad utilizzare batterie standard facilmente
    > sostituibili sarebbe gia' un grosso passo in
    > avanti come e' stato fatto per i caricatori,

    Basterebbe semplicemente separare il mercato in due: un soggetto produce smartphone e un altro produce batterie intercambiabili.

    O comunque liberalizzare il mercato delle batterie.

    > volente oppure nolente anche Apple si e' dovuta
    > adattare.

    Apple non aveva alcun bisogno di farlo.
  • - Scritto da: Gru
    > non va oppure oppure non vogliono andare oltre i
    > tre
    > anni?

    Se funziona tutto bene entra la concezione da marketing che è vecchio e quindi da cambiare.

    > Un punto critico sono le batterie obbligare tutti
    > ad utilizzare batterie standard facilmente
    > sostituibili sarebbe gia' un grosso passo in
    > avanti come e' stato fatto per i caricatori,
    > volente oppure nolente anche Apple si e' dovuta
    > adattare.

    Si in teoria si può fare ma poi in pratica per un motivo o per un altro non si farà mai.
    non+autenticato
  • Gli smartphone hanno vita breve artificiosamente, guarda le applicazioni più usate li: Dopo un anno vanno lentissime nello stesso smartphone.
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > Gli smartphone hanno vita breve artificiosamente,
    > guarda le applicazioni più usate li: Dopo un anno
    > vanno lentissime nello stesso
    > smartphone.

    E anche questo è vero,succede perchè non si vogliono fare app efficienti e perchè con il passare del tempo si va all'ingrasso,questo è un pò quello che succede con OS e software,.mettere sempre più funzioni,contare sul fatto che tanto il prossimo anno ci sarà hardware più potente,quindi a chi frega ?
    E' il modello che è sbagliato e i produttori stessi ne sono contenti perchè loro vivono di vendite,con un pò di marketing fai sentire il possessore di uno smartphone anzianotto inadeguato,il messaggio è "compra quello nuovo che è X volte meglio"
    non+autenticato