Claudio Tamburrino

USA, la Russia nelle email presidenziali

Le email di Obama sarebbero state intercettate da cracker russi. Gli States, parallelamente, prendono provvedimenti per arginare il cybercrime: non si escludono interventi offensivi

Roma - Cracker russi avrebbero avuto accesso nel corso dell'ultimo anno al sistema informatico della Casa Bianca ed alla casella di posta del Presidente Barack Obama.

Le indagini ufficiali condotte dagli esperti di sicurezza della Casa Bianca hanno portato a far luce sull'incursione che lo scorso novembre ha spinto il Dipartimento di Stato americano ha mettere offline il sistema di posta elettronica "in chiaro" in seguito alla scoperta di una breccia a opera di ignoti cyber-criminali. Si tratterebbe inoltre della conferma ufficiale di indiscrezioni che circolano già da qualche settimana, quando si parlava di un possibile cyber-attacco di origine russa. Non c'erano allora altri dettagli o conferme, ma già veniva definito il "più sofisticato attacco informativo contro le autorità governative USA".

Ora le autorità descrivono la breccia come "molto più profonda e preoccupante di quanto finora pubblicamente riconosciuto" e fanno riferimento a molto probabili legami con la Russia, forse addirittura appoggiati direttamente dal governo di Mosca.
Ad essere stato colpito è il sistema informatico generale della Casa Bianca, ma non la rete riservata, quella su cui passano per esempio le email inviate dal BlackBerry del Presidente Obama: gli aggressori hanno però avuto accesso alle comunicazioni non classificate con il massimo grado di riservatezza.
Per comprendere il funzionamento di questa doppia rete, basta pensare che molti degli operatori del governo dispongono di due computer, di cui uno dedicato esclusivamente al funzionamento sulla rete riservata chiamata Joint Worldwide Intelligence Communications System (JWICS) che serve alle comunicazioni tra la Casa Bianca, il Pentagono, il Dipartimento di Stato e l'intelligence.

La Casa Bianca, d'altronde, già ad inizio mese aveva dichiarato l'emergenza nazionale legata al cyber-crimine, dimostrandosi pronta a prendere le necessarie precauzioni nei confronti di minacce sempre più estese: da un lato il Dipartimento della Difesa ha in programma di istituire dei propri uffici nella Silicon Valley per rafforzare le sinergie con le aziende ICT e lavorare efficientemente a sicurezza e crittografia; dall'altro è stato il Pentagono a pubblicare le sue nuove strategie di cyberwarfare. Si tratta di un vero e proprio monito nei confronti dei possibili avversari, che vengono anche nominati uno ad uno: Cina, Russia, Iran e Corea del Nord in prima fila.

"Come linea di principio - si legge nel documento strategico - gli Stati Uniti cercheranno di utilizzare qualsiasi rete difensiva ed opzione di legge per mitigare i possibili cyber-rischi che attentano alla sua sicurezza, prima di procedere a operazioni nel cyberspazio". Tuttavia, continua, ci possono essere occasioni nelle quali per ordine presidenziale o del segretario della difesa si decida di procedere con "cyberoperazioni per distruggere le infrastrutture o le reti militari degli avversari per proteggere gli interessi degli Stati Uniti".

Claudio Tamburrino
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