Claudio Tamburrino

Verybello.it si fa bello con le foto degli altri

L'Associazione nazionale fotografi professionisti contesta al sito istituzionale l'assunzione di troppe libertà nei confronti dei diritto d'autore altrui: le immagini rintracciate online non sono di pubblico dominio

Verybello.it si fa bello con le foto degli altriRoma - Verybello.it, il nuovo sito del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che nelle intenzioni dovrebbe essere la vetrina ideale per sponsorizzare le iniziative culturali del Bel Paese, va ancora incontro alle polemiche dopo quelle che ne avevano accompagnato l'esordio in vista dell'Expo: stavolta a sollevare critiche è la superficialità con cui è stata affrontata la gestione delle opere protette da proprietà intellettuale.

A puntare il dito contro il sito istituzionale è l'Associazione nazionale fotografi professionisti, che contesta al Ministero responsabile la troppa leggerezza con cui afferma di trattare le fotografie rintracciate su Internet e caricate sul sito: una leggerezza che fa parte del comune sentire ma che è particolarmente grave quando ripresa da un riferimento istituzionale.

Al punto 2 delle condizioni d'uso di Verybello, infatti, trova spazio un'ipotesi espressamente erronea: "Le immagini pubblicate, nel rispetto dei diritti degli autori dei contenuti raffigurati, sono considerate di pubblico dominio salvo diversa indicazione espressa e provengono in gran parte da Internet o comunque da fonte liberamente accessibile. Gli interessati o gli aventi diritto possono comunicare le loro osservazioni in merito alla pubblicazione delle immagini scrivendo a infoverybello@beniculturali.it, che valuterà le richieste e l'opportunità di rimuovere le immagini pubblicate nel pieno rispetto delle normative vigenti".
Questa posizione - tuttavia - non rispecchia assolutamente le normative vigenti in materia, ma solo la convinzione comune: proprio per questo è allarmante, così come era stata allarmante la scelta del Corriere della Sera, la cui attività editoriale si fonda proprio sul diritto d'autore, di costruire un instant book dedicato a Charlie Hebdo con delle vignette rinvenute in Rete, senza chiedere autorizzazione. "È una leggenda metropolitana - spiega l'associazione dei fotografi - Ciò che si trova in Rete non è liberamente riutilizzabile, a meno che l'autore stesso non abbia espressamente indicato che desidera e permette che ciò avvenga, alle condizioni da lui specificate (e fatti salvi alcuni casi eccezionalmente circoscritti di immagini destinate all'insegnamento)".

Le immagini sono condivisibili quando l'autore stesso le offre per tali finalità, cioè per la condivisione, ad esempio con licenza Creative Commons, spesso condizionate alla citazione dell'autore o all'utilizzo non commerciale.
In tutti gli altri casi, la presunzione automatica è quella dell'esistenza di un diritto dell'autore e non, come apparentemente suggerito dalla licenza d'uso di Verybello.it, della non esistenza di tale diritto.

D'altra parte, continua l'Associazione nazionale fotografi professionisti, "in nessuna legislazione mondiale il riutilizzo delle opere è reso lecito a fronte della semplice pubblicazione in Rete".

L'Associazione si è rivolta al Ministero dei Beni Culturali per sollevare l'attenzione sulla questione. Anche Punto Informatico ha chiesto chiarimento agli amministratori del sito e resta in attesa di una risposta.

Claudio Tamburrino
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23 Commenti alla Notizia Verybello.it si fa bello con le foto degli altri
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  • ma verybello.it lo guarda qualcuno?!?
    non+autenticato
  • Leggo che vi stupite della normativa e che ritenete giusto violarla...
    io mi schiero con i fotografi ma soprattutto mi chiedo, è cosi difficile rispettarlo?
    Sul mio sito pubblico quello che ho fato io, oppure se voglio prendere qualcosa di qualcun altro...chiedo!
    Magari un fotografo perde giorni, tempo e soldi per fare uno scatto per trovarselo pubblicato su un sito, senza essere citato e senza prendere un centesimo! (e intanto quel sito guadagna magari con la pubblicità nell'articolo)
    non+autenticato
  • Ecco l'evidenza dei fatti non fa che sostenere la mia posizione.
    Il diritto d'autore oggi come oggi è assurdo, andrebbe limitato a non più di 10 anni dalla pubblicazione di un'opera ed essere confinato alle situazioni di lucro. Ossia se ci guadagni sopra devi corrispondere una percentuale all'autore, se invece l'opera viene utilizzata senza fini di lucro no!
    Il resto sono assurdità che non stanno in piedi e che nessuno (giustamente) rispetta, che si utilizzino risorse pubbliche (vedi organi di polizia, giudici ecc...) per garantire a tali autori ed eredi fino a 70 anni dalla loro morte dei "diritti" è assolutamente ingiusto.
    I brevetti durano dai 10 ai 30 anni dalla loro pubblicazione, perchè mai gli "autori" dovrebbero beneficiare di "diritti" maggiori?
  • > I brevetti durano dai 10 ai 30 anni

    20 anni sempre.
    Errore già commesso qui:

    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3932584&m=393...

    E qui:

    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3750385&m=375...



    > dalla loro
    > pubblicazione, perchè mai gli "autori" dovrebbero
    > beneficiare di "diritti"
    > maggiori?
  • - Scritto da: Leguleio
    > > I brevetti durano dai 10 ai 30 anni
    >
    > 20 anni sempre.
    > Errore già commesso qui:
    >
    > http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3932584&m=393
    >
    > E qui:
    >
    > http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3750385&m=375

    http://ufficiobrevetti.it/faq/durata/

    Qui si parla di durate dai 10 ai 20 anni e in ogni caso esistono in alcuni casi che li possono portare a 25 anni. Quindi non mi pare di aver detto fregnacce!
    Ma invece di stare a contare i peli sulle uova non hai nulla da dire sulla durata immorale di 70 anni dalla morte dell'autore dei "privilegi d'autore"?
  • > > > I brevetti durano dai 10 ai 30 anni
    > >
    > > 20 anni sempre.
    > > Errore già commesso qui:
    > >
    > >
    > http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3932584&m=393
    > >
    > > E qui:
    > >
    > >
    > http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3750385&m=375
    >
    > http://ufficiobrevetti.it/faq/durata/
    >
    > Qui si parla di durate dai 10 ai 20 anni

    La legge sui brevetti, oramai universale, parla di 20 anni a partire dalla data di richiesta. Quindi hai scritto una cosa sbagliata.
    Le polemiche non mi interessano.
  • ...vogliamo che l'AGCOM richieda l'oscuramento del dominio verybello.it per manifesta violazione delle leggi sul copyright!!
  • - Scritto da: Skywalkersenior
    > ...vogliamo che l'AGCOM richieda l'oscuramento
    > del dominio verybello.it per manifesta violazione
    > delle leggi sul
    > copyright!!

    Certo, se hanno violato le leggi sul copyright, vanno oscurati anche loro! La pirateria va fermata, senza "se" e senza "ma"!Indiavolato
    non+autenticato
  • è sufficiente che questi fotografi denuncino il fatto alla polizia postale ed alla guardia di finanza.
    non+autenticato
  • Io ho una soluzione semplice e definitiva al problema della paternita' delle opere protette.

    Prendendo spunto dal pubblico elenco dei numeri telefonici che non desiderano ricevere telefonate commerciali, che venga creato un pubblico elenco delle opere protette.

    Ogni autore che desidera informare che un'opera e' protetta, ne deve rilasciare una copia da inserire in tale registro che puo' essere consultato liberamente e in modo anonimo.

    Cosi' se uno trova una foto in rete va a vedere se e' nel registro.
    Se non c'e', vuol dire che e' libera.
    Se invece c'e' allora puo' contattare il titolare dei diritti per quella foto e contrattare la licenza d'uso.
  • Se non fossimo in italia forse...
    Perchè vedi (non so perchè) ma mi viene già da immaginarmi la "pubblica pappatoria" con i "pubblici commissari" che tengono il "pubblico registro" e relativi lauti stipendi a carico del solito pantalone.
    L'idea per qualcuno potrebbe essere "geniale" ma io spero che non ti abbiano sentito...
    Conosco i "miei geni"....
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > Io ho una soluzione semplice e definitiva al
    > problema della paternita' delle opere
    > protette.
    >
    > Prendendo spunto dal pubblico elenco dei numeri
    > telefonici che non desiderano ricevere telefonate
    > commerciali, che venga creato un pubblico elenco
    > delle opere
    > protette.
    >
    > Ogni autore che desidera informare che un'opera
    > e' protetta, ne deve rilasciare una copia da
    > inserire in tale registro che puo' essere
    > consultato liberamente e in modo
    > anonimo.
    >
    > Cosi' se uno trova una foto in rete va a vedere
    > se e' nel
    > registro.
    > Se non c'e', vuol dire che e' libera.
    > Se invece c'e' allora puo' contattare il titolare
    > dei diritti per quella foto e contrattare la
    > licenza d'uso.

    E gli autori esteri ? ZZi loro ? Oppure gli imponiamo di registrare le opere in ogni registro di ogni paese ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > Io ho una soluzione semplice e definitiva al
    > problema della paternita' delle opere
    > protette.
    >
    > Prendendo spunto dal pubblico elenco dei numeri
    > telefonici che non desiderano ricevere telefonate
    > commerciali, che venga creato un pubblico elenco
    > delle opere
    > protette.
    >
    si chiama siae...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Hop

    > si chiama siae...
    E CVD è un carrozzone con tanto di pappatoria.
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Hop
    > - Scritto da: panda rossa
    > > Io ho una soluzione semplice e definitiva al
    > > problema della paternita' delle opere
    > > protette.
    > >
    > > Prendendo spunto dal pubblico elenco dei
    > numeri
    > > telefonici che non desiderano ricevere
    > telefonate
    > > commerciali, che venga creato un pubblico
    > elenco
    > > delle opere
    > > protette.
    > >
    > si chiama siae...

    gia'. ma e' che funziona gia' *male* con la musica.
    Il panda chiedeva " se uno trova una foto in rete va a vedere se e' nel registro."... te lo immagini? serve l'intero parco di politicanti italiani, solo per tenere aggiornato il dbSorride
    Cmq non c'e' problema, basta invertire l'onere. Se C'E' nel registro e' libera se no e' vietata ghghhg (azz che brutta idea che abbiamo dato alla siae)
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > Io ho una soluzione semplice e definitiva al
    > problema della paternita' delle opere
    > protette.
    >
    > Prendendo spunto dal pubblico elenco dei numeri
    > telefonici che non desiderano ricevere telefonate
    > commerciali, che venga creato un pubblico elenco
    > delle opere
    > protette.
    >
    > Ogni autore che desidera informare che un'opera
    > e' protetta, ne deve rilasciare una copia da
    > inserire in tale registro che puo' essere
    > consultato liberamente e in modo
    > anonimo.
    >
    > Cosi' se uno trova una foto in rete va a vedere
    > se e' nel
    > registro.
    > Se non c'e', vuol dire che e' libera.
    > Se invece c'e' allora puo' contattare il titolare
    > dei diritti per quella foto e contrattare la
    > licenza
    > d'uso.

    Questo è per gli ignoranti. Per tutti gli altri ti basti sapere che qualunque opera dell'ingegno è protetta nel momento fin dalla sua creazione. Tranne se specifichi il contrario e l'eventuale diritto che cedi per il suo utilizzo. Punto. Osserva questo e vedrai che non ti sbagli più. Semplice. Pulito. E a prova di ignorante... ah no... scusa... quello ancora no... ma la speranza è l'ultima a morire.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Enry

    > Questo è per gli ignoranti. Per tutti gli altri
    > ti basti sapere che qualunque opera dell'ingegno
    > è protetta nel momento fin dalla sua creazione.

    E fino a 70 anni dalla dipartita dell'autore.
    Quindi in mancanza di tale dato e' lecito presumere che l'autore sia defunto da 100 anni.

    > Tranne se specifichi il contrario e l'eventuale
    > diritto che cedi per il suo utilizzo. Punto.

    Ti piacerebbe... ma non e' cosi'.

    > Osserva questo e vedrai che non ti sbagli più.

    Infatti non mi sbaglio: non c'e' scritto chi e' l'autore ne' quando e' morto, quindi autore ignoto o morto da 100 anni. Opera libera.

    > Semplice. Pulito. E a prova di ignorante... ah
    > no... scusa... quello ancora no... ma la speranza
    > è l'ultima a
    > morire.

    E dopo 70 anni e' libera pure lei.
  • - Scritto da: Enry

    > Questo è per gli ignoranti. Per tutti gli altri
    > ti basti sapere che qualunque opera dell'ingegno
    > è protetta nel momento fin dalla sua creazione.

    Secondo me è più ignorante chi confonde la paternità dell'opera (che è peraltro inalienabile, ovvero non cedibile nemmeno per volontà dell'autore) col diritto d'autore e scrive corbellerie come le tue sui forum Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • Verrebbe preso in considerazione esattamente come accade col Registro delle opposizioni: non glene frega nulla a nessuno.
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