Alfonso Maruccia

Tesla e il nuovo business delle batterie domestiche

Tesla porta le batterie negli edifici, con offerte per utenti domestici e business. L'attrattiva appare ancora contenuta: l'autonomia energetica per il cittadino per ora è una prospettiva lontana

Roma - Dando corpo a indiscrezioni in circolazione da tempo, nei giorni scorsi Elon Musk ha ufficialmente dato il via a Tesla Energy, una nuova tipologia di prodotto dell'omonimo carmaker americano che consiste nella commercializzazione di batterie elettriche pensate per l'uso domestico o aziendale. Pensata per sfruttare al meglio le fonti di energia a disposizione del cittadino e contenere così le spese, l'idea di Musk si basa per ora su specifiche non particolarmente innovative e il costo non è certo economico.


Come abitudine vuole quando si parla delle tante iniziative di "Mr. Iron Man" Musk, Tesla Energy viene descritta come una nuova impresa visionaria capace di cambiare presto il mondo: Powerwall, il primo prodotto di Tesla Energy, è costituito da una serie di batterie modulari da montare in casa, ricaricare con l'energia solare catturata da appositi pannelli fotovoltaici e da usare a piacimento quando necessario per "risparmiare" sulla tradizionale bolletta della corrente elettrica.

Prevedibilmente, gli accumulatori energetici di Powewall sono nient'altro che le stesse unità già sfruttate sulle berline elettriche di Tesla Motors riconvertite in unità con capacità da 7 kWh (3.000 dollari) o 10 kWh (3.500 dollari). Le diverse unità Powerwall possono essere montate assieme per incrementare l'energia elettrica disponibile all'uso, mentre la versione business (dal costo ancora ignoto) si chiama Powerpack e viene descritta come un sistema "infinitamente scalabile" che parte da blocchi di 100 kWh fino a una capacità massima di 10 MWh.
Nelle parole e nella visione commercializzata da Musk, Tesla Energy ha tutte le carte in regola per cambiare l'infrastruttura energetica mondiale: le batterie elettriche domestiche permetteranno di ridurre sensibilmente il consumo dei combustibili fossili, garantiranno una disponibilità costante dell'energia indipendentemente dalle condizioni delle reti di distribuzione pubbliche e permetteranno agli utenti di risparmiare sui costi.

Tutto questo almeno in teoria, perché nella pratica la versione "1.0" di Powerwall è per ora tutto fuorché un prodotto rivoluzionario o indispensabile per il cittadino comune: il concetto di autonomia energetica è ancora ignoto a molti cittadini, la necessità di avere a disposizione batterie di backup in casa non è così impellente nei paesi o negli stati USA (unico mercato al momento interessato dalla commercializzazione dei nuovi dispositivi Tesla) in cui le reti pubbliche sono in buone condizioni e i disservizi rappresentano l'eccezione più che la regola, il costo delle batterie è decisamente alto - e cresce se si prende in considerazione l'installazione di batterie e pannelli solari - e la capacità fornita da un singolo apparato Powerwall (2 kW continui) è insufficiente per un uso domestico medio.

L'iniziativa energetica di Tesla avrà sicuramente il suo appeal in quelle zone (come le isole Hawaii) in cui già oggi conviene usare l'energia solare e nei paesi emergenti (India) in cui le prestazioni delle utility pubbliche sono (nella migliore delle ipotesi) scadenti. Nel mentre, per la rivoluzione delle batterie domestiche nel mondo sviluppato occorrerà attendere ancora, almeno che il mercato delle energie alternative domestiche si sviluppi appieno. E Tesla non sarà certo sola nel suo tentativo di capitalizzare il passaggio dai combustibili fossili alle energie rinnovabili con backup a batteria.

Alfonso Maruccia
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30 Commenti alla Notizia Tesla e il nuovo business delle batterie domestiche
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  • ma i costi di smaltimento ? Sono a carico di chi ? Anche le centrali nucleari sonbo convenienti sino a quando non si includono i costi di smaltimento del materiale radioattivo. Il ciclo deve essere completo.
    non+autenticato
  • I costi di smaltimento delle auto che pure tu isi e di tutto il loro contenuto (tra cui anche batterie) è a carico di chi? Ce lo siamo mai posto il problema da quando sono entrate in circolazione?

    Le batterie sono oggetti che già hanno un loro ciclo e una destinazione finale prevista per legge, le batterie tesla non possono ovviamente fare eccezione.
    https://www.google.it/search?q=smaltimento+batteri...
  • Non creiamo nuove dipendenze, nuovi disastri ecologici e nuove guerre per il litio perche' e' gia' quello che sta' accadendo cosi' come lo e' stato per il petrolio e i suoi 100 anni di completa dipendenza.
    La via giusta non e' il litio ma l'idrogeno ed e' li che deve puntare la ricerca e dove tutti ne possono trarre giovamento, ma forse non e' quello il suo scopo, lo scopo e' creare una nuova dipendenza, profitto e qualcosa di nuovo su cui speculare, non ricadiamo negli stessi errori: possiamo migliorare.
    non+autenticato
  • > Non creiamo nuove dipendenze, nuovi disastri
    > ecologici e nuove guerre per il litio perche' e'
    > gia' quello che sta' accadendo cosi' come lo e'
    > stato per il petrolio e i suoi 100 anni di
    > completa
    > dipendenza.

    Ah, prima del 1915 il petrolio non si usava?
    Chissà a cosa andavano la automobili con motore a scoppio. Forse a carbonella.


    > La via giusta non e' il litio ma l'idrogeno

    Se la produzione dell'idrogeno la paghi tu per intero, siamo tutti d'accordo.
  • ad essere pignoli, i primi motori funzionavano col cosidetto gas da illuminazione, ottenuto dalla distillazione del litantrace

    il litio è un metallo alcalino ( altamente inquinante ), esplosivo, estremamente reattivo, e i più grandi giacimenti si trovano in Sud America ( serviranno rivoluzioni colorate da quelle parti!?! )

    l'idrogeno ha alcuni vantaggi non trascurabili, tra cui il fatto che si trova dappertutto, si può ottenere sfruttando energia da fonti rinnovabili

    il problema è semmai che bruciare l'idrogeno è una cazzata, ragion per cui sarebbero preferibili o le pile a combustibile ad idrogeno e proprio la fusione
    non+autenticato
  • > ad essere pignoli, i primi motori funzionavano
    > col cosidetto gas da illuminazione, ottenuto
    > dalla distillazione del
    > litantrace

    I primi, appunto.
    Nel viaggio dimostrativo di Bertha Benz del 1886, da Mannheim a Pforzheim, venne usato etere di petrolio, che si acquistava in farmacia. Non è ancora benzina, ma è comunque un derivato del petrolio.



    > il litio è un metallo alcalino ( altamente
    > inquinante ), esplosivo, estremamente reattivo, e
    > i più grandi giacimenti si trovano in Sud America
    > ( serviranno rivoluzioni colorate da quelle
    > parti!?!
    > )

    Non so a cosa ti riferisci. Il più grande estrattore di petrolio, l'Arabia Saudita, non ha rivoluzioni almeno dal 1930.


    > l'idrogeno ha alcuni vantaggi non trascurabili,
    > tra cui il fatto che si trova dappertutto, si può
    > ottenere sfruttando energia da fonti
    > rinnovabili

    Eh sì. Si usano 10 kWh da fonti rinnovabili per ricavare l'idrogeno da elettrolisi dell'acqua, e si riutilizza in una batteria da cui ricavare sì e no 1 kWh. Geniale.


    > il problema è semmai che bruciare l'idrogeno è
    > una cazzata, ragion per cui sarebbero preferibili
    > o le pile a combustibile ad idrogeno e proprio la
    > fusione

    La fusione a freddo, però. Citofonare Fleischmann e Pons.
  • e mi sa che pure l'idrogeno qualche pericolo lo da ,nello stoccaggio
    negli esperimendi di idrolisi finisce sempre con il fiammifero che accendo il gas H che si libera
    non+autenticato
  • - Scritto da: capitan farlock
    > e mi sa che pure l'idrogeno qualche pericolo lo
    > da ,nello
    > stoccaggio
    > negli esperimendi di idrolisi finisce sempre con
    > il fiammifero che accendo il gas H che si libera
    H <sub> 2 </sub> è il gas, l'H non esiste Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > il litio è un metallo alcalino ( altamente
    > inquinante ), esplosivo, estremamente reattivo, e
    > i più grandi giacimenti si trovano in Sud America
    > ( serviranno rivoluzioni colorate da quelle
    > parti!?! )

    Ci sono anche i non trascurabili problemi che già adesso le auto elettriche assorbono circa il 25% della produzione mondiale di batterie a Litio, e che tutte le riserve mondiali di litio non bastano a produrre abbastanza batterie per le auto in circolazione.

    > l'idrogeno ha alcuni vantaggi non trascurabili,
    > tra cui il fatto che si trova dappertutto, si può
    > ottenere sfruttando energia da fonti rinnovabili

    Superato il limite (solo psicologico) di spendere più energia per trasformarne una parte in idrogeno (che infatti è un vettore energetico), da quel momento l'idrogeno ha solo vantaggi. Può essere prodotto da energia rinnovabile quando l'energia non può essere assorbita altrimenti, è trasportabile, è pulito, ha una densità energetica incredibile (autonomie dell'ordine di 100km ogni litro di idrogeno, inteso come volume), il suo impiego può scalare bene al crescere del veicolo persino sino alle meganavi.
  • > Superato il limite (solo psicologico)

    Assolutamente no, non è psicologico, altrimenti avremmo auto e centrali ad energie alternative almeno fin dalla crisi petrolifera del 1973. È squisitamente economico .
    Rozzamente parlando: se 1 kWh prodotto da idrocarburi mi costa, cifra sparata lì, 1 cent, e se per produrre lo stesso 1 kWh tramite idrogeno di cent ce ne vogliono 8 o 10, tutti continueranno a usare idrocarburi. Non da oggi, ma da quando esiste l'umanità.
    La filosofia va bene per i libri polverosi.
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    Modificato dall' autore il 04 maggio 2015 21.56
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  • - Scritto da: bradipao
    > - Scritto da: collione
    > > il litio è un metallo alcalino ( altamente
    > > inquinante ), esplosivo, estremamente reattivo,
    > e
    > > i più grandi giacimenti si trovano in Sud
    > America
    > > ( serviranno rivoluzioni colorate da quelle
    > > parti!?! )
    >
    > Ci sono anche i non trascurabili problemi che già
    > adesso le auto elettriche assorbono circa il 25%
    > della produzione mondiale di batterie a Litio, e
    > che tutte le riserve mondiali di litio non
    > bastano a produrre abbastanza batterie per le
    > auto in
    > circolazione.

    questa è una leggenda, evidentemente, visto che la gigafactory sta raddoppiando la produzione mondiale di batterie.
    Non penso che alla Tesla e Panasonic facciano investimenti da parecchi miliardi di $ per inciampare in una cosa del genere...

    > > l'idrogeno ha alcuni vantaggi non trascurabili,
    > > tra cui il fatto che si trova dappertutto, si
    > può
    > > ottenere sfruttando energia da fonti rinnovabili
    >
    > Superato il limite (solo psicologico) di spendere
    > più energia per trasformarne una parte in
    > idrogeno (che infatti è un vettore energetico),
    > da quel momento l'idrogeno ha solo vantaggi. Può
    > essere prodotto da energia rinnovabile quando
    > l'energia non può essere assorbita altrimenti, è
    > trasportabile, è pulito, ha una densità
    > energetica incredibile (autonomie dell'ordine di
    > 100km ogni litro di idrogeno, inteso come
    > volume), il suo impiego può scalare bene al
    > crescere del veicolo persino sino alle
    > meganavi.

    il problema sono lo stoccaggio in bombole e la distribuzione: costosi e pericolosie. Lo vedo malissimo per i trasporti, un po' meglio per lo stoccaggio stazionario.

    Una batteria poi ha un rendimento di oltre il 90%, cioè perde meno del 10% dell'energia stoccata.
    Un sistema elettrolisi-bombola-fuel cell ha un rendimento esageratamente basso in confronto, sarebbe uno spreco di energia enorme.
    Meglio se l'H2 venisse prodotto mediante altri processi (termici).
    Funz
    12988
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Non creiamo nuove dipendenze, nuovi disastri
    > > ecologici e nuove guerre per il litio
    > perche'
    > e'
    > > gia' quello che sta' accadendo cosi' come lo
    > e'
    > > stato per il petrolio e i suoi 100 anni di
    > > completa
    > > dipendenza.
    >
    > Ah, prima del 1915 il petrolio non si usava?
    > Chissà a cosa andavano la automobili con motore a
    > scoppio. Forse a carbonella.

    Prima si usavano i cavalli per il trasporto e le locomotive a vapore

    > > La via giusta non e' il litio ma l'idrogeno
    >
    > Se la produzione dell'idrogeno la paghi tu per
    > intero, siamo tutti
    > d'accordo.

    Energia solare (gratis) --->pannelli solari--->elettrolisi--->idrogeno
    In questo caso l'idrogeno serve per accumulare l'energia in eccesso e riutilizzarla quando e' necessario ma senza uso di litio che non deve essere estratto lavorato e smaltito
    non+autenticato
  • > > Ah, prima del 1915 il petrolio non si usava?
    > > Chissà a cosa andavano la automobili con motore
    > a
    > > scoppio. Forse a carbonella.
    >
    > Prima si usavano i cavalli per il trasporto e le
    > locomotive a
    > vapore

    Nel 1915 c'era un'industria delle carrozze e del trasporto a cavalli in continua ascesa infatti. E motori a vapori ad ogni angolo di strada.
    Questa foto dall'archivio Alinari è datata 1915:

    http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=12101...

    Ma quello che vediamo è un cocchio, mica un'auto. I cavalli sono fuori dall'inquadratura.


    > > > La via giusta non e' il litio ma
    > l'idrogeno
    >
    > >
    > > Se la produzione dell'idrogeno la paghi tu per
    > > intero, siamo tutti
    > > d'accordo.
    >
    > Energia solare (gratis) --->pannelli
    > solari--->elettrolisi--->idrogeno

    Pannelli solari gratis!
    Sostituzione dei pannelli solari obsoleti gratis!
    Trasporto e immagazzinamento dell'idrogeno gratis!
    Tutto gratis. Bene, proponiti come garante del progetto, garante anche economico si intende. Visto che non dovrai scucire un cent, ti conviene.


    > In questo caso l'idrogeno serve per accumulare
    > l'energia in eccesso e riutilizzarla quando e'
    > necessario ma senza uso di litio che non deve
    > essere estratto lavorato e
    > smaltito

    Divieto di Litio. Provoca il mesotelioma pleurico come l'amianto: al bando, al bando!
  • secondo me il lato interessante dell'idea è utilizzare le batterie in congiunzione volendo ai pannelli, ma soprattutto sfruttando l'elettricità notturna più economica dei contratti che la prevedono. (eg: ricarichi di giorno col solare quanto puoi, e di notte ricarichi il resto fino al 100% con la rete)
    Se l'efficienza delle batterie è tale da renderlo vantaggioso, ovviamente.
  • Con l'espansione del solare le tariffe notturne stanno scomparendo e il picco di produzione si sta allineando con il picco di consumo.
    L'energia notturna arriva in Italia dalle centrali nucleari francesi, che non possono modulare più di tanto la produzione.

    Secondo me le tariffe biorarie spariranno (non che siano mai state veramente convenienti), piuttosto si può fare un discorso feriale/festivo. Ma le batterie Tesla non sono abbastanza capienti...
  • In italia c'é giá una societá che propone un sistema simile da alcuni anni (Unendo Energia) e probabilmente ce ne saranno altre sparse per il globo... Musk stavolta non ha inventato niente di nuovo
    non+autenticato
  • > In italia c'é giá una societá che propone un
    > sistema simile da alcuni anni (Unendo Energia) e
    > probabilmente ce ne saranno altre sparse per il
    > globo... Musk stavolta non ha inventato niente di
    > nuovo

    Togli lo "stavolta".
  • - Scritto da: Fax
    > In italia c'é giá una societá che propone un
    > sistema simile da alcuni anni (Unendo Energia) e
    > probabilmente ce ne saranno altre sparse per il
    > globo... Musk stavolta non ha inventato niente di nuovo

    Hai ragione, non c'è novità tecnica.

    La novità è esclusivamente produttiva: Musk sta mettendo su la gigafactory di batterie e sta lanciando per tempo anche questo business correlato in grado di sfruttare l'economia di scala della factory stessa.
  • L'articolo stesso (se non è stato rimaneggiato dopo) dice che non è una novità, ma non è neanche detto che una cosa che già esiste non possa essere "rivoluzionata" magari da una scala d'economia, un servizio e dei prezzi grandemente diminuiti. Purtroppo lo stesso articolo dice che pure i prezzi non sono così eccezionali.
    Diciamo che probabilmente a Musk sono avanzate delle batterie e cerca di rifilarle in questo modo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Surak 2.0
    > L'articolo stesso (se non è stato rimaneggiato
    > dopo) dice che non è una novità, ma non è neanche
    > detto che una cosa che già esiste non possa
    > essere "rivoluzionata" magari da una scala
    > d'economia, un servizio e dei prezzi grandemente
    > diminuiti. Purtroppo lo stesso articolo dice che
    > pure i prezzi non sono così
    > eccezionali.
    > Diciamo che probabilmente a Musk sono avanzate
    > delle batterie e cerca di rifilarle in questo
    > modo.

    c'è anche l'aspetto del riuso delle batterie usate delle auto, ancora utili per l'uso stazionario. Non mi stupirebbe se fosse proprio così.
    Funz
    12988
  • eh certo, c'è pure la Bosch, ma chiedo 12000 euro per una batteria del genere
    non+autenticato
  • Che 2kW continui non siano sufficienti per un uso domestico, boh, negli USA può essere, ma mi pare che da noi, la maggior parte dei contratti domestici non superi i 3kW.
    Scrivono però che non ne vale la pena in occidente ma dal punto di vista energetico, dati i costi dell’energia italiana, forse rientriamo nell’altra fetta dell’analisi.
    Per quanto mi riguarda, ho un impianto fotovoltaico e per evitare lo scambio sul posto e limitare l’acquisto di energia la notte, avevo valutato delle batterie. Erano costose da acquistare e smaltire, con una perdita di efficienza piuttosto veloce rispetto al resto dell’impianto ed ingombranti.
    Queste LiPO dei Powerwall sembrano un passo, ma spero ci sia presto una rivoluzione nel campo delle batterie.
    Teo_
    2644
  • 2 kW domestici dovrebbero essere l'obiettivo di un consumo razionale.
    Pompe di calore (e maglioni) al posto delle stufette elettriche, forni a gas, lavatrici e lavastoviglie alimentati ad acqua preriscaldata, elettrodomestici uno per volta.
    In Svizzera ci provano: http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/mrkil...
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