Luca Annunziata

L'iMac 5K, pixel per pixel

Apple è stata la prima a proporre un all-in-one con queste caratteristiche. Per ora nessuno la segue, ma si tratta di una tecnologia molto interessante: soprattutto per i professionisti.

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Roma - È difficile riassumere in breve l'esperienza d'uso dell'iMac 5K: Apple ha messo insieme un pacchetto complesso fatto di molte parti, di cui lo schermo è solo l'aspetto più discusso ma che comprende anche un delicato equilibrio nella scelta del resto dei componenti hardware. Il risultato è senz'altro appagante e interessante, soprattutto per una specifica categoria di utenti professionali che sono in cerca di una workstation dotata di schermo con risoluzione superiore: ci tuttavia sono alcuni limiti, tipici di una prima generazione di questo tipo di prodotti, che non possono essere ignorati.

imac 5k

L'hardware
La struttura sulla quale Apple ha realizzato il nuovi iMac 5K non è in alcun modo differente da quella di un normale iMac 27 pollici in circolazione da almeno un paio d'anni a questa parte: stesso design, stessi materiali per la scocca in alluminio e praticamente identica dotazione di accessori e porte di espansione. Da questo punto di vista a schermo spento non è quasi possibile distinguere i due prodotti (e purtroppo l'iMac 5K eredita anche la finitura lucida del monitor: i riflessi possono essere fastidiosi). Il design attuale dell'iMac è moderno ed essenziale, anche il normale modello da 27 pollici non esagera con lo spazio occupato sulla scrivania e ciò consente di tenerlo alla giusta distanza su quasi qualsiasi postazione. Le finiture sono ottime, dunque l'iMac 5K concede anche all'occhio (e al tatto) la sua parte.

Partiamo innanzi tutto, e come è ovvio, dallo schermo: nonostante i proclami dei soliti che hanno subito puntato il dito sul prezzo imposto da Apple per il suo iMac 5K, a ben guardare è difficile trovare un prodotto equivalente in grado di offrire di più a meno. Al momento del lancio di questo iMac i monitor 4K (quindi con una risoluzione comunque inferiore) raramente costavano meno di 1.000 euro: i prezzi sono ovviamente destinati a scendere, e non è improbabile che entro la fine del 2015 si possa acquistare un monitor di qualità professionale e risoluzione UHD per meno di 500 euro (attenzione però, perché non tutti arriveranno davvero a 4K di risoluzione con refresh adeguato: questo li porrà comunque un gradino sotto questo prodotto).
Quello che offre Apple è un pannello di alta qualità con risoluzione 5120x2880, taratura in fabbrica per i colori rispetto allo standard professionale CIE, e che gira a un refresh di 60Hz: difficile trovare altrettanto a meno in giro. Se si guarda il listino della Mela, inoltre, la differenza di prezzo tra la versione di iMac 27 pollici più carrozzata e il 5K è di appena 600 euro: meno di quanto costi uno schermo 4K di questa qualità, dunque almeno secondo la matematica di Cupertino i conti tornano.

Per sostenere questo schermo, inoltre, Apple è stata costretta a mettere in piedi un hardware all'altezza: c'è un disco Fusion Drive che combina un'unità SSD da 128GB con un disco tradizionale da 1 terabyte (nella configurazione base, espandibile fino a 3 terabyte), che mostra prestazioni decisamente all'altezza di molti compiti professionali anche se non raggiunge le prestazioni assolute delle soluzioni SSD dedicate (comunque ordinabili nei tagli fino a 1 terabyte). C'è un processore Intel Core i5 quad-core da 3,5GHz (con Turbo fino a 3,9 ed espandibile in fase di ordine fino a Core i7 da 4GHz: sono di quarta generazione, in attesa che Intel lanci modelli altrettanto prestanti con architettura Broadwell). Ci sono 8GB di RAM DDR3 da 1.600MHz, espandibili fino a 32GB (su quattro slot). Ovviamente non mancano porta Ethernet Gigabit, WiFi 802.11ac, Bluetooth 4.0, due porte Thunderbolt 2 e quattro porte USB 3.0. C'è anche la solita e scomoda fessura posteriore per il lettore di schede SDXC.

imac 5k

L'unica nota un po' stonata è la scheda grafica: la AMD Radeon R9 M290X con 2GB di memoria GDDR5 se la cava bene, ma in certe situazioni (esagerando con i giochi e la grafica 3D) è sembrata un po' in affanno. La scelta di un chip AMD in luogo delle Nvidia montate sugli iMac da 27 è probabilmente legata al supporto di 10 bit per canale-colore: sarebbe stato necessario montare una Quadro per avere lo stesso tipo di supporto con i chip della concorrenza, e Apple non ha (giustamente) trovato una ragione plausibile per complicarsi la vita con quel tipo di VGA. In questo modo, inoltre, ha potuto mantenere inalterato il design estetico e tecnico del suo all-in-one.
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