Alfonso Maruccia

Tor Cloud, chiude la cipolla su Amazon

Gli sviluppatori di Tor annunciano il ritiro di Tor Cloud, servizio pensato per estendere le capacità della rete anonimizzatrice grazie all'infrastruttura cloud di Amazon. Un progetto che però non sopravvive senza maintainer

Roma - Fine dei giochi per Tor Cloud, un servizio avviato qualche anno fa con l'obiettivo di sfruttare il cloud computing di Amazon (EC2) per far crescere il numero di bridge a disposizione degli utenti del network a cipolla. Il pubblico interessato ci sarebbe pure, quello che manca è qualcuno disposto a farsi carico della gestione e della manutenzione del codice.

Gli sviluppatori di Tor hanno provato per mesi a cercare un nuovo responsabile di Tor Cloud, una ricerca senza successo e a dir poco indispensabile considerando l'attuale stato del codice: la variante cloud di Tor è affetta da bug piuttosto gravi, primo fra tutti la mancanza di Tor stesso all'interno dell'immagine da caricare nelle istanze virtuali su server Amazon.

Tor Cloud include al momento dozzine di bachi, lamentano gli sviluppatori, alcuni ad alta priorità e potenzialmente molto pericolosi per la sicurezza degli utenti del network anonimizzatore: la situazione è grave, al punto da consigliare la chiusura del servizio senza la disponibilità di un volontario disposto a prendersi cura del progetto.
Tor Cloud continua a essere una buona idea visto che la "donazione" di banda alla darknet è sempre benvenuta, dice il team, e i bridge EC2 ancora attivi (100 su 400 raggiunti al massimo della popolarità) continueranno a funzionare come sempre - bug compresi.

Alfonso Maruccia
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