Claudio Tamburrino

Editoria, la prima pagina per Facebook

Avviato l'esperimento del social network insieme agli editori: condivisione, tempi rapidi di caricamento da mobile e condivisione degli introiti basteranno a scalzare Google?

Roma - Fa oggi il suo esordio Instant Articles, il programma lanciato da Facebook in collaborazione con diversi editori per promuoverne la condivisione degli articoli sulle pagine del social network.

Ampiamente anticipato da anteprime e commenti, il programma ha da subito attirato l'attenzione di osservatori ed editori per due motivi principali: da un lato continua il lavoro di ristrutturazione di Facebook rispetto ai contenuti caricati, condivisi e visualizzati dai suoi utenti (una sorta di battaglia per la qualità e contro bufale e contenuti d'odio), dall'altro sembra evidente la sfida a Google News, l'aggregatore di notizie di Mountain View visto d'altra parte dagli editori tanto come un ostacolo al traffico sui propri siti quanto come una dolorosa necessità per garantirsi visibilità. Proprio su questo atteggiamento ambivalente osservato nei confronti dell'aggregatore di Google sembra far leva la proposta di Facebook, che alla partnership di Instant Article offre il supporto della forza dei suoi numeri.

Secondo alcuni rapporti e da ultimo quello di Shareaholic, infatti, Facebook vale un quarto del traffico totale direzionato verso i siti degli editori.
A questa forza, appunto, si aggiunge ora Instant Article: il programma, presentato da Facebook come uno strumento per "creare articoli veloci ed interattivi" per il social network, permette agli editori di caricare i propri contenuti direttamente sul social network, dove - appunto - verranno resi più facilmente disponibili ai suoi utenti e con funzioni social.
La caratteristica principale di Instant Article è che accorcia il tempo di caricamento dell'articolo, soprattutto se l'accesso è richiesto da mobile. Inoltre, a questa accelerazione dei tempi, associa una serie di funzionalità che permetteranno agli editori di caricare foto ad alta qualità, arricchire gli articoli con mappe interattive ed agli utenti di operare su singole parti dell'articolo.

Così Facebook ha convinto i primi editori interessati a mettere alla prova l'iniziativa: National Geographic, BuzzFeed, NBC News, Atlantic, The Guardian, BBC News, Spiegel, Bild e New York Times.
Come ha spiegato il Presidente e CEO di quest'ultimo, Mark Thompson, "Con già al nostro attivo un importante e crescente pubblico su Facebook, abbiamo deciso di partecipare a Instant Article per esplorare nuovi modi per trovare altri utenti interessati a noi, migliorare la loro esperienza di interazione con il nostro giornalismo e approfondire il loro coinvolgimento".
BuzzFeed ha invece raccontato come la sua sia una scelta dettata dalla volontà di esplorare il modo in cui i suoi contenuti digitali vengono vengono consumati dal pubblico, cioè le nuove funzionalità social.

Non bisogna poi dimenticare che la partnership con Facebook permette ai giornali di inserire al loro interno advertising: tutti i guadagni generati dagli articoli in questo modo saranno riservati a loro.

Claudio Tamburrino
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3 Commenti alla Notizia Editoria, la prima pagina per Facebook
Ordina
  • - gli editori si dannano l'anima per non essere nel mero newsfeed di google
    - ci sono occhi e orecchie puntate contro google, "come monopolista degli ads, che cacha la roba non sua, e non e' un mere conduit ma farebbe l'editore di contenuti"

    ORA c'e' fakebook che
    - si mette a fare sic et simpliciter l'editore (le news sono proprio pubblicate e hostate ecc appositamente sul fb.com, altro che newsfeed )
    - gli editori (ok pochissimi per ora) non gridano allo scandalo, ma ci vanno (e ciaociao al controllo esclusivo sul cosa-quando-come)
    - fakebook si avvicina al predomino dell ads su mobile
    - si fakebook ha detto che nelle pagine 'instant' i publisher possono ficcare loro ads... ma e' ovvio a tutti che il grosso sara' appannaggio delle ads vendute da fakebook
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > - gli editori si dannano l'anima per non essere
    > nel mero newsfeed di
    > google
    > - ci sono occhi e orecchie puntate contro google,
    > "come monopolista degli ads, che cacha la roba
    > non sua, e non e' un mere conduit ma farebbe
    > l'editore di
    > contenuti"
    >
    > ORA c'e' fakebook che
    > - si mette a fare sic et simpliciter l'editore
    > (le news sono proprio pubblicate e hostate ecc
    > appositamente sul fb.com, altro che newsfeed
    > )
    > - gli editori (ok pochissimi per ora) non gridano
    > allo scandalo, ma ci vanno (e ciaociao al
    > controllo esclusivo sul
    > cosa-quando-come)
    > - fakebook si avvicina al predomino dell ads su
    > mobile
    >
    > - si fakebook ha detto che nelle pagine 'instant'
    > i publisher possono ficcare loro ads... ma e'
    > ovvio a tutti che il grosso sara' appannaggio
    > delle ads vendute da
    > fakebook


    Secono me hanno finalmente fatto una analisi concreta dell'utenza e hanno verificato che il QI medio del facebukkaro e' negativo, e quindi e' l'utente ideale, propenso a bersi tutte le fregnacce che legge, a condividere le catene di santantoniio e cliccare sui banner.

    Mentre gli utenti google si dividono in due ampie categorie: la prima e' la stessa dei facebukkari di cui sopra, la seconda e' quella che non riceve pubblicita' in rete.

    Per cui avranno ben pensato che il modo migliore per tosare le pecore e' quello di andare direttamente a prenderle nell'ovile.
  • - Scritto da: panda rossa
    > Secono me hanno finalmente fatto una analisi
    > concreta dell'utenza e hanno verificato che il QI
    > medio del facebukkaro e' negativo, e quindi e'
    > l'utente ideale, propenso a bersi tutte le
    > fregnacce che legge, a condividere le catene di
    > santantoniio e cliccare sui
    > banner.

    bella definizione di tutto questo: facebukkakeA bocca aperta
    Funz
    12979