Gaia Bottà

Cybermilizia siriana contro esercito USA

Gli hacktivisti di Syrian Electronic Army rivendicano un attacco contro il sito dell'esercito statunitense. Oltre al punto messo a segno col defacement, assicurano di essere entrati in possesso di materiale scottante

Roma - L'esercito dei cyberguastatori siriani ha avuto la meglio sull'esercito a stelle e strisce: il sito pubblico dei militari statunitensi, www.army.mil, è stato per ore irraggiungibile, dopo essere stato colpito da un defacement.



A rivendicare l'attacco, la solita armata di hacktivisti siriani allineati al regime di Al-Assad: Syrian Electronic Army, dal proprio ennesimo account Twitter e dal sito ufficiale, annuncia la conquista del sito, ottenuta probabilmente attraverso la CDN di Limelight, con cui viene gestito.

Limelight ha comunicato di aver avviato le indagini e ritiene che non vi sia stata compromissione di dati, mentre rappresentanti dell'esercito statunitense dichiarano di aver adottato le opportune misure di sicurezza per "assicurare che non ci sia alcuna violazione dei dati", sospendendo e successivamente riattivando il sito.
SEA, nel frattempo, non esita a sbandierare l'appropriazione di "dettagli relativi a soldati, funzionari, generali" e "documenti", ottenuti "con diversi attacchi" anche condotti nei confronti di account email di membri dell'esercito statunitensi, e a minacciarne la pubblicazione "in caso di necessità".

Gaia Bottà
Notizie collegate
  • SicurezzaSEA crea scompiglio il giorno del RingraziamentoIl collettivo siriano attacca il servizio di social comment israelo-statunitense su cui si appoggiano diversi giornali tra cui Repubblica. Ma senza danni particolari: una semplice azione dimostrativa
  • SicurezzaAttacco a KickstarterFine settimana di fuoco per la sicurezza. Online le credenziali di accesso all'FTP di siti come quello del New York Times. La SEA se la prende ancora con Forbes. Mentre il sito di crowdfunding chiede a tutti di cambiare le proprie password
  • SicurezzaMicrosoft, la minaccia siriana continuaLa milizia hacktivista mette la propria firma sul blog ufficiale di Office: Redmond non avrebbe idea di quanti e quali account dei propri dipendenti siano stati compromessi a mezzo phishing. Ma anche SEA subisce una sconfitta