Alfonso Maruccia

Facebook, Infer è open source

Il social network ha rilasciato il codice in versione FOSS del suo tool per la scansione di app e la caccia di bug. L'iniziativa servirà a migliorare l'intero settore, dice Facebook, mentre anche Microsoft pensa a release open source

Roma - Infer, il tool per la scansione di codice sorgente alla ricerca di bug acquisito da Facebook un paio di anni or sono, è stato rilasciato sotto licenza open source ed è quindi a disposizione del pubblico sulla piattaforma GitHub.

Infer è un tool statistico per l'analisi di codice sorgente in linguaggio Java, Objective-C e C, e nel caso di Facebook è stato sin qui utilizzato per scansionare automaticamente le app mobile per Android (Java), iOS (Objective-C) e altre piattaforme alla caccia di errori.

Grazie a Infer, sostiene Facebook, i bug (potenziali) individuati prima della distribuzione di una app si contano nell'ordine delle centinaia; tra i tipi di difetti più comuni che è possibile scovare con il tool ci sono leak di risorse e di memoria, Null Pointer Exception e altri che, nei casi peggiori, portano a crash all'interno delle app.
Altra caratteristica di primaria importanza di Infer è la sua capacità di suddividere il lavoro di scansione in piccole porzioni di codice aggiornato nelle app, evidenzia Facebook, con i tempi di scansione che nella maggior parte dei casi non durano più di 10 minuti e che altrimenti sarebbero impossibili da sostenere.

Perché rilasciare un tool tanto prezioso come Infer al grande pubblico. e per giunta con licenza open source? Facebook dice di essere legata alla natura "altruistica" del mondo FOSS sin dalle origini, di voler aiutare l'industria IT a essere sempre innovativa e di poter trarre vantaggi economici dalla diffusione di codice open source.

Un'altra azienda sempre più interessata al codice FOSS è Microsoft, che non a caso sembra stia pianificando una nuova release open source del client di blogging Window Live Writer: l'applicazione non è più aggiornata da anni, gli errori e le incompatibilità sempre più frequenti e quindi una distribuzione FOSS potrebbe soddisfare la community di aficionado del software.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate