Gaia Bottà

Copyright, l'Europa vota per il report Reda

Garanzie per la libertà di panorama, buoni propositi contro il geoblocking, qualche speranza di tutelare i diritti dei cittadini che consumano contenuti: approvate le istanze dell'europarlamentare Pirata, la Commissione deciderà del destino del diritto d'autore

Copyright, l'Europa vota per il report RedaRoma - Stilato per orientare la istituzioni europee nell'abbracciare una necessaria riforma del diritto d'autore che sappia tenere conto dell'avvento del digitale, il report Reda si è conquistato l'approvazione a larga maggioranza nel Parlamento Europeo riunito in seduta plenaria.


Presentato a gennaio dall'europarlamentare tedesca eletta fra le fila del Partito Pirata, il report non raccoglie proposte vincolanti, né determinerà necessariamente il futuro del dibattito, che si dipanerà lungo l'iter di formulazione della proposta di direttiva che verrà presentata nei prossimi mesi: eppure, pur ospitando osservazioni e proposte definite moderate dai colleghi Pirata, ha scatenato dibattiti e gragnole di emendamenti, a dimostrare come le istituzioni, e il mercato, abbiano colto il valore del cambio di paradigma che sostiene.

La votazione in Commissione Giuridica del Parlamento Europeo, avvenuta a metà giugno, era stata teatro di un pesante ridimensionamento delle istanze di Reda: i parlamentari cui era stato sottoposto, nello smussare le puntuali proposte delineate nel report, avevano tradito la volontà di lasciare mano libera agli stati membri, evitando di sposare di posizioni troppo nette. Così era stato per le eccezioni al diritto d'autore per incoraggiare la diffusione, il riuso e la rielaborazione della cultura in ambito audiovisivo, così era stato per la libertà di panorama: pur facendo parte del quadro normativo di diversi stati membri, Italia compresa, la commissione JURI non aveva ritenuto opportuno raccomandare che queste previsioni venissero obbligatoriamente incastonate in tutti i quadri normativi dei paesi europei.
L'esame del Parlamento Europeo, che ha ora approvato il report Reda con 445 voti a favore, 65 contrari e 32 astensioni, ha dimostrato nuovamente che il dibattito è aperto, e vivo è l'interesse della politica del Vecchio Continente.
Vigorose spinte reazionarie si sono contrapposte al voto della maggioranza degli europarlamentari che hanno aperto il loro sguardo a un futuro più lungimirante: così è stato per l'ennesimo tentativo di introdurre nel report il diritto ancillare a favore di editori troppo estranei alle dinamiche della Rete per rendersi conto di quanto un link possa giocare a proprio favore, così è stato per l'emendamento restauratore del diritto d'autore sullo sfruttamento fotografico dei paesaggi.


Le istanze di certi editori non hanno retto al voto del Parlamento UE, e Reda comunica ora con entusiasmo l'espunzione dalla risoluzione della proposta che avrebbe incoraggiato la Commissione Europea a limitare la cosiddetta libertà di panorama: il report ora non suggerisce di imporre la richiesta di autorizzazione da parte del detentore dei diritti per gli usi commerciali delle immagini che raffigurano delle opere collocati in luoghi pubblici.

Il Parlamento, nell'approvare il report, si è espresso a favore della tutela dei cittadini, liberati da clausole e sistemi DRM troppo stringenti, in un equilibrato bilanciamento con quanto spetta ai detentori dei diritti; ha riconosciuto l'urgenza di ridisegnare un mercato meno frammentato e vincolato dai meccanismi dei sistemi di geoblocking, ha convenuto che istituzioni accademiche e biblioteche possano godere di garanzie atte a promuovere la diffusione del sapere e della cultura. Reda auspica dunque che la Commissione, attraverso la proposta che verrà formulata entro la fine del 2015, non si concentri sui soli aspetti commerciali volti a incoraggiare la competitività sul Mercato Unico Digitale: "l'imminente proposta di riforma da parte del Commissario Oettinger deve riflettere il ruolo essenziale e poliedrico delle eccezioni - ammonisce Reda - dando agli autori lo spazio per creare, agli utenti la certezza del diritto per le loro azioni quotidiane e l'accesso a tutti alla cultura e alla conoscenza".





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