Alfonso Maruccia

SpaceX, le cause del botto

La space company americana pubblica un aggiornamento sulla missione fallita il mese scorso: la colpa di un sostegno che ha ceduto, anche se non avrebbe dovuto. In corso nuove analisi e valutazioni

Roma - Arrivano notizie aggiornate sul disastro della missione CRS-7, un lancio conclusosi alla fine del mese scorso con una spettacolare esplosione nell'atmosfera piuttosto che con l'attracco alla Stazione Spaziale Internazionale come prevedevano i piani di volo.


Dopo aver analizzato i dati, gli ingegneri SpaceX hanno per il momento concluso che il colpevole del "botto" di CRS-7 è un montante usato per mantenere in posizione il serbatoio di elio contenuto all'interno del serbatoio di combustibile principale (ossigeno liquido) del secondo stadio del razzo Falcon 9.

L'elio viene rilasciato progressivamente per mantenere in pressione l'ossigeno liquido durante l'accensione del motore, ma al momento del disastro la rottura del montante ha impedito al serbatoio di funzionare come previsto generando un eccesso di pressione che ha portato all'esplosione dell'intero vettore.
Quel che è strano, dicono da SpaceX, è che la rottura del montante è avvenuta a una pressione pari a un quinto di quella che il materiale avrebbe dovuto reggere al momento del decollo: l'installazione era avvenuta correttamente e non erano presenti falle visibili, sostiene la società di Elon Musk, ragion per cui nuove verifiche sono in corso sul materiale ancora a terra e sulle eventuali responsabilità dei fornitori esterni.

SpaceX rivela infine che la capsula Dragon ha resistito all'esplosione del razzo Falcon 9, finendo poi in pezzi durante l'ammaraggio nell'Oceano Atlantico poco tempo dopo. Un aggiornamento al software di bordo della capsula, fin qui pensato per le future missioni con astronauti umani, permetterà l'apertura del paracadute anche in caso di incidenti come quello sperimentato da CRS-7.

Alfonso Maruccia
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