Claudio Tamburrino

Droni, la giungla aerea di Amazon

L'azienda di Jeff Bezos vuole regole a favore dei dei droni. Propone di riservare uno spazio aereo per continuare la sua sperimentazione ed arrivare alle consegne via UAV

Roma - Guardando all'orizzonte temporale in cui saranno permessi gli utilizzi di droni per la consegna di pacchi, Amazon ha avanzato la proposta di iniziare ad individuare e regolamentare uno spazio aereo specifico da riservare al loro volo.


Il servizio di e-commerce ha dimostrato già apertamente l'interessamento nei confronti delle possibili applicazioni in campo commerciali dei droni volanti: ha ottenuto il permesso per la sperimentazione, ha depositato un brevetto che ne rivendica la tecnologia e sta mettendo alla prova altri sistemi, proporzionati alle diverse dimensioni degli oggetti da trasportare.
Come Amazon, anche realtà come Google ed il produttore di camion dell'Ohio Workhorse stanno investendo nella ricerca in droni, a dimostrazione del fatto che il settore è assolutamente promettente: nel caso di Workhorse l'idea è quella di impiegarli a supporto dei suoi autisti al momento del carico o dello scarico dei camion.

Nonostante tutte queste idee, questo interesse e queste proposte, la Federal Aviation Administration (FAA), l'organismo che negli Stati Uniti monitora e vigila sui cieli, ha dimostrato negli ultimi anni una certa diffidenza rispetto all'utilizzo commerciale dei droni: a preoccupare - negli Stati Uniti come in altri paesi - sono i pericoli legati a degli oggetti che possono cadere in testa ad ignari passanti, che possono interferire con il traffico aereo, e attentare alla privacy. Come dimostrano diversi sondaggi sulla questione - d'altronde - le paure di FAA riflettono quelle della popolazione.
Per cercare di superare queste diffidenze, dunque, ora Amazon cerca la via della regolamentazione e sta per questo lavorando ad una bozza di sistema per il traffico aereo che ha per la prima volta presentato nel corso di una conferenza sponsorizzata dalla NASA presso l'Ames Research Center di Mountain View: proprio un team della NASA, d'altra parte, aveva già avanzato la possibilità di creare un sistema per dirigere il traffico aereo dei droni, chiamato per il momento Unmanned Aerial System Traffic Management.

Proprio l'interesse di più soggetti al settore degli UAV, d'altra parte, in assenza di una regolamentazione specifica, rischia di creare caos e confusione nei cieli, finendo per realizzare le peggiori paure di incidenti e pericoli paventate dagli osservatori e dalle autorità.

"Possiamo essere sicuri ed efficienti - ha riferito il direttore responsabile del progetto droni ad Amazon Gur Kimchi - se tutti sono sicuri ed efficienti".

Nel dettaglio la proposta di Amazon è quella di riservare una zona aerea più bassa di quella dedicata agli aerei: una fascia compresa tra i 200 ed i 400 piedi (65-122 metri) di altezza per quelli più veloci e leggermente più bassa per il traffico locale dei droni più lenti.

Spazio aereo

Inoltre, Amazon propone di redigere un database dei pericoli aerei conosciuti (torri, edifici, alture) da condividere tra i controllori dei droni.

Per quanto riguarda i droni che devono compiere viaggi più lunghi, Amazon propone che siano obbligatoriamente dotati di sensori per individuare uccelli ed altri pericoli passeggeri e di connessione ad Internet e che notifichino il loro tragitto in anticipo: in questo modo il traffico potrà essere sempre sotto controllo, il dispositivo potrà essere tracciato e l'operatore eventualmente avvertito di pericoli in tempo reale, così da poter prevenire gli incidenti.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
1 Commenti alla Notizia Droni, la giungla aerea di Amazon
Ordina
  • http://blogs.discovermagazine.com/drone360/2015/07.../

    As the drone industry continues to gain momentum in the United States, some big-name companies are vying to rule the skies.

    On Tuesday, Amazon — the company that wants drones to deliver goods within 30 minutes of placing an order — unveiled a bold plan to carve out a chunk of airspace that would serve as a fast lane for commercial drones. Amazon’s experts believe this is the best way to accommodate tens of thousands of drones that will be buzzing over our heads in the coming decade.

    Life In the Fast Lane

    Amazon’s aeronautics experts presented their plan at a NASA convention in California aimed at generating novel ideas for managing drone traffic as more and more unmanned systems inevitably take to the skies. Amazon’s plan, outlined in two new papers, would allot airspace for high- and low-speed traffic. Slower drones not equipped with sophisticated navigation and avoidance technology, such as those used for videography and inspections, would be allowed to fly up to 200 feet in the air.

    The airspace between 200 and 400 feet would be reserved for high-speed drones equipped with sophisticated flight systems — basically drones flying with little to no human intervention. The airspace between 400 and 500 feet would be a designated “No Fly Zone” to prevent encounters with manned aircraft also sharing the skies. A defined set of performance standards would be used to determine if a drone used the slow or fast lane.

    Amazon's proposal would create a "fast-lane" for drones equipped with sophisticated autonomous navigation systems. (Credit: Amazon)
    Amazon’s proposal would create a fast lane for drones equipped with sophisticated autonomous navigation systems. (Credit: Amazon)
    Amazon’s proposal has already raised the eyebrows of amateur drone pilots. Currently, hobbyists can fly drones up to 400 feet in the air, so long as they remain within sight and are not flown in restricted airspace. But if Amazon has its way, hobbyists would be stripped of half their allotted airspace. Brendan Shulman, who has 20 years’ experience building and flying drones for fun, says it’s important for regulators to proceed with caution.

    “That’s currently by far the most common use of the technology, so before you disrupt their experience you want to think carefully about what slice of airspace would really be needed by these new technologies,” Shulman told The Guardian.

    It’s a Party

    Amazon isn’t alone in proposing a framework to control drone traffic. More than 14 companies, including Google, Verizon Communications Inc. and Harris Corp., are all working to develop a large-scale air traffic control system that would prevent drones from smashing into each other. Universities across the country are also working on solutions for drone traffic.

    Essentially, a drone traffic control system would keep constant tabs on every drone in the sky. Any proposed system would work under the assumption that all vehicles would reliably connect to the network to identify themselves and their location.

    According to Bloomberg, there’s plenty of incentive for the companies to design an ideal system: “To the winners will go a foothold in an emerging multibillion-dollar economy of unmanned flying machines.”

    The race is officially on, and it will undoubtedly be exciting to watch.

    ---

    Sicuramente la scelta migliore è far gestire il traffico aereo da una IA. Nell'articolo c'è anche un'illustrazione che spiega come intendono ripartire i corridoi aerei fino all'altitudine di sicurezza di 122m, è più esplicativa di mille parole.