Luca Annunziata

Flash, un lungo addio

Amazon annuncia che non accetterà più banner multimediali vecchio stampo. YouTube è già passata ad HTML5. L'inizio della fine per la tecnologia Adobe?

Roma - Anche Amazon manda in pensione Flash: da settembre sui siti del gruppo non saranno più accettate inserzioni pubblicitarie realizzate nel formato rich controllato da Adobe, ufficialmente per andare incontro alle nuove impostazioni dei browser moderni. Ma è evidente ai più che la mossa di Amazon non sia altro che una presa d'atto delle effettive prospettive che ha oggi Flash: un retaggio del passato che ormai risulta superato dalle tecnologie più moderne, come HTML5.

A partire dal 1 settembre dunque Amazon cessa la gestione di banner Flash: "Una scelta dettata dai recenti aggiornamenti delle configurazione del browser Google Chrome, e di quelle esistenti di Mozilla Firefox e Apple Safari, che limitano la rappresentazione di contenuto Flash sulle pagine Web". Mozilla ad esempio ha fatto una scelta in merito lo scorso luglio, Google si appresta a fare lo stesso e di certo la transizione di YouTube ad HTML5 e la posizione di Facebook in merito hanno avuto il loro peso nella decisione.

Era stato Steve Jobs il primo a intervenire nettamente in pubblico per archiviare la questione Flash: sono passati alcuni anni ma, nonostante tutto, il plugin è ancora lì come retaggio di un tempo in cui il Web aveva bisogno di quel pizzico di colore e animazioni in più che HTML da solo non poteva garantire. La ragione per cui Flash è ancora in giro è essenzialmente legata alla legacy: ci sono ancora servizi e siti che mantengono elementi realizzati con questa tecnologia, a volte piccoli elementi ma che per i motivi più disparati non vengono sostituiti o aggiornati.
La scelta di Amazon contribuirà probabilmente ad accelerare la fine di Flash. HTML5 è ormai maturo abbastanza da poter prendere il suo posto, e a beneficiarne saranno tutti: gli utenti che otterranno un Web più sicuro, leggero e meno esigente per quanto attiene il consumo di energia su PC e smartphone; e anche gli addetti ai lavori, che potranno sfruttare una tecnologia più moderna e soprattutto universale.

Luca Annunziata
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