Claudio Tamburrino

Uber assume hacker

Il servizio di car sharing ha assunto i due esperti di sicurezza che hanno dimostrato su strada le falle delle Jeep Cherokee connesse. L'obiettivo Ŕ rendere inattaccabili le proprie driverless car

Roma - Uber ha assunto gli esperti di sicurezza che hanno messo in imbarazzo Chrysler con un hack che ne ha dimostrato le falle: l'obiettivo dell'azienda è mettere alla prova i veicoli completamente automatizzati che non hanno bisogno dell'autista, a cui sta lavorando.

Ad essere accolti nel team Uber sono Charlie Miller e Chris Valasek, i due ricercatori che hanno scovato punti deboli del software di alcuni modelli Jeep Chrysler rendendo pubblico l'exploit dopo aver condiviso i propri risultati con il gruppo Fiat Chrysler Automobiles (FCA).

Mentre il consigliere di Uber Steve Juvertson ha riferito che se Tesla dovesse completare i suoi veicoli automatizzati la startup di San Francisco ne acquisterebbe mezzo milione entro il 2020, il servizio di car sharing ha anche avviato ad inizio anno un proprio progetto di ricerca che la vede collaborare con la Carnegie Mellon University e con l'Università dell'Arizona per sviluppare un proprio veicolo in grado di muoversi senza la necessità di un autista umano.
Insieme ai ricercatori di questi due istituti Uber ha così dato vita al proprio Advanced Technology Center dove ora lavoreranno anche Miller e Valasek con l'obiettivo di individuare eventuali vulnerabilità nel corso dello sviluppo del progetto e garantire così un veicolo in grado di offrire agli utenti il massimo della sicurezza.

Valasek ha già commentato via Twitter il suo entusiasmo per il prossimo esordio con Uber.




Claudio Tamburrino
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