Alfonso Maruccia

Una nuova alleanza per il codec open del futuro

I colossi di rete si coalizzano per lo sviluppo di un formato video che sia soprattutto e a codice aperto: sono della partita i big dell'advertising (Google) e del video (Netflix) così come i difensori del FOSS (Mozilla)

Roma - Amazon, Cisco, Google, Intel, Microsoft, Mozilla e Netflix sono i membri fondatori di Alliance for Open Media (AOM), un consorzio che si prefissa l'obiettivo di creare formati video, codec e tecnologie di nuova generazione per servire esclusivamente il "pubblico interesse". Il codice sviluppato sarà rilasciato sotto licenza open source, e non sarà richiesto il pagamento delle royalty per lo sfruttamento degli (eventuali) brevetti.

La richiesta di contenuti di rete (audio, video, immagini) di alta qualità cresce così come fa lo streaming di video con risoluzioni superiore al classico Full HD, dice la neonata alleanza, e i nuovi formati ideali per l'Ultra HD come HEVC/H.265 sono oberati di costi economici impossibili da sostenere tranne che per i grandi fornitori di servizi telematici come l'onnipresente YouTube.

AOM, per contro, creerà prima di tutto un formato video dotato di spiccate doti di interoperabilità e openness, ottimizzato per l'uso sul Web, scalabile su "qualsiasi" dispositivo moderno o banda di rete, progettato per non consumare troppe risorse hardware, capace di fornire streaming di alta qualità e flessibile per l'utilizzo sia in contesti commerciali che non.
Le aziende partecipanti alla nuova iniziativa garantiscono di "liberare" il nuovo formato dal peso economico dei brevetti in loro possesso; dal punto di vista legale, come sottolinea Mozilla, la partnership è strutturata come un progetto di tipo Joint Development Foundation (JDF) e farà da "scudo" al lavoro dei suoi membri tramite la revisione dei brevetti messi in comune.

Pensata come un progetto a lungo termine destinato a dare i suoi frutti solo da qui a qualche anno, AOM dovrebbe promuovere la diffusione dei contenuti 2K/4K in formato "standard", lavorando assieme al World Wide Web Consortium (W3C) e accorpando gli sviluppi già in corso per i codec next-gen/Ultra HD alternativi ad H.265 come VP10 di Google.

Alfonso Maruccia
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