Gaia Bottà

Italia, campione di inibizioni

L'Italia, stando ai numeri mostrati in una slide di MPA, è il paese europeo che ha all'attivo il più alto numero di siti resi irraggiungibili, tra le azioni dell'autorità giudiziaria e le ordinanze AGCOM

Italia, campione di inibizioniRoma - Al 2015 l'Italia detiene il primato europeo per numero di inibizioni di siti ritenuti in violazione del diritto d'autore: sono 238 i domini che i provider italiani hanno dovuto rendere inaccessibili, sotto l'ordine dell'autorità giudiziaria o su richiesta di AGCOM.



È Okke Delfos Visser, consulente per gli affari legali della Motion Picture Association (MPA) ad offrire uno sguardo sui numeri delle strategie antipirateria che fanno leva sulla collaborazione dei fornitori di connettività per colpire i siti che siano giudicati veicolo di contenuti condivisi senza l'autorizzazione dei detentori dei diritti: strategie che, in uno sguardo d'insieme, mostrano come l'Europa, dopo la prudente sentenza Telekabel dello scorso anno, abbia abbracciato in maniera poco uniforme questa soluzione.

Data per assodata l'esaustività dei dati della slide (Punto Informatico ha contattato Visser per ottenere ragguagli in merito ai dati), i numeri italiani parlano da sé. Le incertezze nell'interpretazione del quadro normativo si sono consolidate in una abitudine, con sempre più frequenti operazioni coordinate dalle forze dell'ordine e provvedimenti di sequestro emanati dall'autorità giudiziaria. Dopo anni in cui i provvedimenti di inibizione che hanno investito punti di riferimento come The Pirate Bay, colpendo così di frequente da anestetizzare le apprensioni della società civile, nel 2013 è entrato in gioco il Regolamento AGCOM, con il quale si è affidato all'autorità amministrativa il compito di accogliere ed esaminare le istanze dei detentori dei diritti e gestire procedure accelerate per complicare l'accesso ai siti per cittadini della Rete italiani. Fin dalle prime inibizioni, il controverso meccanismo italiano ha offerto la massima trasparenza sulle proprie procedure, ormai rodate. È però il numero dei siti inibiti impressi sulla slide di MPA, raffrontato a quelli relativi agli altri paesi europei, a far comprendere come l'avvento del Regolamento AGCOM sia bastato a scatenare l'entusiasmo delle istituzioni che operano a favore della tutela del diritto d'autore e dell'industria, pronti a cambiare opinione su un'Italia da tempo nella lista nera dei paesi pirata.
La realtà italiana è apparentemente paragonabile a quella britannica, che negli ultimi anni ha proceduto a condanne e inibizioni sistematiche, ma in termini numerici, proprio per le più agili procedure amministrative, svetta ancora sui 135 siti colpiti dai provvedimenti del Regno Unito.

Gli altri paesi europei, come indicano gli appunti annotati sulla slide, appaiono variamente intenti nel confronto delle istanze in gioco: ci sono paesi come la Danimarca, storicamente molto attiva nel contrasto alle violazioni online e che conta 41 siti inibiti, come la Spagna, che dispiega con relativa parsimonia e con 24 inibizioni le potenzialità della Ley Sinde, e paesi come la Francia, che ha all'attivo 18 siti irraggiungibili e che sta ancora affinando le proprie strategie antipirateria. Ci sono anche paesi liberi dai filtri come l'Olanda, che attende il parere della Corte di Giustizia dell'Unione Europea dopo anni di dibattito. Quello che resta da valutare, al di là dei numeri e del plauso dell'industria dei contenuti, è l'efficacia di una strategia delle inibizioni che deve ancora dimostrare la capacità di confrontarsi con utenti sempre più smaliziati e con un business della violazioni magmatico e capace di reinventarsi.

Gaia Bottà
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74 Commenti alla Notizia Italia, campione di inibizioni
Ordina
  • Prima i tribunali di tutta italia, poi l' AGCOM. Fra poco ache gli amministratori di condominio potranno inibire un sito. Nel solito, inutile, modo.
    non+autenticato
  • Italia, inversamente proporzionale.
    non+autenticato
  • Diritti di che? Delle cose occultate?
    non+autenticato
  • Dopo non lamentatevi se i film o altri contenuti non arrivano piu' in Italia, nessuno si prende la briga di tradurli/doppiarli e il cinema nel nostro paese e' in piena crisi e ogni giorno le sale del cinema chiudono. Non venite dopo a fare i lacrimoni del coccodrillo accontentatevi propio dei blockbuster americani che arrivano dalle major Sony, Warner e compagnia bella perche' arriveranno solo quelli con un appiattimento verso il basso e senza precedenti, naturalmente il tutto e' gia in atto e si muove in quella direzione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lince
    > Dopo non lamentatevi se i film o altri contenuti
    > non arrivano piu' in Italia, nessuno si prende la
    > briga di tradurli/doppiarli e il cinema nel
    > nostro paese e' in piena crisi e ogni giorno le
    > sale del cinema chiudono. Non venite dopo a fare
    > i lacrimoni del coccodrillo accontentatevi propio
    > dei blockbuster americani che arrivano dalle
    > major Sony, Warner e compagnia bella perche'
    > arriveranno solo quelli con un appiattimento
    > verso il basso e senza precedenti, naturalmente
    > il tutto e' gia in atto e si muove in quella
    > direzione.

    Ma chi si lamenta ?
    Tanto ci sono i ragazzini che subbano, guarda che ci siam già visti tutto il mondo dei manga jappo grazie ai ragazzini che subbano.
    non+autenticato
  • Con il simulcast che è sbarcato in italia di recente, ha decimato il fansubbing.
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > Con il simulcast che è sbarcato in italia di
    > recente, ha decimato il fansubbing.

    Hahahahaha
    Cioè l'arrivo delle cose direttamente in ita ha decimato il fansub !!!!

    Oh che sfortunaA bocca apertaA bocca apertaA bocca apertaA bocca aperta Lo dici proprio come se fosse una cosa brutta.
    non+autenticato
  • Diciamo che è una cosa media.
    Da una parte certi editori si sono svegliati in italia ed hanno capito come stare in un mercato che in italia è molto sofferente (per colpa loro tra l'altro), prima Dynit, poi Yamato video.

    Poi siti come Crunyroll hanno cominciato a mettere i sottotitoli in italiano.

    Però non è tutto oro ciò che luccica, visto che ci sono stati casi in cui adattamento e l'italiano scritto erano al di sotto dei fansub più scarsi che circolavano in rete, Yamato video e Crunyroll in testa.
    Se permetti da persone che fanno questo per lavoro, uno pretenderebbe un minimo di qualità che degli amatori non potrebbero mai dare.

    In italia poi ci sono persone dell'ambiente del fansub italiano che fanno buona parte dei simulcast, sia da parte di Dynit e di recente pure di Yamato, dove la qualità dei sottotitoli si è alzata, paradossalmente.
  • - Scritto da: Lince
    > Dopo non lamentatevi se i film o altri contenuti
    > non arrivano piu' in Italia, nessuno si prende la
    > briga di tradurli/doppiarli e il cinema nel
    > nostro paese e' in piena crisi e ogni giorno le
    > sale del cinema chiudono. Non venite dopo a fare
    > i lacrimoni del coccodrillo accontentatevi propio
    > dei blockbuster americani che arrivano dalle
    > major Sony, Warner e compagnia bella perche'
    > arriveranno solo quelli con un appiattimento
    > verso il basso e senza precedenti, naturalmente
    > il tutto e' gia in atto e si muove in quella
    > direzione.

    se in cambio di tutto ciò i parassiti del copyright italioti faranno la fame, allora è un prezzo RAGIONEVOLISSIMO da pagare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lince
    > Dopo non lamentatevi se i film o altri contenuti
    > non arrivano piu' in Italia,

    Non mi pare proprio che ci sia questa possibilita'.

    > nessuno si prende la
    > briga di tradurli/doppiarli

    Cosi' magari la gente imparera' l'inglese, visto che il nostro e' il paese europeo messo peggio in quanto a conoscenza dell'inglese.

    > e il cinema nel
    > nostro paese e' in piena crisi e ogni giorno le
    > sale del cinema chiudono.

    E la colpa della crisi e' la pirateria!
    Di sicuro non e' il fatto che la gente e' senza lavoro e non ha soldi per l'affitto.

    > Non venite dopo a fare
    > i lacrimoni del coccodrillo accontentatevi propio
    > dei blockbuster americani che arrivano dalle
    > major Sony, Warner e compagnia bella perche'
    > arriveranno solo quelli con un appiattimento
    > verso il basso e senza precedenti, naturalmente
    > il tutto e' gia in atto e si muove in quella
    > direzione.

    Abbiamo centinaia e centinaia di opere pregresse, sufficienti per intrattenere per giorni e giorni.

    E comunque gli unici che si lamentano sono gli INTERMEDIARI PARASSITI, come si evince pure dal tuo post.
  • Tu pensi che è colpa dei film doppiati che la gente non sa l'inglese ? -_-
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > Tu pensi che è colpa dei film doppiati che la
    > gente non sa l'inglese ?
    > -_-

    in spagna le serie tv sono in lingua originale sottotitolate, ci sta una badante che va dai miei genitori che parla inglese imparato dalla tv
    non+autenticato
  • Ma non diciamo fesserie....
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > Tu pensi che è colpa dei film doppiati che la
    > gente non sa l'inglese ?
    > -_-

    Perché ti stupisci? E' un dato di fatto che nei Paesi dove non si usa doppiare la gente sappia meglio l'inglese. Il 14% dei quindicenni italiani lo padroneggia contro il 99% dei danesi.
    Non è l'unica ragione, certo, ma è importante.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/04/lezioni.../
    Funz
    12913
  • ma i download illegali sono diminuiti, rimasti uguali o aumentati? Perchè se non sono diminuiti allora le inibizioni non servono a nulla.
    non+autenticato
  • - Scritto da: prova123
    > ma i download illegali sono diminuiti, rimasti
    > uguali o aumentati? Perchè se non sono diminuiti
    > allora le inibizioni non servono a
    > nulla.

    Tranquillo. Appena arriverà Netflix e la pirateria comincerà ad avere la banda in calo a favore di quella del famoso servizio, grideranno trionfalmente che è grazie alle loro 'soluzioni' che la pirateria è stata debellata!

    Il fatto che ora c'è un'offerta legale ragionevole, la cui mancanza in passato è stato il vero motivo del proliferare della pirateria, verrà incidentalmente omesso Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: hhhh
    > - Scritto da: prova123
    > > ma i download illegali sono diminuiti,
    > rimasti
    > > uguali o aumentati? Perchè se non sono
    > diminuiti
    > > allora le inibizioni non servono a
    > > nulla.
    >
    > Tranquillo. Appena arriverà Netflix e la
    > pirateria comincerà ad avere la banda in calo a
    > favore di quella del famoso servizio, grideranno
    > trionfalmente che è grazie alle loro 'soluzioni'
    > che la pirateria è stata
    > debellata!

    No no, io continuerò a scaricare pirata lo stesso. Inoltre non credo proprio che sarebbe legale tagliare la banda per favorire Netflix.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ........... ......

    > No no, io continuerò a scaricare pirata lo
    > stesso. Inoltre non credo proprio che sarebbe
    > legale tagliare la banda per favorire
    > Netflix.

    Non stavo parlando del tuo caso specifico, ma di quello che succede nei paesi toccati da Netflix, che è un risultato della media delle persone, e non delle eccezioni.
    Una certa percentuale si abbona e lascia perdere (o comunque sfrutta molto meno) la pirateria.
    Quindi la banda sui torrent (per esempio) diminuisce, ovviamente a causa della diminuzione degli utenti, non certo per interventi di terzi.
    La banda di streaming legale invece aumenta.
    Niente di strano.
    Peccato che il risultato avvenga per merito dell'offerta legale che è per la prima volta decente, e non certo per merito di blocchi del tutto inutili.
    Ma i nostri amici dell'AGCOM, vedrai, non tarderanno a autoglorificarsi attribuendosene tutti i meriti.
    non+autenticato
  • Condivido, ma se questo si raggiunge grazie alla pirateria allora questa diventa necessaria.
    non+autenticato
  • - Scritto da: prova123
    > Condivido, ma se questo si raggiunge grazie alla
    > pirateria allora questa diventa
    > necessaria.

    Senza la pirateria saremmo ancora a comprare CD a 20 euro, non esisterebbe lo streaming audio o video a prezzo fisso, non esisterebbe nemmeno iTunes. Netflix non sarebbe neppure immaginabile. Steam avrebbe solo prodotti da 79 euro (prezzo dei titoli console).
    E il kebab sarebbe molto più difficile da trovare.

    Tutta colpa della pirateria!
    non+autenticato
  • - Scritto da: hhhh

    > E il kebab sarebbe molto più difficile da trovare.


    Ad ogni modo io azzardo una previsione.

    Diamo a Netflix un anno di tempo poi nell'ordine succederanno le seguenti cose:
    1) Strilli e urla dalla presidenza piddina della Rai, per estendere il canone anche a coloro che fruiscono di Netflix senza avere un TV

    2) Strilli e urla dalla siae che pretenderanno (e otterranno) un equo compenso aggiuntivo
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: hhhh
    >
    > > E il kebab sarebbe molto più difficile da
    > trovare.
    >
    >
    > Ad ogni modo io azzardo una previsione.
    >
    > Diamo a Netflix un anno di tempo poi nell'ordine
    > succederanno le seguenti
    > cose:
    > 1) Strilli e urla dalla presidenza piddina della
    > Rai, per estendere il canone anche a coloro che
    > fruiscono di Netflix senza avere un TV
    >

    Guarda che se puoi guardare Netflix, il canone lo devi già pagare. Sì, basta un PC, in quanto "adattabile" alla visione di programmi TV.
    Inutile che tu mi dica che anche una lavatrice può essere "adattata" a vedere i programmi TV, basta metterci dentro un monitor e i circuiti, non sono io a fare certe leggi... Triste

    > 2) Strilli e urla dalla siae che pretenderanno (e
    > otterranno) un equo compenso
    > aggiuntivo
    Izio01
    3691
  • - Scritto da: Izio01

    > Inutile che tu mi dica che anche una lavatrice
    > può essere "adattata" a vedere i programmi TV,
    > basta metterci dentro un monitor e i circuiti,
    > non sono io a fare certe leggi...

    Mi spiace correggerti, ma la legge non parla di 'vedere'.
    Parla di 'ricevere'.
    Ed essendo segnali elettromagnetici qualunque oggetto fisico li riceve senza bisogno di adattare alcunché.
    non+autenticato
  • - Scritto da: hhhh
    > - Scritto da: Izio01
    >
    > > Inutile che tu mi dica che anche una
    > lavatrice
    > > può essere "adattata" a vedere i programmi
    > TV,
    > > basta metterci dentro un monitor e i
    > circuiti,
    > > non sono io a fare certe leggi...
    >
    > Mi spiace correggerti, ma la legge non parla di
    > 'vedere'.
    > Parla di 'ricevere'.
    > Ed essendo segnali elettromagnetici qualunque
    > oggetto fisico li riceve senza bisogno di
    > adattare alcunché.

    Eccone un altro, raga ci sono le FAQ eh...

    http://www.abbonamenti.rai.it/Ordinari/ilCanoneOrd...
    non+autenticato
  • - Scritto da: m5s

    > Eccone un altro, raga ci sono le FAQ eh...
    >
    > http://www.abbonamenti.rai.it/Ordinari/ilCanoneOrd

    Ascolta genialoide, secondo te conta di più la FAQ di un sito WEB o la definizione usata dalla legge stessa?
    La legge dice quello che ho scritto io.
    Il sito può dire quello che vuole, ma non è la realtà: possono pretendere il canone anche per una forchetta visto che riceve perfettamente il segnale.
    Da nessuna parte di parla di decodificarlo.
    Che poi oggi non lo facciano è un altro discorso.
    non+autenticato
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